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Giudicarie e Rendena

Pinzolo: 22° Campionato italiano di sci Operatori Trasporto Infermi

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Da martedì 22 gennaio a domenica 27 gennaio, per la ventiduesima volta, Pinzolo ospiterà il Campionato italiano di sci riservato agli operatori trasporto infermi. Una manifestazione che è cresciuta nel tempo ed è anche molto attesa dal mondo del volontariato che ogni anno accoglie centinaia di soccorritori provenienti da tutta Italia, accompagnati da amici e famigliari che non perdono l’occasione di passare un lungo weekend in Val Rendena.

Una manifestazione nata in ricordo di Claudio Maturi, volontario che ha perso la vita proprio al rientro da un’operazione di soccorso, a cui si è aggiunto da ormai 15 anni il ricordo di un altro personaggio del mondo del volontariato locale, Pietro Maturi, che della Associazione Soccorso e Trasporto Infermi STI Pinzolo – Alta Rendena è stato Presidente e del campionato di sci è stato l’ideatore. La manifestazione è stata presentata oggi pomeriggio nella sede di Trentino Marketing alla presenza dell’Assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Roberto Failoni, del CEO di Trentino Marketing Maurizio Rossini, del Presidente del Comitato Organizzatore Antonio Caola, dei sindaci di Pinzolo e Carisolo, Michele Cereghini e Arturo Povinelli, e dell’assessore del Comune di Dimaro Romedio Menghini.

“Si tratta di un appuntamento che ci è particolarmente caro, ha ricordato Maurizio Rossini, perché coniuga due aspetti identitari del Trentino come il volontariato e lo sport, ospitato da tante edizioni in una cornice molto bella come Pinzolo che ha saputo offrire un’accoglienza speciale”.

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Sullo spirito e la storia di questa manifestazione che si lega alla storia trentennale dell’Associazione Soccorso e Trasporto Infermi di Pinzolo che organizza questo Campionato da 22 edizioni è intervenuto il Presidente Antonio Caola: “Sono attesi a Pinzolo 450 operatori per circa 40 squadre da tutta Italia con i loro accompagnatori. Quest’anno l’iniziativa di solidarietà sarà rivolta alla comunità di Dimaro colpita dalla calamità dello scorso fine ottobre”.

“Ho vissuto per tanti anni questa manifestazione come amministratore, ha quindi ricordato l’Assessore provinciale Roberto Failoni, e il mio primo ringraziamento va a quanti hanno avuto l’idea di promuoverla tanti anni fa, pensando a quelle persone che si spendono per gli altri. Sicuramente il modo migliore per festeggiare i 30 anni dell’Associazione Soccorso e Trasporto Infermi di Pinzolo che ha dimostrato una grande capacità di tenere unite le generazioni attorno al valore del volontariato.”

Sono quindi intervenuti i Sindaci di Carisolo, Arturo Povinelli, e di Pinzolo, Michele Cereghini. Entrambi hanno sottolineato il valore per le due comunità di ospitare gli appuntamenti di spicco di questi campionati grazie alla presenza di infrastrutture, come palazzetti e anelli del fondo, che contribuiscono ad arricchire l’offerta della valle in aggiunta allo sci. Hanno ricordato anche l’importanza di un evento che coinvolge tanti volontari che danno il proprio tempo per gli altri, nato per celebrare due figure importanti come Pietro e Claudio Maturi che tanto hanno dato alla comunità di Pinzolo.

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Giudicarie e Rendena

Festa del Patrono di Mavignola: Sant’Antonio tra storia, cultura e folklore

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Le celebrazioni della Festa del Patrono inizieranno con la benedizione degli animali da parte di Don Romeo, Parroco di Madonna di Campiglio e S.Antonio di Mavignola, nella mattinata di giovedì 17 gennaio, quando come da tradizione, la Comunità della piccola frazione del comune di Pinzolo, renderà omaggio al Santo.

Una Festa molto sentita anche dagli allevatori della valle quella del Patrono di Mavignola, i malgari infatti ogni anno si recano in processione nella piccola ma suggestiva chiesetta per la celebrazione della Santa Messa, in programma alle 10 anti meridiane.

Nel pomeriggio alle 14.30 la Processione, allietata dai canti del Coro Parrocchiale e dalla Banda Comunale di Pinzolo.

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Una consuetudine considerata di buon auspicio per la pratica dell’allevamento, che in Rendena vanta tradizioni e peculiarità millenarie.

La processione, con la statua del Santo portata a braccia, scortata dal Gruppo Alpini e dai Vigili del Fuoco, si snoderà per le vie del paese fino alla chiesetta di Sant Antonio nell’omonima piazza, dove rimane allestito un caratteristico Presepe.

Al termine il concerto della Banda Comunale e l’antico canto della Festa del Patrono intonato dalla famiglia Cominotti, che ogni anno espone un manufatto artigianale in legno all’interno del quale è stata riprodotta la vita di S.Antonio.

Un vero e proprio tuffo nel passato delle tradizioni più autentiche della valle, con la mostra degli animali e la riproposizione di attività contadine tradizionali, quali appunto la «casarada», ossia la lavorazione del latte per la produzione di burro, formaggio e panna.

Ad allietare la festa le numerose le iniziative organizzate dalla Pro Loco G.S. Mavignola: alle 9 l’apertura del vaso della fortuna e in serata la continuazione della festa con la musica del DJ Alex e qualche buon bicchiere di brulè.

Sant’Antonio è considerato il patrono degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un animale che reca al collo una campanella.

La tradizione prende origine dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere coloro che erano afflitti dal “male degli ardenti”, conosciuto oggi con il nome di “fuoco di Sant’Antonio”.

I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente per il paese coni al collo una campanella.

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Giudicarie e Rendena

Prende fuoco il capannone della «Troticoltura Oro» a Preore

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credit - Tg Rai Trentino

Erano le 9 di ieri mattina quando un incendio innescato da cause ancora sconosciute è divampato nel capannone della “Troticoltura Oro” dei fratelli Leonardi in località Isolo, a Preore.

La famiglia Leonardi, un’ istituzione in ambito ittico, è proprietaria di numerose troticolture una lungo il torrente Palvico, una nella zona di Storo e una a Levico, che aveva subito danni significativi a causa del maltempo di fine ottobre 2018.

Un lungo percorso sfortunato che quindi continua.

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Le fiamme hanno prodotto una colonna di fumo nero rendendo necessario l’intervento repentino dei vigili del fuoco di Preore, Ragoli, Tione e successivamente del corpo permanente di Trento che hanno estinto l’incendio in pochi minuti.

Il rapido intervento ha fortunatamente evitato danni alle pompe salvaguardando in questo modo le trote e gli avanotti presenti nelle vasche della piscicoltura.

C’era timore tra le squadre dei vigili del fuoco per la presenza di detersivi e sostanze per la disinfezione delle vasche che avrebbero potuto causare inquinamento ma è poi stato appurato che queste non erano state fortunatamente intaccate dalle fiamme.

I danni strutturali rilevati nello stabile , a quanto dichiara il comandante del dipartimento trentino Ballardini, interessano le pareti ed il soffitto, oltre all’impianto elettrico e i pannelli fotovoltaici, da dove non si esclude sia partito l’incendio.

Lo spegnimento tempestivo è stato reso possibile dall’intervento immediato di una quarantina di uomini che tramite l’utilizzo di acqua e schiumogeni hanno evitato la distruzione della struttura.

Determinante poi il supporto di Fabio Venturini, comandante della squadra di Ragoli, e di Vittorio Marchiori.

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Giudicarie e Rendena

Un Tour nei borghi più belli delle Giudicarie

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San Lorenzo in Banale, insieme a Rango e Canale di Tenno è stato riconosciuto come uno dei Borghi più Belli d’Italia, ma non tutti lo sanno.

A volte scegliere un luogo da visitare dipende anche dalla curiosità di scoprire nuovi itinerari, anziché ripercorrere cammini ormai noti.

Un tour tra le sette “Ville” del Borgo di San Lorenzo in Banale è molto interessante in qualsiasi stagione: un percorso ad anello ben esposto al sole, che in circa due ore congiunge le piccole frazioni di Prato, Berghi, Pergnano, Senaso, Dolaso, Prusa e Glolo.

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Durante il periodo natalizio i centri storici si riempiono di turisti in vacanza nelle località sciistiche ai piedi delle Dolomiti di Brenta o alle Terme di Comano.

Ma aggirandosi tra vicoli, antichi vòlti decorati con quadri di pittori locali, pregevoli bassorilievi in legno intarsiato che fanno bella mostra sulle facciate delle antiche dimore e piazzette, è come fare un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, vivendo l’atmosfera contadina di una volta.

E’ consigliabile iniziare il percorso da Prato, sede del Municipio di San Lorenzo-Dorsino, qui si concentravano le più importanti attività per la comunità: il mulino, il panificio, la famiglia cooperativa, la posta e la chiesa parrocchiale.

Per questo i suoi abitanti erano chiamati “i signori di Prato”.

Tra i punti di interesse la chiesa parrocchiale dedicata al patrono del borgo e il teatro che ha sede in una chiesa sconsacrata nel 1910, restaurata per volontà degli abitanti.

Casa Osèi, antica abitazione di famiglia benestante, oggi è sede della casa del Parco “C’era una volta”, un’esposizione permanente che custodisce oggetti d’uso quotidiano della casa e del lavoro agricolo/silvo-pastorale.

Da segnalare la bella mostra “Par ieri” della Collezione Etnografica Giudicariese aperta anche in alcune domeniche di gennaio, febbraio e marzo 2019 (tel. 0465-771026).

A questo punto al visitatore non resta che seguire la segnaletica che indica facilmente l’itinerario, un alternarsi di piccole piazze, strette vie selciate , capitelli e ampie fontane.

Saliamo nel cuore della frazione di Berghi e ammiriamo le antiche dimore rurali di “Casa Martinoni” e “Casa Moscati” sapientemente restaurate, antiche fontane, storicamente diffuse per sopperire alla mancanza di acqua corrente nelle abitazioni e la chiesetta del ‘600 dedicata a Santa Apollonia.

Continuando il percorso indicato, ecco la chiesetta di Pergnano dedicata ai santi Rocco e Sebastiano, edificata dopo l’epidemia di peste nel 1578.

Al suo interno i famosi affreschi dei Baschenis di Averaria, pittori itineranti bergamaschi che tra il ‘400 e ‘500 hanno dipinto buona parte delle chiese delle Giudicarie, Rendena, Val di Non e Val di Sole. Godibili per luminosità e freschezza, propongono una pittura di facile lettura, con pochi colori ma di grande effetto cromatico.

Per facilitare la visita degli edifici dove si trovano i cicli di affreschi in queste valli, sono stati creati quattro itinerari ad hoc.

Pergnano è ricordato anche per la presenza delle “tesadre”, le tessitrici che proprio qui avevano fondato una vera e propria manifattura tessile, l’unica dell’altopiano del Banale. Lavoravano la canapa coltivata nella campagna limitrofa, realizzando su ordinazione teli, lenzuola e tovaglie.

La camminata prosegue in salita verso la frazione di Senaso, con la chiesetta di San Matteo, la Casa dei Sartorèi, testimonianza di abitazione rurale con gli originali graticci dei fienili e l’affumicatoio, è qui che resiste al tempo la tradizione dell’affumicatura artigianale della ciuìga, tipico salame con le rape, oggi presidio Slow Food.

Senaso è la porta d’accesso alla val d’Ambièz nel Parco Naturale Adamello Brenta, ma il nostro tour al bivio prosegue in direzione Dolaso con la chiesetta di Sant’Antonio Abate.

Più in basso incontriamo la frazione di Prusa, dove le forme slanciate dell’architettura giudicariese richiamano la necessità di favorire l’aerazione del fieno e l’esposizione al sole delle pannocchie di mais da polenta.

Una ristrutturazione rispettosa ha permesso la conservazione e valorizzazione di un importante patrimonio di architettura rurale, come Casa Mazoleti arricchita da un loggiato ad archi su colonne lapidee e da una meridiana perfettamente conservata.

Infine arriviamo a Glolo, ai piedi del Dòs Béo, sul quale si ergeva Castel Mani, di cui restano solo rovine, antico maniero del XII secolo distrutto durante l’invasione napoleonica.

Superato il capitello di Sant’Alessio, si trova la segnaletica per un’ulteriore escursione sul Dòs Béo, dove ammirare il panorama dell’intera vallata, oppure ritornare al punto di partenza nella piazza del paese di San Lorenzo in Banale.

Nelle vicinanze ci sono altre mete di interesse naturalistico e storico: Moline, Deggia e Nembia, che meriterebbero un capitolo a parte.

Sarà il fatto che l’altopiano del Banale gode di una posizione favorevole e assolata, sarà la giornata limpida e mite per essere gennaio, questa gita rimarrà memorabile per la bellezza e i sapori di un territorio, dove la cucina genuina è di casa, nei locali tipici e rifugi raggiungibili a pochi minuti dal paese.

Un mix di natura, storia, arte e cultura, dove l’opera dell’uomo è insita nel paesaggio.

Un paesaggio è uno stato d’animo.” (Henri Frèdèric Amiel)

Maria Cristina Betzu (m.betzu@tin.it)

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