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Politica

Convegno sulle donne in politica, Binelli (AGIRE) replica al prof. Brunazzo: “Su AGIRE giudizio ingeneroso e pressapochista.”

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Anche in questa legislatura sembra che si parlerà molto di pari opportunità; quello che si spera è che non si continui a cadere nei soliti schemi tipici del centro-sinistra.

“Recentemente – ci spiega Sergio Binelli, Coordinatore Esecutivo di Agire – al Convegno sulle donne in politica, fra i vari ospiti, è intervenuto anche Marco Brunazzo, professore di Scienza Politica presso la Facoltà di Sociologia di Trento: in merito alle ultime elezioni provinciali, è stato detto che i partiti minori come AGIRE per il Trentino, pur avendo registrato un buon equilibrio di genere, “miravano a far eleggere il proprio leader” ovvero nel nostro caso il consigliere provinciale Claudio Cia (Coordinatore politico di AGIRE per il Trentino).”

“Con tutto il rispetto per il prof. Brunazzo – continua Binelli – questo giudizio lo troviamo a dir poco ingeneroso: se il “partito minoreAGIRE avesse mirato a far eleggere esclusivamente il proprio leader si sarebbero fatte scelte molte diverse in questi tre anni di intensa attività politica, e forse molto più comode. Prima di tutto AGIRE ha equamente dato spazio a tutti i candidati senza dar prevalenza a nessuno; in seguito a nessuna candidata è stato imposto di fare la cosiddetta “bicicletta” con il cons. Cia, che tra le altre cose avrebbe anche ceduto il posto di capolista di sua spontanea volontà; infine – conclude Binelli – è da ingenui pensare che in questi anni non siano state fatte delle proposte allettanti al cons. Cia che gli avrebbero fatto risparmiare tempo e denaro, come ad esempio intrufolarsi all’ultimo momento in qualche lista più forte per poterla usare come traghetto in vista delle elezioni provinciali. Come abbiamo dimostrato questo è sì un modo di agire, ma che non ci appartiene minimamente. Per il futuro invitiamo il prof. Brunazzo ad evitare giudizi pressapochisti e magari ad informarsi maggiormente sul lavoro di una grande squadra come quella di AGIRE.”

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Politica

Aggressione provincia: il centro sinistra perde il controllo e dimostra il suo vero volto

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Alla sinistra saltano i nervi e così facendo dimostra il suo vero volto.

L’obiettivo dei disordini di venerdì sera era chiaro: impedire il regolare svolgimento del convegno “Donne e uomini, solo stereotipi di genere o bellezza delle differenze?” al quale prendevano parte gli assessori Segnana e Bisesti.

Perché? Perché la sinistra “democratica” non accetta che si possano avere idee differenti dalle sue che sono le uniche giuste, praticabili e di elevato tasso scientifico e culturale.

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Insomma la sinistra – secondo i suoi illustri rappresentanti – è la verità assoluta.

Cosa hanno fatto venerdì sera?

Un “democratico” assalto al palazzo della Provincia e chi non è riuscito ad entrare dalla porta principale, lo ha fatto da quelle laterali e una volta dentro, i portatori della verità hanno lanciato slogan, offese e cercato di entrare nella sala della conferenza.

Ovviamente tutto all’insegna della democrazia.

Dopo le dichiarazioni a caldo con le quali si sono presi il centro della scena anche grazie ad una stampa accondiscendente che non aspetta altro che dare spazio agli esponenti della sinistra locale, hanno parato il colpo.

Poi però di fronte ad un fatto grave con precedenti solo da parte degli anarchici e con il rischio di vedersi accusare di una serie di reati che indubbiamente sono stati compiuti, è arrivata la farsa delle giustificazione per quanto è successo.

Si, perché il governatore del Trentino Maurizio Fugatti, che è uno che non si fa cento intimidire, ha già annunciato che denuncerà gli aggressori e quelli che hanno occupato il palazzo di piazza Dante.

Fra questi, oltre ai soliti noti, anche sindacalisti, politici del Pd e via dicendo.

Ma tranquilli che, partendo dal presupposto di essere portatori di verità, la sinistra è certa di essere creduta.

Per il centro sinistra trentino e vari e annessi pianetini, cespugli, sconosciute associazioni, anarchici e centri sociali, il convegno era una pagliacciata – come lo sono sempre le opinioni non allineate al pensiero sinistro – e quindi la reazione era giustificata. (pensate, si giustificano da soli, questa si che è vera democrazia)

Per Ghezzi «essere umano» e Sara Ferrari gli anarchici e i centri sociali non c’erano venerdì sera, e se ce ne fosse stato qualcuno, era li per caso.

È già, i presenti erano tutti insegnanti, studenti, maestre talmente ansiosi di partecipare al convegno che per colpa di chi ne impediva l’ingresso, sono stati costretti ad accedere da porte laterali che non erano aperte, quindi forzandole, ma chiariamo: sempre in nome della Democrazia, e ci mancherebbe.

Bene, se quelli che insultavano e diffamavano l’assessore all’istruzione con urla e grida all’uscita del palazzo della provincia erano degli educatori, hanno davvero dato un bel esempio.

I cartelli offensivi, gli striscioni ? Errori di gioventù.

La carica delle forze dell’ordine? Inutile perché una volta entrati nella sala dove si svolgeva la conferenza avrebbero ascoltato in silenzio le opinioni diverse dalle loro.

Dimenticandosi che un convegno aperto al pubblico, può essere anche chiuso per motivi di sicurezza.

Ma qualcosa non torna.

Si, perché vedere Ianeselli segretario della Cgil che da quando c’è la giunta di centro destra ha riscoperto la strada e le barricate come mai il sindacato aveva fatto nei decenni precedenti, è una novità.

E chiedere di incontrare il Questore per protestare per l’azione delle forze dell’ordine: non si caricano studenti, insegnanti, donne e cittadini che vogliono democraticamente prendere parte ad un convegno è un vero e proprio sprezzo del pericolo.

E che dire dell’essere umano Paolo Ghezzi? A disonorare il palazzo, secondo lui, non è stato chi lo ha invaso, quanto piuttosto gli organizzatori del convegno.

Il problema reale è che la sinistra non si capacita ancora di aver perso le elezioni; ce l’ha a morte con chi non l’ha votata e non accetta che la giunta di centro destra attui il programma elettorale e che i consensi siano in costante aumento.

Per la sinistra trentina è in arrivo un’altra tempesta, quella delle elezioni europee e nazionali nei collegi della Valsugana e di Trento di fine maggio.

Per lei potrebbe essere l’ennesima ecatombe e la probabile estinzione con buona pace della maggior parte dei Trentini. Ma chiariamo, sempre democraticamente però.

Sotto la protesta contro l’assessore Bisesti che secondo il centro sinistra sarebbe stata opera di professori, docenti universitari e maestre di scuola. 

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Politica

Dimissioni Bertolla, arriva la replica del movimento giovani PATT: «Si è fatto notare solo per le sue assenze»

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Dopo le dimissione (polemiche) dal movimento giovanile del Patt del presidente Christian Bertolla che ha accusato i vertici del partito di non dare spazio ai giovani arriva la replica

nome dei Giovani Autonomisti di Lorenzo Paoli Vicesegretario reggente dei Giovani Patt

LA REPLICA DI LORENZO PAOLI – Questa mattina leggendo i quotidiani ho notato, nelle pagine che parlano del Congresso del PATT, un articolo che riporta alcune dichiarazioni polemiche del “Presidente del movimento giovanile” Christian Bertolla.

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Devo ammettere che per me, e per i molti giovani che frequentano il Partito Autonomista è stata una vera sorpresa. Negli ultimi tempi infatti i giovani autonomisti si sono trovati molte volte per ragionare di politica, per fare proposte e coinvolgere nuovi ragazzi e ragazze all’interno del Movimento Giovanile e tutto questo senza nessuna ingerenza da parte dei vertici del Partito.

In tutte queste riunioni l’attuale Presidente Bertolla si è fatto notare solo per le sue continue assenze. Forse proprio per questo motivo, nella lettera che ha inviato ai giornali, non ha citato l’importanza che i giovani Autonomisti hanno ottenuto a livello europeo nei giovani del PPE, grazie al grande impegno di Luca Marconcini, non ha parlato di Mauro Agosti, di Luca Zadra e di Jacopo Leonardi che si sono candidati alle elezioni provinciali ed hanno ottenuto un risultato stupendo, così come non ha parlato di Davide Gamberoni Segretario della Sezione di Rovereto e di tanti altri ragazzi e ragazze che costantemente, con e senza cariche, si stanno impegnando per il Partito.

Vorrei ricordare al “Presidente dimissionario” che proprio in questo Congresso viene proposto come Segretario del Partito Simone Marchiori, anche lui nato nel vivaio autonomista e voluto da Franco Panizza come vicesegretario già tre anni fa.

Come giovani del PATT auguriamo a Bertolla di trovare all’esterno del Partito la visibilità che magari non è riuscito a ritagliarsi all’interno, questo nonostante l’importante carica che ha rivestito.

Mi dispiace che per esprimere la sua posizione sia dovuto ricorrere ai giornali evitando di confrontarsi nelle sedi opportune. Non vorrei che questo modo di esprimersi, a pochi giorni dal Congresso del PATT, sia più una strategia di ricerca di visibilità che una forma di protesta costruttiva. Non è uscendo dal Movimento che si cambiano le cose, ma è con il confronto e il lavoro di tutti che le cose possono cambiare.

Concludo dicendo che anche nella foto scattata qualche giorno fa a Trento si possono vedere alcuni dei giovani attivi nel PATT, ma non i fantasmi che non sono presenti, ma di cui ogni tanto si sente il lamento.

Lorenzo Paoli

 

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Politica

Minella Chilà nominata presidente del Partito Democratico del Trentino

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Nella sua relazione, introdotta dalle note de “Il peso del coraggio” di Fiorella Mannoia, la neosegretaria ha presentato il progetto per il suo mandato.

11mila trentini hanno detto ‘noi ci siamo’. Questo racconta di una rinnovata fiducia verso il nostro partito e la politica, che va oltre il singolo voto ai candidati. Una fiducia che noi viviamo con la responsabilità di sapere che non è una cambiale in bianco”, ha esordito Maestri, che ha ringraziato Alessandro Dal Rì, candidato concorrente alle primarie, e augurato buon lavoro alla presidente dell’assemblea, Minella Chilà, (nella foto insieme a Lucia Maestri) esponente della mozione Dal Rì e dimostrazione che, “come ci hanno chiesto i tanti che abbiamo incontrato sul territorio, vogliamo essere e saremo uniti”.

Organizzazione.  “Il nostro è un partito ‘comunità’ e un partito territoriale. Dobbiamo però lavorare ancora: bisogna irrobustire il rapporto tra il gruppo provinciale e realtà territoriali del partito, sollecitando i circoli – che sono sentinelle sul territorio – ad organizzare momenti pubblici di confronto con i consiglieri, ed i consiglieri ad incrementare la loro presenza sul territorio. Ai circoli è affidato un importante ruolo”, ha spiegato Maestri, la quale ha anticipato che “L’Assemblea assumerà su di sé il compito di essere, a sua volta, sintesi di elaborazione e di pensiero ma anche luogo di ascolto dei territori. Per questo si riunirà, di volta in volta, in luoghi diversi del Trentino“. Ha poi toccato il tema dei finanziamenti: “dobbiamo fare i conti con la contrazione degli eletti e della loro capacità contributiva, con la necessità di strutturare di più il partito”, per questo “Chiederemo al partito nazionale di trattenere il contributo dei 2 per mille versato su base volontaria dai sostenitori, facendo valere la nostra dimensione federalista” e “al tesoriere un impegno più forte da dedicare al foundraising”.

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Autonomia. La giunta Fugatti sta dimostrando tutta la sua subalternità alla visione e agli interessi del Veneto, riducendoci a concessionari di scelte politiche altrui“, ha denunciato la segretaria, riferendosi in particolare alle questioni infrastrutturali, come la Valdastico e la Supervalsugana.

Non solo, “Assistiamo, in questi primi mesi di governo ad una sorprendente subalternità della nostra Autonomia al governo nazionale. Noi non intendiamo appaltare i destini della nostra terra a veline stese nei palazzi romani; intendiamo esperire le nostre facoltà di autogoverno nella pienezza del nostro pensiero, della nostra responsabilità e della nostra capacità di innovazione”, ha detto Maestri, rilanciando l’iniziativa politica del Pdt nel “ribadire l’unitarietà dello Statuto regionale, a cominciare da quelle previdenziali alle quali si è aggiunta l’importante delega sull’amministrazione della giustizia,  nel rilanciare il progetto dell’Euregio per fare della nostra Regione europea transfrontaliera il pilastro portante del terzo Statuto, sulla base di un nuovo accordo tra Roma e Vienna, da recepire nelle Costituzioni italiana e austriaca, nel quadro della costruzione dell’Europa politica”.

Diritti. Il Pd Trentino contrasta e contrasterà “l’ideologia leghista che fa dei migranti il capro espiatorio di tutti i nostri mali, ignorando e calpestando non solo l’etica, ma anche la demografia e l’economia; per costruire soluzioni e dare risposte anche parziali, come nel caso di Lavarone”.

E sul tema delle cosiddette “teorie gender” e della mozione antiabortista depositata in Comune di Trento aggiunge: “Ciò che la giunta provinciale sta portando avanti in tema di famiglia e di diritti è frutto della peggior propaganda e punta a riportare la nostra terra indietro di decenni sul piano dei diritti“. “La Lega sta mostrando che il diritto  all’autodeterminazione della donna, il principio di pari opportunità, il diritto ad amare chi si vuole non sono diritti acquisiti, ma vanno difesi con forza. Il Pd Trentino lo farà, perchè è il partito di tutte le famiglie e il partito dei diritti” ha detto Maestri, stigmatizzando il fatto che “la cosiddetta ‘teoria gender’ non esiste, è una delle tante fake news urlate sui social. Il fatto che nelle nostre aule scolastiche i nostri figli imparino cosa è la parità di genere è una conquista che dobbiamo rivendicare, opponendoci con quanta forza abbiamo a chi vuole portare nelle classi non la cultura dell’accoglienza, ma la paura dell’altro”.

Alleanze. “Non è nostra intenzione camminare da soli. Per dare voce alla Comunità “altra” dobbiamo camminare con la Comunità altra: l’associazionismo, il volontariato, le articolazioni sindacali e del mondo della cooperazione, delle imprese e dell’artigianato“.

Prendendo atto che “le scadenze elettorali non consentono soste”, Maestri ha chiarito che “il nostro obiettivo è trovare la maggior convergenza e unità possibile, pur coscienti che l’implosione della coalizione di centro sinistra autonomista ha lasciato sul terreno molte macerie“. Quindi, la neosegretaria punta a “ricostruire su tutti i fronti”. Con il Patt, “vogliamo riaprire un dialogo sulla base dei valori, quello della cultura autonomistica e quello della promozione dei territori e delle loro comunità di riferimento, che, da sempre ci accomunano. Noi siamo disponibili alla tessitura umile e paziente di una tela, che ha come condizione imprescindibile la costruzione di un coerente e rinnovato rapporto di fiducia”.

Nell’arco delle prossime settimane, poi, il Pdt “aprirà un confronto con Upt e Futura, con i quali è già ben avviato un percorso di condivisione di valori e di prospettive” e lo stesso farà anche con “l’area a sinistra del Pdt”. Nessun margine, invece, con il Movimento 5 Stelle:  “Da quell’area ci separano molte, troppe cose, a partire dalla loro scelta di tramutare il loro “piano valoriale” in uno scellerato “contratto di governo” con chi, sui fondamentali, non ha nulla a che spartire con noi”.

 

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