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Trento

Rivolta carcere Spini: una donna salvata miracolosamente dalla polizia penitenziaria

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Nella folle giornata del 22 dicembre, caratterizzata da una violenta protesta collettiva, la cui intensità non ha eguali, 200 dei 340 detenuti presenti, hanno appiccato infatti incendi e compiuto atti vandalici che hanno irrimediabilmente danneggiato quello che era considerato il fiore all’occhiello dell’Amministrazione Penitenziaria, ovvero la nuova struttura di Spini di Gardolo a Trento.

In queste ore si contano i danni che sono di decine di migliaia di euro, mentre sono stati trasferiti una cinquantina di detenuti, quelli ritenuti i capi della sommossa, che anticipano un nuovo trasferimento di altri 100 carcerati.

Ma nelle ultime ore stanno emergendo anche altri particolari tralasciati da molti media.

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Durante la rivolta infatti la Polizia Penitenziaria ha tratto in salvo una donna che per conto di una cooperativa gestisce la lavanderia interna del carcere e che ha rischiato di essere presa in ostaggio dai facinorosi criminali.

Se fosse successo la donna avrebbe rischiato la vita.

Si è dimenticato altresì di raccontare i meriti dei Poliziotti Penitenziari che hanno evitato l’allontanamento in massa dal reparto detentivo, proteggendo un valico totalmente divelto sistemando un container per chiudere il varco.

A far emergere questi particolari è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P., (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci attraverso una nota.

«Neanche il salvataggio di un cospicuo numero di detenuti ad opera degli agenti di Polizia Penitenziaria ha “fatto breccia”, sarebbe il caso di dire, essendo praticamente stato ignorato, o non comunicato, dagli organi di stampa» dichiara ancora Beneduci.

L’auspicio del Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. Beneduci è che l’ufficio stampa del Ministero possa riconoscere il giusto merito agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria per l’assoluta dedizione e professionalità dimostrata in seguito agli eventi accaduti nella Casa Circondariale di Trento.

«Invero negli ultimi mesi in diversi penitenziari c’è stata una escalation di condotte che hanno fortemente destabilizzato l’ordine e la sicurezza interna,- aggiunge Beneduci –  dimostrando ancora una volta quanto sia aumentato il livello di rischio per gli operatori penitenziari, smentendo il cosiddetto “rischio zero” che qualche incompetente vorrebbe affibbiare all’espletamento del mandato degli Agenti di Polizia Penitenziaria. Si auspica che il Capo del Dipartimento faccia chiarezza sulle ragioni relative agli eventi critici degli ultimi mesi nel carcere di Trento, tra cui si evidenziano anche due decessi, due tentativi di impiccamento, un tentativo di evasione e svariati atti di aggressione».

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