Connect with us
Pubblicità

Giudicarie e Rendena

Il soccorso alpino salva un 24 enne in val di Brenta

Pubblicato

-

Gli uomini del Soccorso Alpino sono intervenuti nel pomeriggio in soccorso a un ragazzo veneto di 24 anni infortunatosi durante un’escursione.

Dopo aver scalato una cascata di ghiaccio il ragazzo stava rientrando sul sentiero 323 in Val Brenta insieme a quattro amici quando è scivolato procurandosi un trauma alla spalla.

La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 14.30.

PubblicitàPubblicità

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Occidentale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di terra composta da quattro uomini che hanno provveduto a stabilizzare il ferito e trasportarlo con la barella portantina fino alla strada forestale.

Da lì un’ambulanza lo ha portato all’ospedale di Tione per gli accertamenti medici.

Pubblicità
Pubblicità

Giudicarie e Rendena

Travolto dal ghiaccio, muore Matteo Penasa di Pieve di Bono

Pubblicato

-

immagine di repertorio

Nuova tragedia della montagna nella giornata di oggi.

Si è conclusa infatti la ricerca di uno scialpinista scomparso da questa mattina.

L’alpinista è stato trovato in fondo a un canalone nel tardo pomeriggio in località Malga Caino, a Cimego nelle valli Giudicarie.

PubblicitàPubblicità

Il corpo dell’uomo è stato individuato dall’elicottero del 118 alla base della cascata.

A dare l’allarme il padre dello scalatore, che lo aspettava nella vicina Malga Caino.

Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino, con l’equipe sanitaria coordinata da Centrale Unica Emergenza 112, con l’elicottero del Nucleo dei Vigili del Fuoco di Trento.

L’uomo, Matteo Penasa 43enne di Pieve di Bono, era uscito di casa questa mattina da solo per scalare una cascata di ghiaccio, ma a pranzo non ha fatto ritorno.

 

 

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Giudicarie e Rendena

Festa del Patrono di Mavignola: Sant’Antonio tra storia, cultura e folklore

Pubblicato

-

Le celebrazioni della Festa del Patrono inizieranno con la benedizione degli animali da parte di Don Romeo, Parroco di Madonna di Campiglio e S.Antonio di Mavignola, nella mattinata di giovedì 17 gennaio, quando come da tradizione, la Comunità della piccola frazione del comune di Pinzolo, renderà omaggio al Santo.

Una Festa molto sentita anche dagli allevatori della valle quella del Patrono di Mavignola, i malgari infatti ogni anno si recano in processione nella piccola ma suggestiva chiesetta per la celebrazione della Santa Messa, in programma alle 10 anti meridiane.

Nel pomeriggio alle 14.30 la Processione, allietata dai canti del Coro Parrocchiale e dalla Banda Comunale di Pinzolo.

PubblicitàPubblicità

Una consuetudine considerata di buon auspicio per la pratica dell’allevamento, che in Rendena vanta tradizioni e peculiarità millenarie.

La processione, con la statua del Santo portata a braccia, scortata dal Gruppo Alpini e dai Vigili del Fuoco, si snoderà per le vie del paese fino alla chiesetta di Sant Antonio nell’omonima piazza, dove rimane allestito un caratteristico Presepe.

Al termine il concerto della Banda Comunale e l’antico canto della Festa del Patrono intonato dalla famiglia Cominotti, che ogni anno espone un manufatto artigianale in legno all’interno del quale è stata riprodotta la vita di S.Antonio.

Un vero e proprio tuffo nel passato delle tradizioni più autentiche della valle, con la mostra degli animali e la riproposizione di attività contadine tradizionali, quali appunto la «casarada», ossia la lavorazione del latte per la produzione di burro, formaggio e panna.

Ad allietare la festa le numerose le iniziative organizzate dalla Pro Loco G.S. Mavignola: alle 9 l’apertura del vaso della fortuna e in serata la continuazione della festa con la musica del DJ Alex e qualche buon bicchiere di brulè.

Sant’Antonio è considerato il patrono degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un animale che reca al collo una campanella.

La tradizione prende origine dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere coloro che erano afflitti dal “male degli ardenti”, conosciuto oggi con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.

I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente per il paese coni al collo una campanella.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Giudicarie e Rendena

Prende fuoco il capannone della «Troticoltura Oro» a Preore

Pubblicato

-

credit - Tg Rai Trentino

Erano le 9 di ieri mattina quando un incendio innescato da cause ancora sconosciute è divampato nel capannone della “Troticoltura Oro” dei fratelli Leonardi in località Isolo, a Preore.

La famiglia Leonardi, un’ istituzione in ambito ittico, è proprietaria di numerose troticolture una lungo il torrente Palvico, una nella zona di Storo e una a Levico, che aveva subito danni significativi a causa del maltempo di fine ottobre 2018.

Un lungo percorso sfortunato che quindi continua.

PubblicitàPubblicità

Le fiamme hanno prodotto una colonna di fumo nero rendendo necessario l’intervento repentino dei vigili del fuoco di Preore, Ragoli, Tione e successivamente del corpo permanente di Trento che hanno estinto l’incendio in pochi minuti.

Il rapido intervento ha fortunatamente evitato danni alle pompe salvaguardando in questo modo le trote e gli avanotti presenti nelle vasche della piscicoltura.

C’era timore tra le squadre dei vigili del fuoco per la presenza di detersivi e sostanze per la disinfezione delle vasche che avrebbero potuto causare inquinamento ma è poi stato appurato che queste non erano state fortunatamente intaccate dalle fiamme.

I danni strutturali rilevati nello stabile , a quanto dichiara il comandante del dipartimento trentino Ballardini, interessano le pareti ed il soffitto, oltre all’impianto elettrico e i pannelli fotovoltaici, da dove non si esclude sia partito l’incendio.

Lo spegnimento tempestivo è stato reso possibile dall’intervento immediato di una quarantina di uomini che tramite l’utilizzo di acqua e schiumogeni hanno evitato la distruzione della struttura.

Determinante poi il supporto di Fabio Venturini, comandante della squadra di Ragoli, e di Vittorio Marchiori.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
    Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

di tendenza