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Trento

San Marco: un patto per rivitalizzare il giardino storico di Trento

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Sulla base di quanto stabilito dal regolamento che disciplina la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, è stato firmato in questi giorni il patto di collaborazione San Marco: bene comune.

Proponenti l’Associazione Scuola dell’infanzia A. Tambosi, l’Associazione Studio d’arte Andromeda, la Libreria Due Punti, l’Associazione culturale LinguAttiva e il Ristorante Terramia, che firmano il patto assieme al Servizio beni comuni e gestione acquisti del Comune.

Il percorso che ha portato alla definizione del patto parte nell’ottobre del 2017, quando l’Associazione Scuola Materna Tambosi pubblicizzò, attraverso vari canali tra cui quelli istituzionali dell’Amministrazione comunale, un avviso per la ricerca di idee e partner per un progetto nato da un confronto con i genitori e con l’obiettivo di proporre un percorso condiviso di cura dei beni comuni, in particolare del giardino storico di San Marco, sito in prossimità della scuola.

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All’appello dell’Associazione hanno risposto diversi soggetti, accomunati dal fatto di riconoscere il giardino come bene comune, funzionale al benessere individuale e collettivo, e sono stati organizzati alcuni incontri di condivisione delle idee emerse, tenuto anche conto che l’amministrazione aveva in corso una progettazione per la riqualificazione del giardino storico San Marco, che vanta notevoli qualità architettoniche, storiche ed estetiche.

Nello scorso mese di maggio sono stati realizzati i lavori di riqualificazione del giardino e a luglio l’Associazione Scuola dell’infanzia A. Tambosi ha presentato al Comune la proposta di collaborazione denominata San Marco: bene comune, finalizzata a rendere il giardino di San Marco un luogo vitale, animato e allegro mediante la realizzazione di momenti di animazione e di aggregazione rivolti soprattutto a famiglie e bambini.

Il servizio beni comuni e gestione acquisti ha coinvolto nell’istruttoria il Servizio gestione strade e parchi, il Corpo di polizia locale Trento Monte Bondone e la Circoscrizione Centro storico – Piedicastello, ottenendo una valutazione favorevole.

Con la firma ufficiale del patto le parti si propongono di:

  • promuovere i valori della cittadinanza attiva sul territorio, dell’impegno civico e della rigenerazione urbana e della cura condivisa degli spazi pubblici

  • attivarsi affinché la comunità si riappropri di un importante e centrale area verde della città, trasformandola in un luogo sicuro e aperto frequentato dai bambini, dalle famiglie e dalla collettività, prendendosene cura

  • stimolare gli abitanti e le associazioni del quartiere alla realizzazione di attività di animazione dell’area e favorire il coinvolgimento di tutti coloro che si rendano disponibili a dare il loro fattivo contributo di idee, risorse, tempo

  • favorire momenti di aggregazione e coesione sociale a beneficio dei bambini che frequentano le scuole nelle vicinanze e di quanti frequentano il giardino.

Nello specifico si prevede di:

  • collaborare all’attività di cura del verde (piantumazione e manutenzione aiuole a vasca) e presidio dell’area con la trasmissione di segnalazioni di eventuali problematiche all’Amministrazione comunale

  • realizzare attività di animazione ludico, culturale, artistica, ricreativa e musicale per rendere il giardino un posto piacevole, fruibile ed animato da bambini e da famiglie in sicurezza anche valorizzando la comunità che insiste sul territorio

  • costituire un Tavolo di lavoro permanente, convocato almeno due volte all’anno, per definire e condividere il calendario di attività ed iniziative, valutare le iniziative proposte da altri soggetti, monitorare l’andamento del patto, verificare eventuali punti critici e problemi emersi e attivarsi per il loro superamento.

La durata del patto di collaborazione è stabilita in due anni.

A conclusione del primo anno è previsto un momento di verifica e di valutazione rispetto alla realizzazione delle attività concordate.

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Trento

Polonia: opportunità per le imprese della meccatronica e dello smart building

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Con un tasso di crescita del 5,1% registrato nel 2018, la posizione strategica in Europa e i suoi 38 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta oggi una delle economie più attrattive d’Europa.

L’alta percentuale di consumatori giovani e sempre più istruiti stimola l’export con tante nuove opportunità anche per le imprese trentine. Se ne parlerà mercoledì 25 settembre a Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 Rovereto), a partire dalle ore 10.30, in un momento di inquadramento Paese promosso in collaborazione con Italdesk Central Europe. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambiti della meccanica/meccatronica e dello smart building.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito trentinosviluppo.it.

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La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.

Quello della Polonia è un mercato di grande interesse, verso il quale le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità non mancano, vista la crescente innovazione tecnologica delle imprese di questo Paese, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti per cui si distingue il Trentino.

Per approfondire la conoscenza di questo mercato ed entrare in contatto con possibili aziende partner, Trentino Sviluppo promuove una presentazione Paese il prossimo mercoledì, 25 settembre, al Polo Tecnologico di Rovereto. L’incontro, rivolto alle imprese con particolare attenzione agli ambiti della meccatronica e dello smart building, è promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Italdesk Central Europe.

L’iniziativa permetterà di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali.

All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.

Il programma prevede, alle ore 10, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 prenderanno il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti – Presentazione delle aziende polacche). Alle 13.00 sono previsti il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione (anche per gli incontri) attraverso il modulo presente sul sito di Trentino Sviluppo.

Quella del 25 settembre è una delle iniziative promosse da Trentino Sviluppo dedicate a questo mercato. Un’altra è stata l’incoming del 10 e 11 settembre scorsi, che ha visto la visita di una delegazione istituzionale ed economica polacca, proveniente da Radom, città a sud di Varsavia. L’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Institute of Sustainable Technologies – ITeE e la Camera di Commercio e Industria di Radom, ha coinvolto Polo Meccatronica, Fondazione Bruno Kessler e e varie aziende trentine. (f.r.)

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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