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Trento

Carcere Spini: magrebini si tagliano con lamette e sputano ad agenti e infermieri

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Il sovraffollamento e la tensione nel carcere di Spini di Gardolo tornano alla ribalta della cronaca.

In settimana si sono registrati infatti due episodi gravi e difficili da gestire.

Due detenuti hanno sniffato colla, usata per fare attività di laboratorio, e preso un mix farmaci in maniera da sballarsi.

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Dopo aver perso il controllo hanno cominciato a tagliarsi sul corpo con le lamette da barba ed è stato molto difficile per gli agenti, ai quali sono arrivati i loro sputi, portarli a medicare.

Anche gli infermieri hanno subìto lo stesso trattamento da parte dei detenuti, due magrebini.

Stesso episodio è avvenuto solo un paio di giorni dopo, da parte di altri due detenuti che si sono indotti lo sballo con un mix di solventi e farmaci.

La tensione resta alta per le guardie carcerarie che più volte hanno evidenziato i problemi all’interno del penitenziario.

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Trento

Tragedia sul Lagorai, scivola per 30 metri e muore

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Non c’è stato nulla da fare per Franco Fumaneri, sessantaquattro anni di Verona, l’escursionista veronese che era uscito da solo per un’escursione a piedi verso il Lago Lagorai e che aveva chiesto aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 14.30 di ieri, dopo essere scivolato per circa trenta metri in un dirupo in una zona dove è ancora presente la neve.

L’operazione di soccorso si è rivelata particolarmente complicata per la difficoltà riscontrata nel localizzare il punto dove si trovava l’uomo, a causa delle scarse informazioni a disposizione e per la mancanza di copertura telefonica.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Orientale del Soccorso Alpino ha fatto intervenire l’elicottero per effettuare un sorvolo di ricognizione che ha dato esito negativo.

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Grazie alle informazioni reperite dai famigliari per i soccorritori è stato possibile restringere la ricerca alla zona del Lago Lagorai, dove, all’imbocco di Val Lagorai, è stata trovata la macchina parcheggiata.

L’elicottero della Guardia di Finanza ha trasportato in quota una squadra di soccorritori e di finanzieri per un totale di 8 persone.

La squadra, notando le tracce della scivolata sulla neve appena a valle del Lago Lagorai a una quota di circa 1700 metri, si è calata con le corde fino a trovare l’uomo trenta metri più sotto ancora in vita, verso le 19.

Purtroppo le ferite riportate dall’uomo sono però risultate fatali nonostante il tempestivo intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. Dopo il nullaosta dei Carabinieri, la salma è stata elitrasportata alla camera mortuaria dell’ospedale di Cavalese.

Alle operazioni di ricerca hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza, la Polizia e i cani da ricerca della Scuola Provinciale Cani da ricerca e catastrofe.

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Trento

Scuole Pigarelli Gardolo: molestate due bambine da uno sconosciuto

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Il bruttissimo e inquietante episodio è avvenuto presso le scuole elementari Pigarelli di Gardolo martedì mattina 21 maggio 2019.

Un uomo proveniente dal confinante parco Neufahrn si è avvicinato alla recinzione del giardino della scuola chiamando due bambine a se.

Quando le bambine di 6 anni si sono avvicinate, l’uomo si è calato i pantaloni mostrando le sue parti intime. 

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Lo sconosciuto avrebbe anche chiesto alle due bimbe di essere toccato.

Le due bambine però si sarebbero subito allontanate.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e dopo aver sentito le testimonianze hanno raccolto anche la denuncia contro ignoti da parte di un genitore.

I militari hanno subito iniziato le indagini.

L’episodio ha creato paura all’interno della scuola a tal punto che oggi alle 16.30 tutti i genitori sono stati convocati dal dirigente per decidere il da farsi.

Sull’identità del molestatore ci sono due versioni diverse.

La prima versione che circola nelle chat di whatsApp dei genitori e nei social è che si tratti di una persona dalla pelle olivastra che potrebbe condurre ad un cittadino nord africano.

Un’altra versione parla invece di un uomo di carnagione bianca che è stato visto allontanarsi nei giardini ma che però non necessariamente avrebbe preso parte al triste evento.

Il parco Neufahrn, frequentato da spacciatori, disperati e stranieri, è diviso dal giardino della scuola da una staccionata molto bassa e superabile solo con un piccolo salto.

La paura dei genitori è quella che possa succedere qualcosa di ancora più grave come per esempio un rapimento.

Il problema esiste ormai da molti anni, e l’amministrazione comunale era a conoscenza dei rischi.

Molti genitori e maestri negli anni addietro avevano fatto presente al comune i rischi.

Al mattino peraltro non è raro trovare sulle panchine del giardino della scuola, rifiuti, avanzi di cibo e lattine di birra vuote.

Molti frequentatori del parco la notte bivaccano all’interno del giardino della scuola o si divertono a buttare i rifiuti dal parco dentro il prato che usano i bambini per giocare.

Una situazione che ormai negli ultimi anni è degenerata e che è diventata fuori controllo.

Ora questo episodio che aggrava ancora di più la situazione 

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Trento

Roberto Dei Giudici ha contattato la famiglia e sta bene

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«Buongiorno, volevo ringraziare tutte le persone che hanno condiviso il post del ragazzo scomparso da Trento, dei Giudici Roberto. Volevo avvisarvi che ha contattato la famiglia e ha detto che sta bene. Grazie a tutti».

Con questa frase lanciata poche ore fa sulla sua pagina facebook una parente di Roberto mette la parola fine a questa tormentata vicenda che dopo le prime ore si pensava potesse finire peggio.

Roberto dei Giudici, il 35 enne trentino era scomparso alcuni giorni fa da Trento.  

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Le forze dell’ordine l’avevano individuato la mattina alla stazione di Verona, ma non sapevano ancora della sua scomparsa.

Alcune ore più tardi saputo che era la persona cercata erano tornati alla stazione per verificare la destinazione del suo biglietto.

Le notizie lo davano in viaggio verso la Francia.

Poi il silenzio per 2 giorni. Alcune ore fa la telefonata liberatrice. Roberto sta bene.

Roberto era  uscito da casa alle 5.30 del mattino e dopo mezz’ora aveva lasciato la macchina nel piazzale di via Rienza a Gardolo dove risiede la ex moglie insieme ai figli.

Dentro la sua macchina era stato trovato il suo cellulare.

Roberto aveva messo la chiave dell’autovettura nella bussola delle lettere della sua ex moglie lasciando anche due lettere, una per la sua ex moglie ed una per i figli. 

Da quel momento Roberto era scomparso nel nulla senza più dare notizie ad alcuno

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