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Trento

Megalizzi, il ricordo del collega: “Era il migliore di tutti noi”

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Naturalmente, infiniti i messaggi di cordoglio da parte di autorità, conoscenti, amici o semplicemente cittadini che hanno appreso della morte di Antonio Megalizzi.

Particolarmente significativo e intenso il messaggio scritto su Facebook dall’amico e collega Andrea Fioravanti.

“Se scrivo è solo perché tutti devono sapere chi abbiamo appena perso. Antonio Megalizzi non era solo un collega o un amico: era un fratello. Antonio era il migliore tutti noi. Amava la radio, la politica, il giornalismo, l’Europa. Chi non lo conosce non apprezzerà mai la sua voce unica, il suo sguardo ironico sul mondo, la sua grazia ed empatia con le persone, la sua voglia di raccontare la realtà.

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Non scorderò mai, mai, mai i nostri discorsi a occhi aperti in un Parlamentoeuropeo vuoto con le luci soffuse, quando tutti erano già andati a cena. C’eravamo solo noi e gli inservienti, fino a tardi a preparare le interviste del giorno dopo, ad arrovellarci su come rendere semplice il linguaggio degli eurocrati per i nostri coetanei. Eravamo lì a sognare di diventare grandi giornalisti. Lui lo era già.

Non scorderò mai come preparava con professionalità, lucidità, con amore da artigiano della parola le dirette e le interviste agli eurodeputati. Riusciva sempre a stemperare la tensione, ad alleggerire, a semplificare. Non scorderò mai quella corsa divertita per intervistare Farage, quegli sguardi complici in mille dirette dal Parlamento per non sovrapporci, le riunioni fiume, le risate, i commenti ironici su whatsapp, i nostri pranzi e cene in mezza Europa davanti a una mensa, un piatto di canederli o un panino di autogrill prima di partire in bus, treno o auto verso la diretta successiva. Ricorderò tutto, anche le nostre chiacchierate con Bartek e i suoi folli tour culturali per Strasburgo che prendevamo in giro ma in fondo amavamo. Ricorderò tutto perché sei vivo nei miei ricordi, nei nostri ricordi.

Ogni giorno degli ultimi tre anni abbiamo costruito da zero un progetto a cui non credeva nessuno. Nessuno. Volevamo raccontare l’Europa e la sua politica ai nostri coetanei.

Antonio non meritava di finire su tutti i giornali per una insulsa pallottola di un terrorista. Meritava di raccontare l’Europa e il mondo come sognava di fare per lavoro. Sognava di farlo per sempre. Sognava un’Europa diversa e io non lascerò morire quell’idea. Noi di Europhonica non permetteremo che tutto sia vano.

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Il Parlamento europeo dovrebbe intitolarti mille borse di studio, l’Aula di Strasburgo per la tua voglia, il tuo impegno anche quando non c’erano i soldi ma solo la passione.

Abbiamo perso il migliore di noi. Il migliore. Ho perso un fratello. Ciao Antonio. Nec flere, nec ridere, sed intelligere. Sarà difficile ma lo farò per te, con la tua ironia. Ti voglio bene”.

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Trento

Affitti in nero, maxi operazione della guardia di Finanza: una quarantina di casi in regione, recuperati 9 milioni di euro

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Il Comando Regionale Trentino Alto Adige della finanza ha focalizzato l’attenzione, anche, sul fenomeno degli affitti in nero che, stante la spiccata vocazione turistica della nostra regione e la presenza di importanti poli universitari, vede come vittime, principalmente, molti turisti che, nelle stagioni invernale ed estiva, affollano le numerose mete turistiche, e gli studenti fuori sede.

All’esito di un percorso di analisi dei dati disponibili, incrociandoli e sviluppandoli, a partire dall’ottobre 2017 le fiamme gialle hanno individuato, in tutta la regione Trentino Alto Adige, oltre 1.500 posizioni anomale, da approfondire, in quanto a fronte del possesso di immobili, non sono state rilevate dichiarazioni di redditi da locazione, ovvero gli stessi apparivano eccessivamente esigui.

Parallelamente, partendo dal presupposto che a Trento, città universitaria, polo di attrazione per migliaia di giovani provenienti dal resto d’Italia, le prime potenziali “vittime” del mercato nero degli affitti sono gli studenti, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e l’Università degli Studi di Trento, nell’ottobre 2018, hanno messo in cantiere un progetto finalizzato a combattere le locazioni non in regola.

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Lo scopo è duplice: da un lato, smascherare i cittadini fiscalmente disonesti che evitano scrupolosamente di pagare le imposte sfruttando gli studenti; dall’altro, attraverso una massiccia campagna di conoscenza sui rischi legati al mercato nero degli affitti, fornire agli studenti “tanti buoni consigli” per cogliere al volo agevolazioni, benefici ed opportunità, spesso poco conosciute.

Non solo repressione, quindi, ma anche diffusione della cultura della legalità. Anche quest’anno, a tutte le matricole dell’Università di Trento è stato reso disponibile online e sui social un vademecum, già diffuso lo scorso anno, realizzato con la collaborazione dell’Ateneo e dell’Unione degli Universitari, per trovare casa senza “fregature”, dribblando gli affitti in nero, utilizzando agevolazioni ed opportunità spesso poco conosciute: una vera e propria guida di sopravvivenza al mondo degli affitti per studenti universitari.

Inoltre, è stata attivata una casella di posta elettronica (helpaffitti.trento@gdf.it) dedicata, per rendere ancora più agevole l’inoltro da parte degli studenti di eventuali segnalazioni di potenziali violazioni di legge.

La strategia è chiara: più peso all’intelligence ed alle sinergie, meno controlli di massa.

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Nei primi 10 mesi di quest’anno, sono stati svolti accertamenti mirati su di una quarantina di situazioni anomale, riscontrando irregolarità in oltre il 90% dei casi, per un recupero di base imponibile IRPEF, per oltre 2,1 milioni di euro.

Tra i casi più singolari, quello del proprietario di più immobili (sia abitazioni, che locali commerciali), siti in provincia di Trento, che tra il 2013 e il 2018, aveva “dimenticato” di dichiarare al Fisco oltre 1 milione di euro di canoni di locazione percepiti.

Trattandosi di “evasore totale” ed avendo superato le soglie previste dalla legge, è stato, anche, denunciato per omessa dichiarazione.

Emblematica anche la situazione di cittadini stranieri, residenti all’estero, che, sfruttando i canali social ed i portali dedicati, affittano unità immobiliari in località trentine ed altoatesine ad altissima vocazione turistica.

E’ quanto scoperto, ad esempio, a Riva del Garda, dove un altro “evasore totale”, originario delle Mauritius e residente nel Regno Unito, pur stipulando regolari contratti d’affitto, non dichiarava i canoni di locazione percepiti.

Altra situazione di rilievo quella di un meranese, titolare di un’impresa agricola, che affittava unità immobiliari in Toscana, completamente in nero. In questo caso, preziose informazioni sono state tratte dalle segnalazioni di operazioni sospette, previste dalla normativa antiriciclaggio, che hanno messo in luce anomale movimentazioni di denaro.

Se si considera l’ultimo triennio (dal 2017), nel solo settore delle locazioni, a seguito di 165 interventi, sono stati recuperati a tassazione oltre 6,8 milioni di euro di base imponibile, ai fini delle imposte dirette, cui corrisponde un’imposta non introitata dall’erario pari a circa 1,8 milioni di euro.

A questi, si affiancano, 1,1 milioni di euro di recuperi di base imponibile IRAP e oltre 475.000 euro di IVA evasa, derivanti da verifiche ad imprese commerciali operanti nel settore degli affitti.

Ciò induce a mantenere alto il livello di guardia e a sviluppare ulteriori e sempre più incisive sinergie istituzionali, nell’intento di favorire accertamenti mirati, a tutto beneficio della collettività e, in particolar modo, di coloro che rispettano le regole.

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Trento

Politiche culturali e giovanili: si lavora ad un accordo fra Trento e Bolzano

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Collaborare al fine di migliorare l’offerta e la ricaduta sui rispettivi territori dei progetti culturali e di quelli che intendono promuovere l’autonomia dei giovani e accrescere la loro responsabilità civile.

Questo l’intento di una convenzione, a cui si sta lavorando, che le Province autonome di Trento e Bolzano sottoscriveranno in materia culturale e di politiche giovanili. Per definirne gli ambiti e i contenuti mercoledì si è tenuta a Trento, presso il palazzo della Provincia, una riunione tecnica, alla presenza, assieme ai dirigenti dei settori coinvolti, degli assessori provinciali competenti di Trentino e Alto Adige, Mirko Bisesti e Giuliano Vettorato.

“Lavorare nell’ottica regionale – sottolinea l’assessore Bisesti – è uno degli obiettivi del nostro programma. Si conferma, con questa iniziativa, la possibilità di realizzare una maggiore sinergia a livello regionale, anche partendo dalla cultura e dai giovani, sia per favorire proprio la percezione di essere in una dimensione regionale che per accrescere il dialogo. Il lavoro da fare è molto ed è interessante partire dai giovani”.

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La sottoscrizione della convenzione è motivata dall’esigenza di continuare e rafforzare una collaborazione già intrapresa in passato con risultati positivi. Prevederà specifici ambiti operativi in cui le rispettive strutture amministrative lavoreranno congiuntamente.

In ambito culturale i temi oggetto della convenzione riguarderanno la formazione regionale degli operatori culturali, le residenze teatrali, la diffusione su base regionale di spettacoli teatrali in lingua italiana e le industrie culturali creative.

Tra le politiche giovanili saranno oggetto della convenzione “Piattaforma Generazioni”, che si pone l’obiettivo di promuovere progettazioni e formazione, in particolare nei territori più lontani e periferici, in modo da agevolare la realizzazione dell’autonomia giovanile, anche in materia di lavoro, e “Piattaforma regionale sulla memoria attiva”, che intende promuovere fra i giovani il tema della memoria, come occasione di riflessione sul passato per aumentare la consapevolezza del presente.

Di quest’ultima piattaforma faranno parte progetti come “Promemoria Auschwitz_ EU” ,“Ultima fermata Srebrenica” e “Campi della legalità”.

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I primi due affrontano lo sterminio dei campi di concentramento ed il genocidio avvenuto a seguito delle guerre dei Balcani degli anni novanta mentre il terzo si occupa del fenomeno mafioso.

 

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Trento

«Rail Action Day»: 400 persone controllate ed identificate dalla Polfer

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1 arrestato, circa 400 persone identificate, di cui 80 con precedenti di vario genere, oltre 200 bagagli controllati e 5 persone denunciate.

Controllati 225 treni in transito e 29 treni merci, sia presso il Quadrante Europa di Verona che il valico del Brennero: sono questi i risultati dei controlli straordinari disposti nelle stazioni più importanti del Compartimento di Polizia Ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige, con lo scopo di mantenere costantemente alto il livello di attenzione sugli scali ferroviari, punti nevralgici della mobilità di milioni di persone ogni giorno, in linea con quanto indicato dal Servizio Polizia Ferroviaria del Ministero dell’Interno.

Il Compartimento di Polizia Ferroviaria di Verona ha organizzato dalle 7 di mattina del 13 novembre alle 7 del 14, un servizio denominato “Rail Action Day”, durante il quale, oltre alle quotidiane misure di vigilanza, sono state affiancate misure straordinarie di controllo a tutela dei viaggiatori.

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Nel corso del servizio straordinario, i poliziotti di Verona Porta Nuova, hanno arrestato così arrestato un cittadino moldavo, di 29 anni, che da un controllo in banca dati è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso in data 24.03.2017 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona per espiare 4 anni e 9 giorni di reclusione e pagare € 840 di multa.

L’arrestato è stato così associato alla locale Casa Circondariale a disposizione della competente A.G. .

Le pattuglie dei poliziotti hanno presidiato i punti ritenuti più critici e le aree di maggiore affollamento, estendendo i controlli anche ai depositi bagagli, monitorando costantemente il flusso dei viaggiatori in arrivo e partenza dallo scalo ferroviario, effettuando controlli a campione nei confronti delle persone e dei bagagli al seguito.

Il servizio è stato svolto durante l’intero arco della giornata, con il concorso di 2 unità cinofile della Questura di Padova alla stazione di Verona Porta Nuova e di 3 unità cinofile della Guardia di Finanza presso le stazioni di Bolzano, Trento e Vicenza.

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Durante il controllo sono state impiegate in stazione e nelle zone immediatamente limitrofe, una novantina poliziotti in uniforme oltre agli agenti in abiti civili a Verona.

A Verona, oltre all’arrestato, sono stati denunciati 2 cittadini egiziani, deferiti all’A.G. perché non in possesso di documenti di riconoscimento e sanzionati ai sensi del Regolamento di Polizia ferroviaria; inoltre un cittadino italiano è stato segnalato all’Autorità Amministrativa per possesso di 5,2 grammi di hashish

A Vicenza, nei portici della stazione è stato controllato e denunciato un cittadino italiano inottemperante al divieto di accesso nelle aree urbane ed un altro giovane italiano è stato sottoposto al c.d. daspo urbano.

A Bolzano infine, sono stati denunciati due cittadini marocchini privi di documenti risultati poi inottemperanti all’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale.

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