Connect with us
Pubblicità

Benessere e Salute

Iperplasia prostatica, in Trentino si opera con il laser

Pubblicato

-

Sono più di 100 gli interventi per trattare l’iperplasia prostatica benigna effettuati quest’anno con il laser dall’Unità operativa multizonale di urologia dell’Apss.

L’innovativa metodica è impiegata in Trentino dal 2015 e l’elevato numero di procedure eseguite negli anni ha permesso agli urologi di ottenere ottimi risultati con una riduzione significativa delle complicanze e vantaggi in termini di sicurezza e soddisfazione dei pazienti.

In tre anni sono stati eseguiti dall’Unità operativa multizonale di urologia oltre 300 interventi con il laser.

Pubblicità
Pubblicità

L’utilizzo del laser in urologia per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna risale a 10 anni fa ma, i recenti progressi tecnologici, hanno migliorato notevolmente la procedura.

L’iperplasia prostatica benigna è un disturbo maschile correlato all’avanzare dell’età.

I trentini che ne soffrono sono quasi 50 mila, un numero destinato ad aumentare negli anni poiché questa problematica è strettamente correlata all’invecchiamento della popolazione e affligge più del 25% degli uomini che hanno superato gli 80 anni.

Caratterizzata dall’aumento del volume della ghiandola prostatica, questa condizione non rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del tumore della prostata, ma è una problematica seria che causa disturbi invalidanti come difficoltà di urinare e frequenti minzioni che implicano la necessità di alzarsi spesso durante la notte con conseguenti riduzione della qualità del sonno e di vita.

Sebbene la terapia medica abbia fatto importanti progressi nella gestione dei sintomi e nella prevenzione delle possibili complicanze, per alcune persone è necessario il ricorso all’intervento chirurgico. Fino a poco tempo fa, l’intervento prevedeva l’asportazione della porzione centrale della prostata attraverso un taglio sull’addome con un ricovero medio di sette giorni e annesse problematiche legate alla necessità di portare il catetere per tutta la degenza con un effetto negativo sulla qualità di vita.

Oggi, con le nuove tecnologie, l’intervento è eseguito per via endoscopica, attraverso l’uretra, utilizzando un laser ad alta potenza per vaporizzare e distruggere il tessuto prostatico.

Il primo beneficio della metodica con il laser riguarda la salvaguardia dei tessuti circostanti, con minori complicanze e migliore qualità di vita dopo l’intervento in quanto il danno ai nervi responsabili dell’erezione, che passano molto vicino alla zona che viene vaporizzata, è minimo e quindi sono eliminati, o ridotti quasi a zero, i disturbi della sfera sessuale, che a volte, con le altre tecniche, potevano essere presenti.

Vi è poi la riduzione della degenza a un solo giorno con la dimissione, senza necessità di catetere, il giorno seguente all’intervento.

Infine, un ulteriore vantaggio è dato dal ridotto rischio di sanguinamento perché il laser garantisce un’emostasi accurata e quindi può essere utilizzato anche per trattare pazienti con patologie cardiache che assumono farmaci anticoagulanti.

Pubblicità
Pubblicità

Benessere e Salute

Placca dentaria: per combatterla è necessario iniziare con le gengive del neonato

Pubblicato

-

Per contrastare la placca dentaria è necessaria una prevenzione già a partire dal primo dentino.

Sarebbe infatti necessario che i genitori pulissero le gengive del neonato con una garza sterile o con uno spazzolino morbido fino a quando, verso i due o tre anni, non sarà in grado di usare da solo lo spazzolino.

L’obiettivo sin dalla prima infanzia dev’essere quello di combattere la placca batterica che altro non è che una sottile pellicola di batteri invisibile a occhio nudo che aderisce sia ai denti che a tutte le superfici del cavo orale.

PubblicitàPubblicità

In assenza di una immediata igiene orale, i rischi che si corrono sono quelli di gengiviti, parodontiti e carie.

Il periodo di utilizzo consigliato dello spazzolino e di almeno due minuti per due volte al giorno non tralasciando di spazzolare anche la lingua.

Se si tralascia l’igiene orale, un bambino può correre il rischio di gengive arrossate e gonfie che al contatto con lo spazzolino possono fare male ed a qual punto il bambino difficilmente proseguirebbe la pulizia.

Sintomo della gengivite può essere anche l’alitosi.

Rischi che si possono evitare con visite periodiche dal dentista col quale è possibile anche concordare un piano personalizzato di prevenzione; oppure prescrivere un collutorio antisettico o al fluoro che dev’essere sempre accompagnato dall’uso di molta acqua per garantire una buona auto detersione.

In tutti i casi prendere contatto sin da piccoli con le visite dentistiche, aiuta il bambino a prendere confidenza col medico e quindi quando sarà più grande, gli interventi saranno meno traumatici.

Ovviamente in caso di apparecchi fissi come lo sono quelli per modificare la posizione dei denti, l’igiene orale oltre che uno spazzolino, dovrà essere fatta utilizzando anche uno scovolino per almeno quattro volte al giorno e sempre dopo i pasti.

In questo caso gli attacchi ortodontici offrono molte possibilità di aggancio alla placca batterica.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Benessere e Salute

Allarme disgrafia: i bambini non sanno più scrivere

Pubblicato

-

I bambini non sanno più scrivere: il 21% soffre di insufficienze grafo motorie in quinta elementare; il 41% nella scuola materna; il 400% è la crescita dei disturbi di apprendimento in sei anni (Dsa): sono questi i rischi che si corrono con gli eccessi del digitale.

I dati sono emersi in occasione di un convegno che si è tenuto a Faenza sulla scrittura a mano nel terzo millennio.

I dati statistici sono stati forniti dal ministero dell’Istruzione che confermano come sia in costante peggioramento la capacità di scrivere a mano ed un altro dato preoccupante è quello che indica come il 77% di quel 41% di bambini con insufficienze grafo motorie, mantenga questa situazione anche dopo i primi anni della scuola primaria.

Pubblicità
Pubblicità

Una situazione che richiede una serie di interventi mirati per il recupero del bambino ed ancora una volta sarebbe necessaria la prevenzione.

Purtroppo il sistema scolastico italiano non prevede nessun programma di supporto, ma nemmeno dei corsi di formazione per gli insegnanti.

Può succedere che un docente non sia a conoscenza delle forme grafiche più congeniali per i bambini dai 3 ai 5 anni e tra gli obiettivi didattici nulla è previsto per le competenze grafo motorie degli alunni.

Un quadro generale la cui criticità è accentuata da una tecnologia che sta progressivamente sostituendo l’aspetto manuale della scrittura.

Al digitale in senso lato, si avvicinano sempre più bambini anche molto piccoli ed oltre alle problematiche legate ad una crescente disgrafia, ci sono anche quelle di scarsa memorizzazione, difficoltà di apprendimento e asocialità che comportano condizioni anche croniche perché certe aree del cervello, rischiano di non svilupparsi nella giusta maniera in una fase cruciale dello sviluppo.

La scrittura finisce per preservare l’umanità dei nostri bambini.

Delegando tutto alla tecnologia si perde o si diminuisce di molto una fase complessa dell’apprendimento come lo è quella della scrittura che finisce per coinvolgere la personalità dell’individuo, ma anche la cultura e le tradizioni sociali.

Di certo anche se ormai si parla comunemente di generazioni nativo digitali, bisogna limitare il più possibile l’uso della tecnologia per non intaccare le normali fasi d’apprendimento che accompagnano la crescita dei nostri bambini.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Salute

L’ Hammam di Borgo Valsugana: dove distendere il corpo e la mente

Pubblicato

-

A Borgo Valsugana un’oasi per rilassarsi e prendersi cura di sé, situato all’interno del centro commerciale «Le Valli» e aperto anche la domenica.

Si chiama «Sole e Hammam» ed è un vero centro benessere.

Gli orari?

Il lunedì, martedì, giovedì, sabato e domenica orario continuato dalle ore 9.00 alle 19.00. Il mercoledì e venerdì  invece dalle ore 9.00 alle 21.00

L’Hammam è un luogo di ricerca apprendimento e condivisione.

Un luogo magico che ferma il tempo e libera lo spirito, invita alla meditazione e alla rigenerazione del corpo

Quante volte ci e’ capitato di ascoltare il racconto di una amica che di ritorno da un viaggio in qualche lontano paese orientale ci ha parlato di una sua visita a un Hammam?

E forse ci siamo ritrovati ad annuire, un po’ stupidamente, colti dall’imbarazzo di non sapere esattamente di cosa ci stanno parlando.

Perché la parola hammam sembra essere molto di moda, e dall’oriente questo servizio si sta diffondendo anche nelle nostre città.

Probabilmente aveva ragione Sherazade, la bellissima narratrice de: “Le mille e una notte”, che affermava che una città non può dirsi completa se non possiede un Hammam. Una tradizione molto antica, e come già detto estremamente diffusa in Medio Oriente, che oggi però viene riscoperta anche in Occidente.

Per chi ancora non ha capito di cosa stiamo parlando, diciamo che si tratta di uno speciale bagno di vapore, i cui effetti benefici sul corpo erano già conosciuti dagli antichi egizi, ma la cui tradizione affonda le origini nel mondo greco-romano.

Recarsi in un Hammam è senz’altro uno dei modi migliori per viziarsi di tanto in tanto.

Immergersi nei rituali dell’ Hammam tradizionale, assorbirne le proprietà benefiche del vapore e delle essenze balsamiche, e godersi il piacere di una pelle morbida e depurata, per poi soccombere alla seduzione di un massaggio è ciò di meglio che una persona possa fare.

Quando si riemerge dal labirinto di camere a vapore, avvolti in soffici accappatoi, ogni centimetro del corpo e ogni poro della pelle urlerà di gioia.

Il bagno di vapore, con i suoi diversi effetti benefici, è una pratica utile per rilassarsi e ringiovanire il proprio corpo.

Ma il rituale orientale poi continua per purificare il corpo e la mente.

Nel primo ambiente tiepido infatti è possibile degustare la tisana sdraiati su una comoda panca riscaldata.

Nel secondo a temperatura di 45° secco, si rimane per 15 minuti per la prima sudorazione.

Dopo una doccia nebulizzata alle essenze si entra nel terzo ambiente di circa 50° ma con umidità 100% per 15 minuti.

Eliminate le tossine e le rigidità il corpo viene frizionato e lavato con saponi e guanti naturali.

Il relax al lume di candela e un infuso completano il percorso. L’Hammam è una pratica riservata a singole persone ma viene anche consigliato in gruppo.

La durata del rituale è di circa 90 minuti.

                                                                                                                 articolo pubblicitario

 

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

di tendenza