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Trento

Vescovo Lauro in Duomo: «La grotta di Betlemme è la festa delle domande»

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“Farsi domande è la declinazione alta del verbo amare. La grotta di Betlemme è la festa delle domande”.

Così l’arcivescovo Lauro Tisi nell’omelia del solenne pontificale di Natale, questa mattina in cattedrale a Trento (ore 10.00).

“Le domande – secondo Tisi – portano a frequentare la terra di Dio”, dove “gli altri sono l’unica possibilità che hai per vivere”.

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L’Arcivescovo tuttavia rileva: “Purtroppo, i vocaboli che abitano i nostri discorsi sono altri: difendersi, contrapporsi, armarsi, eliminare”. “L’alternativa c’è”, rammenta don Lauro: “Frequentare le straordinarie lezioni di vita di tanti uomini e donne che, pur colpiti dalle avversità”, “mantengono coraggio e dignità e si tengono lontano dall’odio”.

“Hanno anche il volto – precisa monsignor Tisi – dei nostri fratelli e sorelle immigrati, di tanti volontari, di chi rinuncia a trame di corruzione e malaffare”.

Presso di loro “trovi il Bambino di Betlemme”. Di qui l’appello: “Riscrivere la nostra agenda, capovolgendone le priorità, per visitare e incontrare fratelli e sorelle feriti dalla vita”.

Non vi sono alternative, nemmeno per la Chiesa: “O toccheremo con mano Cristo nelle persone ferite dalla vita o vagheremo cercandolo invano”.

IL TESTO DELL’OMELIA DEL VESCOVO LAURO –  Dio nasce in periferia. La periferia custodisce la Vita. Il nostro Dio non ha imbarazzo nell’abitare la periferia. A Lui basta un alloggio improvvisato. Non c’è casa, non c’è struttura, non c’è istituzione, che Lo possa contenere. E’ il Dio che si trova a suo agio sotto le tende, non nei palazzi.

Lo può conoscere il viandante, che non cammina pieno di certezze: si lascia sorprendere dalla realtà che incontra. E’ questa la condizione imprescindibile per la libertà. Farsi domande è, infatti, la declinazione alta del verbo amare.

La grotta di Betlemme è la festa delle domande.

Esse portano a frequentare la terra di Dio che in Gesù è arrivata a noi. In essa gli altri non sono più – come dice Sartre – “il tuo inferno”. Sono, invece, l’unica possibilità che hai per vivere. Sono la Vita alla quale, tragicamente, spesso chiudiamo le porte.

Purtroppo, i vocaboli che abitano i nostri discorsi sono altri: difendersi, contrapporsi, armarsi, eliminare.

Attorno a questi verbi si sta organizzando la nostra vita, ad essi sempre più sembra ispirarsi la nostra società e non raramente, purtroppo, anche le nostre comunità cristiane.

Come fermare questa deriva? Come evitare di essere definiti dalle parole del prologo di Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Eppure il mondo non lo ha conosciuto”?

L’alternativa c’è: frequentare le straordinarie lezioni di vita, di forza e di serenità che abitano il volto di tanti uomini e donne che, pur colpiti dalle avversità, dalla malattia e dalla morte, dal venir meno di legami familiari forti, mantengono coraggio e dignità, si tengono lontano dall’odio e continuano a rimboccarsi le maniche per servire ed amare.

Hanno anche il volto dei nostri fratelli e sorelle immigrati che non smettono di sorridere e di sperare, ma anche quello di tanti volontari che, non visti, si mettono a disposizione di chi è in difficoltà. E, ancora, il volto concreto di chi, con grande rettitudine morale, rinuncia a trame di corruzione e malaffare.

Questi volti non li trovi sul web. Per vederli, come i pastori, devi andare a cercarli. Presso quei volti trovi il Bambino di Betlemme. Sono loro che ci accompagnano in quella grotta. E, una volta usciti, ci provocano a riscrivere la nostra agenda, capovolgendone le priorità. Sulle pagine delle nostre giornate ci invitano ad appuntare nome e cognome di altri fratelli e sorelle feriti, in mille modi, dalla vita. Non basta però archiviare la loro carta d’identità. Per loro fissiamoci anche una data e un’ora, dentro i nostri schizofrenici ritmi di vita, per visitarli e incontrarli concretamente. E, infine, rispettiamo l’agenda!

Anche per la nostra Chiesa, non ci sono alternative: o toccheremo con mano Cristo nelle persone ferite dalla vita o vagheremo cercandolo invano. In loro Dio ha trovato dimora, un luogo in cui nascere. Da questa frequentazione nasce la preghiera più autentica, che si fa grido e contemplazione, implorazione e rendimento di grazie.

Buon Natale!

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Trento

Stavano svaligiando una casa a Cognola, arrestati 3 tunisini

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Tre tunisini, due dei quali clandestini ed uno in attesa del permesso di soggiorno, tutti pregiudicati, sono stati arrestati per furto in abitazione e portati in carcere a Spini di Gardolo dopo essere stati sorpresi in flagranza di reato dalla polizia.

La notizia viene riferita dalla redazione Rai di Trento.

È accaduto ieri sera in una abitazione sulla collina di Trento, a Cognola.

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Il proprietario, che risiede a Civezzano, si è insospettito e ha chiamato la Polizia quando, provando ad entrare in casa, si è accorto che la serratura era stata forzata.

Quindi ha atteso gli agenti ed è entrato con loro in casa, trovata in disordine e con oggetti sparsi sul pavimento.

Una delle stanze era chiusa dall’interno e dentro sono stati trovati barricati i tre tunisini, autori del tentativo di furto, che sono quindi stati arrestati.

I soggetti sono stati trasferiti nelle carceri di Spini di Gardolo in attesa che il magistrato convalidi l’arresto.

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Trento

Cittadini digitali con lo SPID, per dialogare online con la pubblica amministrazione

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Accedere allo sportello online del Comune e ai servizi della Provincia autonoma e dell’Università di Trento, visionare e modificare il proprio modello 730 precompilato, consultare con TreC la propria cartella clinica, sempre utilizzando le medesime credenziali (utente e password).

È possibile utilizzando SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), che permette di comunicare in maniera facile e sicura con tutta la pubblica amministrazione.

Durante la terza edizione di Trento Smart City Week sarà possibile gratuitamente prenotare, ottenere e provare il proprio SPID nell’apposito stand operativo dal 20 al 22 settembre nel Villaggio Digitale allestito in piazza Duomo. Prenotazioni aperte dal 5 settembre.

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In piazza saranno presenti anche gli enti promotori della manifestazione (Comune di Trento, Provincia autonoma di Trento, Azienda provinciale per i servizi sanitari, Fondazione Bruno Kessler, Università di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini, MUSE – Museo delle scienze di Trento) che illustreranno a tutti gli interessati i progetti e le iniziative innovative in campo digitale.

Cittadini al tempo del digitale” è il tema della terza edizione di Trento Smart City Week che dal 16 al 22 settembre animerà piazza Duomo, Palazzo Geremia e altri luoghi di Trento con appuntamenti dedicati ai diritti, ai doveri, alle opportunità e ai rischi rappresentati dall’utilizzo degli strumenti digitali, che ormai sono parte integrante della nostra vita quotidiana.

Tante le occasioni di incontro e di confronto per conoscere esperienze locali, nazionali e internazionali, ma anche le opportunità per provare in prima persona app e servizi.

Trento Smart City Week 2019 cerca inoltre ragazzi volontari per collaborare all’organizzazione dell’evento dal 13 al 23 settembre, alla fase preparatoria e alle attività nei luoghi della manifestazione.

La partecipazione potrà essere inserita nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro rivolto agli studenti e alle studentesse frequentanti le scuole superiori.

C’è tempo fino al 1° settembre per aderire sul sito web da dove è possibile restare aggiornati sull’evento e iscriversi alla newsletter dedicata.

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Trento

Mercato del lavoro: massima attenzione da parte della Provincia

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“Siamo vigili e pronti ad attivare, in condivisione con le parti sociali, tutte le misure necessarie ed opportune per aumentare la capacità di assorbimento della forza lavoro da parte delle imprese, impegnandoci, nel contempo, sul settore strategico della formazione”.

Così l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli a commento dei dati, resi noti da Agenzia del lavoro e riportati ieri dai quotidiani locali sulla situazione occupazionale in Trentino nei primi 5 mesi del 2019.

“Riteniamo, inoltre, – aggiunge l’assessore – che le misure nazionali, miranti ad introdurre strumenti equitativi nel mercato del lavoro, tipo il decreto dignità, proprio nel periodo preso a riferimento, abbiano evidenziato, perlomeno per il settore dell’industria, gli effetti negativi previsti dal lato della flessibilità, con riduzione delle assunzioni a tempo determinato.”

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“Se guardiamo i dati nella loro complessità comunque – precisa Spinelli – possiamo notare alcuni importanti elementi di positività se pensiamo che il mercato del lavoro trentino, come da fonte ISPAT, evidenzi nel primo trimestre del 2019 un tasso di attività pari al 72,3% (+1,2% rispetto al medesimo periodo del 2018) e un tasso di occupazione pari al 68% (+1,0 rispetto al 2018)”.

I dati pubblicati da Agenzia del Lavoro relativi al periodo gennaio-maggio, evidenziano delle criticità sui saldi occupazionali e quindi sulla differenza nel periodo di riferimento tra assunzioni e cessazioni lavorative.

Il saldo occupazionale nei primi cinque mesi dell’anno è negativo, per circa 1.500 unità, il che non vuol dire che si sono persi altrettanti posti di lavoro, ma semplicemente che al momento le uscite lavorative prevalgono sulle entrate.

Da una più attenta lettura dei dati ci si accorge che il saldo negativo dei primi cinque mesi del 2019 si determina nel solo comparto dei pubblici esercizi e del turismo dove un maggior numero di cessazioni in questo periodo è assolutamente normale considerando che nei primi cinque mesi dell’anno si contano le cessazioni di gennaio e febbraio dovute dalla chiusura della precedente stagione turistica invernale e non si contano invece le assunzioni per la stagione estiva che si realizzeranno tra il mese di giugno e quello di agosto.

Peraltro, un minor numero di assunzioni nel turismo, che anche quest’anno lamenta difficoltà di reperimento di personale, può indicare non un cattivo andamento del comparto, ma semplicemente che le imprese non trovando lavoratori siano state costrette a ridurre i fabbisogni di personale.

Va detto che, se si guarda il medesimo periodo del 2018, il saldo occupazionale complessivo della provincia di Trento era negativo di sole 76 unità.

Ed è quindi evidente che quest’anno alcuni settori, nei primi cinque mesi, pur continuando ad assumere, lo hanno fatto in misura inferiore al 2018.

Non bisogna poi sottovalutare l’incremento della qualità del lavoro sul mercato.

Il calo delle assunzioni si accompagna infatti con un’importante crescita della stabilità lavorativa: per maggior numero di assunzioni (+1.316) e di trasformazioni (+1.475) a tempo indeterminato rispetto al 2018.

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