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Trento

La Commissione Tutela Ambiente Montano della SAT vince il premio ambiente Euregio 2018

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Grande soddisfazione in casa SAT per questo importante riconoscimento, che premia l’intenso lavoro, la competenza, la passione, l’impegno dei volontari TAM, sia per quanto riguarda gli 11 anni sul campo nella diffusione della conoscenza su temi ambientali, che il recente progetto BiodiversiTAM.

Dieci anni di storia per il Premio Ambiente Euregio, assegnato ad Innsbruck nei giorni scorsi, il quale si compone di tre categorie: “Progetti e idee”, “Impegno e Attività” e “Premio Energia Trentino conferito dall’Agenzia Provinciale per l’Energia (A.P.R.I.E.)”.

Felice e commosso il presidente della TAM Cristian Ferrari, che ringrazia per il risultato conseguito tutti i membri della Commissione: Elena Guella (vicepresidente SAT), Massimo Vettorazzi, Marta Gandolfi, Chiara Fedrigotti, Alessandro De Guelmi, Antonio Vareschi, Enrico Ravanelli, Paolo Cavallerio, Ascanio Zocchi, Bepi Pinter, Matteo Tambutini, Valdo Barna e Alberto Inzigneri.

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La SAT ha, tra i suoi scopi statutari, oltre alla conoscenza e all’esplorazione della montagna, la «tutela del loro ambiente naturale».

Il sodalizio si è da sempre preoccupato della sorte dei boschi, della fauna e delle acque delle montagne del Trentino istituendo anche un osservatorio permanente, la Commissione Tutela Ambiente Montano (TAM), un organo tecnico-consultivo, con compiti primari riguardanti lo studio dell’ambiente montano e la diffusione dell’attenzione per la natura e la difesa del territorio.

Una missione, ben espressa dalla quarta delle 10 Tesi di Moena, presentate il 5 ottobre 2007 in occasione del 113°Convegno della SAT, dedicato a “Montagna e cambiamenti climatici”: «La modifica dei comportamenti all’interno di una collettività dipende in gran parte dalla consapevolezza dei problemi. Sia i cittadini che le istituzioni devono essere informati e sensibilizzati sull’entità e sulla scala degli eventi che si stanno profilando, mettendo anche in luce le ripercussioni sulle attività che svolgono. Occorre promuovere formazione ad ogni livello […]».

Una trattazione completa sullo stato dell’ambiente alpino, aggiornata 10 anni dopo, nel 2017, con il convegno dal titolo “Moena 2.0”.

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Il tema è quello dell’educazione, della sensibilizzazione, della diffusione della conoscenza scientifica. Parole e concetti nei quali la SAT e la Commissione TAM hanno sempre creduto e ai quali ha voluto dedicare crescente impegno e attenzione. Nel tempo, le attività organizzate hanno portato ad ampliare l’oggetto dell’educazione, con approfondimenti riguardanti anche le altre parole-chiave delle tesi di Moena: l’acqua, gli ecosistemi, i ghiacciai, la pianificazione territoriale.

Uno sforzo notevole che, a partire dal 2016, ha trovato un’espressione unica e coordinata attraverso il Progetto denominato “BiodiversiTAM”.

BiodiversiTAM: breve storia di un progetto

A partire dal 2007, le attività di educazione e divulgazione svolte dalla TAM hanno quindi seguito tre principali linee d’azione: i corsi di formazione, le pubblicazioni e le giornate di studio.

–    Corsi di formazione. Nel corso degli anni, la TAM ha organizzato diverse iniziative di formazione, articolate in interventi didattici e uscite sul territorio, realizzati, grazie al supporto, costantemente offerto, da importanti realtà museali trentine, come il MUSE – Museo delle Scienze di Trento (ex-Museo Tridentino di Scienze Naturali) e il Museo Civico di Rovereto, e al coinvolgimento di numerosi professionisti esperti del settore. Un bell’esempio di networking, che si è esteso anche alle Scuole, all’Università, ai parchi naturali e agli enti della Provincia Autonoma di Trento.

Tra i principali appuntamenti organizzati negli ultimi 10 anni ricordiamo:

–       Corso Natura 2000 (2007) – 6 incontri (2 presso la sede SAT e 4 sul campo), dedicati alla conoscenza sulla legislazione che regolamenta la gestione dei siti Natura 2000, ad apprendere i principi di interpretazione degli habitat e a comprendere gli impatti delle attività antropiche sulla loro conservazione.

–       Corso H2O – Sarca (2009) –  3 giornate per sensibilizzare i soci sui temi inerenti l’acqua e il crescente sfruttamento di questa preziosa risorsa, guidati dal corso del Fiume Sarca, dalla foce fino alle sorgenti glaciali. Tra gli argomenti affrontati durante il percorso: la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, lo sfruttamento idroelettrico, le peculiarità botaniche degli ambienti fluviali, elementi di geomorfologia.

–       Pianificazione e Gestione delle aree montane (2 edizioni: 2011 e 2012) → due corsi nati dall’esigenza di maturare una maggior consapevolezza nell’ambito della pianificazione territoriale, intesa come lo strumento principale di previsione, interpretazione e indirizzo delle trasformazioni che interessano il territorio montano.

–       Cambiamenti climatici, che ci importa? (2015) → Escursioni in Val di Fumo e Val Venegia sul tema dei cambiamenti climatici, alla vigilia della 21°Conferenza sul Clima di Parigi.

Nel 2016, la Commissione TAM studia un nuovo approccio alle sue attività educative e nasce così il progetto “Sezioni biodiverse”. Col nuovo format, la TAM incoraggiava le sezioni SAT ad inserire un’escursione a tema biodiversità nel proprio calendario attività, rendendosi disponibile a collaborare nell’individuazione degli itinerari più adatti e a fornire i contatti con gli enti locali a cui potersi appoggiare per organizzare o arricchire l’escursione. Quaranta le sezioni che hanno aderito con uscite a tema, accompagnate da esperti.

–    Giornate di studio. Gli appuntamenti coordinati e organizzati con la collaborazione della TAM, si sono contraddistinti per la partecipazione di relatori di alto profilo e per la trattazione di tematiche di grande attualità. Ben interpretando le notevoli potenzialità del turismo sportivo in Trentino, e cercando di approfondire pregi e criticità della coesistenza di diverse esigenze legate a differenti pratiche sportive sul territorio, la TAM ha affrontato il tema “Montagna e bici” (2010) e “Montagna e sci” (2014), interpellando esperti di marketing, architetti, magistrati, responsabili delle aree protette e personale della Provincia. Nel 2016, l’attenzione si è invece spostata sui ghiacciai e sul loro rapporto con i cambiamenti climatici, grazie alla 2 giorni di studio intitolata “C’erano una volta i ghiacciai…la regina delle Dolomiti si racconta”, che ha scelto il gruppo della Marmolada, oggi tra i Patrimoni Naturali UNESCO, come luogo simbolo per una presa di coscienza rispetto a questi temi. Ricordiamo infine il Convegno nazionale sull’orso bruno, del 2017, organizzato in collaborazione con il Gruppo Grandi Carnivori del CAI per riflettere sul difficile tema della “convivenza possibile”.

–    Attività editoriale. La fitta rete di relazioni sviluppata negli anni ha infine consentito la stesura di alcune pubblicazioni dedicate alla natura del Trentino e che hanno saputo conciliare lo spessore scientifico con l’accessibilità al grande pubblico. Tra queste, ricordiamo i due volumetti della collana Viaggio alla scoperta di Rete Natura 2000: quello dedicato alla ZSC/ZPS del Crinale Pichea-Rocchetta, in Valle di Ledro e quello intitolato “Sui sentieri del Lagorai”. Ancor più ambizioso è stato il lavoro che, nel 2012 ha portato alla pubblicazione di Naturalmente Trentino: opera di grande spessore e rilevanza, realizzata in occasione del 140° anniversario della fondazione di SAT. Un elaborato scritto grazie al contributo di soci, professionisti, ricercatori del Museo Civico di Rovereto e del Museo delle Scienze di Trento, in cui l’intero territorio provinciale è descritto dal punto di vista geografico, geologico e naturalistico. Un lavoro durato due anni, rivolto a tutti, nell’intento di far conoscere i valori naturalistici più autentici del territorio trentino, talvolta ignorati dagli stessi residenti.

Nel 2017, a 10° anni dalla pubblicazione delle 10 Tesi di Moena, la SAT si è nuovamente riunita per verificare come nel corso degli anni le tesi fossero state sviluppate, per capire come fosse evoluta la percezione degli argomenti trattati e per pianificare insieme i passi futuri.

BiodiversiTAM nel dettaglio: dal 2016 a oggi

Nell’arco di questi due anni 2017 e 2018, nell’ambito del progetto BiodiversiTAM sono stati organizzati nuovi corsi e uscite in montagna finalizzati alla conoscenza di particolari specie della fauna trentina (gallo forcello, camoscio, lupo e orso, uccelli migratori) e di tematiche legate alla tutela dell’ambiente, come lo stato dei ghiacciai e il valore dell’acqua come risorsa. Nel complesso, sono stati organizzati 21 corsi di formazione e una ventina di serate, queste ultime specificamente dedicate al ritorno dei grandi carnivori e alle basi per una sana convivenza.

La scelta di dedicare un così ampio spazio alle tematiche connesse a lupo e orso non è casuale: dal 2016, la SAT, e attraverso di essa la TAM, è uno dei 6 partner che compone il Tavolo Comunicazione Orso e Grandi Carnivori della Provincia Autonoma di Trento, per la diffusione di una corretta informazione nei confronti di queste specie. La risposta del pubblico, soprattutto alle serate, si è rivelata altrettanto positiva, fino a raggiungere anche 50-70 partecipanti. L’organizzazione di ogni singola iniziativa, ha richiesto l’impegno di 3-4 membri della Commissione per volta: uno sforzo necessario per rispondere efficientemente agli aspetti tecnici, della didattica, della logistica e della promozione dell’evento (gestione Pagina Facebook, realizzazione locandine, ecc.., vedi locandine allegate).

Ad oggi la Commissione si compone di 13 membri, più della metà dei componenti ha competenze ambientali specifiche, conseguite in ambito accademico e confluite in sbocchi professionali, oppure esperienze nella osservazione naturalistica condotte sul campo, con tanto di testimonianze foto e video sul comportamento della fauna alpina.

A turno ed in maniera organizzata, dedicano il loro tempo e le loro competenze per gli eventi BiodiversiTAM.  Il futuro di TAM parla di nuove proposte e nuovi “format”, con lo scopo di coinvolgere un numero di persone sempre crescente (soci SAT e non), per lo sviluppo di una coscienza ambientale collettiva matura e consapevole.

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Trento

Il Trento è inarrestabile. L’onda d’urto travolge anche il Maia Alta. Finisce 5-1

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Il Trento colpisce e affonda gli altoatesini del Maia Alta. La squadra di Merano l’anno scorso era arrivata a un passo dalla Serie D.

Per alcuni scontri tra i tifosi del Maia Alta e i lombardi del Legnano, con conseguente ritirata verso casa degli altoatesini, i dirigenti della Maia Alta avevano deciso di non scendere in campo per la partita di ritorno. La rinuncia aveva portato alla vittoria a tavolino per i lombardi e la conseguente promozione in Serie D.

Della vecchia squadra che l’anno scorso arrivò seconda nel campionato d’Eccellenza, quest’oggi non v’è traccia. Il Trento domina dall’inizio alla fine e non lascia scampo alla squadra ospite.

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La squadra di casa è parsa obiettivamente troppo superiore sul piano tecnico e del gioco e agli altoatesini non ha lasciato neanche le briciole.

A parte alcuni sporadici tiri dalla distanza, nel primo tempo si gioca a una sola porta. Passano solo cinque minuti e il Trento è già in vantaggio.

Sottovia e Pietribiasi dialogano velocemente nell’area di rigore, la difesa perde i punti di riferimento e Sottovia è libero di calciare nell’angolino basso non lasciando scampo al portiere.

Da qui in poi sarà esclusivamente un monologo del Trento. Il gioco veloce e tutto di prima fa divertire i tantissimi tifosi accorsi sugli spalti.

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Passa solo un minuto e Caporali appoggia per Baido. A limite dell’area il tiro a giro finisce di pochissimo alto. Al quarto d’ora si ripete il dialogo nello stretto fra Sottovia e Pietribiasi.

Puntualmente la difesa ospite rimane a guardare e Pietribiasi tenta la conclusione a rete. Sulla respinta miracolosa del portiere Wieser si avventa Sottovia che è però lentissimo nel tap-in e si fa rimontare da tre difensori.

Gli altoatesini tentano il pressing altissimo per evitare l’impostazione dei due centrali (Trainotti e Carella) e del capitano Pettarin. I disimpegni del Trento sono però d’alta scuola e una volta eluso il pressing la squadra di casa ha avuto a disposizione lunghe praterie per far correre gli esterni Paoli e Pellicanò.

Da un lancio perfetto di Baido, Pietribiasi si ritrova solo davanti al portiere. Il tiro è forte e angolato ma ancora una volta Wieser tiene in piede i suoi. Sulla respinta Sottovia si addormenta e l’occasione sfuma.

Alla mezz’ora su un lancio per Baido, il portiere esce ma si fa scavalcare in pallonetto. Il tiro-cross finisce sulla testa di Trainotti che a porta vuota manda alto. Al festival dei gol mangiati va aggiunta anche la punizione magistrale di Baido che si stampa sul palo.

Nonostante si perda il conto delle palle gol il risultato è ancora sull’1 a 0. A pochi minuti dal termine Baido pesca Petribiasi in area, che si coordina e calcia al volo. Il siluro è ancora una volta preda del portiere che respinge in calcio d’angolo.

Sul finire del primo tempo Paoli scappa via sulla fascia e crossa in mezzo. Dal traversone svetta Sottovia che raddoppia. 2-0.

Il Trento gioca, diverte e fa gol. Pecca però nella concretizzazione. La marea di palle gol create poteva portare ad un risultato molto più rotondo. Il Maia Alta si è invece presentato nel capoluogo con una difesa a tre molto alta e con l’idea di prediligere un gioco fluido e veloce.

La difesa a tre è stata quasi un suicidio a cui l’allenatore ha subito rimediato nel secondo tempo. Anche il pressing alto non è stata la migliore delle idee, dato che veniva eluso molto spesso. Il tiro dalla distanza è stata l’unica soluzione possibile per smuovere il risultato.

Inizia il secondo tempo e il copione non cambia. Baido in azione personale salta i difensori come paletti e si ritrova solo davanti al portiere. La conclusione viene per l’ennesima volta respinta da Wieser. Pochi minuti dopo i centrali del Maia Alta (Tratter e Hasa) sbagliano nell’impostazione consegnando la palla allo stesso Baido che fa 3 a 0.

La situazione si fa ancora più complicata quando al quindicesimo l’altoatesino Drescher si fa autogol. Baido fa correre sulla fascia Pietribiasi che crossa in mezzo. Drescher insacca nella propria porta. 4-0.

Il Trento, senza pietà, continua a spingere con Baido che stavolta centra l’incrocio dei pali. Vista la situazione, l’allenatore Toccoli inizia a dare spazio ai giovani: Fuori Battisti, Sottovia, Pietribiasi, Trainotti e Baido; dentro Badjan (‘99), Santuari (’01), Trevisan (‘00), Panizza (‘01) e Celfeza (‘01).

Nonostante i tanti giovani in campo, la situazione inizia a farsi drammatica per gli altoatesini quando al ventesimo dagli sviluppi di un corner Trevisan pesca il neoentrato Santuari, che lasciato solo fa 5 a 0.

Da qui in poi per il Trento è solo un allenamento. La palla viene gestita e amministrata con tranquillità fino al fischio finale. Poco prima del triplice fischio uno dei tanti tiri dalla distanza del Maia Alta finisce in porta. Hasa scarica un destro sotto l’incrocio e diminuisce seppur di poco il parziale. 5-1.

La squadra trentina ha annullato il Maia Alta per tutta la partita. Qualsiasi azione d’attacco è stata preda della difesa gialloblu e a centrocampo Pettarin è stato contenuto a fatica.

La libertà d’impostazione dei due centrali difensivi, del regista e la qualità di palleggio del trio d’attacco hanno tagliato le gambe alla squadra avversaria. Gli altoatesini hanno comunque provato a metterla sul piano del fisico e del pressing, ma è stato comunque troppa poca cosa.

TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Paoli, Trainotti (19’st Panizza), Carella, Pellicanò; Caporali, Pettarin, Battisti (12’st Santuari); Baido (23’st Celfeza); Pietribiasi (17’st Trevisan), Sottovia (12’st Badjan).
A dispozione: Conci, Pederzolli, Marcolini, Comper.
Allenatore: Flavio Toccoli.
MAIA ALTA: Wieser, Höller (28’pt Parise), Tratter, Hasa, Ceravolo, Unterthurner, Drescher (23’st Gallo), Jamai (10’st Pamer), Bacher, Ciaghi (19’st Capobianco), Lanthaler (31’st Gamper).
A disposizione: Moretti, Giacomini, Luther, Augscheller
Allenatore: Luca Lomi.
ARBITRO: Piccolo di Bolzano (Ali e Frediani di Bolzano)
RETI: 6’e 42’pt Sottovia (T), 12’st Baido (T), 15’st Pietribiasi (T), 22’st Santuari (T), 45’st Hasa (M).

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Trento

Lutto nella Lega Trentina, è morto Fiorenzo Marzari. La lettera di addio del Segretario Bisesti

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È Mirko Bisesti il segretario della Lega Trentino che con una commovente lettera di addio riporta l’animo di tutti i militanti leghisti che in queste ore salutano Fiorenzo Marzari, morto improvvisamente e militante leghista della prima ora.

Da stamane sono decine e decine i messaggi di cordoglio lanciati sui social. 

Fiorenzo Marzari era Segretario della Sezione di Mori, ed era stato lui a fare la prima tessera del movimento a Maurizio Fugatti, ora governatore del Trentino.

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Riportiamo sotto integralmente il saluto di addio del segretario Bisesti.

«Ciao Fiorenzo,

la notizia della Tua morte ci ha sconvolto. Tocca tutta la Famiglia della Lega in Trentino. Quella Famiglia che, da militante storico – tessera militante dal 1994 -, hai sempre accompagnato con garbo e rispetto.

Sei stato un esempio di umiltà, coerenza, dedizione e passione.

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L’ultima volta che ci siamo visti era domenica scorsa ed ero con Te e tutta la Tua sezione nella Tua Mori per la Ganzega, alla quale tenevi tanto.

Abbiamo parlato di cose concrete da fare e progettare per Mori come Tu amavi fare, andando davanti al teatro, dove mi hai portato per mostrarmi di persona la situazione dell’immobile sul quale ragionare. Abbiamo inoltre affrontato i programmi elettorali per il prossimo maggio, appuntamento di cui saresti stato sicuramente protagonista.

Sei stato un uomo estremamente corretto, esempio di valori; fedele alla causa, al di là degli alti e bassi politici.

Valori che nella Lega, come nel lavoro e nella comunità, sapevi trasmettere perché li testimoniavi.

Quello di Mori è il Tuo gruppo e mi piace ricordare quando, di fronte a tante sezioni, avevo indicato a modello di compattezza e armonia la Tua sezione.

Hai dato tanto alla Lega, hai tesserato per la prima volta il nostro Presidente della Provincia Maurizio Fugatti tanti anni fa e, fino a ieri, stavi organizzando con cura la partenza per la manifestazione di Roma di sabato prossimo. Guardavi i giovani con estremo rispetto e li coinvolgevi, chiamandomi ogni volta che anche uno solo di quelli della zona si avvicinava alla Politica – quella vera con la P maiuscola -, per incontrarlo insieme a Te per un caffè.

La notizia della Tua scomparsa ha toccato profondamente anche il nostro Segretario Federale Matteo Salvini, che ti abbraccia e si stringe in cordoglio a tutta la famiglia e agli amici ricordando sempre con affetto il Mori Vecio che, grazie a Te, ama citare.

Ci hai lasciati all’improvviso, decisamente troppo presto. Ciononostante, lasci un ricordo indelebile, fatto di valori che rimarranno, ci aiuteranno e ci guideranno nel futuro.
Buon viaggio, preghiamo per Te».

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Trento

Al Doss Trento oggi inaugurato il Museo nazionale Storico degli Alpini. La fotogallery

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Cerimonia sentita oggi al Doss Trento, per l’inaugurazione del rinnovato Museo nazionale Storico degli Alpini, con l’alzabandiera e la deposizione di una corona in onore ai caduti, quindi la solenne sfilata, il taglio del nastro e la benedizione della struttura con don Michele Mastropaolo.

Alla solenne manifestazione erano presenti il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, i vertici provinciali dell’Ana con Maurizio Pinamonti e il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine, il generale Massimo Scala, direttore della direzione dei lavori del Demanio della Difesa, nonché una folta rappresentanza di consiglieri provinciali e onorevoli trentini.

“Si tratta di un momento importante per la comunità trentina – sono state le parole del presidente Fugatti – come dimostrano i tanti amministratori oggi presenti. C’è un senso di appartenenza della comunità trentina a questo luogo, dove è forte il senso di identità. Non è un caso che qui, sul Doss Trento, si realizzarono il Mausoleo a Cesare Battisti e il Museo nazionale. L’anno scorso, poi, Trento ha ospitato l’adunata degli Alpini e le penne nere ci hanno portato un forte senso di umanità, una grande partecipazione; all’adunata abbiamo sentito il calore di quel forte gemellaggio tra voi e il nostro territorio, la carica umana portata dagli alpini da tutt’Italia e quel senso di appartenenza e di identità storico-culturale che è anche il valore centrale della nostra autonomia. Tutti valori che voi continuate a preservare, il senso civico, il volontariato e la solidarietà, e che portate nelle comunità trentine e non solo. Grazie, questo è un luogo che vi appartiene e che appartiene a tutta la nostra comunità e alla nostra speciale autonomia”

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La cerimonia è stata  partecipatissima: “Oggi – ha esordito il presidente dell’Ana nazionale Sebastiano Favero – si è coronato un sogno. E questo grazie a tutti coloro che ci hanno creduto: un ulteriore conferma che per gli alpini non esiste l’impossibile. Un grazie a Comune Provincia, quindi. Ma anche ai tanti volontari, arrivati da tutt’Italia, che in questi mesi hanno dato una mano. E’ il fare che ci distingue. E come alpini continueremo, ora anche attraverso questo rinnovato museo, a custodire la memoria e trasmettere ai più giovani messaggi positivi di pace, fratellanza e solidarietà concreta”.

Il colpo d’occhio era dato dalle tantissime penne nere arrivate non solo da ogni angolo del Trentino, ma anche dalle Sezioni vicine: una marea di labari, gagliardetti e cappelli alpini che, dopo l’alzabandiera e la deposizione della corona in onore ai caduti presso il Mausoleo dedicato a Battisti, ha sfilato fino all’ingresso del museo per il taglio del nastro.

Una data, quella scelta per l’inaugurazione, non certo a caso: centoquarantasette anni fa venivano fondate le truppe alpine.

Questo museo è un luogo che trasmette identità e storia: qui – ha affermato il generale Claudio Berto, comandante delle Truppe Alpine – non saranno custoditi solo documenti, bandiere e reperti. Ma trasmessi sentimenti e valori universali. Al tempo di internet abbiamo bisogno anche di posti come questo se vogliamo che alle giovani generazioni rimanga qualcosa: non sarà solo il museo degli alpini, ma di tutta la comunità”.

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Un progetto ambiziosofrutto di una significativa sinergia tra Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune e Provincia di Trento e Associazione Amici del Museo –, avviato nel 2017 con la firma del protocollo d’Intesa e proseguito nel 2018 con la posa della prima pietra in occasione dell’Adunata, che consegna di fatto alla città e a tutto il territorio trentino un museo all’avanguardia, riqualificato ed ampliato fino ad arrivare a 2400 metri quadrati.

Un Museo che guarda all’ambiente, con soluzioni a basso impatto energetico, e al km0, con materiali e ditte locali e una sfilza di volontari che in questi mesi si sono alternati per dare manforte alle ditte incaricate e al 2° Genio Guastatori Alpini. Enorme, in questo senso, lo sforzo messo in campo dai volontari dell’Ana, oltre un centinaio, che del tutto gratuitamente si sono occupati dei lavori non strutturali: cartongesso, piastrelle, pitture ed esterni. Tra loro anche Giuseppe Sebastiani, 88 anni del gruppo di Roncogno, che il presidente Favero ha ringraziato assieme a tutti gli altri alpini, arrivati da ogni dove, che hanno corso contro il tempo per ultimare l’opera.

Qui dentro – ha sottolineato il cappellano militare don Michele Mastropaolo al momento della benedizione – batte forte il cuore degli alpini”.

Una struttura modulare, ha illustrato il nuovo direttore il tenente colonnello Giulio Lepore, che ospiterà spazi didattici per le scuole, mostre temporanee e postazioni interattive e multimediali, oltre alla biblioteca e ad un angolo dedicato ai recenti ritrovamenti archeologici.

Il nucleo originario, mantenuto nelle sue linee antiche, accoglierà l’esposizione di reperti e testimonianze che raccontano la storia delle truppe alpine, mentre i nuovi spazi luminosi realizzati con ampie vetrate nel giro di pochi mesi si animeranno grazie ai nuovi allestimenti e ad alcuni dei cimeli più rilevanti della collezione del Museo.

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