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Rovereto e Vallagarina

Colpo di grazia al «presepe» di Carollo. Prima vilipeso e poi completamente distrutto.

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Nato male e finito anche peggio.

A Rovereto non si era mai visto nulla di simile.

La rappresentazione del Natale realizzata in Piazza Rosmini da Agostino Carollo era parsa troppo azzardata e offensiva verso i tradizionali valori cristiani del Natale.

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Ai più l’idea di Carollo è sembrata all’insegna del risparmio e non certo guidata dai valori vicini all’arte.

Sono state numerose infatti le critiche che hanno investito l’organizzazione del «Festival di Natale» che a fronte dei 190 mila euro ricevuti dai contribuenti roveretani ha messo sulla bilancia ben poco.

Forse il presepe estemporaneo e – secondo molti – improvvisato è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ieri alle ore 15.00 dopo un tam tam sui social iniziato fino dalle prime ore del mattino, dove due diverse fazioni si sono confrontate sull’utilità di una simile rappresentazione, Michele Comito ha rotto gli indugi e ha deciso di incappucciare i due manichini oscurandone i volti. (qui il video)

Il presepe è stato costruito con due manichini femminili da negozio di abbigliamento, uno che rappresenta Maria con un foulard in testa e abiti modesti e moderni, l’altro invece che raffigura san Giuseppe, con una sola scarpa, a cui è stata aggiunta una barba nera realizzata con una mascherina di feltro.

Sul manichino di Giuseppe spunta anche un generoso seno che fa pensare ad un Transessuale più che allo sposo di Maria.

Ma non finisce qui.

Dopo il gesto di Michele Comito, definito dai più l’eroe di Natale, ecco che nella notte qualche buontempone cambia la scena del presepio trasformandola e simulando degli atti sessuali fra San Giuseppe, la Madonna e visto la posa, anche la «pecorella»

Ma poi entrano in azione anche i vandali che sempre nella stessa notte di Natale in piazza Rosmini danneggiano il presepe distruggendo tutto.

Sul caso stanno ora indagando gli agenti della polizia del commissariato di Rovereto.

Pensate che sia finita? No.

Lo stesso Agostino Carollo infatti informa  attraverso un video di aver messo nella culla, (unico pezzo rimaste del presepe) il bambin Gesù scrivendo:  «Nonostante i vandali abbiano vigliaccamente aggredito l’installazione #Nativity2018xFestivalNatale dell’artista Ghost e ferito Maria e Giuseppe (e di questo le Autorità competenti sono già informate) oggi è arrivato Gesú Bambino per farci rinascere ogni giorno nell’amore e per ricordarci che l’umanità è una grande ed immensa famiglia. Buon Natale a tutti».

Apriti cielo, sono ricominciate le critiche e gli insulti.

Per Rovereto altro che Natale tranquillo e sereno.

Un Natale che in molti ricorderanno per un bel pezzo.

Quanto successo riporta alla memoria quanto successo l’anno scorso a Bolzano dove tre giovani  «idioti»  in Piazza Walther  mimarono degli atti sessuali con un re magio e una pecora, fotografando la bravata che poi finita sui social divenne virale.

I tre poi furono individuati e pagarono per il loro gesto.

Le foto sono state scaricate dalla pagina facebbok di «Se sei di Rovereto»

 

 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: donna anziana tenta di uccidere il compagno e la figlia

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È stata la stessa donna che ieri mattina poco prima delle 7 ha allertato la centrale operativa del 112 affermando di aver ucciso due persone.

Dopo la telefonata shock è caduta subito la linea, senza che l’operatore riuscisse a capire dove si trovava il luogo della presunta strage.

Fortunatamente poco tempo dopo è arrivata una seconda telefonata, dalla quale è stato possibile rintracciare l’indirizzo: Lizzana, case Itea.

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Sul posto gli agenti hanno scoperto che quella stessa mattina un’anziana donna classe 1947 ha colpito con un martello il compagno e la figlia che stavano ancora dormendo.

L’uomo, pur dolorante e sanguinante, è riuscito a fermarla.

La donna è poi svenuta per un collasso nervoso. In realtà il compagno e la figlia erano stati colpiti, ma non in maniera grave rispetto a quando detto nella telefonata.

Dopo le cure al Santa Maria del Carmine per una ferita alla testa, la figlia è stata dimessa già questa mattina mentre il compagno è rimasto in osservazione, ma non è in pericolo di vita.

La donna, dopo il ricovero al pronto soccorso, è stata trasferita nel reparto di psichiatria ad Arco e affidata a uno psichiatra con il quale ha accettato di parlare.  Dal punto di vista giudiziario si va verso una denuncia per lesioni aggravate.

Secondo le prime indagini pare che la violenza sia sfociata in un contesto di grandi difficoltà: ludopatia, difficoltà finanziarie e scompenso psicologico. Inoltre proprio ieri si sarebbe dovuto compiere lo sfratto dalle case Itea.

La ludopatia, che ha afflitto la donna, l’ha portata ad avere problemi finanziari e a non pagare l’affitto per un anno e mezzo. Essendo il contratto a nome della signora, probabilmente il compagno e la figlia erano ignari dello sfratto.

Una delle ipotesi è che la donna abbia tenuto nascosti i problemi alla famiglia e ieri, vedendosi ormai alle strette, abbia reagito così.

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Rovereto e Vallagarina

La Meteorologia, una grande opportunità per Rovereto – di Paolo Farinati

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La Meteorologia è una scienza che sta occupando sempre più il nostro quotidiano.

Con risvolti economici e sociali di primissima importanza, che condizionano molto la qualità del nostro vivere e la salute del prezioso ambiente che ci circonda.

Soprattutto oggi, che i fenomeni del tempo ci si presentano sempre più imprevedibili, con pesanti ripercussioni sull’ambiente e sul paesaggio che ci circondano.

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In Trentino, ancor più dopo la drammatica vicenda di Vaia dell’ottobre scorso, è cresciuta la sensibilità verso questi temi.

In verità, anche dopo la tragedia di Stava del 19 luglio 1985 l’ambiente e la sua tutela erano divenuti priorità inderogabile per i governi della nostra provincia.

Il merito va in primis alla lungimiranza e alla determinazione dell’allora Assessore Walter Micheli.

Anche l’Università di Trento e la FBK in questi ultimi anni hanno saputo approfondire il tema e arrivare a decisioni importanti, direi storiche.

Merito dei vari Rettori che si sono succeduti e di alcuni capaci docenti. Tra questi voglio citare il prof. Dino Zardi, che coordina il Gruppo di Fisica dell’Atmosfera presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale della nostra UNITN.

Inoltre il prof. Zardi è l’ideatore e il direttore del Festival della Meteorologia, che dal 15 al 17 novembre prossimi vivrà a Rovereto la sua 5° edizione.

Una manifestazione che richiama in città e in Trentino esperti e docenti da tutta Italia e da tutto il mondo, un appuntamento più unico che raro, che ha assunto una valenza scientifica assoluta.

Il prof. Zardi va annoverato indiscutibilmente anche tra i promotori della recentissima Facoltà di Meteorologia presso l’Ateneo trentino, in forte collaborazione con quella importantissima di Innsbruck. Lo stimato prof. Zardi in più occasioni ha reso palese la sua vicinanza a Rovereto, anche prevedendo di insediare il suddetto corso di laurea nella nostra città. Un’idea e una prospettiva molto interessanti per tutto il nostro contesto urbano e della Vallagarina.

Come accennavamo prima, la tempesta Vaia ha certamente segnato un ulteriore spartiacque nella storia ambientale ed economica del Trentino. Danni enormi alla natura di molte nostre valli dolomitiche, natura che potrà essere ricomposta in decenni di duro e paziente lavoro. La meteorologia anche qui ci può e ci potrà dare molti aiuti.

Leggere in questi giorni della volontà della Giunta provinciale, per voce dell’Assessore alle Attività Economiche Achille Spinelli, di dar vita ad un Centro Studi dedicato alla Meteorologia, da insediarsi negli spazi della Meccatronica di Rovereto, non può che farci un enorme piacere.

Il suddetto centro dovrà dare risposte importanti non solo in termini di previsioni del tempo, ma dovrà fornire pure strumenti ormai indispensabili per l’agricoltura e l’allevamento del bestiame.

Rovereto attende fiduciosa. Una presenza rafforzata dell’Università e della ricerca porterà certamente ossigeno vitale alla nostra comunità lagarina. La città negli ultimi 20 anni è stata generosa verso l’Ateneo, ha messo a disposizione spazi importanti e prestigiosi. Mi auguro che il Rettore prof. Collini e i suoi più stretti collaboratori sappiano ben valutare il possibile e improcrastinabile sviluppo dell’Università nei vari luoghi roveretani.

Alla PAT, e in particolare all’Assessore Spinelli, chiediamo determinazione e tempi certi sulle volontà sin qui manifestate.

Rovereto, accanto al produttivo, abbisogna di soggetti e realtà che in ogni ambito sappiano produrre innovazione, sviluppo occupazionale e conseguente benessere per l’intera città.

Le opportunità vanno fatte proprie con coraggio e fiducia. A chi di dovere la responsabilità e il piacere di non lasciarle scorrere invano e di non lasciarle cogliere da altri.

A cura di Paolo Farinati 

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: lite condominiale finisce a pugni

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Ieri mattina un anziano è stato aggredito dai vicini di casa.

L’uomo è stato colpito con qualche pugno, e per fortuna le sue condizioni non appaiono gravi.

L’anziano di 71 anni, ieri mattina si è presentato spontaneamente in caserma e ha chiesto di parlare con i carabinieri. Non appena ha avuto modo di farlo, ha raccontato loro l’accaduto.

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Secondo il suo racconto, nel condominio di viale Trento  è stato preso a pugni per una banale lite condominiale.

I segni delle percosse erano ben presenti sul viso e i carabinieri hanno deciso di allertare il 118.

I sanitari sono arrivati in caserma e hanno accertato che i traumi non erano tali da metterlo in pericolo, anche se a titolo precauzionale si è resa necessaria una visita in pronto soccorso.

L’uomo sarà risentito dai carabinieri in un secondo momento.

Nel frattempo l’indagine per ricostruire l’accaduto è cominciata già ieri. Pare sia stato identificato l’autore della violenza e ora si faranno ulteriori accertamenti per capire se anche altri membri della famiglia abbiano partecipato alla lite sfociata in violenza.

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