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Trento

Piazza Mostra: nel 2019 via ai lavori di riqualificazione. Sarà solo pedonale

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Il Comune di Trento ha bandito nel novembre 2016 un concorso di progettazione per individuare il professionista al quale affidare l’incarico di redazione del progetto di riqualificazione di Piazza della Mostra a Trento.

Obiettivo dell’Amministrazione era la valorizzazione di un importante spazio aperto della città che ha perso, nel corso del tempo, la sua centralità dal punto di vista sociale, economico, culturale e turistico e, in generale, di riferimento urbano per residenti e visitatori, fino a diventare, allo stato attuale, un anonimo parcheggio a supporto di funzioni commerciali o residenziali situate in zone limitrofe del centro storico.

La piazza si trova in un contesto di primaria importanza per la storia e la cultura della città di Trento e l’Amministrazione ha valutato che la progettazione dell’intervento di riqualificazione della stessa si prestasse ad essere oggetto di una procedura aperta di selezione del progettista attraverso lo strumento del concorso di progettazione, ai sensi delle vigenti norme provinciali.

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E’ stata pertanto esperita la procedura del concorso di progettazione, di tipo aperto senza preselezione, articolato in due fasi.

Il bando non prevedeva il possesso di requisiti minimi da parte dei professionisti, per permettere la più ampia partecipazione.

Il concorso ha visto la presentazione di 21 proposte che sono state esaminate dalla Commissione per la prima fase. Di queste proposte, come previsto dal bando, 10 sono state selezionate per la partecipazione alla seconda fase.

Una seconda Commissione ha selezionato tra queste la proposta ritenuta migliore, elaborata dall’arch. Michele Andreatta di Trento, che così descrive sinteticamente il progetto:

“Nel corso della storia Piazza della Mostra ha sempre rappresentato uno spazio di separazione fra la città e il Castello del Buonconsiglio, non svolgendo mai di fatto il ruolo di piazza malgrado il suo nome attuale.

Il tema del progetto non è pertanto quello di creare semplicemente una piazza, ma di ricucire simbolicamente e fisicamente quella distanza fra il castello e la città che si esprime al giorno d’oggi attraverso un vuoto urbano privo di significato e di qualità.

Il progetto prevede una sequenza di spazi a diverse altezze che dal centro storico conducono fino all’ingresso del castello, nel tentativo di valorizzare non solo la piazza ma l’intero percorso che dal centro porta al castello. Il progetto si compone di tre spazi principali a tre quote diverse per consentire un comodo superamento del dislivello dalla quota attuale di Piazza della Mostra a quella dell’ingresso al Castello del Buonconsiglio e realizzare finalmente un accesso sbarrierato al complesso museale attraverso la Porta S. Martino”.

Il progetto preliminare risultato vincitore del concorso di progettazione è stato presentato alla conferenza dei servizi tecnici comunali, che ha espresso parere favorevole all’approvazione del progetto, richiedendo alcuni adeguamenti di carattere funzionale relativi al previsto lieve spostamento della sede stradale.

Il progetto preliminare è stato trasmesso per un parere preliminare alla Soprintendenza per i Beni Culturali che lo ha presentato al Comitato per i Beni Culturali provinciale nel settembre 2018. Il Comitato ha espresso in maniera molto articolata un parere favorevole con alcune prescrizioni ed osservazioni.

Il progettista pertanto, come previsto dal bando di concorso, ha introdotto nel progetto preliminare alcune modifiche non sostanziali che, mantenendo le caratteristiche principali del progetto risultato vincitore del concorso di progettazione, rispondono alle osservazioni e richieste espresse dalla Conferenza dei Servizi comunali e dalla Soprintendenza per i Beni Culturali tramite il proprio Comitato consultivo.

Il bando di concorso richiedeva la presentazione di un progetto di riqualificazione della piazza che consentisse la realizzazione dell’intervento in due lotti. Nel bando di concorso il primo lotto era destinato alla riqualificazione di Piazza della Mostra e di via della Mostra, mentre il secondo lotto di lavori era destinato alla valorizzazione dell’accesso al Castello del Buonconsiglio, ad eventuali interventi di valorizzazione del rapporto della piazza con il Castello ed in generale ad interventi di mitigazione degli effetti del traffico veicolare presente su via Card. Bernardo Clesio.

Il bando del concorso di progettazione richiedeva che ognuno dei due lotti fosse completamente realizzabile ed autonomamente concluso, funzionale e fruibile indipendentemente dalla realizzazione dell’altro lotto.

Il progetto preliminare vincitore del concorso prevede un importo netto dei lavori, comprensivo degli oneri della sicurezza, rispettivamente di euro 436.500,00 (primo lotto) e di euro 737.200,00 (secondo lotto).

Il Bilancio comunale prevede per l’Esercizio 2019 l’importo di € 630.000,00 per la realizzazione del primo lotto e l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva di entrambi i lotti.

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Trento

Orso M49: gli aggiornamenti e il video del rilascio al “Casteller”

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Prosegue l’attività delle squadre del Corpo forestale provinciale che sta monitorando l’area in cui è stata documentata la presenza dell’orso dopo la sua fuga dal recinto speciale del Casteller.

L’ultimo avvistamento è stato fatto ieri sulla Marzola. 

Fino a questo momento non sono intervenuti elementi di novità.

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Nel frattempo il Servizio foreste e fauna della Provincia rende disponibile un nuovo video che testimonia il momento del rilascio di M49 nel recinto del Casteller.

Questo per mettere fine ai teoremi complottisti inventati dal mondo animalista e per dimostrare che l’orso era arrivato al Casteller vivo e vegeto.

Anzi, talmente vivo e in perfetta forma da essere in grado di abbattere una rete metallica con 7.000 volt di portata e fuggire a gambe levate sulla Marzola.

La provincia di Trento dopo la cattura pensa di portare l’Orso M49 in Germania, in una struttura apposita e sicura. 

Fra vignette, lazzi, frizzi e battute ironiche c’è anche chi per l’occasione ha dedicato una poesia all’Orso M49 e perfettamente in rima.

Eccola, firmata da G.D.: 

Terzo dì de latitanza,
la ricerca la va a oltranza.
L’orso Rambo superstar
senza pù radiocolar
par che l’abia sconfinà;
i l’ha vist sora Susà.

No, contrordine! L’è altrove!
porca vacca se ‘l se move!
quatto quatto, pian pianin,
l’è passà da Bosentin.

“No , no gh’è d’aver paura,
è circondato!”, i rassicura,
ma me sa che el circondà
o l’è n’altro o l’è scampà.

Forsi en zerca de ristoro
l’è diretto a Gocciadoro
a far visita ala tana
de parenti ala lontana,

o forsi ‘l sta tornando endrè
però ‘l colmo el sarìa che
‘ntant che i zerca da tre dì
no ‘l se sia movest da lì
sot le vigne al Casteler
che ‘l se beve en bon bicer!

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Trento

Ermanno Grassi condannato a due anni per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti

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Ermanno Grassi l’ex direttore generale di Itas Assicurazione è stato condannato in primo grado a 2 anni di reclusione per calunnia nei confronti di Alessandra Gnesetti la sua segretaria che grazie alle sue rivelazioni fece scoppiare il clamoroso «scandalo Itas»

Grassi inoltre dovrà risarcire con 10 mila euro Alessandra Gnesetti.

L’indagine dei carabinieri del ROS, era iniziata all’inizio del 2016, all’indomani di un demansionamento di Alessandra Gnesetti che aveva raccontato agli investigatori l’uso di un fondo in modo stravagante ed indebito.

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Grassi aveva scaricato la colpa dell’uso del fondo sulla dipendente, poi licenziata.

La donna però, accusata ingiustamente, ha cominciato a vuotare il sacco ai carabinieri del ROS, confermando di essersi solo limitata ad eseguire gli ordini di Grassi, che a quanto pare usava il fondo per i suoi acquisti privati e non per le spese dell’assicurazione.

L’accusa che Grassi mosse proprio all’ex collaboratrice Gnesetti era quella di aver mentito sulla questione della badante della madre pagata da ITAS.

Come si ricorda Alessandra Gnesetti aveva dichiarato che Ermanno Grassi aveva dato disposizioni per la modifica di una fattura in modo da poter addebitare ad Itas la prestazione di assistenza a favore della madre.

E quanto dichiarato dalla allora segretaria poi risultò veritiero.

La Gnesetti è stata inoltre completamente assolta dall’accusa di falso per i punti della patente.

Lo stesso Grassi, con pochi punti sulla patente e dopo l’ennesima sanzione, aveva chiesto all’ex funzionaria di dichiarare che fosse stata lei alla guida dell’auto sanzionata per eccesso di velocità.

Dopo la calunnia c’erano altri due capi di imputazione per i quali la procura aveva chiesto la condanna di Grassi:  tentata estorsione e falso.

Non è stato condannato per la tentata estorsione, l’accusa più pesante e temuta, nei confronti del presidente Di Benedetto.

Grassi secondo l’accusa aveva fatto pedinare il suo presidente, e con le informazioni recuperate lo avrebbe ricattato per ottenere 390 mila euro di premi aziendali, destinati a lui e ad altri dipendenti la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti.

L’ex direttore di Itas era stato anche denunciato dalla compagnia per truffa. 

Denuncia che Itas aveva ritirato dopo un risarcimento di meno di 200 mila euro.

L’accordo aveva permesso alla compagnia di mettere una pietra tombale sulla vicenda che probabilmente avrebbe avuto gravi percussioni grazie alla sfilata di oltre 80 testi che avrebbero scoperchiato magari altre cose compromettenti di cui non andare fieri.

Fra le numerose «miserie» (molte) e «nobiltà» (poche) dello scandalo ITAS, aveva creato particolare attenzione e sconcerto nella comunità la conferma da parte dei carabinieri dei ROS dell’esistenza di un «cerchio magico» chiamato «I divini» condotto da «Zeus» l’ex direttore generale ITAS Ermanno Grassi.(qui articolo)

Al di là dell’ilarità, che fin dall’inizio della scoperta aveva creato momenti tragicomici e facili battute fra la comunità trentina, dalla ricostruzione in fase d’indagine fatta da numerosi testimoni che operavano all’interno della compagnia assicurativa ai carabinieri del Ros, era emerso che tutti «i divini» avrebbero saputo dei presunti illeciti, soprattutto per quanto riguardava il sistema di fatturazione.

Uno stesso dipendente di ITAS attraverso alcune intercettazioni confermate negli interrogatori avrebbe infatti dichiarato « Se arriva qui la Finanza andiamo tutti in galera».

Ed in questo caso il dipendente è stato buon profeta.

 

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Trento

Convenzione difensore civico: firma anche Michele Bortoli sindaco di Madruzzo

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Ha firmato anche il Comune di Madruzzo.

Stamane il sindaco Michele Bortoli è stato ricevuto dal presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, e le due autorità – affiancate dal difensore civico provinciale in carica, Daniela Longo – hanno sottoscritto il protocollo di convenzione tra l’amministrazione comunale e il servizio di difesa civica, che è gratuito per tutti i cittadini.

Madruzzo è il risultato della fusione tra Lasino e Calavino, municipi che in precedenza erano entrambi già convenzionati.

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Si rinnova quindi l’apertura a questa funzione di controllo e di assistenza ai cittadini: Bortoli ne ha riconosciuto l’importanza e l’utilità, spiegando che in assenza di un ufficio legale comunale, l’intervento dell’ombudsman risulta prezioso anche per l’amministrazione comunale. Indiscussa è poi la sua funzione in favore della trasparenza, così come certa è l’efficacia conciliativa dei suoi interventi in controversie talora annose, come quella che a Madruzzo si trascina dal 1956 – e forse si risolverà presto – per una questione di demanializzazione d’un accesso stradale.

Kaswalder ha detto che il difensore sente entrambe le parti e garantisce una terzietà molto gradita al cittadino.

Attualmente risultano convenzionati 140 Comuni trentini su 175.

Restano ancora impermeabili a questo strumento di tutela della cittadinanza in particolare due ampie zone montane come la Paganella e la valle dei Mocheni.

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