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Alto Garda e Ledro

Elisuperficie dell’Ospedale di Arco, Cia (AGIRE): «Ripristinare il servizio di vigilanza notturna»

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Attraverso una comunicazione del direttore dell’Ospedale di Arco la cittadinanza è venuta a conoscenza del fatto che dal primo gennaio 2019 non verrà svolto il servizio di vigilanza notturna presso l’elisuperficie adiacente all’Ospedale di Arco (e per la precisione dalle ore 21:00 alle ore 08:00).

Il servizio in questione veniva eseguito molto responsabilmente da parte dei vigili del fuoco di Arco, i quali da molto tempo avevano fatto presente alla politica e alla precedente amministrazione provinciale con a capo Ugo Rossi le criticità che hanno portato a questa decisione (proponendo anche delle soluzioni peraltro).

Un decisione presa quindi dalla precedente giunta di Centrosinistra.

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Perciò all’Azienda Sanitaria non resta che procedere ad una gara d’appalto; fino ad allora gli elicotteri dovranno atterrare su terreni ritenuti idonei distanti dal nosocomio, con la necessaria conseguenza che i pazienti dovranno esservi trasportati tramite ambulanza.

Sulla questione è intervenuto oggi anche il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia.

«Non dobbiamo dimenticare il grande e importante lavoro svolto fino ad oggi da parte dei vigili del fuoco di Arco (ai quali vanno i miei più sentiti ringraziamenti), è chiaro che questo disguido porterà con sé molte problematiche per i pazienti e per la nostra macchina pubblica. I pazienti verranno portati di qua e di là come dei pacchi postali, con l’aggravante, inoltre, di dover assicurare un servizio di trasporto notturno con ambulanza dedicata per il trasporto dal Pronto Soccorso di Arco al punto dove atterra l’elicottero; tanto più se si considera che a quel Pronto Soccorso arrivano donne gravide in procinto di partorire e, proprio per questo, necessitano di arrivare rapidamente alla sala parto più prossima che si trova a Rovereto. Siamo difronte ad una sanità Trentina che paga anni e anni di tagli operati dal centro-sinistra» – spiega il consigliere

Secondo Cia «è quindi più che necessario incontrare le parti coinvolte al fine di trovare una soluzione immediata, magari attraverso le proposte che sono state fatte in questi anni; un servizio essenziale come la vigilanza notturna dev’essere ripristinato, tanto più dopo che sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per acquistare i visori notturni al fine di consentire un volo sicuro anche nelle ore con assenza di visibilità».

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Alto Garda e Ledro

“Ciclovia del Garda, completare al più presto il collegamento con la sponda bresciana”: il sopralluogo del presidente Fugatti

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“Siamo consapevoli che si tratta di un importante biglietto da visita per il Garda trentino che si affaccia verso la sponda lombarda e che, come è stato ribadito anche pochi giorni fa nell’incontro che la Giunta provinciale ha avuto con gli amministratori dell’Alto Garda e Ledro e della Vallagarina, il completamento del collegamento ciclabile con Limone è considerato prioritario. Oggi ho voluto dare seguito agli impegni presi con gli amministratori locali e verificare di persona lo stato delle cose e quali siano le soluzioni progettuali sul tavolo. Vogliamo fare presto e bene, senza nasconderci che l’opera è impegnativa”: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha commentato così il sopralluogo che ha fatto questa mattina, accompagnato dall’ingegner Mario Monaco, dirigente del Servizio opere stradali e ferroviarie, sul tratto di strada che da Riva del Garda va verso Limone, sulla sponda bresciana del lago, per vedere sul posto quali siano le soluzioni progettuali possibili per completare il collegamento ciclabile con la sponda bresciana.

La Ciclovia del Garda è un anello che, una volta completato, sarà di circa 140 chilometri e collegherà tutte le sponde del lago.

Il progetto, che coinvolge i territori delle Regioni Veneto e Lombardia e della Provincia autonoma di Trento che si affacciano sul Garda, rientra nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche previsto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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Se vogliamo andare avanti, come i sindaci ci hanno chiesto – ha aggiunto Fugatti – dobbiamo capire quali sono i progetti, quindi oggi, con i tecnici provinciali, siamo venuti a fare un sopralluogo sui vari lotti verso il confine lombardo perché crediamo che questa sia un’opera da portare avanti nel più breve tempo possibile, perché è utile ai territori, a fini turistici e per i collegamenti. Adesso si passa alla fase delle decisioni progettuali e del reperimento delle ulteriori risorse necessarie”.

E’ una fase, ha evidenziato il presidente Fugatti, che vedrà proseguire il dialogo con il territorio, anche perché si tratta di un intervento che comporta anche la sfida tecnica di coniugare efficienza strutturale con il rispetto di un paesaggio unico e conosciuto nel mondo.

Per quanto riguarda l’opera nel suo complesso sono due i tratti di competenza trentina, per collegarsi con le sponde bresciana e veronese: quello da Riva del Garda a Limone, di 6,648 chilometri di lunghezza, e quello tra Torbole a Malcesine, di 5,524 chilometri.

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Alto Garda e Ledro

Arco: fuga di gas, chiusa via Damiano Chiesa

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I vigili del Fuoco di Arco dopo essere intervenuti per una fuga di Gas hanno deciso di chiudere via Damiano Chiesa.

Dopo il sopralluogo è stato deciso di chiudere la strada al traffico. I vigili del fuoco infatti hanno definito la fuga di gas «importante».  La perdita dopo oltre un’ora di lavoro è stata intercettata e la strada è stata riaperta.

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Alto Garda e Ledro

Pietramurata, motociclista 74 enne esce di strada. Ricoverato con la milza spappolata in rianimazione

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L’allarme è scattato alle 12.30 circa.

Sulla strada Statale 45 bis un centauro è uscito di strada vicino all’acquacoltura in località Marocche. 

Il 74 enne, Germano Scandini di Comano, che conduceva il suo scooter è uscito da solo schiantandosi a bordo strada.

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Sul posto sono accorsi i vigli del fuoco di Dro, un’ambulanza, la polizia Locale e l’elisoccorso che ha trasportato il ferito al santa Chiara in codice rosso. 

Il 74 enne è ricoverato in rianimazione in condizioni gravi ma non è per il momento in pericolo di vita.

La prognosi rimane riservata.

I riscontri medici parlano della Milza spappolata e di alcune costole fratturate.

Il 74 enne è monitorato costantemente dall’equipe medica del pronto soccorso del santa Chiara per capire la reazione nelle prossime 24 ore.

La strada è rimasta bloccata per circa un’ora per consentire i soccorsi, con lunghe code in entrambi i sensi

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