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Valsugana e Primiero

Primiero: imprenditore boschivo spostò il cadavere di Mardari per sviare le indagini

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A seguito del rinvenimento del cadavere di un  giovane boscaiolo di origine Moldava, Vitali Mardari classe 1990, avvenuto verso le ore 12.00 del 19 novembre scorso in circostanze poco chiare nei boschi di Sagron Mis (TN), i Carabinieri di Primiero San Martino di Castrozza e di Imer sono intervenuti sul posto.

Nell’occasione i militari hanno ravvisato sin da subito una  situazione incongruente rispetto alle testimonianze raccolte a caldo, prima tra tutti l’incompatibilità delle evidenti lesioni riportate dal malcapitato rispetto all’ambiente in cui è stato rinvenuto il corpo esanime.

In quella specifica area infatti, non risultavano presenti nè piante tagliate, né rami o sassi che potevano aver colpito il ragazzo cagionando quel genere di lesioni.

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Sulla scorta di tali evidenze gli inquirenti Primierotti, attraverso l’escussione di testimoni incrociata a una serie di acquisizioni di natura tecnica, hanno provato come l’infortunio mortale si era verificato in un luogo diverso da quello del rinvenimento della salma ipotizzando perciò che sia stato trasportato in quel punto per deviare gli accertamenti delle Forze dell’ordine.

Più precisamente è stato appurato come il titolare di un’azienda boschiva bellunese aveva ingaggiato “in nero” il giovane Moldavo che stava lavorando unitamente ad altri colleghi in un cantiere boschivo  di Sagron  Mis.

Qui, nella mattinata del 19.11.2018, nel corso dell’approntamento di una  teleferica strumentale all’esbosco, un cavo in acciaio si era spezzato colpendo violentemente Mardari che partecipava alle operazioni di ancoraggio.

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Il giovane boscaiolo è stato sbalzato a qualche decina di metri morendo sul posto a causa di importanti fratture alla base cranica.

Immediatamente i suoi colleghi presenti nel cantiere hanno allertato il titolare dell’impresa boschiva, S.R., che giunto sul posto, senza nemmeno verificare le condizioni dell’infortunato, ha deciso di caricare il corpo sull’autovettura dello stesso malcapitato e, coadiuvato da una seconda persona, lo ha trasportato ad una distanza di 600 metri.

Nelle adiacenze di una scarpata, è stato scaricato sul terreno il corpo senza vita del giovane boscaiolo appoggiando sulla salma  alcuni legni, ovviamente per cercare di sviare le indagini.

Quindi il titolare della ditta ha chiamato una guardia boschiva che ha allertato i soccorsi, affermando di aver casualmente rinvenuto nel bosco una persona esanime a lui non conosciuta.

La Squadra investigazioni ha trovato un berretto nel punto d’impatto con il cavo, un cappellino che poi è stato riconosciuto dai familiari di Mardari.

Gli investigatori inoltre hanno individuato all’interno del cantiere boschivo, sul  presunto punto di  impatto con il cavo di acciaio, delle tracce ematiche repertate a fini  comparativi.

A parziale chiusura, la Stazione Carabinieri di Primiero S.M.C. ha deferito l’imprenditore boschivo S.R.  per i reati di Omicidio Colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di Frode Processuale.

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Valsugana e Primiero

Ritiro deleghe illegittimo: il Consiglio di Stato da ragione a Rinaldo Stroppa che chiede i danni a Dalledonne

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Il Consiglio di Stato da ragione a Rinaldo Stroppa che era stato  «cacciato» dalla Giunta dal Sindaco Dalledonne senza nessuna motivazione. Il provvedimento quindi è illegittimo.

Il giorno 4 giugno 2018 il sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne aveva ritirato le deleghe all’assessore Rinaldo Stroppa.

All’origine dello scontro fra i due era stata la candidatura di Stroppa alle provinciali del 21 ottobre 2018 con Agire per il Trentino.

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Così facendo infatti Stroppa – secondo Dalledonne – aveva  innescato le ire della maggioranza che sosteneva il sindaco Fabio Dalledonne, anche lui candidato in pectore di un’altra lista per le provinciali di ottobre.

La cosa non era andata giù a Stroppa che il 10 di settembre 2018 aveva inviato l’ufficiale Giudiziaro dell’U.N.E.P. della Corte d’Appello di Trento ha notificare al Sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne  il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Borgo per ottenere l’annullamento del provvedimento del Sindaco contenente la revoca delle deleghe all’ex assessore Stroppa.

Secondo il ricorso mancavano infatti alcuni elementi essenziali, in dettaglio qualsivoglia motivazione della decisione, in violazione a ogni legge e norma come ripetutamente sottolineato nel ricorso stesso.

«E’ ben vero che il Sindaco può revocare le nomine, tuttavia la legge,  – spiegava allora Rinaldo Stroppa – oltre al buon senso e alla più elementare correttezza, prescrive che c’è comunque il dovere di giustificare o quanto meno motivare l’esercizio di tale potere che non può né deve essere un arbitrario atto d’imperio ma deve, come ogni atto di Sindaco e Giunta, essere rivolto agli interessi della Comunità e non esercitato per questioni o interessi personali o di gruppo».

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Ora nell’accoglimento del ricorso il consiglio di Stato trova giustificazione nella legge di giurisprudenza che dichiara il provvedimento di Dalledonne non motivato.

«Le motivazioni per un provvedimento del genere – afferma l’avvocato Massimiliano Casagranda avvocato del foro di Modena difensore di Stroppa – devono essere reali, motivate e non succinte e generiche come quelle apposte dall’allora sindaco di Borgo»

Il consiglio di Stato quindi conferma l’illegittimità della scelta di Dalledonne. Ora Stroppa chiederà il risarcimento all’ex Sindaco e alla giunta.

«Chiederemo il ristoro – aggiunge l’avvocato – perché il mio cliente, come esponente politico locale ha subito un grave danno di immagine, ancor più grave visto che quanto successo è avvenuto nell’imminenza delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018. Dopo aver letto bene le motivazioni del consiglio di Stato mi riservo di chiedere i danni all’ex sindaco Fabio Dalledonne».

«La cosa era apparsa chiaramente scorretta e ho opposto ricorso al Presidente della Repubblica contro il provvedimento che ritenevo iniquo e offensivo della mia dignità personale e del mio impegno per la comunità di Borgo – dichiara Stroppa dopo aver saputo dell’accoglimento del ricorso – ora l’esito del ricorso al Capo dello Stato ha confermato la mia opinione personale.  Quali fossero le reali motivazioni resta nell’ambito delle pure ipotesi ed ognuno potrà farsi, se non si è già fatto, il convincimento personale che più gli aggrada. Mi appare comunque corretto informare la collettività del provvedimento del Presidente della Repubblica che conferma la totale assenza di qualsivoglia motivazione all’atto che mi ha sfiduciato».

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Valsugana e Primiero

La replica di Pasquazzo alla fine conferma tutto: «Quelli del PD che volevano smantellare l’ospedale di san Lorenzo…»

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L’articolo della nostra testata pubblicato ieri sulle anticipazioni in vista delle Elezioni Comunali di Castel Ivano ha avuto l’immediata reazione dei due esponenti del Partito Democratico della Valsugana citati.

Il presidente della Comunità di Valle Valsugana Tesino Attilio Pedenzini un una nota inviata alla nostra redazione ha negato un coinvolgimento nelle operazioni tese ad evitare la conferma dell’attuale primo cittadino Vesco aggiungendo che i suoi sforzi sono tesi a riproporre un ‘esperienza positiva.

In seconda battuta è arrivata anche la stizzosa nota dell’assessore Giacomo Pasquazzo, che bolla la nostra notizia come fake news (come faceva il PD borghesano durante le elezioni di Borgo dove invece tutte le notizie si sono rivelate vere)  arrivando a chiedere perfino la rettifica dell’articolo.

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Ma si sa che per «quelli del PD» ogni notizia che non li aggrada, anche se vera, diventa una fake news. Quindi nessuna novità all’orizzonte.

Secondo l'”arguto” Pasquazzo quanto scritto ieri dal nostro giornale non sarebbe vero solo perché non lo abbiamo contattato. Un sillogismo che ancora una volta dimostra il perché del fallimento su tutti i fronti del PD che negli ultimi anni non è riuscito a vincere nemmeno le elezioni della bocciofila del paese.

È ovvio che Pasquazzo dimostra ancora una volta come per certi personaggi della sinistra la libertà di stampa che tanto sbandierano in piazza in ogni occasione sia solo a senso unico.

Ma la cosa che fa riflettere ancora di più è il fatto che nella sua «finta» smentita Pasquazzo non si accorge nemmeno di confermare quello che il nostro giornale ha scritto. E la timidezza che emerge dalla sua «smentita» alla fine conferma la nostra tesi.

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Pasquazzo infatti nella sua nota non smentisce nulla di quanto scritto dalla nostra testata ieri.

Una nota che dice tutto e nulla dove l’esponente del Partito Democratico si arrampica su gli specchi  sulla decisione di aver fatto mancare la maggioranza su un punto importante come la messa in sicurezza della SS 47 dichiarando di aver dato spiegazioni “sedi istituzionali competenti” da perfetto radical chic di sinistra  perdendo l’occasione di farlo ora. È già, perché «quelli del PD” inneggiano alla libertà di stampa quando ne hanno bisogno poi però quando hanno l’occasione di riferire alla stampa qualche imprecisione si tirano indietro.

Di fatto Pasquazzo non ha smentito quanto riportato dalla nostra testata a differenza di Pedenzini ed a oggi nessuna nota ufficiale e pervenuta dal primo cittadino di Castel Ivano Alberto Vesco, questo è un dato di fatto.

Lo stesso Pasquazzo nella nota da lui inviata considera originali alcune considerazioni sulla sua persona, evidentemente aver rispolverato alcune sue prese di posizione come la crociata verso la caserma dei vigili del fuoco del’ex Comune di Ivano Fracena con tanto di comitato costituito e “capitanato” da lui ha dato molto fastidio.

Ma visto che Pasquazzo considera originali alcune considerazioni fatte sulla sua persona (di carattere politico) ora c’è un’altra chicca scoperta che riguarda il difensore della libera stampa democratica (la sua).   Infatti di Pasquazzo si ricorda ancora la forte presa di posizione quando nel 2014 ricopriva l’incarico di Coordinatore del PD di Valle. 

In quel frangente si  contrappose alla difesa dell’Ospedale San Lorenzo chiedendo in particolare il depotenziamento del reparto di chirurgia nel nome del PD che all’epca governava la nostra Provincia scatenando le ire del Consiglio della Salute e dei sindaci della Valsugana come riportato da alcune testate (link).

Pasquazzo quindi ha sempre dimostrato di fare gli interessi del Partito Democratico  dati alla mano anziché quelli della Valsugana.

Per quanto riguarda i contenuti dell’articolo di ieri confermiamo tutto aggiungendo che da parte di Pasquazzo la volontà di non continuare con Vesco nasce principalmente dalla poca condivisione in questa legislatura su molti temi.

Vesco, come si sa, lavora per una nota azienda agro alimentare della Valsugana a tempo pieno pertanto il tempo che gli resta è ben poco.

Per questo spesso non ha preso decisioni autonome visto il poco tempo libero a disposizione per la condivisione di tematiche, problematiche ecc.

Questo comportamento comincia a dare fastidio alla maggioranza.

Ma la novità è che alcuni membri dell’attuale minoranza sarebbero indirizzati a sostenere Vesco in caso che Pasquazzo candidi sindaco o con un suo soggetto politico vicino al PD.

Per il paladino della Libertà di stampa insomma potrebbero arrivare tempi cupi.

IL COMUNICATO DI PASQUAZZO « Rispetto al merito, vorrei precisare che il sottoscritto si è sempre espresso nelle sedi istituzionali competenti riportando le proprie idee e comunicando quindi in seduta pubblica le proprie valutazioni. Così si è verificato nel caso del dibattito in Consiglio comunale sulla SS47. Il sottoscritto non ha nessun problema nel comunicare le proprie considerazioni su qualsiasi materia e, se contattato, risponde alle domande. Trovo “originale” che si costruiscano pensieri altrui senza neanche aver contattato il diretto interessato.  Il sottoscritto ha avuto modo di esprimere idee diverse anche in altre occasioni in sede di consiglio comunale (per esempio) ma non ha mai fatto mancare il sostegno all’Amministrazione e non ha mai fatto venire meno il proprio impegno nel ruolo ricoperto. A dimostrazione di ciò posso citare le numerose iniziative e i progetti messi in campo in questi anni e condivisi dalla stessa Amministrazione. Trovo surreale che si costruiscano pensieri senza manco aver sentito i diretti interessati. Come trovo originali alcune considerazioni svolte sulla mia persona.»

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Valsugana e Primiero

Castel Ivano: Pasquazzo tenta il colpo di mano per far fuori Vesco

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Continuano i mal di pancia all’interno della Giunta Comunale di Castel Ivano.

La nostra testata ne aveva dato notizia solo 3 settimane fa (qui articolo)

Sempre più in bilico il primo cittadino Alberto Vesco che nel 2016  sostenuto da due liste Civiche denominate “Per Castel Ivano” e “Costruire Comunità” aveva raccolto il 59,83 % dei consensi superando Armano Floriani.

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Dopo la spaccatura della maggioranza sulla SS 47  alcune settimane fa con le tre astensioni di peso da parte degli assessori di maggioranza  Tomaselli, Tisi e Pasquazzo, emergono nuovi scenari in vista delle elezioni di Maggio si stanno verificando.

Secondo fonti accreditate il noto esponente del Partito Democratico Giacomo Pasquazzo  classe 1991, candidato anche recenti Elezioni Provinciali dove raccolse 715 preferenze come candidato unico della Valsugana Orientale, starebbe lavorando per un nuovo soggetto civico da contrapporre a Vesco senza però abbandonare per ora il ruolo di assessore (per ovvi motivi remunerativi)  con delega a cultura, istruzione, attività con la biblioteca innovazione e comunicazione.

Insieme a lui ci sarebbe il Presidente della Comunità di Valle  Valsugana Tesino Atilio Pedenzini  anche lui in quota Partito Democratico.

Abbastanza singolare la storia politica del Giovane di Ivano Fracena che balzò alle cronache Provinciali per le sue crociate contro la caserma dei Vigili del Fuoco volontari  che lo spinsero a costituire un comitato da lui “capitanato” di cui alcune testate diedero notizia.(link )

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Crociate abbandonate una volta eletto come spesso accade alla tradizionale politica di sinistra volta solo al consenso elettorale.

Insomma in vista delle Elezioni Comunali di Domenica 3 Maggio le manovre per guidare il Comune nato dalla fusione dei comuni di Spera, Strigno, Villa Agnedo e Ivano Fracena sono iniziate e potrebbero portare a veri fuochi artificiali.

Ed ancora una volta la nostra testata come accaduto per le recenti elezioni di Borgo Valsugana racconterà quello che succede per davvero, non limitandosi a pubblicare  i soliti comunicati stampa di partito.
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