Connect with us
Pubblicità

Io la penso così…

Valdastico si, Valdastico no – di Enrico Dalpiaz

Pubblicato

-

Spett.Le Direttore,

In questi giorni  sui media si continua a parlare della ormai famosa Valdastico.

Ho letto articoli in prima pagina scritti da direttori di giornali, da ex consiglieri provinciali, e da altre persone che non voglio menzionare.

Pubblicità
Pubblicità

Inoltre parecchie lettere scritte da vari lettori, chi a favore e chi no.

Tutti sono diventati esperti di traffico, di costi, di gravi danni per le falde acquifere, di inquinamento, ecc, ecc.

Giorni fa stavo salendo da Padova sulla A4 e ad un certo punto c’è l’uscita per la Valdastico sud ( che va verso Rovigo) e l’uscita per Piovene Rocchetta che è da dove dovrebbe innestarsi la strada o meglio autostrada che come un ipotenusa raggiungerebbe il Trentino evitando di percorrere molta strada in più!

Il Trentino non deve chiudersi a riccio, ma deve aprirsi, non avendo paura di invasioni di ditte o prodotti che tutti sappiamo spesso sono più competitivi nel prezzo.

Sicuramente, come diceva il nuovo Presidente della Provincia Fugatti, il treno della Valsugana dovrà essere potenziato ed elettrificato!

Si parlava inoltre di sistemare e migliorare alcuni tratti della Valsugana, almeno nei tratti più pericolosi.

Sinceramente non capisco che comuni della sponda dx Adige, da Mori a Riva del Garda siano contrari a quest’opera!

Sappiamo che si è parlato di varie possibilità di sbocco, da Besenello a Caldonazzo ed infine Rovereto Sud in prossimità del casello attuale. Mi auguro che a breve si arrivi ad una decisione definitiva, nel senso che venga finalmente fatta.

Il progresso non si deve fermare, altrimenti non usciremo più da questa crisi che da parecchi anni ci perseguita: Sicuramente non tutti condivideranno il mio pensiero, però vedo che la maggior parte delle persone usa la macchina come mezzo di trasporto, però non vogliono le strade!

Enrico Dalpiaz

Pubblicità
Pubblicità

Io la penso così…

«Friday for Future» a Trento – di Paolo Farinati

Pubblicato

-

Il cambiamento del clima sulla Terra è un problema gravissimo e ormai riconosciuto dalla grande maggioranza dell’umanità.

Da parecchi anni è al centro degli studi scientifici e, seppur ancora timidamente, della politica mondiale.

In questi ultimi mesi, anche grazie alla decisa attività di una giovanissima ragazza svedese, Greta Thunberg di soli sedici anni, il tema ha interessato milioni di giovani e giovanissimi di tantissime Nazioni.

PubblicitàPubblicità

Quest’ultimo venerdì 15 marzo, in molte città di tutto il mondo vi sono state manifestazioni e sfilate, con cui proprio i più giovani hanno voluto far capire l’importanza vitale di un pianeta più sano e meno inquinato per il loro futuro.

Vi sono stati ovunque cortei molto partecipati, molto pacifici e molto determinati nel volere che la politica mondiale si occupi finalmente in maniera responsabile e efficace della salvaguardia dell’ambiente.

Le origini e le cause del mutamento del clima terrestre sono certamente lontane, ci portano alla rivoluzione industriale avvenuta, specie in Europa e nel Nord America, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

L’uso del carbone, del petrolio e dei suoi derivati ha indiscutibilmente alterato l’atmosfera della Terra, provocandone nei decenni seguenti e fino ai nostri giorni il suo surriscaldamento.

Oggi il nostro pianeta ha superato ampiamente i sette miliardi di abitanti e la produzione industriale è ormai pressoché ovunque.

Certamente molti correttivi sono stati introdotti, sia nella produzione di beni che nell’uso di carburanti nella mobilità e nel riscaldamento delle nostre case. Pensiamo che solo pochi decenni fa i camion e le caldaie delle case funzionavano a nafta. Oggi le più grandi case automobilistiche hanno pronte le automobile elettriche o ibride, gli stessi automezzi pesanti avranno motori ibridi e tra qualche anno totalmente elettrici.

Basta leggere i programmi industriali di Toyota, Renault, Nissan, FCA, Mercedes, ma pure di Scania, Volvo, Iveco e altre case produttrici. L’energia elettrica e il riscaldamento saranno sempre più dipendenti da fonti non inquinanti e rinnovabili, come l’idroelettrica, la solare, l’eolica, la geotermica e altre.

Oggigiorno, comunque, il tutto si dimostra ancora insufficiente per migliorare il clima del nostro pianeta, per mantenere le temperature nei vari continenti più moderate e per evitare così lo scioglimento dei preziosi ghiacciai.

Anche a Trento, venerdì scorso, in migliaia i nostri giovani hanno manifestato per il loro futuro sulla Terra.

E’ stata per loro un’esperienza molto interessante e molto coinvolgente. Saranno sempre più determinati nel salvaguardare il nostro meraviglioso ambiente. Sono un dovere morale e una responsabilità civica di cui si sentono fortemente investiti. «Noi tra 50 anni ci saremo, voi no ! E’ inutile conquistare la Luna ma perdere la Terra».

Hanno gridato più volte in maniera decisa ma composta. Il tempo non ci permette altri ritardi. Non staranno più zitti, ne va della qualità e della sicurezza della loro vita futura. Vanno ascoltati.

Paolo Farinati

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Io la penso così…

Riva del Garda: caos Inps, ore di attesa senza un minimo di privacy

Pubblicato

-

«Io la penso così» – Facci sapere anche tu come la pensi – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Spett.Le Direttore,

lunedì mattina 11 marzo 2019  sono stato all’INPS di Riva del Garda.

Pubblicità
Pubblicità

Ciò che ho visto è vergognoso.

C’erano 30 persone che aspettavano con un unica funzionaria addetta allo sportello che oltre che rispondere ai cittadini andava e veniva dagli uffici interni a chiedere o prendere pratiche, perdendo tempo e facendo arrabbiare tutti.

Io sono entrato alle 8.30 e sono uscito alle 12.00 per 10 minuti di domande.

Ma la vergogna ancora più grande è il fatto che manchino tutte due le porte che separano la sala d’aspetto con gli uffici per le consultazioni.

Praticamente i presenti erano informati di tutte le richieste dei contribuenti in contrasto con la legge sulla privacy che tanto gli enti sbandierano.

Questo potrebbe configurarsi come reato penale. Se è così che vuole tutelare le persone….

Tutti con le orecchie come radar ad ascoltare i problemi altrui, vergogna è ora che si faccia qualcosa.

Spero che questo mio sfogo venga letto da chi di dovere per così provvedere a sistemare immediatamente le cose.

Renato Calcari

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Io la penso così…

Trentino: svastiche, enti locali, titoli di studio e mancanza di competenze – di Amedeo Zeni

Pubblicato

-

«Io la penso così» – Facci sapere anche tu come la pensi – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Gentile Direttore,

ho sempre considerato il Trentino e, di riflesso, l’Alto Adige, come una provincia caratterizzata dalle buone pratiche di amministrazione e dalla diffusione di valori quali la democrazia, la libertá, l’antifascismo e il rifiuto di qualsiasi ideologia che si richiami alla persecuzione cui purtroppo abbiamo assistito con la tragedia della Shoah causata dall’antisemitismo.

PubblicitàPubblicità

Leggere della nomina a capo della segreteria da parte del nuovo rappresentante per gli enti locali, Mattia Gottardi ( entrato nella giunta provinciale trentina a causa della scomparsa di Rodolfo Borga, sebbene con deleghe ridimensionate e senza vicePresidenza), di una figura proveniente dalla destra xenofoba e antisemita come Marika Poletti lascia francamente esterrefatti e suscita non poche preoccupazioni.

Visto il curriculum della stessa, privo di ogni titolo di studio o competenza specifica per il settore, e noto alle cronache solo per la svastica tatuata sul voluminoso polpaccio, assieme peraltro ad altre “rune e l’intero ciclo tratto dal Canto di Odino del Crepuscolo degli Dei, oltre a varie altre citazioni di Nietzsche” come dichiarato dalla stessa Poletti in un’intervista, sorge spontaneo chiedersi se le Istituzioni, locali e nazionali, lasceranno che l’apologia di fascismo, nazismo e antisemitismo, possa divenire l’unica ragione per essere assunti in Trentino (a spese della Pubblica Amministrazione) a gestire i rapporti con i Comuni e con il Consiglio Provinciale.

Nella speranza che le Istituzioni democratiche, a iniziare dallo stesso Consiglio Provinciale trentino, abbiano uno scatto d’orgoglio e si oppongano a un simile sfregio delle Istituzioni, non resta che attendere che, come in altri casi simili, le forze democratiche e l’opinione pubblica sappiano creare i necessari anticorpi democratici e civili a una simile degenerazione.

Amedeo Zeni

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

di tendenza