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Rovereto e Vallagarina

Carollo nella bufera per il presepe «trans» in piazza Rosmini a Rovereto

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Ha creato molti disagi e malesseri il «presepe» realizzato dalla Everness di Agostino Carollo sotto l’albero di piazza Rosmini a Rovereto.

Qualche cittadino, quasi incredulo, ha ipotizzato che i manichini fossero stati dimenticati da qualche negozio in fase di trasloco.

Molte invece le telefonate arrivate in municipio da parte di roveretani inferociti. 

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Carollo ha voluto dare una rivisitazione del Natale fuori dai canoni classici, ma forse ha un pochino esagerato. 

Almeno secondo la maggior parte dei cittadini della città della Quercia che sui social di sono scatenati in una critica quasi a senso unico.

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Il presepe è stato costruito con due manichini femminili da negozio di abbigliamento, uno che rappresenta Maria con un foulard in testa e abiti modesti e moderni, l’altro invece che raffigura san Giuseppe, con una sola scarpa, a cui è stata aggiunta una barba nera realizzata con una mascherina di feltro.

Sul manichino di Giuseppe spunta anche un generoso seno che fa pensare ad un Transessuale più che allo sposo di Maria.

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In mezzo a loro una culla, a prima vista scambiata da molti per una panchina vuota, che probabilmente nell’immaginario di Agostino Carollo dovrebbe essere in attesa del «bambinello» che arriverà il 25 di dicembre

Uno spettacolo di una tristezza indicibile e che non ha nulla a che fare con la tradizione del Natale. 

Bue, asinello e i tre magi rimangono solo un vecchio ricordo, come tentare di immaginare il segno del Natale guardando questo presepe.

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Rovereto e Vallagarina

Cento anni fa la fusione fra Rovereto e Borgo Sacco

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Quest’anno cade il centesimo anniversario dell’unione fra il comune di Sacco e il comune di Rovereto. La fusione avvenne tramite un referendum popolare l’8 febbraio del 1920.

A causa della difficile situazione  economica del primo dopoguerra i due comuni decisero di fondersi nella speranza di migliorare le proprie condizioni.

Per certi versi andò proprio così. A Sacco venne costruito un edificio scolastico e fu rappresentato all’interno del Consiglio Cittadino con due membri propri. Venne inoltre costruita una strada che collegasse i due paesi.

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Nel 1926 un Decreto del Regno d’Italia decise che anche i comuni di Lizzana, Marco e Noriglio dovessero diventare parte del comune di Rovereto.

A fine mese nella biblioteca civica Tartarotti verrà allestita la mostra  «Rovereto e Sacco: 100 anni insieme» in cui saranno presenti documenti originari provenienti dall’ex archivio di Borgo Sacco e il «Manifesto» del referendum stampato a mano con caratteri mobili dal Laboratorio Arte Grafica della biblioteca.

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All’esposizione della mostra saranno presenti anche il vicesindaco Cristina Azzolini, il presidente della circoscrizione di Sacco San Giorgio Fabrizio Corradini, il presidente del comitato «Un Borgo e il suo fiume» Lucio Dama e i tipografi volontari.

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Rovereto e Vallagarina

Rapina Rovereto, Vjollca Gropcaj: «Volevo incastrarlo per evitare che facesse danni ad altri»

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Lei si chiama Vjollca Gropcaj, 43 anni residente a Villa Lagarina ed è la dipendente che lunedì 27 gennaio 2020 dopo aver sventato una rapina alla sala slot 777 di Rovereto ha contribuito con coraggio all’arresto di Morgan Ballerini, un pericoloso pluri pregiudicato di 45 anni uscito da pochi mesi da prigione.

Nata a Shkoder in Albania, segno zodiacale Toro, occhi verdi, penetranti e sguardo fiero è ormai naturalizzata italiana. Vive infatti in Italia da 26 anni ed è ragazza madre di due figli

Vjollca che tutti chiamano «Viola» lunedì sera non solo ha fatto arrestare il rapinatore ma lo ha sfidato senza paura, «non ho sentito nessuna paura, il mio primo pensiero è stato quello di far uscire i clienti da un’altra uscita e metterli in salvo perchè avevo visto che nelle mani del rapinatore c’era qualcosa che luccicava e che poteva essere una pistola.» (NdR – poi si è scoperto essere un taglierino)

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Solo una vetrata separava Viola dal rapinatore, «lui mi faceva segno di venire alla cassa e dargli i soldi, ed io gli facevo segno di attendere ed intanto facevo uscire i clienti»

Poi il colpo di genio di appoggiare il cellulare su una mensola e metterlo in viva voce collegato con le forze dell’ordine che sono piombate nel locale a tempo di record disarmando Ballerini.

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Viola si è comportata così pur sapendo che il 31 gennaio non avrebbe più lavorato in quel locale. Infatti i titolari per mancanza di lavoro l’hanno licenziata.

E già questo la cataloga come persona di levatura morale superiore e con valori morali ed etici importanti. Quanti l’avrebbero fatto? Probabilmente nessuno. 

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«Potevo spingere un pulsante che era presente nella mia sala e attivare l’allarme per farlo fuggire – spiega Viola – ma non l’ho fatto perché volevo incastrarlo, volevo che fosse arrestato per evitare così che facesse danni ad altri commercianti o imprenditori che sudano sette camicie per portare a casa una paga con cui mantenere la famiglia. Mentre era ammanettato mi ha insultato e minacciato di morte ma io gli ho detto che non ho paura di lui». 

Viola prima di arrivare a Rovereto è stata in Puglia, a Roma, in Sardegna in Veneto per poi trasferirsi a Villa Lagarina. «Sono felice e serena e mi trovo bene qui, nella mia vita ci sono stati momenti difficili, ma che ho saputo superare. Dal passato puoi solo ricordare gli insegnamenti, bisogna infatti guardare al presente e al futuro con ottimismo»

Viola è figlia di un Carabiniere, «Forse è per questo che odio i criminali che si approfittano dei deboli, mio padre mi diceva sempre “meglio un figlio disabile che ladro”,  ed io ho sempre seguito i suoi insegnamenti».

Ora però il periodo per lei si preannuncia difficile. Alla fine del mese dovrà cercarsi un lavoro che di questi tempi non è facile da trovare. «Sono positiva, mi metterò subito alla ricerca di un nuovo lavoro anche a costo di dover cambiare residenza.» 

Il suo è un appello; chi infatti non vorrebbe assumere una persona con un profilo di valore e una coscienza che non agisce solo per il mero calcolo opportunistico?

Per aiutare Viola basta scrivere a:redazione@lavocedeltrentino.it

 

 

 

 

 

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Rovereto e Vallagarina

Denunciato un dipendente per furto all’interno di un ristorante di Mori

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Gli investigatori della Polizia di Stato di Riva del Garda hanno identificato e segnalato all’Autorità Giudiziaria un uomo dello Sri lanka di 48 anni, responsabile del furto di una shopping-bag, contenente articoli acquistati presso i mercati di Natale di Trento, ai danni di una signora residente ad Arco.

Nella serata del 10 dicembre scorso, la denunciante in compagnia di due amiche, si fermava per un breve sosta presso un noto ristorante di Mori, al termine della cena si allontanava dimenticando sul tavolo la propria shopping-bag, contenente articoli acquistati nel pomeriggio nei mercatini di Natale di Trento.

Giunta a casa, si accorgeva della dimenticanza e pertanto contattava telefonicamente il ristorante, apprendendo però dal direttore, che della borsa non vi era più traccia.  Analizzando le immagini dell’impianto di videosorveglianza gli investigatori del Commissariato riuscivano a individuare ed identificare che l’autore del furto era un cittadino cingalese, addetto alle pulizie proprio all’interno del ristorante, ove le donne avevano cenato.

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