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Trento

Sospesi i percorsi «Gender» in tutte le scuole Trentine

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La provincia autonoma di Trento per voce del presidente Maurizio Fugatti ha disposto lo stop ai percorsi di educazione di relazione di genere, comunemente chiamati «Gender»

Da dopo le vacanze di Natale in 24 istituti scolastici trentini il progetto sarà sospeso in attesa di ulteriori approfondimenti

La decisione è stata presa dopo un confronto con l’assessore alle pari opportunità Stefania Segnana, l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti e l’assessore al lavoro Achille Spinelli. 

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Lo stesso Bisesti sul suo profilo facebook ha festeggiato la decisione con l’hastag salviniano ormai conosciuto da tutti, #dalleparoleaifatti

Un progetto che il centrodestra ha sempre fortemente contestato in questi ultimi anni con un’alzata di scudi senza precedenti.

Non è mistero che la nuova Giunta, capeggiata dal Maurizio Fugatti abbia in passato eretto le barricate per i libri sull’educazione di genere nelle scuole trentine portando avanti l’ideologia tradizionale dell’orientamento sessuale.

Il progetto è stato finanziato dalla precedente giunta di centrosinistra attraverso l’agenzia del lavoro di Trento con 91 mila euro.

Nella circolare si legge: «Si ritiene necessario verificare la piena coerenza dei contenuti educativi dei percorsi con le aspettative delle famiglie rispetto ai valori che la giunta provinciale intende perseguire ed agli indirizzi conseguenti».

Si parla di 83 percorsi di educazione alla relazione di genere, con un totale di 858 ore di attività di formazione.

Le attività prevedevano in concreto due linee: una riguardava i percorsi formativi dedicati ai docenti su stereotipi e differenze di genere che prevedevano laboratori di educazione al genere per gli studenti per promuovere la parità e contrastare la violenza. L’altra invece degli incontri e seminari per i genitori su «influenza degli stereotipi nelle scelte formative».

La decisione della Giusta Fugatti è stata presa dopo una segnalazione legata alla  distribuzione del libro «Extraterrestre alla pari» alle classi quarte di una scuola elementare della città.

Nel libro si parla di un piccolo extraterrestre che non è né bambino né bambina perché scopre il proprio sesso solo dopo i 20 anni.

Secondo l’assessore Stefania Segnana va fatto un approfondimento per capire cosa preveda realmente questo percorso sul genere che non può vertere sulla necessità di non educare i bimbi alla differenza tra maschi e femmine. Le iniziative non saranno  comunque sospese ma bensì cambiate nelle sue linee guida.

Dopo le decisioni della Giunta le opposizioni sono partite all’attacco. «Per la giunta educazione fa rima con discriminazione» – replica Futura 2018

«Dopo la stretta sull’accoglienza dei migranti, – aggiunge Futura 2018 – ecco che la scure si abbatte sui progetti di educazione alla relazione di genere.  La giunta provinciale  invece ripropone un modello di società patriarcale, con al centro l’uomo bianco e eterosessuale, fondamentalista dal punto di vista religioso, retrivo nei rapporti sociali. E che è spaventato e quindi odia qualsiasi “diverso”. Di questo passo una comunità sprofonda nella barbarie».

Sulla stessa linea il gruppo consigliare del Partito democratico Trentino: «Nella legittima libertà della nuova Giunta provinciale di fare i propri approfondimenti, per comprendere quale importante e serio lavoro stiano facendo quotidianamente le nostre scuole, per aiutare i nostri studenti a costruire una società più equa perché più giusta e rispettosa, nella relazioni interpersonali come nella vera libertà delle scelte formative, ci auguriamo che chi deve decidere riesca ad avvalersi del contributo molto competente degli operatori scolastici, che possono testimoniarne l’importanza educativa, fuori da strumentalizzazioni politiche sull’inesistente “teoria gender “. Auspichiamo poi che queste giuste verifiche siano fatte molto in fretta, perché se la programmazione scolastica resta ferma troppo a lungo, la scuola e gli studenti ci perdono un anno».

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Trento

Operazione «Black Point», le congratulazioni del presidente Maurizio Fugatti

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«Congratulazioni alla Polizia e alla Magistratura per le indagini che hanno condotto, e che hanno portato ad una importante operazione, e grazie a nome della comunità trentina per aver dato un segnale importante del fatto che il territorio è ben presidiato e che la vigilanza è alta»: con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha commentato gli esiti dell’operazione “Black Point”, che ha assicurato alla giustizia i presunti autori di furti in appartamenti di Trento e di Bolzano.

“Nel nostro ordinamento – ha aggiunto il presidente Fugatti – attraverso i processi si dice una parola definitiva in ordine alle responsabilità penali individuali, ma non possiamo che essere soddisfatti della risposta che le forze di polizia e la Magistratura hanno dato a episodi criminali che avevano molto allarmato la comunità perché, con le dimore, è stata violata anche l’intimità di molte famiglie. E’ bene che si sappia che in Trentino, grazie all’assiduo impegno degli operatori della sicurezza ma anche al diffuso senso di legalità, non c’è spazio per rimanere impuniti se si delinque. Voglio ringraziare quindi per il lavoro svolto, e per quello che ancora dovranno portare a termine, il Procuratore Sandro Raimondi, il Questore Giuseppe Garramone e tutti i loro collaboratori”.

L’operazione ha portato all’arresto di 3 albanesi e un romeno. Sono state emesse anche otto ordinanze di custodia cautelare e quattro decreti di perquisizione.

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Questo il bilancio dell’operazione “Black Point”, scattata alle prime luci di giovedì 17 gennaio e condotta dalla Squadra mobile di Trento diretta dal vice questore Salvatore Ascione con la collaborazione degli omonimi reparti di Milano e dalla Squadra mobile di Bolzano.

Si tratta del primo risultato di un’operazione iniziata nello scorso mese di ottobre in seguito a numerosi furti in appartamento realizzati tra Trento e Bolzano. 

30 in tutto i furti in abitazione commessi tra i due capoluoghi, 26 a Trento e 4 a Bolzano, tutti operati con le stesse modalità: prima i sopralluoghi, poi l’intrusione notturna e la rottura degli infissi di balconi o porte finestre, con particolare abilità nel raggiungere i piani alti delle abitazioni

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Trento

Lupi, scontro Zanotelli – Rossi in aula

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Nel question Time di stamane in aula consiliare momenti di nervosismo fra il consigliere di minoranza Ugo Rossi e alcuni esponenti della giunta.

Rossi aveva chiesto a Maurizio Fugatti lumi sulla questione dalle recenti vicende accadute ad Ala, relative all’attacco dei lupi. (qui articolo)

Nell’interrogazione l’esponente del PATT chiedeva se la giunta intendesse resistere al ricorso pendente presso la Corte Costituzionale presentato dal Governo nazionale  il 6 settembre 2018 nei confronti della norma, varata dal governo Rossi, che prevede l’abbattimento, per motivi di pubblica sicurezza e la tutela degli allevatori, di lupi e orsi.

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Questo per difendere le prerogative dell’autonomia speciale e la possibilità di dare una risposta concreta e reale ai timori e alle preoccupazioni degli allevatori e dei cittadini.

A rispondere però è stata l’assessore Zanotelli e questo ha innervosito molto Rossi.

Zanotelli ha confermato la volontà della Giunta nella difesa dell’ordinamento provinciale in merito alla gestione dei grandi carnivori di cui si è registrata negli ultimi anni una significativa permanenza nel territorio provinciale con danni al comparto zootecnico.

«Nel dicembre scorso durante la visita del ministro Centinaio si è affrontato il tema dei grandi carnivori e vi sarà presto un confronto sul tema con i governatori del nord Italia. Ci si appellerà anche entro la settimana al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. E’ singolare – ha aggiunto Zanotelli – la richiesta del Patt il cui ex assessore Dallapiccola aveva dichiarato nella scorsa legislatura che orso e lupo non sono pericolosi per l’uomo e invocava la convivenza con i grandi carnivori. Il ddl per l’abbattimento – ha concluso Zanotelli – era stato presentato a fine legislatura probabilmente per motivi politici».

La risposta decisa e secca dell’assessore Giulia Zanotelli ha messo a tappeto Ugo Rossi che nella sua replica si è dichiarato “molto soddisfatto” della prima parte della risposta, che conferma la volontà dell’attuale Giunta di proseguire nel ricorso per tutelare su questo tema le prerogative dell’autonomia davanti alla Corte Costituzionale.

Poi Rossi, apparso molto nervoso, ha spiegato che la risposta dell’assessora si è trasformata in un piccolo comizio, arrivando a citare un ex assessore, in maniera un po’ inusuale per l’aula. Durante il question time, ha ricordato Rossi, non si erano mai sentite valutazioni politiche come queste. Per questo ha chiesto al presidente Kaswalder di vigilare affinché le risposte della Giunta alle interrogazioni a risposta immediata si attengano alle domande, e non assumano un taglio politico.

Il governatore Fugatti è intervenuto dicendo a Rossi «di stare sereno»

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Trento

Fondo stradale scivoloso: auto si cappotta sulla Fricca

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Era alla guida della propria vettura sulla statale della Fricca quando ad un certo punto ha perso il controllo della propria vettura, la donna trentanovenne trasportata al Santa chiara ieri mattina, poco dopo le 8, con ferite procurate dall’incidente.

La dinamica non è ancora chiara ma sembra che il veicolo si sia capottato a seguito di una sbandata in corrispondenza di una curva, dopo che la donna aveva perso il controllo del mezzo per cause ancora da appurare.

Sono stati i vigili del fuoco di Centa San Nicolò a liberarla dalle lamiere per poi affidarla ai sanitari che sono tempestivamente giunti sul posto assieme alle forze dell’ordine che hanno effettuato i dovuti rilievi. Un altro degli incidenti questo, che risolleva la questione della sicurezza sulla strada della Fricca: la tratta diventa pericolosa in inverno soprattutto a causa delle ampie zone in ombra dove il ghiaccio rende il fondo stradale scivoloso: si raccomanda prudenza.

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