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Trento

La Voce del Trentino diventa rosa, Elisabetta Cardinali nominata nuovo direttore

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Al via la rivoluzione rosa.

C’è una donna alla guida de «La Voce del Trentino».

Per Elisabetta Cardinali, le sfide vanno accettate e vinte.

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40 anni, romana naturalizzata trentina, cresciuta giornalisticamente tra Trento, Bolzano e la capitale, un passato televisivo iniziato negli studi di Telepace a Roma e poi nella sede trentina sotto la guida di Maurizio Mellarini. 

Poi le esperienze nelle televisioni locali, a Video33 e Rttr.

Elisabetta Cardinali il 10 dicembre 2012 ha superato l’esame di Stato diventando giornalista professionista.

Adora le arti creative e il canto e parla perfettamente 4 lingue.

Chi la conosce bene la definisce «una vera macchina da guerra, tenace, intraprendente e rispettosa di tutti, con spiccate doti per il lavoro di gruppo»

Suona pianoforte e chitarra, «Anche se da quando faccio giornalismo ho dovuto abbandonare» – confida la nuova direttrice.

Il suoi punti di riferimento giornalistico sono Oriana Fallaci, Gianna Preda e Tina Merlin.

Cardinali è ora pronta a prendere il timone della “grande nave”, come ama chiamare La Voce del Trentino, la testata fondata nel 2012 dalla Cierre edizioni che oggi la seconda più letta e popolare della provincia di Trento.

Fresca di nomina e già direttore responsabile de La Voce di Bolzano, la “piccola nave”, la gemella altoatesina che a soli quattro mesi dall’apertura vanta numeri importanti, Elisabetta ha accettato la proposta del doppio incarico.

E lo ha fatto, quasi accettando un insolito regalo natalizio, proprio nella giornata del 24 dicembre 2018

Una realtà, quella della Voce del Trentino, da 15 milioni di pagine lette solo nel 2018

Numeri che creano aspettative sul tipo di responsabilità che la aspetta.

Bisogna guardare avanti e a margini di miglioramento sempre più importanti. L’ambizione non è un peccato.

Negli ultimi 6 mesi il record di lettori giornaliero è stato battuto già 5 volte a dimostrazione della crescita continua della testata.

Un quotidiano che con l’apertura della Voce di Bolzano è ora radicato su tutto il territorio regionale e non solo provinciale.

La doppia direzione intimorisce?

«L’ottimo avvio de La Voce di Bolzano,  partita a settembre di quest’anno, deve aver convinto la Cierre delle grandi potenzialità di sviluppo di entrambi i prodotti editoriali. Una guida unica è certamente più complessa ma segue la logica dell’affidarsi alla competenza, principio che da noi è fondamentale, così come la fiducia. Posso contare inoltre su due ottime squadre di colleghi e collaboratori. E’ grazie a loro se le testate godono di ottima salute. “Le sfide vanno accettate”» ha affermato.

E ancora: «Ne resto convinta. Me lo disse una collega qualche anno fa, preparandomi alla dipartita da Video33, è non me lo sono più scordato. Ero solo una praticante in cerca del suo posto (giornalistico) nel mondo, i tagli della redazione mi proiettavano allora verso un futuro incerto. Io non ho mai mollato. Oggi però credo, più di tutto, che le sfide vadano vinte».

Elisabetta Cardinali sostituisce alla direzione Alfonso Norelli rimasto al timone della testata per 6 mesi.

Un cambiamento ai vertici tutto rosa dicevamo, perché nel team entra anche un nuovo responsabile organizzativo che è  Cristina Chemelli (foto sotto) che si occuperà di curare e organizzare tutti i progetti legati ai format video, magazine e documentari che Cierre Edizioni comincerà a realizzare dal 2019.

Una figura quella di Cristina Chemelli che è diventata indispensabile dopo la firma dell’accordo avvenuto il 14 dicembre 2018 fra la Cierre Edizioni e la ZalCom che è diventata l’unica concessionaria per la raccolta pubblicitaria de «La Voce del Trentino» e la «Voce di Bolzano», le due testate giornalistiche che fanno capo all’editore Roberto Conci (nella foto sotto la firma dell’accordo)

L’accordo di fatto ha mandato in pensione la struttura commerciale interna alla testata e quindi liberato molti spazi e risorse da poter investire in altri servizi.

Il contratto prevede un «matrimonio» di 5 anni durante il quale è stato deciso un incremento minimo del 50% del fatturato, la metà dei quali saranno investiti nel marketing strategy nel brevissimo periodo.

Nell’Equipe delle due testate entrano anche 6 nuovi collaboratori, due dei quali dalla metà di Gennaio saranno assunti con regolare contratto. 

 

 

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Trento

Provincia e Cooperazione Trentina: un’intesa per il futuro del territorio

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Un incontro all’insegna del reciproco riconoscimento e della condivisione dei valori che hanno portato nei 129 anni di storia della cooperazione trentina ad un modello di gestione dei beni collettivi che costituisce un unicum nel panorama nazionale: venerdì mattina la presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Marina Mattarei ha accolto assieme al consiglio di amministrazione la Giunta provinciale, che ha svolto la consueta seduta del venerdì nella sede di via Segantini.

Un’importante occasione di confronto e di aggiornamento reciproco, che ha consentito alla Federazione di presentare al governatore e agli assessori i dati complessivi del sistema cooperativo trentino, le cui imprese stanno concludendo proprio in questi giorni le assemblee di bilancio, e di offrire alla Giunta una panoramica sia economica sia sociale del ruolo e delle attività.

“La Cooperazione Trentina cresce, sia nel numero di persone che la abitano – +10.653 soci e socie nell’ultimo quinquennio, + 2.939 collaboratori e collaboratrici – sia nei risultati economici, confermandosi un distretto vivace e innovativo, un esempio di sviluppo, solidarietà ed autonomia” ha detto Mattarei.

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Il presidente della Provincia, ringraziando per l’invito, ha voluto evidenziare come sia stato “un onore e anche un’emozione essere presenti in questa sede dove i valori fondanti del Trentino hanno portato il nostro territorio ad essere quello che è oggi”.

Nell’occasione è stata firmata un’intesa per il rafforzamento della collaborazione tra Federazione e Provincia, confermando la volontà di condividere obiettivi ed interventi per i prossimi anni. “I temi e le problematiche più rilevanti che provengono dal mondo della cooperazione non possono essere esclusi dall’agenda della Giunta” ha commentato il governatore.

“In un momento in cui i temi centrali per il nostro territorio sono il rapporto fra centro e valli, lo spopolamento e la fatica di rimanere in montagna, la cooperazione può dare una risposta concreta e rappresenta una garanzia e un’opportunità che dobbiamo riuscire a mantenere” ha detto ancora il presidente, ricordando l’importante contributo della Cooperazione Trentina agli Stati Generali della Montagna, nei quali viene condivisa e trasmessa una visione che disegnerà il Trentino per i prossimi 10-15 anni.

Anche il vicepresidente della Provincia e assessore alla cooperazione ha sottolineato l’importanza di condividere un percorso comune: “Siamo consci che attraverso il vostro apporto possano essere date risposte a nuove esigenze e nuove necessità che stanno emergendo.” Ha detto rivolgendosi al consiglio di amministrazione della Federazione.

“Credo di interpretare il pensiero anche degli altri colleghi di Giunta dicendo che ci sentiamo tutti partecipi di questo modello che ha garantito e sostenuto chi è più debole e chi ha dei bisogni, un ruolo che la cooperazione ha dimostrato di saper rivestire.”

Ha aggiunto il vicepresidente, evidenziando che: “Assieme possiamo rendere tutto più facile, anche nella gestione di problematiche che riguardano l’ambiente e la promozione del territorio nella sua globalità, partendo soprattutto dalla formazione di giovani e dall’investire sulle nuove generazioni“.

“Iniziamo la legislatura nel segno della sinergia” ha commentato nel suo intervento l’assessore all’istruzione e cultura: “In gioco c’è il futuro del Trentino. Abbiamo appena visto una bella esperienza condotta scuola elementare.” Ha detto, riferendosi ad un progetto educativo che è stato mostrato sul finire dell’incontro.

“Educare fin da piccoli è fondamentale, in questo intento ci deve unire la prospettiva del Trentino che vogliamo. Il nostro territorio sicuramente ha vissuto momenti difficili dai quali è uscito più forte. Sappiamo tutti che le sfide economiche e sociali non sono da poco, per questo abbiamo bisogno di un impegno corale”.

Anche l’assessore all’agricoltura e foreste ha voluto rilanciare il tema dei giovani.

“Anche nell’agricoltura questa Giunta guarda con attenzione le proposte, come il tavolo Agriyoung. Proprio nel Ddl semplificazione è stato previsto un apposito spazio per i giovanissimi, per l’accesso al credito in particolare. Penso anche alla banca della terra e alla possibilità dell’affiancamento di un esperto al giovane che inizia un’attività”.

Quindi un riferimento alla ricerca e al fiore all’occhiello per il nostro territorio che è la Fondazione Mach, non dimenticando il tema degli investimenti, con progetti che sappiano restituire ricadute positive sul territorio.

In allegato slide e memorandum dell’incontro

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Trento

Fallimento Mercatone Uno: preoccupazione da parte dell’assessore Spinelli

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La notizia improvvisa del fallimento di Mercatone Uno viene appresa con preoccupazione anche dalla Provincia autonoma di Trento.

Lo conferma l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli che dichiara la massima attenzione e celerità prima di tutto per attivare le tutele previste per i lavoratori ed in secondo luogo per dare mandato a Trentino Sviluppo di verifica delle ipotesi di insediamento alternative che è possibile proporre alla curatela o di individuazione delle imprese già presenti che possano assorbire almeno parte della forza lavoro trentina.

La Shernon Holding (proprietaria del marchio) aveva alzato bandiera bianca nel mese di aprile 2019 (qui articolo) chiedendo il concordato e per i dipendenti del Mercatone Uno (una trentina) si era aperto lo scenario peggiore degli ultimi anni.

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Solo ad agosto dello scorso anno la Shernon aveva acquisito i 55 punti vendita della nota azienda di Imola finita in gestione ai commissari straordinari.

Nelle intenzioni della holding, il concordato voleva salvaguardare l’operatività e la continuità aziendale e prova ad azzerare tutti gli equilibri e assetti aziendali per ridare competitività alla catena di punti vendita di Mercatone Uno.

Poi il 23 maggio la dichiarazione di fallimento.

Nelle ultime settimane però i magazzini erano vuoti, i fornitori non consegnavano o ritiravano la loro merce in quanto non pagata e i clienti venivano rimborsati per la mancata consegna di quanto ordinato a singhiozzo.

Ora sono molti i clienti che hanno dato la caparra e che non potranno più ritirare la merce. In poche parole ci rimetteranno soldi e merce. In molti punti vendita sono infatti già stati messi i sigilli.

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Trento

Oltreconomia festival, dietro c’è il centro sociale Bruno

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Forse non tutti sanno ed allora è bene ricordarlo, che dietro ad Oltreconomia Festival che si terrà dal dal 29 maggio al 2 giugno al Parco Santa Chiara, c’è il centro sociale Bruno e di riflesso la sinistra antagonista con derive anarchiche.

Il festival nasce nel 2013 per iniziativa dell’associazione Yaku, del centro sociale Bruno e dei Richiedenti Terra per il reinvestimento dei rimborsi riconosciuti alla conduzione della campagna politica in vista del referendum sull’acqua bene comune.

Ufficialmente Oltreconomia Festival si autofinanzia tramite le associazioni organizzatrici e il lavoro volontario.

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Sarebbe però interessante avere la certezza che un festival che in particolar modo nell’edizione di quest’anno sarà marcatamente ideologizzato, che ha esponenti del Bruno (l’ex Stefano Bleggi e Filippo Rigotti) nel ruolo di “ moderatori” ed il trasferimento di attività del centro sociale al parco Santa Chiara, non riceva direttamente o indirettamente dei finanziamenti da parte della Provincia, contributi ovviamente concessi dalla passata amministrazione di centro sinistra.

Nel programma è inserito il laboratorio “ Libera la parola” che sono i corsi di italiano normalmente organizzati al Bruno.

Un incontro del quale sarà protagonista il coordinamento No A31. Valdastico Nord.

Ma anche “ Diritto di emigrare e criminalizzazione della solidarietà nel tempo dei populismi” al quale tra gli altri, prenderà parte Pia Klemp ex comandante Iuventa e Sea Watch.

Non mancherà la presentazione del libro: “ Canapa. Una storia incredibile” che sarà l’occasione per parlare della “ cultura della canapa” con la partecipazione dei referenti dei negozi di prodotti di canapa – più noti come cannabis shop – regionali.

Interessante specialmente a sempre meno giorni dalla fatidica data dello sgombero del centro sociale Bruno, il dibattito sul tema “ Occupa e rigenera. Ogni spazio maltrattato funziona meglio come spazio occupato” dal titolo di una canzone della band “ Assalti Frontali” al quale prenderanno parte “ titolati “ esponenti della sinistra antagonista: Luca Federici di Rimaflow, Margherita Grazioli dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma, Luca Saccomandi del Lume di Milano e Genuino Amantino.

Insomma clima antifascista, posizioni politiche antagoniste e di certo ampi spazi per il confronto democratico, sono garantiti.

Ma anche tutte tematiche che stranamente e guarda caso si contrappongono ai programmi del governo locale e centrale.

A questo punto non ci si trova più di fronte ad un festival alternativo a quello dell’Economia che tanto per capirne il taglio, lo scorso anno ospitò il faccendiere Soros, ma ad un’allegra scampagnata dei centri sociali ai quali il sindaco Andreatta ha regalato in concessione gratuita il parco Santa Chiara.

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