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Fiemme, Fassa e Cembra

Gli eroi silenziosi: Diego, Erwin, Luca e Alessandro, quatto stelle che brillano nel cielo

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Verso le ore 9.00 del 27 dicembre 2009, esattamente 9 anni fa, venivano recuperate le salme dei quattro uomini del Soccorso Alpino che il giorno prima avevano perso la vita in Alta Val di Fassa per cercare due turisti travolti e uccisi da un’altra valanga.

Il loro sacrificio per tentare di salvare gli altri, l’ultimo estremo gesto di quattro dei numerosi eroi silenziosi che proteggono il nostro territorio.

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Diego Perathoner, 42 anni di Canazei, Erwin Riz, 33 anni di Campitello, Luca Prinoth 45 anni anch’egli di Campitello e Alessandro Dantone 39 anni di Alba di Canazei conoscevano bene la montagna.

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Ma la montagna madre e matrigna è imprevedibile.

Una valanga staccatasi in Val Lasties sul Pordoi  li ha travolti, uccidendoli.

Erano quattro di una spedizione di sette persone.

Gli altri si sono salvati per miracolo, come Sergio Valentini che, sotto la neve, ha trovato una bolla d’aria.

«Nove anni, ma il ricordo di quel giorno e di quelli successivi è vivo e profondo nella mente come lo siete ancor di più Voi nel cuore» – ha voluto ricordarli con queste parole il consigliere provinciale Luca Guglielmi sulla sua pagina facebook

Il soccorso alpino li ha voluti ricordare con quattro stelle che brillano nel cielo: «Il 26 dicembre 2009 siete volati in cielo mentre portavate il vostro aiuti in un’operazione di soccorso sul Pordoi. Il Soccorso Alpino non vi dimentica, Luca, Erwin, Diego e Alessandro». Con questo post il Soccorso alpino ricorda gli uomini morti in Val Lasties per aiutare il prossimo.

 

 

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Fiemme, Fassa e Cembra

Domus Magna: il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme dal Medioevo a oggi

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Venerdì 19 luglio, alle ore 11 presso lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas a Trento, piazza Cesare Battisti, si terrà la conferenza stampa di presentazione di “Domus Magna.

Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme dal Medioevo a oggi”, il nuovo progetto espositivo del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, organizzato in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

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Saranno presenti il soprintendente Franco Marzatico, lo scario della Magnifica Comunità di Fiemme Giacomo Boninsegna, il funzionario della Soprintendenza Luca Gabrielli, i curatori della mostra Francesca Dagostin e Tommaso Dossi e Stefano Benedetti, autore del documentario Domus Magna.

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La mostra, allestita nei prestigiosi spazi del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme a Cavalese, sarà inaugurata sabato 20 luglio alle ore 17.30 e sarà visitabile fino al 13 aprile 2020.

A sette anni dall’apertura al pubblico il palazzo si svela “Domus Magna” questa è la definizione che più frequentemente figura nei documenti antichi per indicare il monumento, oggi noto come Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme; non tanto per enfatizzarne le dimensioni, quanto piuttosto la sua importanza politica.

La mostra intende offrire al visitatore l’opportunità di scoprire le origini e l’evoluzione dell’edificio, che da semplice casa-torre medievale assunse la mole e le connotazioni di una splendida residenza rinascimentale.

Nella galleria che conduce alle prigioni ottocentesche si possono ammirare i modelli delle principali fasi architettoniche. Proseguendo, negli anditi alle celle, antiche pergamene testimoniano donazioni, acquisizioni e arredi che hanno fatto la storia del palazzo.

La narrazione delle manomissioni ottocentesche e dei restauri novecenteschi, a tratti arditi, concludono la lunga storia dell’edificio. Ma il meglio deve ancora arrivare: al primo piano il documentario animato dalle elaborazioni digitali, coinvolgerà il visitatore in un entusiasmante viaggio nel tempo!

L’evento, curato da Tommaso Dossi e Francesca Dagostin, è patrocinato dalla Rete dei Castelli del Trentino e dall’Euregio, oltre a godere della collaborazione istituzionale della Soprintendenza per i beni culturali di Trento.

Molti gli eventi collaterali in calendario dedicati al pubblico adulto ma soprattutto ai bambini, alle famiglie e alle scuole.

La mostra temporanea sarà visitabile dal 21 luglio 2019 fino al 13 aprile 2020.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Ruba 1.800 euro dal ristoro di Segonzano. Denunciato 43 enne Trentino

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Nella notte tra il 27 ed il 28 maggio 2019 il punto di ristoro del Santuario Madonna dell’Aiuto di Segonzano veniva interessato da un furto con scasso ai danni di due distributori automatici dai quali venivano asportati denaro contante e generi alimentari per un danno quantificato in 1.800,00 euro.

Nell’occasione il ladro, introdottosi all’interno del locale attraverso la forzatura della porta d’ingresso e di una finestra laterale, danneggiava seriamente anche gli infissi.

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I Carabinieri del Comando Stazione di Segonzano raccolta la denuncia, avviavano tutta una serie di accertamenti che consentivano di individuare il responsabile del colpo in una 43enne trentino non nuovo a questi fatti.

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Preziosi in questo caso sono stati i sistemi di sorveglianza passiva che sono riusciti a catturare il volto del malvivente, portando gli inquirenti ad una sua veloce identificazione.

Lo stesso veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto aggravato.

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Fiemme, Fassa e Cembra

Rapina Canazei: per il pensionato di Moena oggi l’udienza di convalida in carcere

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Nelle prossime ore il 69 enne di Moena, arrestato per tentata rapina all’ufficio postale, comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida in carcere.

Giglio Pianezze, idraulico in pensione, si era presentato alle poste con il casco e una pistola giocattolo in mano e aveva minacciato le dipendenti di consegnargli 800 euro.

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Il suo piano però non è andato a buon fine. (qui articolo) Le dipendenti, nonostante la paura, hanno mantenuto il sangue freddo. Hanno spiegato all’uomo che nelle casse non c’erano contanti e che avrebbero dovuto attivare il timer per aprire la cassaforte. In questo modo sono riuscite ad avere il tempo necessario per far scattare l’allarme rapina.

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Quando il 69 enne ha capito che il tempo passava e che la cassaforte non si sarebbe aperta ha tentato la fuga, ma è stato fermato dai carabinieri.

A spingere il pensionato verso questo gesto anomalo, potrebbe essere stata l’esasperazione per un disservizio nella consegna dei pacchi.

Infatti mentre minacciava le dipendenti, ha raccontato loro di aver fatto degli acquisti online dal valore di 800 euro per la nipote, e che non gli era stato recapitato nulla.

Il pensionato quindi potrebbe essere stato anche truffato. Oltre al danno insomma, anche le beffe.

La pistola giocattolo usata nella rapina

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