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Sport

Calcio, il Trento blocca sull’1-1 il Montebelluna

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Il Trento pareggia 1 a 1 contro il Montebelluna nell’anticipo della quattordicesima giornata del girone d’andata.

I gialloblù giocano un’ottima partita ma devono accontentarsi del pareggio nonostante un deciso predominio territoriale.

Subito in campo i neoacquisti Frulla, Roveretto e Petrilli, mentre il centravanti Cristofoli ha fatto il proprio esordio nella ripresa.

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Del classe 2000 Trevisan la rete aquilotta. Con il pareggio conquistato il Trento sale a quota 9 in classifica. Mercoledì trasferta sul campo del Tamai, terzultimo della fila a tre lunghezze di distanza.

Live match

 

Mister De Paola deve fare a meno del lungodegente Scaglione e dell’esterno sinistro Mureno e propone il “3-4-3” con Barosi a protezione dei pali, Carella, Panariello e Sabato in difesa, mentre la coppia di mediani è formata da Trevisan e Frulla. Sulle corsie esterne agiscono Paoli e Badjan, mentre il tridente avanzato è guidato da Bosio con Petrilli e Roveretto a supporto.

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Inizio volitivo del Trento che spinge subito sull’acceleratore: al 4′ Frulla chiama Milan all’intervento con un tiro da fuori area e, due minuti dopo, Paoli controlla e batte a rete ma il pallone si perde alto sopra la traversa. Al minuto 17 Trevisan recupera palla sulla trequarti e serve Roveretto, che entra in area e conclude ma non trova lo specchio della porta. Petrilli sfonda sulla sinistra al 24′ e, dopo un doppio dribbling, viene contrato dalla difesa al momento della conclusione.

Il Montebelluna mette fuori la testa per la prima volta al 32′ e trova il vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Nchama tocca quasi involontariamente la sfera in mischia e insacca da pochi passi.

Mister De Paola passa al “4-3-3” e, nel finale di frazione, i gialloblù si fanno vedere con alcuni interessanti traversoni, allontanati non senza difficoltà dalla difesa del Montebelluna.

Nella ripresa il tecnico di casa getta subito nella mischia l’altro neoacquisto Cristofoli. Dopo tre minuti traversone dalla sinistra di Petrilli, sponda di Cristofoli e Bosio viene anticipato al momento di battere a rete, mentre al 54′ il centravanti supera il portiere Milan con un colpo di testa, ma l’arbitro annulla su segnalazione del proprio assistente per la posizione di offside del numero 28 gialloblù. Il forcing del Trento è continuo e al 56′ la squadra di casa sfiora nuovamente il gol: sponda di Paoli per Cristofoli che gira verso la porta venete ma il portiere Milan, in collaborazione con Del Colle, sventa la minaccia nei pressi della linea di porta.

Le squadre si allungano il Montebelluna agisce di rimessa, creando qualche apprensione a Barosi, attento sul piazzato di Fasan, sul rasoterra centrale di Barbon e, soprattutto, sull’incursione di Fasan.

Il Trento preme forte e al 70′ trova il meritato pareggio: splendida azione manovrata dei gialloblù, sponda di Cristofoli per Trevisan che, dal limite dell’area, batte Milan con un perfetto rasoterra che s’insacca a fil di palo.

Il Montebelluna si arrocca nella propria metà campo, resta in dieci all’86’ (espulso Guzzo per doppia ammonizione) e, a due minuti dalla fine, Panariello sceglie perfettamente il tempo dello stacco ma la sua incornata si perde alta.

Finisce 1 a 1: mercoledì sarà già tempo di tornare in campo per il turno infrasettimanale sul campo del Tamai.

Il tabellino.

TRENTO – MONTEBELLUNA 1-1

TRENTO (3-4-3): Barosi; Carella, Panariello, Sabato; Paoli, Trevisan, Frullan, Badjan; Petrilli (43’st Ferraglia), Bosio (20’st Baronio), Roveretto (1’st Cristofoli).

A disposizione: Russo, Zucchini, Bertaso, Romagna, Furlan, Islami.

Allenatore: Luciano De Paola

MONTEBELLUNA (4-3-1-2): Milan; Spagnol (35’st Antonello), Guzzo, Fabbian, Pettinà; Abrefah, Del Colle, Nchama (38’st De Vido); Fasan (47’st Gallina); Bonaldi (16’st Zago), Barbon (33’st Franceschini).

A disposizione: Secco, Antonello, Gasparini, Bettiol, Mortaro.

Allenatore: Francesco Feltrin.

ARBITRO: Baronti di Pistoia (Concari di Parma e Grande di Bologna).

RETI: 32’pt Nchama (M), 25’st Trevisan (T).

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Sport Trentino

Mattia Bais «La freccia di Nogaredo» passa tra i professionisti

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Mattia Bais 23 anni di Nogaredo, dopo una stagione di altissimo livello con il team cycling friuli dove ha conquistato importanti risultati, nelle corse a tappe rumene, il tour of Bihor e il Sibiu Cycling Tour rispettivamente al sesto e ottavo posto finale e il secondo posto nella prestigiosa corsa a tappe Giro del Friuli, nel 2020 passerà  al ciclismo professionistico, con la prestigiosa squadra Androni Sidermec del team manager Gianni Savio e i direttori spostivi Ellena, Spezialetti, Cheula e Canciani

I  genitori Renato e Lorenza sostengono da sempre la carriera sportiva dei figli, oltre a Mattia infatti, il fratello Davide gareggia con gli under 23 e promette molto bene e l’altro fratello Denis invece, ora studente, prima si era cimentato anche lui nel ciclismo.

Mattia quando hai iniziato con il ciclismo?

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«Ho iniziato da giovanissimo con la società ciclistica di Mori poi con la Forti e Veloci di Trento e infine con il Montecorona di Palù di Giovo».

Che tipo di corridore sei?

«Sono un passista scalatore mi difendo molto bene sui percorsi ondulati, devo migliorare a cronometro, sto già lavorando per essere competitivo anche in quel settore».

Quanti km hai fatto in questa stagione?

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«27000, tra gare e allenamenti, circa 600 alla settimana, ma possono arrivare a 1000 con le gare a tappe».

Quali sono i tuoi obbiettivi per il 2020?

«Tra qualche giorno con la squadra parto per la Spagna dove in programma abbiamo, visite mediche e allenamenti nella zona di Benidorm. La mia stagione inizierà a febbraio con il trofeo Laigueglia, poi una corsa a tappe in Taiwan, il mio sogno è quello di partecipare al Giro d’Italia e al Tour of The Alps, ma tutto dipenderà da come vado nella prima parte di stagione».

Chi è il tuo corridore preferito?

«Alessandro De Marchi, un uomo squadra che sa vincere anche delle belle corse».

Con la nuova squadra come ti sei trovato?

«Molto bene, sono super organizzati, la squadra non ti fa mancare nulla, anche quando ho fatto lo stage erano entusiasti e contentissimi dei risultati ottenuti, non hanno esitato a farmi firmare il contratto biennale già nel mese di settembre».

Dei ciclisti professionisti Trentini chi ammiri di più?

«Sicuramente Cesare Benedetti uomo fondamentale per la squadra, molto disponibile e gentile anche fuori dalle competizioni ciclistiche».

Un grazie a chi?

«In primis la mia famiglia poi il mio preparatore Andrea Fusaz»

L’alimentazione è importante?

«Certamente è fondamentale, mangiare sano evitare cibi grassi e soprattutto un occhio alle porzioni, non resisto agli spaghetti al pesto e a un buon bicchiere di vino rosso Trentino».

Un consiglio ai giovani che si vogliono avvicinare al ciclismo

«Partire con calma non avere fretta dei risultati, le gare giovanili servono per conoscere questo sport, il vero corridore ciclista si vede da juniores e under 23, da lì in poi,bisogna pedalare forte».

Il tuo sogno?

«Vincere una tappa al Giro d’Italia magari quella del 2020 con arrivo a Madonna di Campiglio, un tappone dolomitico di 5000 mt di dislivello e oltre 200 km.»

A Nogaredo è nato il fan club Mattia Bais?

«Si il mio amico Mattia Spagnolli ha creato la pagina facebook e su Instagram, dove tutti mi potranno seguire, vedere le mie foto con i numerosi video della mia carriera cliccate mi piace mi raccomando!»

A cura di Graziano Calovi

 

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Sport Trentino

Attività sportiva in Trentino: calo preoccupante tra i 18 ed i 35 anni

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La ricerca elaborata dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia autonoma di Trento ha coinvolto 330 studenti e quattro Istituti Scolastici.

La presidente Mora: «E’ il risultato di una efficace collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita»

La classe dirigente dello Sport trentino si è riunita ieri pomeriggio, ore 18:30, al Sanbàpolis in occasione del secondo Consiglio Provinciale CONI 2019, convocato dalla presidente Paola Mora.

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La sala dedicata a Camillo Rusconi ha accolto l’assemblea formata da Presidenti e Delegati territoriali delle Federazioni Sportive Nazionali assieme ai rappresentati delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni Benemerite, dei tecnici e degli atleti. Un’occasione di confronto e verifica per il movimento sportivo provinciale chiamato con cadenza semestrale ad analizzare attività svolte, criticità e nuove prospettive in ambito locale.

Alla presenza dell’assessore P.A.T. con delega allo sport, Roberto Failoni e del professor Giuseppe Cosmi, coordinatore provinciale per l’educazione fisica, sono stati illustrati i risultati dell’indagine condotta dalla Scuola Regionale dello Sport del CONI in collaborazione con il Dipartimento Istruzione e Cultura.

«La ricerca ha un carattere prettamente esplorativo», ha precisato il direttore della Scuola Regionale dello Sport, Adriano Dell’Eva che ha curato analisi e presentazione dell’indagine in sala Rusconi.

«Abbiamo coinvolto 330 studenti, distribuiti su quattro macro aree territoriali per altrettanti Istituti Scolastici. Un campione con un’età media di 16 anni con formazione liceale. Il nostro obiettivo è stato quello di sondare il “clima motivazionale” che coinvolge i nostri ragazzi in un periodo così particolare, a metà strada tra fanciullezza e vita adulta. La scuola è senza dubbio nodo cruciale di una rete fatta di attività e relazioni. Questa istituzione può influenzare in maniera determinante l’approccio all’attività sportiva: favorirne la pratica ed allo stesso tempo l’abbandono precoce. L’ultima indagine statistica svolta nel 2017 su base nazionale dal CONI, conferma la vivacità del movimento sportivo giovanile nella fascia tra gli 8 ed i 13 anni. Tra i 18 ed i 35 anni si verifica, invece, un preoccupante calo fino alla ripresa in piena età adulta».

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«Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Parliamo di numeri importanti, oggetto di dibattito ad ogni livello sportivo»precisa la presidente Mora.

«Lo sport giovanile ed il contrasto all’abbandono precoce è uno dei punti cardine della Giunta CONI Trento. Sviscerare questa dimensione non è cosa semplice perché è necessario unire le forze, coinvolgere non solo le istituzioni sportive, ma anche il mondo della politica e della scuola. Non possiamo permetterci che lo sport abbandoni la vita dei nostri ragazzi in un momento fondamentale per la loro crescita. Dai 14 ai 20 anni i giovani si “costruiscono”, non solo fisicamente: diventano persone. Lo sport può e deve dare un contributo importante: attraverso questa prima analisi abbiamo voluto gettare uno sguardo sulle percezioni dei nostri giovani. La collaborazione con le istituzioni politiche e scolastiche a livello provinciale si è rivelata essere proficua ed efficace ancora una volta. Ora fondamentali saranno i suggerimenti ed i contributi elaborati da tutti gli enti che costituiscono la famiglia CONI senza dimenticare società ed associazioni sportive del territorio. Ricordo che questa indagine ha visto anche il contributo del Comitato Trentino FIDAL. Ripartiamo da qui con l’obiettivo di indagare cause e conseguenze, cercare e sperimentare relative soluzioni concrete per provare ad invertire questa tendenza».

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La Sfera e lo Spillo

San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato

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Il futuro di San Siro è incerto, appeso alle istanze dell’amministrazione del Comune di Milano e dalle richieste legittime dei club AC Milan e FC Inter.

Il parere positivo di pubblico interesse, deliberato dalla giunta comunale, apre alla costruzione di un nuovo stadio senza alterare le regole stabilite dal Piano di governo del territorio (Pgt).

In altre parole, non si concedono nuove volumetrie ed eventuali opere dovranno espressamente far riferimento allo strumento urbanistico vigente.

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La trattativa tra le parti, spinosa e complessa, verte non solo sugli indici volumetrici, ma sul disegno di una porzione urbana strategica e sulle comprensibili ambizioni finanziarie delle società sportive.

A riguardo, i pensieri e gli intenti in gioco possono divergere e non collimare affatto. Indicazioni significative sono giunte anche dalla Sovrintendenza e dal Politecnico di Milano, contrari alla demolizione del catino di Piazzale Angelo Moratti progettato dall’architetto Ulisse Stacchini.

Le parole del sindaco Beppe Sala sono chiare e inequivocabili, come riporta il “Corriere della Sera”: “Ribadiamo la nostra volontà di rifunzionalizzarlo, valutiamo soluzioni che prevedono la sua rigenerazione attraverso altre funzioni”.

Lo stadio meneghino, ubicato nella zona di San Siro e intitolato (nel 1980) a Giuseppe Meazza, è di proprietà del Comune di Milano.

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Nel 1925 il presidente del Milan, Piero Pirelli, costruì l’impianto. Nel 1935 il Comune di Milano acquistò lo stadio. Dalla stagione 1947-1948 la “Scala del Calcio” è il green casalingo anche dell’Inter.

Il secondo anello venne costruito nel 1955, mentre il terzo ring in occasione dei mondiali di Italia90. Il tempio del calcio ha una capienza di 80.000 spettatori suddiviso in 7 settori (posti per disabili, Sky box, tribuna d’onore, postazioni stampa, primo, secondo e terzo anello).

Il nuovo progetto è essenziale e vitale; la sua natura e la caratura dell’intervento ampiamente dibattuti. L’interesse della città è quello di ricucire il tessuto urbano e sociale attraverso un progetto di visione e d’insieme.

Riammodernare la struttura sportiva seguendo i migliori esempi europei è una priorità. Cogliere la sfida dei nostri tempi coniugando la storia, i valori sportivi, il ricordo e il futuro sono questioni impegnative e imperative.

Trovare il punto di equilibrio è la mission della politica, miscelando in maniera sapiente la cultura del progetto e la sostenibilità finanziaria.

San Siro e il suo futuro: tra nuove volumetrie e il glorioso passato.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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