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Italia ed estero

Attentato a Strasburgo: 3 morti e 12 feriti, terrorista in fuga. Tra i feriti anche un italiano

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Attentato terroristico a Strasburgo ieri sera alle 20 nel centro storico di Strasburgo dentro il tradizionale mercatino di Natale dove un uomo si è messo a sparare sulla folla.

Per ora il bilancio accertato è di tre morti e dodici feriti, alcuni dei quali in condizioni molto gravi.  Ma altre fonti parlano di 4 morti.

Fra i feriti c’è anche un giovane giornalista radiofonico italiano, Antonio  Megalizzi

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Il ministro ha parlato di «Francia in emergenza attentato» di «controllo rafforzato dei confini» e di 35o uomini impegnati nella caccia al killer che sarebbe ferito e si sarebbe dileguato in taxi .

Ferito alla mano anche un militare dell’operazione Sentinelle (che garantisce la sicurezza nei punti più a rischio, dagli aeroporti ai centri storici)

Il mercatino in questione è il più antico di Francia ed era già stato al centro di un piano fallito degli jihadisti nel dicembre 2000, prima ancora dell’attacco alle Torri Gemelle

L’attentatore è stato identificato in Chérif, 29 anni, nato a Strasburgo, passaporto francese, con origini nordafricane, era stato schedato per radicalizzazione, e condannato a due anni di carcere nel 2011 per aver aggredito un ragazzo durante una rissa.

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Chérif era stato schedato come “fiche S”, la classificazione che le autorità francesi utilizzano per gli individui considerati potenzialmente pericolosi per la sicurezza dello Stato. La polizia indaga per terrorismo. Secondo Le Figaro e la Afp gli agenti erano andati a casa sua per arrestarlo questa mattina, ma non era in casa.

Nella casa del quartiere Neudorf, non lontano dal centro, gli agenti hanno trovato degli esplosivi.

Dopo l’attentato la polizia francese ha ferito l’attentatore che però è riuscito per ben 3 volte nel giro di un’ora a sfuggire alle maglie, in questo caso piuttosto larghe, dei poliziotti. Uno smacco per la polizia francese.

Chérif prima è fuggito su un taxi, poi ha proseguito la sua fuga a piedi anche se ferito, con un fucile automatico. I testimoni parlano di un uomo solo in azione, le autorità non escludono però che abbia dei complici che lo aiutino nella fuga. Per questo nella notte sono state avviate delle perquisizioni in altre case abitate da potenziali terroristi.

L’autore della sparatoia “sarebbe in questo momento barricato e circondato” dalla polizia, dice il quotidiano Le Figaro.

l presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso “la solidarietà di tutta la nazione a Strasburgo, alle vittime e alle loro famiglie“.

Il ministro Castaner, inviato immediatamente a Strasburgo per seguire da vicino gli eventi, ha annunciato di aver elevato il livello di allerta, ha spiegato che sono stati rafforzati i controlli alle frontiere e ai mercatini di Natale di tutto il Paese.

E’ stato Castaner a definire il killer un “criminale comune” con precedenti penali, che aveva già scontato alcuni periodi di detenzione sia in Francia che in Germania. Sull’attacco indaga la procura generale antiterrorismo. Il premier Philippe ha anche attivato la cellula interministeriale di crisi.

“Per anni, da europarlamentare, questa città è stata casa mia e quei mercatini erano un momento di gioia per tutti. Una preghiera per le vittime, ma le preghiere non bastano più. Il mio impegno, da uomo e da ministro, è e sarà totale perchè i terroristi vengano trovati, bloccati, eliminati, in Europa e nel mondo, con ogni mezzo lecito necessario“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una nota.

Marine Le Pen, leader di Rassemblement national, definisce i fatti di Strasburgo “un massacro islamista”. Per Le Pen serve “un cambiamento radicale” nelle politiche di sicurezza che sono “vacillanti”

ATTENZIONE: IMMAGINI MOLTO FORTI 

Ore 21.30 – Le autorità confermano che per ora c’è un solo morto e 9 fer

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Italia ed estero

Olanda: vivono in cantina per 9 anni in attesa dell’apocalisse

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Questa incredibile storia arriva dalla provincia di Drenthe (Olanda), e sta facendo il giro del mondo.

I media Olandesi hanno rivelato che un’intera famiglia ha vissuto per ben 9 anni rinchiusa nello scantinato di una fattoria isolata che si trova nel villaggio di Ruinerwold in attesa della fine del mondo.

Tutto è venuto alla luce grazie al figlio maggiore che, fuggito dalla fattoria, si è recato in un pub del vicino villaggio, ha ordinato delle birre e ha detto di aver bisogno d’aiuto.

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Era visibilmente confuso, sporco e vestito di stracci.

La polizia si è recata immediatamente sul posto: in uno scantinato, il cui ingresso era nascosto dietro una credenza, gli agenti hanno trovato un uomo di 59 anni allettato a causa di un ictus e i suoi 5 figli (di età compresa tra i 18 e i 25 anni).

L’uomo è stato arrestato, ma non è ancora chiaro se abbia costretto i ragazzi a vivere reclusi.

Quello che è emerso è che i ragazzi non risultano registrati all’anagrafe e non hanno mai frequentato la scuola: addirittura questi non sapevano che il mondo fuori da quella cantina fosse abitato.

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Per quanto riguarda la madre, la polizia teme che possa essere morta e che sia stata sepolta nella stessa fattoria.

Per fare maggiore chiarezza su questa misteriosa vicenda sono stati interrogati alcuni vicini ed il sindaco del villaggio: qualcuno di loro sostiene che l’uomo non sia il padre dei ragazzi e che non sia neppure il proprietario della fattoria. Per quanto riguarda la madre, pare che sia morta prima del loro arrivo in fattoria.

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Italia ed estero

Trieste: in migliaia ai funerali dei poliziotti Rotta e Demenego

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immagini Rai

Sono terminati poco dopo le 12.30 i funerali celebrati da  mons. Giampaolo Crepaldi dei due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

Le due bare sono state portate fuori dalla chiesa alla fine della messa dai colleghi a spalla

Al termine dell’omelia, invitati i fedeli a scambiarsi un segno di pace, il vescovo di Trieste mons. Crepaldi è sceso dall’altare e ha raggiunto la prima panca, dove siedono i familiari dei due agenti uccisi.

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Il vescovo si è trattenuto a parlare con loro poi è tornato sull’altare per riprendere la messa.

Erano tante le autorità presenti ai funerali. Il ministro degli Interni Lamorgese, e il viceministro Matteo Mauri; il ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli, il capo della Polizia Gabrielli, il Presidente della Camera Roberto Fico.

Folla di migliaia di persone lungo la strada, dalla Questura alla chiesa di sant’Antonio. 

«E’ un giorno triste e doloroso, ma è anche un giorno che ci fa capire quanto il Paese ci stia vicino». Così, il Capo Direzione anticrimine centrale, Francesco Messina a margine dei funerali solenni oggi a Trieste dei due agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego. «Quando il Paese in situazioni di questo tipo risponde in questa maniera ciò serve a lenire la nostra ferita».

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Oggi, aggiunge, «ci lecchiamo le nostre ferite, ci stringiamo tra di noi – perché questi ragazzi sono due membri della nostra famiglia. Ma abbiamo la consapevolezza di poter continuare a garantire la sicurezza per questo Paese».

“Oggi è un giorno triste e il dolore è indescrivibile, non solo qui a Trieste, ma nell’animo e nel cuore di tutti i Poliziotti italiani. Un dolore profondo e sordo, che si associa alla preoccupazione per i tanti colleghi che ancora, ogni singolo giorno, sfiorano la morte in ogni angolo d’Italia. E allora mentre eravamo trasportati dal fiume di commozione che ha inondato e travolto tutti ai funerali di Matteo e Pierluigi, il pensiero è stato questo: che da questo dolore, dal sacrificio umano dei nostri fratelli, possa nascere una risposta concreta, fatti, che consentano di neutralizzare tanti futuri drammi evitabili. Drammi che attendono nell’ombra, e che arriveranno inesorabili se non si metterà mano seriamente e concretamente a un assetto che, nel suo complesso, non ci da alcuna garanzia di tutela. Se non avremo presto regole di ingaggio e protocolli operativi seri, se non avremo mezzi, strumenti, addestramenti e dotazioni all’altezza, se non potremo contare su leggi chiare e severe e su una risposta dell’ordinamento che renda certa la pena e che difenda davvero le vittime, allora potremo solo continuare a piangere i nostri fratelli che continueranno, imperterriti, a rendere onore alla loro divisa. Per ribadire tutto questo si manifesterà, ancora una volta, martedì prossimo a Roma, nella speranza che il nostro grido sia ascoltato da una politica fin qui troppo deludente”.

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale della Federazione Fsp Polizia di Stato, a Trieste per i funerali solenni di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, ribadendo le ragioni della manifestazione indetta per martedì 22 ottobre in piazza Montecitorio, a Roma, a partire dalle ore 11.

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Italia ed estero

Malore per Matteo Salvini che è stato ricoverato all’ospedale

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Il leader della lega ed ex ministro agli Interni Matteo Salvini ha avuto un malore mentre era diretto a Trieste per assistere ai funerali solenni di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, i due agenti uccisi nella sparatoria in Questura avvenuta venerdì 4 ottobre

Salvini dopo l’atterraggio all’aeroporto di Ronchi – Trieste Airport è stato portato all’ospedale San Polo di Monfalcone (Gorizia), dove è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso.

Al leader della lega è stata riscontrata una sospetta colica renale.

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È stato trattenuto per tre ore per tutti gli accertamenti del caso e non ha potuto presenziare alle esequie dei poliziotti. “Non si tratta, comunque, di qualcosa di grave“, scrive il quotidiano il Piccolo, “Da quanto si è appreso, Salvini avrebbe ringraziato i medici di Monfalcone e si sarebbe detto dispiaciuto di non poter essere presente all’ultimo addio ai due poliziotti, agenti a cui ha reso omaggio la scorsa settimana durante una visita alla questura di Trieste”.

Salvini è stato dimesso intorno alle 13.

Dalla Lega spiegano che le sue condizioni non destano preoccupazioni. “Salvini è enormemente dispiaciuto per non aver potuto partecipare alla cerimonia per Pierluigi e Matteo, e conferma gli appuntamenti di oggi e domani in Umbria”, dicono dal Carroccio.

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