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Fiemme, Fassa e Cembra

Incidente Fedaia, il pulmino era rubato e il conducente ubriaco. Nei guai 2 giovani

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Sembrava un incidente come tanti quello successo vicino al lago di Fedaia in val di Fassa la notte fra 30 e il 31 dicembre 2018. (qui articolo)

Un pulmino sul quale viaggiavano 6 ragazzi fra i 18 e 1 31 anni si è ribaltato ed è andato a schiantarsi contro un muro.

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La probabile causa dell’incidente è da ricercare probabilmente nella strada resa scivolosa dal ghiaccio.

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Tre dei feriti erano stati trasportati in elicottero al Santa Chiara di Trento, le loro condizioni erano gravi ma non sono in pericolo di vita, mentre gli altri 4, meno gravi  erano stati ricoverati a Cavalese.

Tutti stavano rientrando a casa dal lavoro da un hotel della zona.

Arrivati sul posto i Carabinieri di Canazei hanno subito capito che c’era qualcosa che non tornava.

I successivi accertamenti condotti dai militari portavano ad appurare che che l’automezzo in questione era stato rubato poco prima da due giovani operatori stagionali presenti in Val di Fassa per motivi lavorativi che venivano deferiti alla Procura della Repubblica di Trento per il reato di furto aggravato.

Il conducente del pulmino è poi risultato positivo all‘alcol test, e quindi stata guidando in stato d’ebrezza.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ospedale Cavalese: sette parti in due giorni

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Contro le critiche rispetto alla ripresa del punto nascita di Cavalese prende le difese del sistema Alessandro Arici, referente del gruppo «Parto per Fiemme» ed attivista da tempo per la riapertura del nosocomio trentino.

Ma soprattutto arrivano i parti che in sole 48 ore sono stati 7, e 5 in un solo giorno

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“Tra i parti che ci sono stati negli ultimi giorni, uno dei quali sarebbe durato appena venti minuti, alcuni bimbi avrebbero potuto nascere in elicottero o addirittura in macchina”, afferma Arici a difesa della riapertura del punto nascita.

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E a ulteriore dimostrazione dell’attrattività di Cavalese ci sarebbero in ogni caso anche delle richieste di assistenza arrivate da Bolzano.

Anche i costi, nonostante le critiche, potrebbero diventare addirittura più sostenibili rispetto ad altri punti nascita, dato che fino all’ottobre del 2014, l’ospedale di Cavalese era quello con il peso economico per posto letto più basso del Trentino.

“Livelli di sostenibilità più accettabili sono possibili – dice Arisi – . Le nascite sono in crescita progressiva così come i livelli di sicurezza e la qualità del servizio ospedaliero locale, tanto da prevedere entro un paio di anni un bilancio totalmente positivo”.

Per Arisi inoltre, anche il 25% dei parti cesarei, per un ospedale alpino di primo livello, non sarebbero un dato da sottovalutare.

E la validità dell’essere un nosocomio di valle non sarebbe il solo punto di forza dell’ospedale: gli alti livelli di sicurezza e di vite umane salvate testimonierebbero infatti la praticità e la necessità della sua permanenza sul territorio.

“Il resto – ci spiega – sono inutili critiche politiche su questioni sulle quali ad esprimersi dovrebbe essere unicamente la popolazione locale. Al contrario, serenità e motivazione dovrebbero fare sì che il personale medico non perda il mordente per continuare a garantire qualità per la salute della popolazione”.

E per ciò che riguarda la carenza di personale, il rappresentante di «Parto per Fiemme» ricorda che il fenomeno rappresenta la triste realtà di una problematica non solo trentina, ma anche nazionale.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Svelati date e programma della 62esima edizione della Festa dell’Uva

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Anche quest'anno la sfilata dei carri allegorici sarà il momento clou della Festa dell'Uva

A un mese dal taglio del nastro la Pro Loco di Giovo ha svelato il programma della 62esima edizione della Festa dell’Uva, storica kermesse che rende omaggio all’uva e alla cultura del vino della Val di Cembra e che quest’anno si terrà dal 20 al 22 settembre. (altro…)

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ospedale di Cavalese: ieri sopralluogo dell’assessore Segnana

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Sopralluogo oggi dell’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, all’ospedale di Cavalese.

L’assessore, affiancata dal direttore generale dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon, è stata accolta dal sindaco Silvano Welponer e dal presidente della Comunità della Val di Fiemme, Giovanni Zanon, nonché dal direttore medico del presidio ospedaliero, Pierantonio Scappini.

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“Come è già stato annunciato – sono state le parole dell’assessore Segnana – con lunedì 2 settembre sarà disponibile una sala operatoria dedicata alle emergenze ostetriche, uno dei requisiti previsti dal Comitato Percorso Nascita Nazionale per la riapertura del punto nascita in Val di Fiemme.”

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“I lavori si sono conclusi in anticipo rispetto alle previsioni e la sala, così come le attrezzature e le tecnologie sanitarie rispondono in pieno ai requisiti di conformità e sicurezza indispensabili per le mamme e i nascituri.”

“Volevamo quindi rivolgere un grazie di persona a tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo importante, come anche ai medici e a tutti i professionisti di ortopedia e di chirurgia“.

Quello di Cavalese è davvero un presidio fondamentale per un territorio di montagna, quale è il Trentino:

“La deroga concessa all’ospedale di Cavalese è del tutto indipendente dal numero di parti – ha commentato l’assessore Segnana – La riapertura del punto nascita è legata all’appartenenza ad un’area ortograficamente difficile, quale è appunto un territorio di montagna dove è fondamentale garantire ai nostri cittadini i servizi essenziali.”

“La riapertura poi è stata anche una risposta alla forte richiesta che è venuta dal basso, dal territorio, e la presenza qui oggi sia del sindaco Welponer che del presidente Zanon lo sta a dimostrare: lo sappiamo bene che nascere a Cavalese costa di più, ma davvero non possiamo farci dettare l’agenda delle priorità politiche solo da puri calcoli economici”, conclude l’assessore anche in risposta alle recenti polemiche.

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