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Io la penso così…

Ciminiere ex Italcementi: la nostalgia delle due vecchie signore grigie

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Egregio Direttore,

sono una signora di 84 anni, risiedo da moltissimi anni nella zona di Trento sud, ma ho vissuto tutta la mia infanzia e la guerra nel rione di Piedicastello.

Da danni ormai si vocifera che l’Amministrazione comunale intende abbattere le due ciminiere dell’ex Italcementi ed ogni volta che questa notizia viene riproposta mi prende la malinconia.

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Negli anni 40 le due torri di cemento, seppur fredde e tetre, erano un simbolo per la città ed un riferimento per noi residenti che a quei tempi ci muovevamo esclusivamente a piedi.

Nella mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare molto sia in Italia che all’estero ed ho potuto ammirare zone degradate o terrificanti blocchi di cemento riammodernati ed abilmente valorizzati da artisti di fama o di strada.

Quando guardavo queste opere immaginavo che anche le nostre due ciminiere potrebbero venire ritoccate e tornare a vivere.

Ora io non so se lo “stato di salute” strutturale delle torri lo permetta, ma se ciò fosse fattibile, credo che indire un concorso di idee per abbellirle potrebbe invogliare giovani talentuosi o studenti di scuola dell’arte a creare un interessante progetto.

Mi piace pensare che con un look rinnovato le due vecchie signore grigie della città potrebbero ancora continuare a fare da sentinella ai residenti, a chi percorre la tangenziale o l’autostrada, a chi raggiunge Sardagna dall’alto con la funivia o a chi semplicemente passeggia al di là dell’Adige.

Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

Delia Meneghini – Una nostalgica pedecastelota 

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Io la penso così…

«Friday for Future» a Trento – di Paolo Farinati

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Il cambiamento del clima sulla Terra è un problema gravissimo e ormai riconosciuto dalla grande maggioranza dell’umanità.

Da parecchi anni è al centro degli studi scientifici e, seppur ancora timidamente, della politica mondiale.

In questi ultimi mesi, anche grazie alla decisa attività di una giovanissima ragazza svedese, Greta Thunberg di soli sedici anni, il tema ha interessato milioni di giovani e giovanissimi di tantissime Nazioni.

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Quest’ultimo venerdì 15 marzo, in molte città di tutto il mondo vi sono state manifestazioni e sfilate, con cui proprio i più giovani hanno voluto far capire l’importanza vitale di un pianeta più sano e meno inquinato per il loro futuro.

Vi sono stati ovunque cortei molto partecipati, molto pacifici e molto determinati nel volere che la politica mondiale si occupi finalmente in maniera responsabile e efficace della salvaguardia dell’ambiente.

Le origini e le cause del mutamento del clima terrestre sono certamente lontane, ci portano alla rivoluzione industriale avvenuta, specie in Europa e nel Nord America, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

L’uso del carbone, del petrolio e dei suoi derivati ha indiscutibilmente alterato l’atmosfera della Terra, provocandone nei decenni seguenti e fino ai nostri giorni il suo surriscaldamento.

Oggi il nostro pianeta ha superato ampiamente i sette miliardi di abitanti e la produzione industriale è ormai pressoché ovunque.

Certamente molti correttivi sono stati introdotti, sia nella produzione di beni che nell’uso di carburanti nella mobilità e nel riscaldamento delle nostre case. Pensiamo che solo pochi decenni fa i camion e le caldaie delle case funzionavano a nafta. Oggi le più grandi case automobilistiche hanno pronte le automobile elettriche o ibride, gli stessi automezzi pesanti avranno motori ibridi e tra qualche anno totalmente elettrici.

Basta leggere i programmi industriali di Toyota, Renault, Nissan, FCA, Mercedes, ma pure di Scania, Volvo, Iveco e altre case produttrici. L’energia elettrica e il riscaldamento saranno sempre più dipendenti da fonti non inquinanti e rinnovabili, come l’idroelettrica, la solare, l’eolica, la geotermica e altre.

Oggigiorno, comunque, il tutto si dimostra ancora insufficiente per migliorare il clima del nostro pianeta, per mantenere le temperature nei vari continenti più moderate e per evitare così lo scioglimento dei preziosi ghiacciai.

Anche a Trento, venerdì scorso, in migliaia i nostri giovani hanno manifestato per il loro futuro sulla Terra.

E’ stata per loro un’esperienza molto interessante e molto coinvolgente. Saranno sempre più determinati nel salvaguardare il nostro meraviglioso ambiente. Sono un dovere morale e una responsabilità civica di cui si sentono fortemente investiti. «Noi tra 50 anni ci saremo, voi no ! E’ inutile conquistare la Luna ma perdere la Terra».

Hanno gridato più volte in maniera decisa ma composta. Il tempo non ci permette altri ritardi. Non staranno più zitti, ne va della qualità e della sicurezza della loro vita futura. Vanno ascoltati.

Paolo Farinati

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Io la penso così…

Riva del Garda: caos Inps, ore di attesa senza un minimo di privacy

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«Io la penso così» – Facci sapere anche tu come la pensi – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Spett.Le Direttore,

lunedì mattina 11 marzo 2019  sono stato all’INPS di Riva del Garda.

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Ciò che ho visto è vergognoso.

C’erano 30 persone che aspettavano con un unica funzionaria addetta allo sportello che oltre che rispondere ai cittadini andava e veniva dagli uffici interni a chiedere o prendere pratiche, perdendo tempo e facendo arrabbiare tutti.

Io sono entrato alle 8.30 e sono uscito alle 12.00 per 10 minuti di domande.

Ma la vergogna ancora più grande è il fatto che manchino tutte due le porte che separano la sala d’aspetto con gli uffici per le consultazioni.

Praticamente i presenti erano informati di tutte le richieste dei contribuenti in contrasto con la legge sulla privacy che tanto gli enti sbandierano.

Questo potrebbe configurarsi come reato penale. Se è così che vuole tutelare le persone….

Tutti con le orecchie come radar ad ascoltare i problemi altrui, vergogna è ora che si faccia qualcosa.

Spero che questo mio sfogo venga letto da chi di dovere per così provvedere a sistemare immediatamente le cose.

Renato Calcari

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Io la penso così…

Trentino: svastiche, enti locali, titoli di studio e mancanza di competenze – di Amedeo Zeni

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«Io la penso così» – Facci sapere anche tu come la pensi – la rubrica dedicata ai lettori – (invia a redazione@lavocedeltrentino.it)

Gentile Direttore,

ho sempre considerato il Trentino e, di riflesso, l’Alto Adige, come una provincia caratterizzata dalle buone pratiche di amministrazione e dalla diffusione di valori quali la democrazia, la libertá, l’antifascismo e il rifiuto di qualsiasi ideologia che si richiami alla persecuzione cui purtroppo abbiamo assistito con la tragedia della Shoah causata dall’antisemitismo.

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Leggere della nomina a capo della segreteria da parte del nuovo rappresentante per gli enti locali, Mattia Gottardi ( entrato nella giunta provinciale trentina a causa della scomparsa di Rodolfo Borga, sebbene con deleghe ridimensionate e senza vicePresidenza), di una figura proveniente dalla destra xenofoba e antisemita come Marika Poletti lascia francamente esterrefatti e suscita non poche preoccupazioni.

Visto il curriculum della stessa, privo di ogni titolo di studio o competenza specifica per il settore, e noto alle cronache solo per la svastica tatuata sul voluminoso polpaccio, assieme peraltro ad altre “rune e l’intero ciclo tratto dal Canto di Odino del Crepuscolo degli Dei, oltre a varie altre citazioni di Nietzsche” come dichiarato dalla stessa Poletti in un’intervista, sorge spontaneo chiedersi se le Istituzioni, locali e nazionali, lasceranno che l’apologia di fascismo, nazismo e antisemitismo, possa divenire l’unica ragione per essere assunti in Trentino (a spese della Pubblica Amministrazione) a gestire i rapporti con i Comuni e con il Consiglio Provinciale.

Nella speranza che le Istituzioni democratiche, a iniziare dallo stesso Consiglio Provinciale trentino, abbiano uno scatto d’orgoglio e si oppongano a un simile sfregio delle Istituzioni, non resta che attendere che, come in altri casi simili, le forze democratiche e l’opinione pubblica sappiano creare i necessari anticorpi democratici e civili a una simile degenerazione.

Amedeo Zeni

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