Connect with us
Pubblicità

Trento

Ecco i libri ritirati dalle scuole trentine che hanno portato alla sospensione del percorso Gender

Pubblicato

-

Sta suscitano aspre polemiche, in Trentino, la sospensione del percorso «Gender» nelle scuole, iniziato dal centro sinistra nella precedente legislatura, e sospeso dal nuovo governatore della provincia autonoma di Trentino Maurizio Fugatti in perfetto accordo con l’assessore alle politiche sociali Stefania Segnana e l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti. 

Dopo la sospensione del percorso sui social e sui media si sono scatenate proteste fra le due fazioni, che in alcuni casi purtroppo hanno anche superato il limite.

Alcuni politici di centrodestra sono stati pesantemente insultati e un messaggio «postato» (e poi quasi subito cancellato) sotto un articolo pubblicato da un giornale online noto per essere vicino alle posizioni dei centri sociali Trentini, ha minacciato di morte il consigliere provinciale Claudio Cia, colpevole solo di aver rilasciato delle dichiarazioni contro l’indottrinamento gender in Trentino.

PubblicitàPubblicità

È proprio questa violenza da parte dei simpatizzanti del centrosinistra che fa riflettere sulla bontà delle lezioni «gender» propinate in ben 24 istituti  primari della nostra provincia e costati ai contribuenti 91 mila euro.

Le cosi dette lezioni, secondo le docenti del gender trentine,  dovevano servire a prevenire e contrastare fenomeni di bullismo, violenze di genere, o per combattere il fenomeno dell’omofobia, peraltro assente da sempre in Trentino. Una sorta insomma di approfondimento sulle pari opportunità.

Ma pare che non sia stato così. Secondo diversi osservatori, alcuni dirigenti e genitori le lezioni gender non erano altro che una forma di indottrinamento subdolo rispetto a tematiche come la sessualità o i modelli di famiglia.

Alla base del provvedimento di sospensione delle lezioni «gender» infatti ci sono le molte lamentele da parte dei genitori che erano già stati i primi a manifestare preoccupazioni all’allora governatore Ugo Rossi.

Alcune docenti infatti hanno fatto fatto girare durante le lezioni e anche fuori, dei libri (foto) non molto idonei al tipo di argomento e legati all’indottrinamento gender. Alcuni di questi erano già stati ritirati mesi orsono.

In un caso una docente lo scorso Natale presso un asilo trentino ha spiegato che «si, è vero che esiste la madonna e san Giuseppe, ma esiste anche la coppia formata da due maschi e due donne.» Le immagini in tal senso parlano chiaro.

I libri raffigurati nelle fotografie sono stati l’oggetto del provvedimento di chiusura dei percorsi gender.

Piccolo uovo, uno di questi, scritto da Francesca Pardi, nota lesbica, ha creato problemi in tutti gli istituti italiani.

La scrittrice è da sempre sponsorizzata da tutti i gruppi lgbt d’Italia.

E qui si apre un altro capitolo.

Quasi tutte le docenti «gender» hanno sponsorizzato e sostenuto in modo importante il «Dolomiti Pride» a Trento, i matrimoni gay e l’utero in affitto. Possono essere delle docenti con queste ideologie credibili ed equilibrate nell’insegnamento di una materia così importante a dei bambini piccolini? Ai lettori come sempre l’ardua sentenza

Tanto per cambiare insomma per quanto riguarda la famiglia, secondo il centrosinistra è vietato pensare al solito, vecchio modello con una mamma e un papà.

Tanto per riepilogare, il libro della Pardi racconta il viaggio di un uovo che, prima di nascere, vuol conoscere tutte le “tipologie di famiglia“, comprese quelle omosessuali.

Come se fosse normale mettere tutto sullo stesso piano.

Il libro, che aveva suscitato non poche polemiche ritrae anche, tra vignette e personaggi colorati, due pinguini maschi che accarezzano un piccolo pinguino o ancora, due micie che coccolano due piccoli micini. Allusioni inequivocabili.

 

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Cinque consoli onorari del Trentino incontrano il prefetto Lombardi

Pubblicato

-

Il Commissario del Governo per la Provincia di Trento, Prefetto Sandro Lombardi, ha ricevuto nel pomeriggio odierno, in visita di cortesia, i cinque Consoli Onorari presenti nel territorio provinciale, il Console generale onorario di Romania Dr. Maurizio Passerotti, la Console onoraria di Francia Avv. Maria Emanuela De Abbondi, il Console Onorario della Repubblica del Cile Dr. Aldo Albasini Broll, il Console onorario della Repubblica di Polonia Dr. Walter Cappelletto e la Vice Console onoraria di Spagna Avv. Maria Luisa Negri De Cara.

Il Prefetto Lombardi, insieme con il Viceprefetto Vicario, il Capo di Gabinetto ed il Viceprefetto dot.ssa Giannuzzi, si è intrattenuto con gli ospiti in un cordiale colloquio di benvenuto soffermandosi in particolare sull’importanza che la figura del Console onorario ha assunto, anche nelle realtà locali, con l’accresciuta complessità delle questioni internazionali e l’impatto di molte di esse sulla vita quotidiana.

Nel corso del cordiale incontro le Personalità presenti hanno illustrato le esperienze maturate nei Paesi rappresentati esprimendo reciproci sentimenti di stima e simpatia sottolineati anche dagli ottimi rapporti già instauratisi tra le rispettive Istituzioni.

Pubblicità
Pubblicità

Al termine della visita, il prefetto Lombardi, ha ringraziato i Consoli per l’impegno profuso nell’interesse del territorio trentino e della nazione rappresentata formulando loro i migliori auguri di buon lavoro.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Casoni, degrado ormai fuori controllo

Pubblicato

-

foto: Daniele Demattè

San Giuseppe e san Pio X, due quartieri a forte rischio degrado che in questi anni l’amministrazione comunale non ha seguito con la dovuta attenzione.

Dopo anni di richieste da parte dei residenti, finalmente i giardini della «Nave» sono stati recintati (vedi foto) per così limitare l’entrata a spacciatori, tossicodipendenti e clochard che trasformavano ogni notte l’aiuola in una cloaca lasciando siringhe usate e rifiuti dappertutto.

Diversa la situazione invece dentro i casoni e nelle zone limitrofe dove le testimonianze fotografiche non infondono ottimismo sulla situazione che pare ormai fuori controllo.

Pubblicità
Pubblicità

Il degrado non riguarda solo la parte di via Veneto ma anche e soprattutto quella con le entrate in via Filzi e in via Giusti.

La situazione di quest’ultima è segnalata come la più allarmante.

Le fotografie sono state scattate stamane e sabato.

Le nuove recinzioni dei giardini della «Nave»

La situazione dei casoni

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Matrimonio finito per Francesco Moser? Voci sulla separazione della Leggenda dalla moglie Carla

Pubblicato

-

E’ bastato qualche venticello sottile a sussurrare la presunta notizia e già si vocifera insistentemente sulla fine di una favola durata ben 39 anni: sì, perché se il gossip venisse confermato (e sottolineiamo se), dopo quasi quattro decenni le strade dei coniugi più famosi del Trentino, ovvero Francesco Moser e la moglie Carla Merz, si starebbero definitivamente dividendo.

Un iter che sembrerebbe iniziato, secondo i ben informati, solo pochi giorni fa.

Nessuna certezza ma nemmeno nessuna smentita per ora dagli ambienti più vicini al celebre ex campione trentino, dove di crisi della coppia ancora non si parla.

Pubblicità
Pubblicità

Ma il gossip sulla separazione consensuale in atto starebbe cominciando, nonostante tutto, a circolare.

Notoriamente schivo e riservato, lo Sceriffo Moser, che compirà 68 anni tra due mesi esatti (è nato a Palù di Giovo il 19 giugno del 1951) non ama parlare di sé.

Di lui si sa che, oltre all’amore per la due ruote, i vini, la caccia e la sua terra, nutre soprattutto quello per la sua famiglia, punto di riferimento fondamentale per la leggenda del ciclismo italiano.

Dal matrimonio con Carla Merz, celebrato il 7 dicembre 1980, sono nati i tre figli Francesca, Carlo e il più famoso Ignazio, di recente sempre più al centro del gossip nazionale per essere perennemente sul punto di sposare la sua Cecilia. (Un’unione che ricalcherebbe, nell’eventualità e per un curioso caso di omonimia, le orme dei nonni Ignazio Moser e Cecilia Simoni, i quali convolarono a giuste nozze nella chiesa parrocchiale di Palù di Giovo il 29 aprile del 1933).

Ma Moser non è solo tra gli sportivi più affermati.

Il Francesco nazionale è soprattutto tra i più amati per le qualità umane che ogni giorno sa trasmettere a chi lo segue o ha l’occasione di confrontarsi personalmente con lui.

E se si tratti di un momento di riflessione o dell’atto che sta per scrivere davvero la parola fine sul suo matrimonio con la donna di tutta una vita, certo non si può sapere.

A Gardolo di Mezzo, nelle aree che circondano la cantina Moser, tutto tace. La dimensione è senza tempo, e le strade sono semplici e silenziose, da percorrere ancora a forza di grandi pedalate.

Sotto, una foto di qualche anno fa della famiglia Moser: la moglie Carla e i tre figli Francesca, Carlo e Ignazio.

 

 

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

di tendenza