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economia e finanza

Melinda: la Germania fa da apripista per la «Kizuri – Morgana» ed è subito boom di vendite

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In ogni azienda i nuovi prodotti sono vitali per garantire sviluppo del fatturato e redditività e chi vi rinuncia è destinato a soffrire nel medio termine dato che i competitor non si fermano e i clienti e i consumatori sono affamati di novità.

Un esempio di quanto le novità possano ingolosire e aprire nuovi mercati è “Morgana”, nome varietale della cultivar Kizuri, una delle new entry Club per cui il Consorzio Melinda ha recentemente acquisito i diritti di produzione e commercializzazione esclusiva per l’Italia, successivamente ampliata a tutta l’Europa (fatta eccezione per i Paesi degli altri tre esclusivisti, ossia Germania, Belgio e Olanda).

Presentata ufficialmente a ottobre nel corso della fiera Fruit Attraction a Madrid, questa nuova varietà ha destato la curiosità di clienti e catene di distribuzione in tutta Europa.

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Le sue caratteristiche organolettiche si distinguono per una succosità molto elevata, accompagnata da un gusto fresco e rotondo e una polpa croccante.

Anche il nome affascina. Morgana in tutta Europa è un appellativo carico di simbologia e, oltre a ricordare leggende di arturiana memoria, fa anche riferimento al fenomeno provocato dalla Fata Morgana, un’illusione ottica che fa credere ai viandanti assetati di vedere oasi nel deserto.

Ed è proprio il potere di placare la sete una delle caratteristiche uniche per cui Morgana si differenzia: questa peculiarità è espressa chiaramente sia attraverso elementi grafici, che tramite il claim scelto, semplice e immediato: the juicest! La mela più succosa di sempre!

In Europa i partner che partecipano a questo progetto sono quattro: Melinda, BFV in Belgio, Maargraaten in Olanda e Krings in Germania.

Negli stati esteri gli impianti di Morgana stanno crescendo molto velocemente, con l’obiettivo di raggiungere a livello di Club oltre 1 milione di piante entro il 2022.

In Italia la commercializzazione vera e propria deve ancora cominciare, in attesa di raggiungere dei quantitativi sufficienti per potersi presentare sul mercato e servire in maniera continuativa i clienti che verranno selezionati.

I primi approcci sul mercato sono davvero incoraggianti.

Basti pensare che uno dei partner, il tedesco Krings, è già entrato nel secondo anno di commercializzazione di Morgana con risultati eccellenti.

In seguito a un accordo con la catena Rewe, una delle più importanti in terra tedesca, Krings è riuscito a ottenere prezzi di vendita addirittura superiori a quelli di Pink Lady, mela che oggi è il riferimento per il premium price.

“Le varietà Club immesse sul mercato fino ad oggi e che arriveranno in futuro sono sicuramente molte – afferma Paolo Gerevini, Direttore Generale di Melinda -. E’ quindi fondamentale riuscire a differenziarsi, offrendo un prodotto con caratteristiche effettivamente distintive, veicolate da un “abito” che si faccia ricordare e comunichi efficacemente le unicità del prodotto promosso. Ed è altrettanto importante lavorare in modo determinato in Italia e all’estero per trovare i clienti e canali più adatti in modo che gli investimenti dei nostri soci vengano ripagati. Morgana è la riprova di tutto questo. Sono convinto che con le ultime acquisizioni di varietà Club il nostro Consorzio si sia mosso nella direzione giusta – prosegue Gerevini -. Abbiamo selezionato varietà innovative, che hanno effettivamente quel qualcosa in più rispetto sia alle varietà tradizionali sia rispetto ad alcune Club della concorrenza. Altre varietà scelte sono delle resistenti che ben si adattano alla coltivazione nelle zone sensibili o per il bio. Tutto questo ci permetterà di valorizzare al meglio le produzioni dei nostri soci, offrendo loro un’ampia gamma di possibilità, da scegliere in base alle caratteristiche del singolo appezzamento”.

I segnali da parte del mercato sono quindi molto chiari e ora il Consorzio attende la risposta da parte della base sociale, che ha già dimostrato un buon interesse e che in futuro sarà sempre più incoraggiata a intraprendere un percorso di rinnovo varietale, che possa rendere Melinda sempre più competitiva sul mercato locale e mondiale.

In Italia si consumano otto milioni di quintali di mele la metà circa di queste sono Golden dove Melinda vanta già una quota di mercato superiore al 50% ben difficilmente aumentabile.

Una moderata diminuzione della Golden, limitando le produzioni di qualità inferiore, porterà nel medio e lungo periodo ad una migliore e più stabile remunerazione.

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economia e finanza

Oggi è il «Tax Day» la giornata nera per gli italiani

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Oggi è il Tax Day, un giochino fiscale che vale 33 miliardi di euro che si volatizzeranno dalle tasche degli italiani, in una manciata di secondi.

Ma attenzione perché potrebbe andare anche peggio se non slitterà al primo luglio – la scadenza regolare sarebbe il 30 giugno che cade di domenica – il pagamento per saldo o acconto o prima rata Irpef; Irap, contributi Inps, Ires per le dichiarazioni 2018.

E saranno altri 21 miliardi di versamenti.

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Oggi è anche il giorno 17 e quindi per gli scaramantici la botta fiscale non è certo una sorpresa, anzi, peggio di così….

Ma per tutti sarà un lunedì nero.

Un appuntamento col fisco che non riguarda solo le imprese, ma anche le famiglie che dovranno versare il primo acconto di Imu e Tasi.

In Italia i proprietari di seconde case e di immobili diversi non di lusso sono 25 milioni che andranno a versare 10,2 miliardi che saranno divisi tra le casse statali e comunali.

Un balzello ormai settennale per il quale si deve ringraziare la riforma Monti del 2012 costato finora 150 miliardi.

A dicembre ci sarà la scadenza del saldo al momento pari al 50%, ma che potrebbe variare a seconda delle decisione che andranno ad adottare i Comuni.

Non dimentichiamoci che industriali, commercianti, artigiani e lavoratori autonomi sono attesi dalla scadenza dell’Iva e delle ritenute Irpef.

Insomma questo lunedì 17 non sarà di certo una giornata facile per molti italiani che oltre a questi costi, devono aggiungere anche quelli degli onorari di commercialisti e altri professionisti del settore fiscale: bisogna pagare chi ti fa pagare, per sperare poi che qualcosa sia rimasto.

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economia e finanza

72 dipendenti e 40 milioni di fatturato: Valentino Felicetti festeggia i 70 anni di servizio al Pastificio

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La storia del Pastificio Felicetti di Predazzo ha passato abbondantemente i cento anni, ma in molti si sono dimenticati di sottolineare che l’attuale presidente Valentino Felicetti, padre del Ceo Riccardo, ha conquistato decine di anni di servizio in azienda.

Infatti, saranno settanta a metà giugno per la precisione.

Classe 1935, Valentino Felicetti è ancora oggi la colonna portante del pastificio.

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È colui che ha vissuto e vive tutte le dinamiche aziendali, le difficoltà e i successi.

In una recente pubblicazione viene definito anche il Grande Saggio o la guida spirituale.

Un nome di battesimo, Valentino, che come tradizione vuole fu ripreso dal nonno che, nel 1908 e per 30.500 corone, divenne pastaio dando vita così a quella che oggi è una delle aziende, a livello nazionale e internazionale, più dinamiche e saldamente ancorate al concetto di “qualità”.

Valentino Felicetti è colui che può raccontare come il pastificio abbia affrontato la seconda guerra mondiale, di come abbia saputo rinascere dopo il grande incendio del 1945, di come fu il suo primo giorno di lavoro a soli 14 anni nel giugno del 1949, di come seppe affiancare il padre Emilio non solo nella produzione, ma anche nelle questioni di gestione e sviluppo, di come seppe superare, affiancato dalla famiglia, le tante difficoltà e marcare nella memoria i tanti, piccoli o grandi, traguardi conquistati.

Gli anni Settanta vedono così Valentino Felicetti sul ponte di comando del pastificio, che allora era nelle mani di sette soci.

Sono sempre quegli anni che coincidono con i primi veri ampliamenti dei reparti produttivi. E Valentino è chiamato, giustamente, in causa per ogni decisione che ha sempre saputo affrontare con grande caparbietà e razionalità.

Le scelte dei decenni successivi e l’introduzione in azienda delle nuove generazioni hanno portato oggi il Pastificio Felicetti a divenire una struttura con 72 dipendenti, un fatturato che supera i 40 milioni di euro e un export che viaggia ormai attorno al 70%.

Lo scorso anno inoltre il Pastificio Felicetti, ed anche in questo caso Valentino ha saputo guidare il board nella scelta, ha aperto le porte del suo azionariato alla holding ISA (Istituto Atesino di Sviluppo) per continuare a crescere e sostenere l’investimento di circa 28 milioni di euro per la realizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Molina di Fiemme (TN) che sarà operativo, affiancando quello di Predazzo, dal 2021. (qui articolo)


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economia e finanza

Imprese: in Trentino fatturato +2,6% nel primo trimestre 2019. Bene il commercio (+5,8%)

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Il fatturato complessivo realizzato dalle imprese trentine nel primo trimestre del 2019 è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre l’occupazione è diminuita dello 0,3%.

Il quadro relativo alla congiuntura economica in Trentino emerge dal report dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio.

Secondo il documento, i ricavi delle vendite hanno subito un rallentamento deciso, mantenendosi comunque orientati alla crescita.

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La domanda interna è aumentata a ritmi contenuti (+3,4%), mentre la domanda nazionale è debole (+0,7).

L’occupazione, invece, appare in contrazione nelle piccole imprese del -2,2%, non confortata dalla leggera crescita tra le medie (+1,5) e le grandi imprese (+0,4).

I settori che si caratterizzano per una variazione positiva del fatturato sono il commercio al dettaglio (+5,8%) e all’ingrosso (+4,8), le costruzioni (+5,3) e i servizi alle imprese (+5,0).

In negativo la variazione dei ricavi del settore manifatturiero (-0,3%) e dei trasporti (-0,2).

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