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La Sfera e lo Spillo

L’ultimo saluto a Gigi Radice: uomo tenace, tecnico pioniere e romantico

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Gigi Radice raggiunge l’apice della carriera professionale con la vittoria del Tricolore con il Torino (1975-1976), il primo e unico scudetto conquistato dai granata dopo la strage di Superga.

Il brianzolo è un tecnico, per certi versi, rivoluzionario. Accantona il concetto italico del catenaccio e contropiede e imita il Grande Ajax.

E’ impressionato dall’Olanda nel Mondiale del 1974. Modella il suo Torino alla nuova filosofia caratterizzata da pressing a tutto campo.

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Anticipa con lucidità, almeno di un decennio, i concetti primordiali, poi espressi compiutamente dal mago di Fusignano Arrigo Sacchi.

Quel Torino umile, ma virtuoso, sostenuto da agonismo e spirito innovativo è un modello per il calcio nazionale.

Ricordiamo gli uomini fedeli a Radice, protagonisti dell’impresa: la saracinesca Castellini, il mediano Zaccarelli, Claudio e Patrizio Sala, il fosforo di Eraldo Pecci e la forza fisica della coppia d’attacco formata da Graziani e Pulici.

A Monza, in qualità di coach, inizia e chiude la carriera con le 2 promozioni in serie B (1966-1967 e 1996-1997), è  l’ultimo atto di romanticismo di un galantuomo.

In seguito, lotta come un combattente contro la malattia confessata dal figlio Ruggero nel 2015.

Alessandro Scanziani, ex giocatore di Inter e Sampdoria, lo ricorda così: “Nella mia carriera non ho avuto la fortuna di essere allenato da lui. In quegli anni si parlava bene dei suoi metodi di lavoro. Con il Torino è stato certamente un precursore”.

Non è retorica, ma Gigi Radice rappresenta l’uomo d’altri tempi. Nato a Cesano Maderno (provincia di Monza Brianza) il 15 Gennaio del 1935.

In gioventù, muove i primi passi nel Milan (ruolo di terzino sinistro), veste inoltre le casacche di Triestina e Padova. Con la maglia dei rossoneri vince 3 scudetti (a cavallo degli anni cinquanta e sessanta) e 1 Coppa dei Campioni (nel 1963), la prima conquistata da un club italiano.

Come riporta la testata online Monza-News, “i funerali si svolgeranno lunedì 10 dicembre (alle ore 15.00) presso la Residenza San Pietro a Monza”.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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Sergio Ramos, la bella Pilar Rubio: gossip e un matrimonio da favola

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Sergio Ramos e Pilar Rubio si sposano. Il rito religioso è celebrato nella splendida cattedrale di Siviglia. Il difensore dei Blancos e la compagna di sempre, la conduttrice televisiva, si scambiano la promessa e gli anelli davanti ad una folta platea di VIP.

La coppia è legata sentimentalmente dal 2012. Dal loro rapporto amoroso sono nati 3 bambini.

L’involucro architettonico è in stile gotico, nel cuore dell’Andalusia, edificata nel 1400 sull’antica moschea di Almohadi.

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Ai piedi della Giralda o torre dei Balistrieri, Sergio Ramos e Pilar Rubio convolano a nozze nella culla religiosa di rito romano, dichiarata nel 1987 patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il calciatore è arrivato al braccio della mamma, mentre la compagna, vestita di bianco, è accompagnata dal padre.

Lui è più giovane di 8 anni rispetto alla sua lady. Per gli amanti delle curiosità, entrambi nati nel mese di Marzo: il centrale delle Merengues nasce il 30 Marzo del 1986, mentre la reporter di Torrejon de Ardoz il 17 marzo del 1978.

Il ricevimento è organizzato nella casa di campagna, una location esclusiva lontana dagli occhi indiscreti e 500 invitati, personaggi celebri del calcio spagnolo e dello spettacolo; vietati i minori di 18 anni ad eccezione dei 3 figli della coppia.

Nell’occasione, per volere dei coniugi, sono banditi cellulari e social media. Un tatuaggio, l’unicorno, è il riconoscimento degli inviatati per accedere alla proprietà.

Presenti all’evento i compagni di squadra del Real Madrid, i rivali del Barcellona e dell’Atletico. I calciatori illustri sono accompagnati da consorti e compagne: David Beckham, Alvaro Morata, il patron del Real Florentino Perez, Pepe Reina, Roberto Carlos, Fernando Hierro, Luka Modric, Vicente del Bosque…solo per citarne alcuni.

Il quotidiano d’informazione spagnolo “Marca”, nella pagina dedicata alla cerimonia, sottolinea gli assenti: Zidane, Carvajal, Piquè e Shakira (erano invitati), Benzema, Isco e CR7. Assente per gravi problemi familiari l’attuale CT della Spagna, Luis Enrique.

Sono allestiti una ruota panoramica, un palco e una pista di autoscontro per allietare gli ospiti. Il responsabile del banchetto è Dani Garcia, chef a tre stelle originario di Marbella.

Organizzato, infine, un concerto privato durante la serata del gruppo hard-rock AC/DC, di cui Pilar Rubio è grande fan.

Sergio Ramos, la bella Pilar Rubio: gossip e un matrimonio da favola.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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Andrea Pinamonti, orgoglio trentino

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Andrea Pinamonti è il protagonista dell’estate.

Regge il campo in maniera eccezionale, può giocare 2-3 partite ad alto livello durante la settimana, possiede tutto quello che serve per diventare un giocatore importante” citando Daniele Zoratto, ex centrocampista di Brescia e Parma, attuale allenatore Italia Under 16.

Quattro reti siglate (2 dal dischetto) da Pinamonti al mondiale Under 20 consentono alla truppa di Paolo Nicolato di accedere alla semifinale.

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Andrea nasce a Cles il 19 maggio del 1999 in Val di Non, cittadina di 6500 anime che si colloca sulla sponda occidentale del Lago di Santa Giustina.

Per gli amanti della storia, il centro delle Dolomiti del Brenta, dell’Ortles e della Mendola custodisce la “Tavola Clesiana”, emanata dall’imperatore Tiberio Claudio nel 46 d.C. e testimonia il conferimento della cittadinanza romana alle antiche popolazioni delle valli.

Pinamonti è un attaccante dal fisico imponente, abile nel gioco aereo, si destreggia su tutto il fronte offensivo. Il puntello è destrorso, alto 185 centimetri e il suo peso di 72 chilogrammi.

E’ ben dotato dal punto di vista tecnico, coniuga con lucidità e acume i movimenti di reparto con l’innato fiuto del goal.

Cresciuto calcisticamente nell’Unione Sportiva Bassa Anaunia, associazione dilettantistica di Denno in provincia di Trento (www.usbassanaunia.it), inizia a calcare i campetti trentini all’età di 6 anni.

Nel 2007 si trasferisce a Verona, sponda Chievo. Dopo 6 stagioni nelle giovanili dei Clivensi è tesserato per l’Inter. Nella “Cantera” dei Bauscia vince 2 Campionati Primavera, 1 Coppa Italia Primavera e 1 Supercoppa Primavera.

L’esordio da giocatore professionista con la giubba nerazzurra in Europa League va in scena nel catino di San Siro contro lo Sparta Praga (2-1) l’8 Dicembre 2016.

Il debutto in serie A, l’anno seguente, è datato 12 febbraio 2017: il match è Inter-Empoli (2-0).

Il golden boy è timido, riservato e maturo. Amante e cultore delle attività sportive; ogni notte, prima di addormentarsi, esegue 300 addominali.

I suoi modelli da imitare sul green sono Zlatan Ibrahimovic e Mauro Icardi, sogni e icone da poster fissati sui muri della camera.

Nella stagione appena conclusa (2018-2019), il bomber veste la maglia del Frosinone; 27 partite (in Serie A) e 5 reti.

Pinamonti sarà al centro del calciomercato estivo e il suo procuratore, Mino Raiola, sarà particolarmente impegnato nel valutare le offerte che arriveranno nella sede nerazzurra di Corso Vittorio Emanuele II.

L’obiettivo di Beppe Marotta e Piero Ausilio è di prolungare il contratto all’Arciere di Cles, in scadenza nel 2021.

Il club della Beneamata potrebbe decidere di mantenere nella rosa il talentuoso centravanti, valutando la soluzione del prestito per non ripetere l’esperienza dell’affare di Nicolò Zaniolo.

Al termine del mondiale Under 20, Pinamonti parteciperà alla spedizione dell’Europeo Under 21, guidata da Luigi Di Biagio che inizierà a metà giugno. La 22esima edizione del torneo si svolgerà in Italia e a San Marino.

Andrea Pinamonti, orgoglio trentino.

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Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore

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Ivan Gazidis era presente ieri sera a Madrid, al Wanda Metropolitano, per la finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool, vinta dai Reds (0-2).

L’amministratore delegato dei rossoneri, dopo l’uscita di Gennaro Gattuso e Leonardo da Casa Milan, tratteggia le strategie future della società.

Le risorse finanziarie destinate al mercato saranno concentrate sui giovani con esperienza e di livello. Il focus della proprietà (il fondo americano Elliot) è quello di realizzare un “valore aggiunto” sportivo ed economico nel medio e lungo periodo.

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Sembrerebbero finiti i tempi degli acquisti a “parametro zero”, che avevano caratterizzato l’ultima fase di smobilitazione della gestione Berlusconi.

Gli obiettivi di mercato non saranno pertanto i “trentenni”, che renderebbero il bilancio appesantito, senza la possibilità potenziale degli incassi derivati dalle cosiddette “plusvalenze”.

I profili di riferimento sono Lucas Paquetá e Krzysztof Piatek, giocatori con un costo del cartellino accessibile per le casse di Via Aldo Rossi, compreso nella forbice tra 30/40 milioni di euro.

Vi è poi la “spada di Damocle”, la sentenza dell’Uefa sugli aspetti ingarbugliati del “fairplay finanziario”, che potrebbero compromettere il futuro europeo sportivo e finanziario del club.

Nei prossimi giorni Paolo Maldini dovrebbe sciogliere la riserva e comunicare al “board” le sue intenzioni di continuare in seno alla società nel rinnovato ruolo di direttore tecnico.

Sistemate le pedine societarie nello scacchiere, si passerebbe all’area tecnica con la scelta della nuova cloche.

Nelle ultime ore prende quota la candidatura di Marco Giampaolo. Gli scenari con l’attuale tecnico della Sampdoria (ancora con un anno di contratto) muterebbero, agevolando le scelte di calciomercato. Paolo Maldini sonda alcune alternative: De Zerbi e Di Francesco.

I moduli 4-3-1-2 o 4-4-2, preferiti dal tecnico nativo di Bellinzona, presuppongono 2 punte centrali e il potenziale impiego di Piatek, in coppia con Patrick Cutrone o André Silva (che rientrerà dal prestito).

Gianluigi Donnarumma, Alessio Romagnoli e Suso potrebbero finire sul mercato ed essere ceduti a fronte di offerte economiche importanti.

Il Milan vorrebbe chiudere la trattativa con il diciannovenne difensore Sandro Tonali, che rimarrebbe a Brescia (neopromosso in Serie A) per un’altra stagione.

Infine, riportiamo le parole di commiato dell’ex mister Gennaro Gattuso durante la festa di compleanno (60 anni) di Carlo Ancelotti, rilasciate ai microfoni di Sky a Capri. In riferimento alla scelta di rinunciare al suo stipendio per pagare lo staff afferma: “E’ stata cavalcata questa notizia, ma quando ci sono in ballo le emozioni e cuore non mi piace parlare di soldi. Per me la storia del Milan è incredibile e mi ha dato molto di più di quello invece ho dato io. Non voglio essere elogiato per un gesto normale verso le persone con cui lavoro da anni.”

Milan: la scelta di Maldini, Gazidis e il nuovo allenatore.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

 

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