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Trento

Gender in Trentino, Cia (AGIRE): «La scuola non sia il vivaio per futuri militanti ideologici»

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«Più che condivisibile la decisione degli Assessori provinciali Segnana e Bisesti di sospendere i progetti di educazione di genere che non fanno altro che promuovere l’ideologia gender» – A dirlo attraverso una nota è il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia.

E ancora: «Affermare che questa teoria non esiste è a dir poco surreale, nonché subdolo e lo dimostra il fatto che un libro che tratta di un bambino alieno che non aveva ancora “deciso” se essere maschietto o femminuccia era destinato a dei bambini di quarta elementare dell’Istituto comprensivo di Trento. Purtroppo è evidente che nelle nostre scuole c’è un problema culturale, dal momento che una parte della classe politica e dirigente le ha scambiate per luoghi dove instillare agli studenti pensieri ideologici che poi possono essere funzionali a movimenti politici; tutto questo è inaccettabile, la scuola deve tornare ad essere la scuola».

Il consigliere di Agire per il Trentino porta a sostegno della sua tesi alcuni «stamp» (vedi sotto) catturati dalle pagine facebook di un gruppo di formatrici che stanno continuando a difendere questi progetti gender.

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«Nei profili Facebook di queste persone si può notare che ci troviamo di fronte a dei veri e propri attivisti politici che promuovono pensieri fuorvianti capaci di minare l’equilibrio dei nostri ragazzi. È giusto che tutti abbiano il diritto di esprimere la propria opinione, ma chi si occupa di formazione dovrebbe avere la dignità di rispettare la crescita armonica dei nostri figli e non volersi sostituirsi alle famiglie. Paradossalmente sii allontana dalle nostre scuole chi promuove la vita e si aprono le porte a chi invece la vita la complica».

«Il rispetto degli altri non verrà mai messo in discussione, – conclude Claudio Cia –  così come non dovranno mai essere messi in discussione il ruolo primario della famiglia nell’educazione dei figli (tutelato a livello costituzionale), l’importanza della scuola come luogo di formazione e l’ambito pubblico (e non privato) che riguarda l’istruzione. Chi vuole fare propaganda ideologica abbia il coraggio e la cortesia di candidarsi: la scuola non deve essere il vivaio di futuri militanti ideologizzati di qualche partito».

 

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Trento

Morte Cristina Pavanelli, i tifosi della Trentino Volley: «Continua a tifare con noi»

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L’incidente avvenuto nei pressi di Lipsia in Germania si è portato via Cristina Pavanelli di Baselga del Bondone

La donna, 63 anni,  era a bordo di un pullman Flixibus, in viaggio da Berlino a Monaco, che è uscito fuori di strada e si è rovesciato. (qui le foto e l’articolo)

Nell’incidente sono rimasti feriti 60 passeggeri, 9 dei quali gravi.

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Per lei purtroppo non c’è stato nulla fare.

Feriti anche i due figli, ma non in pericolo di vita.

Aveva deciso insieme ai due figli di seguire dal vivo le due finali della Champions League di pallavolo, vinte dalle squadre italiane di Civitanova Marche nel maschile e Novara nel femminile.

Da anni Cristina era tesserata per la curva gialloblù, ed era una presenza immancabile sulle tribune della Blm Group del Palatrento.

Cristina era tifosa, ma l’aveva colpita soprattutto il clima familiare che si respirava nei palazzetti, anche fra tifosi di squadre diverse.

Gli amici della Curva Gislimberti hanno voluto ricordarla con un breve messaggio: «Tutta la curva Gislimberti vuole salutare per l’ultima volta Cristina Pavanelli, una propria tesserata ma prima di tutto una vera appassionata di Volley. Siamo vicini ai figli Martina e Michele e a tutta la famiglia. Ciao Cristina, continua a tifare con noi. Un abbraccio.»

Era sempre pronta a partire, e proprio nelle trasferte non doveva mai mancare il tempo per qualche visita culturale.

Al funerale i tifosi trentini saranno presenti con una delegazione.

Quella per la pallavolo era una passione di famiglia: la figlia Martina ha militato per alcuni anni fra le fila del Marzola, storica società di Povo.

Solo due anni fa aveva perso l’adorato marito.

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Trento

Precariato: le grandi «scoperte» e responsabilità dei sindacati trentini

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nella foto il segretario della CGIL trentina Ianeselli

Sindacati trentini ancora sotto la lente d’ingrandimento e in continuo calo di consenso da parte degli stessi tesserati.

L’ultima scoperta di Cgil, Cisl e Uil è infatti di ieri: hanno aperto gli occhi sul fatto che la povertà risiede anche nei lavori precari e sottopagati.

Verità sacrosanta, ma chi ha avvallato negli anni tutti i nuovi contratti atipici?

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Chi ha permesso leggi che mettono in condizione le cooperative di assumere senza diritti?

Chi ha votato a favore dell’abrogazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori?

E poi Job Act, lavori a chiamata per citarne solo una parte?

Sempre loro: Cgil, Cisl e Uil.

Solamente che quando al governo c’era la sinistra, loro se ne stavano zitti e non si sarebbero mai permessi di “ disturbare il guidatore”.

Ai sindacati in versione governativa, andava più che bene che ci fossero retribuzioni nell’ordine degli 800 euro quindi ben al di sotto del minimo vitale, ma posizioni utili per abbassare il tasso di disoccupazione e quindi parlare di successo della sinistra.

Che poi con 800 euro il lavoratore non arrivasse nemmeno a un quarto del mese, ai sindacati nulla importava.

Adesso che il governo è cambiato il gioco sindacale vorrebbe essere quello di utilizzare tutto quanto andava bene con la sinistra al potere, per dare il via ad una nuova stagione di rivendicazioni sindacali, consapevoli che tra i lavoratori serpeggia il malcontento.

Le richieste?

Un nuovo piano di edilizia pubblica, contrattazione integrativa e sostegno alle aziende che innovano.

Non male come faccia tosta. Facciamo un esempio.

C’è un’azienda che fa riferimento al mondo della cooperazione che sta assumendo lavoratori da un’agenzia interinale con contratti a chiamata giornaliera che prevedono una paga lorda oraria al di sotto dei 9 euro.

Il tutto per non richiamare al lavoro quei dipendenti titolari di un contratto stagionale.

Il rapporto di lavoro è perfettamente legale, ma grazie a quanto hanno avvallato e fatto finta di non vedere i sindacati, impegnati a enfatizzare la politica governativa di sinistra, infischiandosene dei lavoratori.

Serve un nuovo piano di edilizia pubblica? Un’altra scoperta.

Peccato che con un clima diverso per i sindacati la capacità abitativa di Itea era perfetta e tutto sembrava andare per il meglio.

Cgil, Cisl e Uil prima di avanzare pretese, farebbero meglio a fare autocritica riconoscendo gli errori commessi a danno dei lavoratori e invece di rivendicare, chiedere aiuto per riparare alle troppe castronerie commesse.

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Trento

Il Parco delle Terme di Levico “rinasce” grazie a un concorso di idee

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La tempesta Vaia nel parco di Levico ha causato lo sradicamento o lo schianto di 216 grandi alberi.

Oggi lo storico Parco delle Terme rinasce, grazie ad un concorso per la creazione di installazioni artistiche da realizzarsi con alberi caduti o parti di essi, ispirate al appunto tema della resilienza e della rinascita.

Per le iscrizioni c’è tempo fino alla mezzanotte del 1 giugno 2019.

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Il concorso è organizzato dal Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con il Comune di Levico Terme, Tsm-Step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, l’Osservatorio del Paesaggio del Trentino, l’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai e ad Arte Sella.

In palio ci sono tre premi, messi a disposizione dal Comune di Levico, da 500, 1500 e 3000 euro. I tre progetti premiati saranno inoltre pubblicati su riviste di settore.

Tronchi e radici potranno essere riutilizzati e ricollocati nel parco a evocare il senso della rinascita. Gli alberi caduti troveranno quindi una nuova forma per rivivere nel parco. Le opere saranno utili anche per riflettere sul tema dei cambiamenti climatici.

Il concorso è aperto a singoli o gruppi con almeno un soggetto che abbia comprovata esperienza in campo artistico o abbia conseguito il diploma di laurea specialistica in discipline artistiche, scienze agrarie, architettura, ingegneria, paesaggio o laurea breve con master di specializzazione. Una giuria valuterà i progetti che saranno presentati.

Entro la mezzanotte del 1 giugno 2019 i candidati dovranno inviare una PEC all’APT Valsugana, all’indirizzo aptvalsugana@pec.cooperazionetrentina.it, manifestando l’interesse a partecipare. Vanno allegati il curriculum vitae del/dei candidati, il modulo d’iscrizione (che può essere scaricato dal sito: http://www.naturambiente.provincia.tn.it/parco_levico/), copia del bonifico della quota di partecipazione di 80 euro.

Entro il 15 giugno 2019 ai concorrenti sarà comunicata via e-mail l’accettazione dell’iscrizione.

I candidati potranno quindi accedere al materiale messo a disposizione per la progettazione in formato digitale direttamente dal sito che sarà indicato dalla segreteria del concorso.

Entro le 13.00 di venerdì 19 luglio dovrà essere fatta la presentazione dei progetti.

Entro il 31 agosto 2019 la giuria esaminerà i progetti presentati, individuando i tre migliori lavori, che saranno ammessi alla fase esecutiva. La fase esecutiva inizierà e si concluderà nel mese di settembre.

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