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Valsugana e Primiero

Cassa rurale di Scurelle come il Monte dei Paschi di Siena? La storia di un ex cliente deluso

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È la fine del 2016 quando un imprenditore della Valsugana decide di chiudere i rapporti con l’allora cassa rurale di Scurelle, di cui è anche socio, che poi dopo la fusione è diventata Cassa rurale Valsugana Tesino.

Da premettere che quest’ultima è completamente estranea ai fatti che risalgono a prima della fusione.

L’imprenditore non ha un euro di debito con la banca, nessun fido o mutuo aperto.

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Come si suol dire è uno che lavora con «i suoi soldi», e di questi tempi è davvero una rarità.

Presso la banca ha aperto due conti correnti, uno privato e l’altro dell’azienda. «Non mi trovavo bene – afferma l’imprenditore – avevo bisogno di altri tipi di servizi». 

La banca cerca di convincerlo in tutti i modi a rimanere dentro l’istituto di credito, ma non serve a nulla. L’imprenditore chiede la chiusura dei conti immediata, la destituzione da socio e la restituzione della quota societaria quantificato in 190,00 euro. 

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Tutto bene, almeno pare. L’unico scoglio è la restituzione della quota societaria.

La banca infatti spiega all’ex cliente che per riceverla in liquido dovrà attendere la riunione del prossimo consiglio di amministrazione della banca dove verrà eseguita la delibera e formalizzato quindi il suo abbandono come socio della banca.

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Nella telefonata un’ operatore della banca per nulla convinto continua a cercare di far recedere il cliente dall’abbandono e tira fuori dal cilindro un meraviglioso coniglio bianco degno del più grande illusionista. «Lei – dice all’imprenditore – intanto può rimanere come socio anche senza nessun conto corrente aperto, poi con calma le invieremo i suoi soldi della quota»

A questo punto l’imprenditore viste le lungaggini burocratiche e tutto il resto decide di accettare la proposta. Si prende i soldi, chiude i conti, ma rimane socio in attesa della liquidazione della quota.

Nel frattempo passano i mesi e la banca ogni tanto chiama l’imprenditore per cercare di convincerlo a riaprire un nuovo conto corrente, visto che la sua azienda cresce e anche di molto. Ma la risposta è sempre la stessa: «Grazie ma preferisco di no»

Ora arriva il bello e il colpo di scena finale.

Il 25 luglio del 2017 l’imprenditore riceve una raccomandata dalla banca (allegato 1 sotto) dove viene comunicata l’esclusione da socio. Il motivo? Semplice, perché l’ex socio non risiede nei comuni di azione della Cassa Rurale, ma in altro comune della Valsugana.

Per il cliente sembra un sollievo, anche se comincia a porsi delle domande che mette per iscritto inviandole con una pec al direttore con scritto: «buongiorno, il giorno 25/07/2017, voi in voce del direttore “omissis” mi inviaste comunicazione di esclusione dalla compagine sociale, peraltro decisione obiettabile. Ma non volendo io in prima persona essere più socio della banca cassa rurale Valsugana e tesino, presi atto di quanto scritto e chiamai il direttore ” omissis” che mi rassicurò il pagamento di quanto dovutomi entro il marzo 2018. Ebbene ad oggi io non ho ricevuto alcun pagamento.
chiedo quindi nuovamente che mi venga versato il dovuto sul mio conto corrente comprensivo degli interessi legali a partire dal 25/07/2017.
in mancanza di questo, mi riserverò di agire per via legale».

La risposta della banca arriva a stretto giro di posta, e comunica all’imprenditore (allegato 2) che la sua quota è stata utilizzata per coprire i buchi di bilancio del 2015, ma che però qualcosa è rimasto, cioè 2,59 euro, che sono stati accreditati con la velocità della luce (allegato 3), ma con valuta 31.12.2018.

«Le Casse Rurali sono le prime che ti telefonano se hai sforato il conto anche di un euro, e ti chiedono di rientrare subito, e poi ci mettono 2 anni per darti di ritorno 2,59 euro»conclude laconicamente l’imprenditore.

Che ci sia anche qui in Trentino un Matteo Renzi in incognito?

Certo, forse, il paragone del titolo è azzardato.

Il sistema però è sempre il solito, come successo con Banca Marche, Cari Ferrara, Banca Etruria, Cari Chieti e il Monte dei Paschi di Siena.

Alla fine insomma, l’unica cosa che rimane uguale è chi paga, cioè Pantalone. 

Allegato 1 – la banca esclude l’imprenditore da socio 

Allegato 2 – comunicazione della perdita della quota 

Allegato 3 – bonifico bancario 

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