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Politica

Fugatti agli artigiani: “La Provincia tornerà ad investire”

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“La nuova giunta tornerà ad investire, immettendo così nuove risorse per consolidare la ripresa economica. Negli ultimi anni, gli investimenti pubblici sono andati via via calando ma noi intendiamo invertire il trend”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ringrazia imprenditori e artigiani trentini per il lavoro e l’impegno a favore del Trentino e annuncia agli impegni della nuova giunta provinciale: “Ora tocca a noi fare la nostra parte e ci prendiamo l’impegno di fare i possibile per agevolare le vostre attività e i vostri investimenti”. Poi a sorpresa, parlando di investimenti pubblici, Fugatti annuncia l’orientamento della giunta provinciale a chiedere l’uscita della Valdastico a Rovereto Sud. “E’ una soluzione che risponde al problema del traffico ma anche, a differenza delle altre, garantirà anche sviluppo economico del territorio. La proposta sarà discussa con i residenti e con la Regione Veneto già a gennaio”.

Il teatro Melotti di Rovereto ha ospitato l’assemblea generale 2018 dell’Associazione artigiani Trentino, che raccoglie oltre 9800 iscritti. Agli stati generali degli artigiani erano presenti anche Marco Segatta (presidente dell’Associazione Artigiani Trentino), Roberto Failoni (assessore provinciale all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo) e Giorgio Merletti (presidente nazionale di Confartigianato). L’assessore Failoni ha incentrato il proprio intervento su quattro temi: formazione giovani (“riqualifichiamo le scuole”), il Maestro Artigiano (“Figura fondamentale per il trasferimento delle competenze”), la sinergia tra artigiano e turismo (“Così da promuovere le eccellenze”) e la lotta alla burocrazia (“Una priorità assoluta che sarà affrontata a partire dai primi mesi del 2019”).

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In apertura di intervento, il presidente Maurizio Fugatti, ha rassicurato le imprese che la Provincia autonoma di Trento autonoma garantirà tempi certi sui risarcimenti alle imprese e ai privati trentini causati dal maltempo delle scorse settimane. “Sono rimasto sorpreso – ha esordito Fugatti – dalla forza e dalla determinazione dimostrata da molti di voi a riprendere quanto prima l’attività. Noi saremo al vostro fianco”.

Fugatti ha risposto in maniera puntuale alle richieste del presidente degli artigiani trentini, Marco Segatta, ed ha invitato l’associazione a lavorare per dare continuità al progetto di Coordinamento provinciale degli imprenditore (“Risponde alle esigenze del sistema territoriale trentino”).

Oltre all’aumento degli investimenti pubblici da parte della Provincia, Fugatti ha promesso ancora in tempi brevi degli interventi concreti per ridurre la “morsa” della burocrazia sulle imprese. Così come la Provincia autonoma di Trento svolgerà un ruolo di “stimolo” verso il sistema bancario trentino per facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese trentine: “Abbiamo la fortuna di avere in casa il settimo gruppo bancario italiano, Cassa Centrale Banca, e non ho motivi di pensare che abbiano cambiato orientamento rispetto al credito cooperativo”.

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Prima di chiudere, il presidente Fugatti ha toccato due temi: periferie e lavoro. “Noi lavoreremo per migliorare la qualità delle vita delle popolazioni di montagna perché crediamo che siano il valore aggiunto del Trentino”. E a proposito di lavoro, Fugatti ha promesso che discuterà con Agenzia del lavoro “sulle politiche da incentivare per far incontrare con maggior efficacia domanda di lavoro qualificato da parte delle imprese, artigiane in particolare, e offerta di lavoro”

All’assemblea degli artigiani ha preso parte anche l’assessore provinciale all’artigianato Roberto Failoni, che ha posto l’accento su quattro temi: formazione dei giovani artigiani, la sinergia tra artigianato e turismo, la figura del Maestro Artigiano e, non ultima, la burocrazia. E proprio partendo dai giovani, l’assessore ha aperto il suo intervento: “Gl artigiani devono trovare nella scuola trentina un partner di riferimento per un’azione comune di valorizzazione delle scuole professionali, innalzandone la credibilità, la qualità e la capacità di indirizzare sempre meglio i ragazzi nel mondo del lavoro. L’obiettivo è quello di incrementare gli studenti delle scuole professionali, andando però a sviluppare figure capaci e consapevoli”.

Ed è anche attraverso la figura del Maestro Artigiano che, secondo l’assessore, la conoscenza e la competenza può essere tramandata da generazione in generazione: “Questo progetto è stato più volte annunciato – ha ricordato Failoni – ma non è stato mai portato a termine. Lo faremo noi perché riteniamo strategica la qualificazione professionale e la capacità di trasmissione del mestiere”.

L’artigiano – sempre a detta di Failoni – ha forti ramificazioni in diversi settori e, in particolare, nel turismo: “I due settori sono strettamente collegati e la sinergia rappresenta un’opportunità concreta per le imprese trentine che, come in questi giorni ad Artigiani in Fiera a Milano, hanno l’opportunità di promuovere le eccellenze del nostro tessuto economico”.

Il presidente degli Artigiani Trentini, Marco Segatta, aveva lamentato nel suo intervento l’eccessiva burocrazia in Trentino che “blocca le imprese artigiane”, facendo perdere competitività sul mercato. Dopo il presidente Fugatti, sul tema è tornato anche l’assessore Failoni, il quale ha annunciato per inizi 2019 la costituzione di tavoli di lavoro tra categorie economiche e “burocrati”. Il mandato del nuovo esecutivo provinciale sarà la “riduzione drastica dei lacci” della burocrazia, migliorando i tempi di risposta della pubblica amministrazione e lo snellimento delle procedure: “La nuova giunta – ha concluso Failoni – ha una unica mission: far correre sempre di più il nostro amato Trentino”.

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Politica

Il presidente Fugatti incontra il ministro Boccia e il sottosegretario Fraccaro

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Primi incontri ufficiali con il nuovo Governo per il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che oggi 17 settembre 2019 a Roma ha incontrato in mattinata il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro e nel pomeriggio il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia. “Abbiamo fatto presente al ministro Boccia – ha detto Fugatti al termine dell’incontro annunciando anche che Boccia sarà in Trentino a metà ottobre – che come autonomia speciale ci confronteremo con il Governo sul piano istituzionale con la massima correttezza. L’autonomia speciale ha solide fondamenta per trattare alla pari su tanti temi con il Governo nazionale, sempre nel rispetto delle diverse sensibilità politiche.”

Sul possibile annullamento dei 10 anni di cittadinanza per usufruire della case ITEA da parte del nuovo Governo Fugatti ha risposto: «Come provincia autonoma rivendichiamo di poter legiferare su questi argomenti. Premetto che con il ministro Boccia non abbiamo parlato di queste tematiche, ma anche se fosse noi tiriamo diritto con il nostro programma»

«Un incontro informale e di saluti reciproci prima dell’inizio del lavoro comune che attende le nostre istituzioni»–  ha dichiarato al termine dell’incontro Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia.

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L’appuntamento è ora per metà ottobre dove sarà fissata una visita istituzionale dove si cominceranno a discutere i vari temi legati all’autonomia e alle minoranze.

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Politica

La Conzatti passa con Renzi, Binelli (AGIRE): «La senatrice si dimetta, basta camaleonti della politica».

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Ieri l’ex Premier Matteo Renzi ha ufficializzato l’uscita dal PD: dopo aver quindi distrutto un partito gli ha dato il colpo di grazia, e finalmente ha deciso di partorire la sua creatura al solo scopo di battere cassa ed ottenere più poltrone possibili dal Governo Conte-bis

Ma a destare particolari critiche è il voltagabbana da record della senatrice Donatella Conzatti che, eletta con i voti della Lega, dapprima contrariamente agli ordini di Forza Italia ha votato la fiducia al nuovo governo giallo rosso per poi fare il salta della quaglia e passare con il nuovo partito di Renzi.

Un guinesss dei primati quello della Conzatti che difficilmente potrà essere battuto. 

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Sulla questione è intervenuto anche il coordinatore regionale di Agire per il Trentino Sergio Binelli. 

«Prosegue quindi il peggior trasformismo della storia della Repubblica italiana e da membri della coalizione di centrodestra siamo inorriditi dalla scorrettezza della sen. Donatella Conzatti, assente durante la votazione per la fiducia al Governo Conte-bis e che secondo alcune autorevoli indiscrezioni (ormai riportate da numerosi media nazionali) sarebbe in dirittura d’arrivo verso il partito di Renzi» – Afferma Binelli

E ancora: «Sono mesi che tolleriamo i comportamenti incomprensibili della sen. Conzatti, dalla difesa degli scellerati corsi gender alla recente perorazione dell’accoglienza di massa dei migranti. Ma quest’ultimo atto è a dir poco inaccettabile. Non bisogna però sorprendersi: la sen. Conzatti nel 2013 era nel partito di Monti Scelta Civica, poi è passata alla segreteria del partito di Lorenzo Dellai Unione per il Trentino, dopo ancora ha partecipato alle direzioni di Alternativa Popolare di Angelino Alfano, alla costituzione di Civica Popolare di Beatrice Lorenzin (collocata nel centrosinistra) e quasi contemporaneamente alla costituzione di Noi con l’Italia (collocata nel centrodestra). Infine con un tempismo perfetto, come quello di chi si è scoperto leghista nell’ultimo anno, è approdata a Forza Italia per essere eletta senatrice nel collegio di Rovereto grazie ai voti di quel centrodestra che ogni giorno dimostra di disprezzare. Insomma, ha provveduto a tirare fuori un’identità diversa per ogni stagione, con lo sguardo rivolto ovviamente più a sinistra che a destra».

Binelli rinnova alla senatrice la richiesta di dimissioni: «di camaleonti ne abbiamo già visti a sufficienza in politica e non è nelle nostre prerogative vedere anche le “camaleontesse”. Inoltre aggiungiamo un consiglio alla nostra coalizione: si rifletta di più quando si imbarca chi ha dimostrato di avere il vizio del trasformismo, perché in questo momento il Trentino ha appena perso uno dei pochi seggi che ha a disposizione in Parlamento, finito nelle mani di un personaggio come Matteo Renzi, quello che nel suo libro scriveva “via le regioni a statuto speciale”, o del “Se perdo il referendum io non solo vado a casa, ma smetto di far politica”. La cautela non è mai troppa specialmente in tempi come questi!»Conclude l’esponente di Agire

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Politica

Governo giallo – rosso ufficialmente al completo, tra nuove alleanze regionali e scissioni

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“La Costituzione sarà la nostra stella polare, ci metteremo tanto cuore, tanta passione e tanto impegno” con queste parole, il Presidente del Consiglio Conte prova ad allontanarsi dalla precedente legislatura ed immedesimarsi completamente nella neo coalizione giallo – rossa.

Discorso pronunciato non a caso oggi, giorno del giuramento dei 42, tra sottosegretari e viceministri a Palazzo Chigi, mossa che completa formalmente la squadra di governo.

Passaggio questo, decisamente essenziale in vista di appuntamenti cruciali come il prossimo varo della legge di stabilità.

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Nonostante l’esecutivo giallo – rosso sia ufficialmente al completo, sente già l’arrivo e la pressione delle prossime elezioni regionali facendo le prime prove tecniche di candidatura anche a livello locale.

Infatti, l’improvvisa proposta di Di Maio di un patto civico in Umbria , la prima delle Regioni al voto, porta inevitabilmente due componenti dell’esecutivo a giocare la carta dell’unità per le prossime regionali, anche se la parola divisione si sta fortemente insinuando all’interno dello stesso partito democratico.

Per i dem ora, lo scoglio più grosso sembra essere la scissione “renziana”, confermata ieri sera dallo stesso ex premier.

Primo segnale, l‘addio alla direzione PD di Giacchetti, ma le grandi manifestazioni arriverebbero a breve in parlamento con 20 deputati e 15 senatori pronti ad abbandonare la casa madre.

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Un numero più che sufficiente per formare un gruppo autonomo, con i big del PD da Zingaretti a Franceschini che invitano a non fare passi falsi.

Nel frattempo Salvini dopo aver incassato continui plausi dal raduno di Pontida torna ad attaccare quella che definisce “l’alleanza della disperazione”, dando appuntamento alla manifestazione del centro destra il 19 ottobre a Roma.

Iniziativa che nelle intenzioni di Salvini, dovrebbe raccogliere più consenso possibile riunendo il centro destra contro l’attuale Governo.

L’appuntamento è aperto a tutti gli italiani che non si sentono rappresentati da Conte e Di Maio” incalza il leader del carroccio.

Il leader è intenzionato quindi, a fare un opposizione durissima a cominciare dalla raccolta  delle firme per il referendum delle legge elettorale.

Nel frattempo, a luglio l’Italia batte il record per debito pubblico, con un aumento del passivo delle amministrazioni pubbliche di 23,5 miliardi di euro.

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