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Io la penso così…

Risolvere i problemi senza insultarci – di Matteo Cappelletti

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Spett.Le Direttore,

sono incavolato nero.

Sì lo sono, con me, con nessuno in particolare, ma con tutti in generale.

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Nerissimo adesso, se penso all’attentato ai mercatini di Strasburgo dove è rimasto coinvolto il nostro Antonio… rimango senza parole e faccio fatica a trovare il senso di tutto… Comunque, alla faccia dell’atmosfera natalizia, ci stiamo alimentando a pane e odio, che cresce di continuo!

Lo sostiene anche l’appena uscito 52esimo rapporto del Censis che inquadra gli italiani come un popolo “incattivito e rancoroso”.

Basta davvero, non possiamo continuare così,  ma non siete stufi? Facciamola finita.

Mi riferisco in particolare ai due casi che hanno ultimamente suscitato maggiore scalpore per motivi di “razzismo” a livello locale qui in Trentino.

Quello di Agitu, allevatrice di origine etiope, vittima di minacce, ormai all’ “onore” della cronaca da più di tre mesi e quello ultimo di Jacob, ingegnere di origine congolese, preso di mira da uno dei vigilantes ai mercatini di Trento.

Mi sento tirato in causa, proprio in mezzo, dato che ho due figli, esattamente come loro, uno di origine etiope e uno di origine congolese, ma a tutti gli effetti Italiani e fino ad ora integrati benissimo!

Certo sono affranto nel pensare a quanto siano per me attuali le parole di Martin Luther King, che ben 55 anni fa, diceva nel suo più celebre discorso:
«Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per ciò che la loro persona contiene”.

Io ora invece ho paura che per i miei figli un domani non sarà cosi, paura che possa succedere loro qualcosa di grave semplicemente per il colore della pelle, paura di provare rimpianto per aver lasciato andare così le cose alla deriva e paura infine pure di dovere provare odio verso i possibili presunti colpevoli.

Ma questo in fondo potrebbe essere soltanto un  mio problema, mentre ce ne è uno più generale che ci riguarda tutti, la nostra città  e la nostra comunità.

Non entro nel merito dei due sopracitati fatti di cronaca, tanto tutti i giornali ne hanno dato ampio spazio, ma se l’intento principale era quello di ottenere più reazioni e commenti…beh bravi ci siete riusciti! Poi da poco ha postato la notizia dell’episodio dei mercatini di Trento, pure il comico Natalino Balasso, con migliaia di commenti e soprattutto condivisioni…dai che magari arriviamo alle cronache nazionali! (sono ironico).

Troppo spazio forse, soprattutto perché alimenta una triste discussione che non fa che aumentare il divario tra le posizioni, odio su odio per semplice principio di azione e reazione..
Ma voi (giornalisti compresi) li avete letti i commenti agli articoli in questione, che vengono generati sui vostri social? Fanno paura, quasi tutti incattiviti ad accusarsi a vicenda, forse è vero “la politica ci vuole divisi”, ma anche noi ci mettiamo del nostro, ben arruolati su schieramenti opposti, tutti bollati o buonisti/Pdioti o  ignoranti/razzisti.

Per non dire di peggio.

Lo scopo è farci dividere ogni giro in pro/contro qualcosa? Orsi, vaccini, punti nascita, valdastico/tav e soprattutto immigrazione? Tutto qua? Questo volete/vogliamo?

Ma provare invece a dare spazio per trovare soluzioni, senza insultarci, a cercare di capire i diversi punti di vista della stessa realtà?

Per quanto riguarda l’immigrazione, forse vediamo due facce della stessa medaglia, magari più che ignoranza e pregiudizi (anche nell’accezione più positiva dei termini), può essere semplicemente e più  spesso l’esperienza diretta.  Chi ha avuto a che fare con episodi positivi di integrazione sarà più favorevole, chi con episodi negativi di emarginazione, di chi non ha potuto o voluto integrarsi o peggio chi magari ha avuto solo a che fare con spacciatori, o peggio ha subito violenze…. è capibile che sia molto più negativo. Dovremmo avere più reciproca comprensione, più umanità, che poi è la cosa che ci accomuna tutti, nessuno escluso.

Sono stati fatti tanti errori in passato e sottovalutato il problema, la sicurezza o la percezione di essa sono entrambe importanti.. e chi sostiene il contrario, che passi una notte intera da solo in piazza Dante o zona Portela..

Giorni fa Andreatta e Fugatti si erano trovati, per cercare soluzioni condivise (partendo dalla questione guardie giurate per Santa Maria Maggiore), sarebbe auspicabile che il dialogo continuasse in termini collaborativi.

Ma ecco infine dopo tutte le premesse, la cosa che più mi sta a cuore, l’appello che indirizzo direttamente a voi direttori dei giornali locali (e poi di conseguenza anche a noi lettori): chi se la sente di dare uno spazio (cartaceo, web e social), fisso e moderato, dove proporre tematiche, attorno alle quali raccogliere idee, anche opposte, costruttive e realizzative per migliorare la nostra città e dargli una scossa vitale in questi 18 mesi, prima delle elezioni del nuovo sindaco?

Matteo Cappelletti

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Io la penso così…

Aborto: il risveglio delle coscienze di fronte alla cultura della morte. – di Emilio Giuliana

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«Io la penso così» Facci sapere anche tu come la pensi – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Spett.Le direttore,

ieri 20 gennaio 2019, l’ansa riporta la notizia che a Parigi migliaia di persone hanno manifestato il loro dissenso contro l’incivile e crudele anti scientifica pratica dell’aborto, ovvero la contrarietà alla cultura della morte, contro la volontà di sposare la selvaggia idea che i cuccioli di uomo possono essere eliminati già dal grembo materno come fossero degli oggetti.

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In tal senso pare che vi sia un risveglio delle coscienze – per anni obnubilate dalla falsa propaganda che l’eliminazione di un bambino è un atto di civiltà -, tant’è che anche in trentino a tal proposito la neo assessore provinciali alle pari opportunità ha manifestato delle perplessità.

Le forze che si scagliano contro coloro che non condividono la pratica dell’aborto è violentissima e non vi è angolo della terra dove le angeliche creature non siano esposte a politiche erodiane.

In New Jersey, all’esterno di una clinica della Planned Parenthood, 4 frati dell’ordine religioso dei francescani del rinnovamento, con il fine di sensibilizzare sugli aspetti abortivi, limitandosi nell’omaggiare rose rosse alle donne incinte che si approssimavano a sottoporsi a pratica abortiva, sono stati arrestati.

Purtroppo, le statistiche compilate da Worldometers indicano che nel 2018 ci sono stati quasi 42 milioni di aborti in tutto il mondo (ovviamente anche una sola creatura eliminata con pratica abortiva volontaria, non giustifica la stessa pratica).

Ma tutto questo è davvero umano?

In Italia l’aborto diventa legge durante uno dei governi Andreotti. In seguito il già senatore a vita ha sempre raccontato di essersi pentito di aver permesso tale legge; pentimento confermato recentemente dalla figlia di Andreotti.

Quando si parla di aborto, non si tiene conto della fondamentale differenza che passa tra FORMA e SOSTANZA.

I sostenitori dell’aborto – Suppongo in buona fede – si limitano alla FORMA, ovvero considerano degno di vita un essere quando ha maturato interamente le fattezze umane, invece chi contrario all’aborto – vedi il sottoscritto – guarda alla sostanza, ovvero alla nuova vita fino dal principio, sì perchè dall’atto del concepimento esiste già un altro uomo, un uomo che necessità di 9 mesi per svilupparsi.

Non è solo il mio istinto, la mia piccola intelligenza, la mia fede religiosa a far maturare queste convinzioni, ma si trova riscontro nella così tanto “amata” scienza.

Riporto a seguire il giudizio di eminenti medici del “settore”.

Ippocrate ritenuto il padre della medicina, nel suo giuramento esplicita senza possibilità di interpretazioni la sua contrarietà all’aborto.

Bernard Nathanson durante gli anni giovanili si schierò decisamente in favore della libertà di scelta della donna, e realizzò un aborto su una donna che lui stesso aveva messo incinta. In seguito acquisì notorietà quando divenne membro fondatore della National Association for the Repeal of Abortion Laws (Associazione Nazionale per l’Abrogazione delle Leggi sull’Aborto, oggi NARAL Pro-Choice America).

Lavorò con Betty Friedan ed altri per la legalizzazione dell’aborto negli Stati Uniti.

I loro sforzi ebbero successo quando si produsse la celebre decisione Roe v Wade.

Durante un periodo di tempo fu anche direttore del Center for Reproductive and Sexual Health (“Centro per la Salute Riproduttiva e Sessuale”), la più grande clinica di aborti di New York.

Nathanson ha scritto che fu responsabile di oltre 75 000 aborti durante la sua militanza per la libertà di scelta.

Negli anni settanta lo sviluppo degli ultrasuoni lo portò a riconsiderare il suo punto di vista sull’aborto, e divenne un forte sostenitore del movimento per la vita.

Nel 1984 realizzò il documentario The Silent Scream (Il grido silenzioso), che mostrava un aborto attraverso l’ecografia. Il suo secondo documentario, Eclipse of Reason (Eclisse della ragione), analizzava invece la tematica degli aborti tardivi.

Affermò anche che il numero in passato citato dal NARAL sul numero di aborti illegali erano “numeri falsi”.

“La vita inizia quando i 23 cromosomi maschili si fondono coi 23 cromosomi femminili. Lo zigote ha in sé già tutto” – dott. Giorgio Pardi che oltre ad essere stato presidente della Società italiana di medicina perinatale e presidente dell’Associazione ginecologi universitari italiani, godeva di una fama che oltrepassa l’oceano, si è sempre dichiarato ATEO.

Emilio Giuliana –

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Io la penso così…

«Donata Borgonovo Re chieda aiuto a medici e antropologi» – di Anita Cova

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«Io la penso così» – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Gentile direttore,

l’ex assessore alla salute, Donata Borgonovo Re, ha scritto venerdì su un giornale della provincia di Trento un lungo articolo intitolato “E’ secondo natura, checchè ne pensi la Lega. Il terzo sesso esiste dappertutto”.

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Un articolo ricco di dichiarazioni forti, di invettive contro l’ignoranza di chi ritiene che in natura vi siano due sessi, quello maschile e quello femminile.

Si potrebbe pensare che l’ex assessore, arrivata in Consiglio con una flotta di voti, ma passata poi del tutto inosservata per l’assenza di contributi concreti, abbia delle prove consistenti per smentire quello che insegnano tutti i manuali di genetica, l’esistenza cioè di una evidente dualità: genetica, genitale, ormonale… (cioè cellula uovo e cellula spermatozoo; gene X e gene y; vagina e pene…).

No, il dottissimo assessore non fa riferimento alla genetica; non cita gli studi di medicina di genere, tutti basati sul maschile e il femminile; non fa ricorso ad un manuale di biologia (troverebbe anche lì i due sessi!) ma ricorre a due fonti autorevolissime: un reportage del Corriere della sera e Wikipedia! Wow!

Occorrerebbe però che l’ex assessore che ha guidato la sanità trentina chiedesse un consulto ad uno dei medici che ha conosciuto: le spiegherebbe che c’è differenza tra fisiologia e patologia (per esempio se una persona nasce ermafrodita, siamo di fronte a qualcosa di patologico, non di fisiologico).

Un antropologo, poi, potrebbe spiegarle che il fatto che in certe società ci siano persone che sono considerate di un “terzo sesso”, non significa affatto che ciò sia frutto di “madre natura“: si tratta di usi e costumi, per nulla scientifici e per nulla fondati.

Infine, se l’ex assessore si informasse davvero, potrebbe venire a sapere come mai le persone che si operano per cambiare sesso ricorrono poi al suicidio in un numero incredibile di casi: tutte le operazioni che si debbono fare per “trasformare” un uomo in una donna, per nulla naturali ma del tutto artificiali, sono incredibilmente invasive, pericolose, e destabilizzanti! Basti pensare alle dosi ormonali che un maschio divenuto “femmina” deve prendere ogni giorno per contrastare gli  ormoni maschili che il suo corpo, geneticamente maschile, continua a produrre.

Per concludere la Borgonovo Re, essendo stata collega dell’assessore Sara Ferrari sa bene quanto quest’ultima si sia battuta per l’utero in affitto. E’ vero che sul  Corriere o su Wikipedia si può apprendere che in alcuni paesi l’utero in affitto è legale, quindi esistente.

Ma che sia esistente non significa nulla: rimane una forma di schiavitù, legalizzata in alcuni luoghi, illegale in Italia, grazie a Dio, e ai politici che non pretendono con le loro leggi o ideologie di cambiare la natura umana e di far “nascere”, si fa per dire, un bimbo da due uomini.

Anita Cova, già candidata  di Civica Trentina

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Io la penso così…

Quella volta in cui un valligiano arrabbiato salì alla corte dell’essere umano – di Michael Moser

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«Io la penso così» – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Spett.Le Direttore,

triste vedere come nessun giornale abbia commentato le parole del consigliere Paolo Ghezzi affidate ai social a seguito della morte del sen. Enzo Erminio Boso. Triste soprattutto perché, grazie ai suoi post della giornata di ieri, l’essere umano ha gettato la maschera rivelando il vero volto della sinistra del giorno d’oggi.

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Alle ore 0.06 Paolo Ghezzi cita Fabrizio De Andrè:”dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” frase che sottolinea come solo a partire da chi ha vissuto la difficoltà della vita (come ad esempio chi abita nelle nostre valli) si possa costruire un futuro migliore, salvo poi affermare che Boso era il “prototipo del valligiano arrabbiato” sottolineando come tutti i valligiani (compresi quindi anche quelli che hanno sostenuto Futura2018 e che gli permettono di sedere in Consiglio), nella sua distorta visione del mondo, siano esseri inferiori rispetto ai “zitadini” come lui.

Sorvolo invece sul commento che dovrebbe spiegare l’illuminato pensiero del Ghezzi, citando dalle risposte “quando se dis che el tacon l’è pezo del bus”.

Oltre a questo, nel corso della sua giornata, il consigliere Ghezzi ritorna sull’annosa questione, che rivela le molteplici contraddizioni all’interno della sinistra di oggi, delle vite degne di essere vissute (quelle dei migranti, degli intellettuali di sinistra ecc.) e quelle indegne di essere vissute (quelle dei feti abortiti, degli italiani che faticano ad arrivare a fine mese, dei valligiani arrabbiati ecc.).

In buona sostanza la sinistra odierna tende a definire “divisivo” l’atteggiamento del centro-destra ma, a conti fatti, riesce a fare ancora di peggio.

Consigliere Ghezzi, come ebbe a dire un altro valligiano arrabbiato (il consigliere Domenico Fedel):” Ci rivedremo a Filippi, che non è un cognome di Albiano ma una località della Macedonia”.

Michael Moser – Coordinatore AGIRE per il Trentino Valle di Cembra

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