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Trento

Il nuovo Prefetto Sandro Lombardi a Trento: la persona giusta nel posto giusto

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Grandi cambiamenti nella politica trentina e non solo.

Dopo la vittoria storica della Lega e l’insediamento del Presidente Fugatti anche al Commissariato del Governo c’è stato l’avvicendamento.

Il Prefetto Gioffrè è stato richiamato a Roma .

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Il Ministro dell’ Interno Matteo Salvini, ha voluto per la Provincia di Trento un Commissario del Governo con elevate capacità organizzative, in particolare nell’ambito della sicurezza del territorio e quella dei suoi abitanti.

La scelta del Prefetto Dott. Sandro Lombardi la dice lunga su quanto stia a cuore la sicurezza e l’ ordine pubblico al nuovo Presidente della Giunta Provinciale e al Ministro dell’ Interno.

Il Dott. Lombardi è un perfetto conoscitore delle tematiche territoriali avendo vissuto in prima persona nella sua lunga carriera prima come funzionario di Polizia, poi scalando i vertici della carriera, come Questore, le esigenze dei cittadini in merito alla sicurezza degli stessi.

Già dai primi giorni del suo insediamento presso il Palazzo del Governo di Trento, chi lo ha incontrato ha avuto la sensazione di trovarsi davanti ad una persona affabile, disponibile a sentire e incontrare chiunque ed estremamente competente.

Una presentazione che fa ben sperare per il futuro del territorio trentino e dei suoi abitanti.

Sessantaduenne nato a Roma, di origini campane, il neo prefetto Sandro Lombardi, per anni è stato direttore della scuola di polizia di Brescia e Piacenza e presso il Viminale dirigeva l’organismo del Ministero dell’Interno che si occupa della vigilanza e della sicurezza dell’intero personale del ministero, delle scorte e delle uscite pubbliche.

Si è laureato in Scienze Politiche con il Master Formazione – Università “CA FOSCARI” di Venezia.

È dirigente Superiore della Polizia di Stato dal 1° gennaio 2008 e Dirigente Generale dal 12 marzo 2015

Insieme al Governatore del Trentino Fugatti

Ha frequentato il 12° Corso Allievi Agenti Ufficiali presso l’Accademia del Corpo delle Guardie di P.S e al termine dei quattro anni è stato assegnato alla Scuola di Polizia Giudiziaria di Brescia.

Presso questo Reparto ha prestato servizio fino al 1984, prima con la qualifica dì Comandante della Compagnia allievi di polizia giudiziaria, poi con quella di Vice Direttore e Dirigente l’Ufficio di Amministrazione svolgendo, inoltre, numerosi servizi esterni di O.P. e di Sicurezza, come il servizio presso la Questura di Venezia, nel maggio 1980, in occasione del summit dei Paesi più industrializzati

È stato poi trasferito alla Questura di Brescia ove ha ricoperto l’incarico di Dirigente del Reparto Volanti

Ha ricoperto l’incarico di Vice Direttore della Scuola dì Polizia Giudiziaria di Brescia sostituendo pro tempore i vari Direttori.

Nel periodo, oltre ad essere stato impiegato in numerosi servizi di O.P., ha svolto in numerosi servizi di Polizia

È  stato Componente Commissione Consultiva per la Formazione e la Qualificazione del Personale della Polizia di Stato presso la Direzione Centrale Istituti di Istruzione – Dipartimento P.S. e Direttore Scuola di Polizia Giudiziaria, Amministrativa e Investigativa di Brescia.

Dal 2008 è Consigliere Ministeriale Aggiunto presso la Direzione Centrale dei Servizi Tecnico Logìstici e della Gestione Patrimoniale e Coordinatore dell’Ufficio Tecnico e Analisi di Mercato e dal 2011 è Capo della Segreteria di Sicurezza, punto di controllo NATO-UEO, responsabile per la supervisione delle disposizioni e delle norme per la sicurezza sulle operazioni crittografiche COMSEC e funzionario EAD, responsabile per l’applicazione ed il rispetto delle norme per il mantenimento dei sistemi di sicurezza ed elaborazione automatica dei dati, per le esigenze della Direzione Centrale dei Servizi Tecnico Logistici e della Gestione Patrimoniale

Dal 1° settembre 2014 presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha assunto l’incarico di dirigente dell’ “Ispettorato di Pubblica Sicurezza Viminale”, avente compiti di protezione del Ministro dell’Interno, dei sottosegretari e di altre personalità nonché di vigilanza dei compendi dello stesso Ministero. Alle dipendenze di questo Ispettorato sono collocati gli Uffici Speciali di P.S. presso alcuni ministeri.

Dal 1994 al 2010 ha svolto inoltre molte missioni all’estero : in Portogallo, U.S.A., Brasile, Albania, Israele

Con il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher

Lombardi era al comando di reparto per il controllo territorio in occasione del sequestro Dozier (1981) ed è stato responsabile della sicurezza a Torino per il processo al nucleo storico di Prima Linea.

Ha svolto le indagini sul noto pluriomicidio di Pontevico (BS) (1990) e ha coordinato le indagini in merito al sequestro di persona di Roberdo Ghidini avvenuto a Brescia (1993); per tale attività ha ricevuto un ENCOMIO DAL MINISTERO DELL’INTERNO;

Era anche al comando di Reparto a Palermo per servizi di controllo del territorio predisposti dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio (1992)

Nel corso della carriera ha ricevuto un encomio e 4 lodi.

È stato Direttore del Centro di Formazione Linguistica della Polizia di Stato a Milano e della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Piacenza e componente di diversi gruppi di lavoro istituiti presso la Direzione Centrale per gli Istituti di Istruzione, nell’ambito della formazione del Personale della Polizia di Stato.

È  stato anche Docente di deontologia professionale, procedura penale ed altre materie professionali e Presidente di numerose commissioni di esame nonché di concorsi interni e negli anni 2004/2005  componente della Commissione PON (Progetto Operativo Nazionale) Sicurezza Mezzogiorno progetto “POLIZIA INTEGRATA” e ” APPROCCIO ED INTERRELAZIONE” e componente della Commissione Paritetica nell’ambito dell’Accordo di collaborazione per attività formative e ricerca stipulato fra Università “CATTOLICA” di Milano e Dipartimento della P.S.

È stato Nominato Prefetto il 2 novembre 2017 e destinato a svolgere le relative funzioni presso la Prefettura di Mantova con decorrenza 20 novembre. Ora è arrivato a Trento scelto personalmente dal ministro dell’interno Matteo Salvini

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Trento

Trentino Digitale: entro l’inizio del 2020 il nuovo piano industriale

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“Se pensiamo che solamente il 2% dei processi della pubblica amministrazione trentina sono digitalizzati, capiamo quanto lavoro ci sia da fare”.

Così l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, che questo pomeriggio ha incontrato i rappresentati sindacali, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, di Trentino Digitale, di cui recentemente la Giunta provinciale ha rinnovato il consiglio di amministrazione, nominando come nuovo presidente Roberto Soj.

“Dentro la società – ha ribadito l’assessore – c’è qualità e competenza, ma dobbiamo fare in modo che queste competenze possano essere utilizzate al meglio.”

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“Il nostro obiettivo – ha chiarito – è quello di consentire all’azienda di poter esprimere tutte le sue potenzialità, secondo un nuovo piano industriale ed una conseguente nuova organizzazione che siano più aderenti ai mutamenti avvenuti negli ultimi anni e alle esigenze della pubblica amministrazione, intesa nel suo complesso e non solo come Provincia.”

“Abbiamo bisogno di analisi dei processi, di sviluppatori e di diffondere la rete su tutto il territorio trentino. Il rinnovato board – ha annunciato Spinelli – lavorerà nei prossimi mesi, in discontinuità con il passato, per predisporre il nuovo piano industriale, pronto ad inizio 2020, nel quale verrà ridefinita la vision di Trentino Digitale. Come detto in altre occasioni – ha spiegato Spinelli – la Provincia non intende disperdere un patrimonio di conoscenze tecniche e di professionalità costruito nel tempo e difficilmente reperibile sul mercato locale”.

Sulla questione dei premi di produttività, attualmente non omogenei rispetto ai dipendenti delle due società, Informatica Trentina e Trentino Network che fondendosi hanno dato vita a Trentino Digitale.

L’assessore ha evidenziato la volontà della Giunta, nel rispetto delle normative vigenti, di arrivare ad una loro armonizzazione che possa evitare penalizzazioni e conflittualità interna.

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Trento

Abbandono rifiuti: Canova e Gardolo prese di mira dagli incivili

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Torniamo a parlare di Canova e Gardolo, due importanti e popolose frazioni di Trento Nord che nell’ultimi anni sono state prese di mira da vandali, maleducati ed incivili.

Da questi due luoghi continuano ad arrivare segnalazioni legate all’abbandono dei rifiuti non differenziati in aree non idonee al conferimento.

Ieri Daniele Demattè è stato chiamato da alcuni residenti di Canova che hanno scoperto in fondo all’abitato del paese una vera e propria discarica abusiva (foto) dove alcuni residenti arrivano con i sacchi di rifiuti in mano e li buttano nella boscaglia.

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Uno di questi residenti l’altro giorno si è trovato davanti una donna (di origine africana o sud Americana riferisce il testimone) che stava buttando il solito sacco fra gli alberi che vistasi osservata ha cominciato ad inveire e minacciare contro il «povero» malcapitato.

Fra le immondizie anche un carrello della spesa.

Non è andata meglio in via corso IV novembre, dove davanti alla fermata dell’autobus qualche incivile ha pensato bene di abbandonare delle immondizie domestiche. (foto)

Uno dei sacchetti abbandonati contiene degli alimenti non scaduti con scritte in idioma straniero (pare dell’est Europa).

Ora passiamo a Via Bolzano dove alla fermata dell’autobus di fronte al bazar Cinese è stato abbandonato un sacchetto azzurro pieno di rifiuti non differenziati.

Nelle immondizie c’è di tutto, compreso un flacone di plastica con un liquido dentro.

L’abbandono dei rifiuti nel centro urbano è diventata una piaga della vita cittadina.

Le ultime dotazioni fornite da Dolomiti Ambiente hanno un codice identificativo che riconduce inequivocabilmente al proprietario.

Se questi sacchi azzurri appartengono alle serie più recenti, a qualcuno arriverà una multa abbastanza impegnativa.

Se non lo sono, i furbetti la faranno ancora una volta franca, a danno però di tutta la comunità.

Canova

 

Via IV novembre – Gardolo

Via Bolzano

 

 

 

 

 

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Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

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Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

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Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

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