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Rovereto e Vallagarina

Truffa assicurativa: roveretano risulta proprietario di 10 auto

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Un uomo residente a Villaricca, provincia di Napoli, aveva intestato 10 auto a un ignaro cittadino di Rovereto.

La convenienza starebbe nel fatto che il rischio incidenti è molto inferiore in Trentino e da qui il costo inferiore della polizza.

Russo aveva presentato alle compagnie assicurative truffate un documento falso intestato a D.Z. di Rovereto, ma con una foto di un altro uomo.

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Senza badare troppo al documento, falsificato in modo dozzinale, le compagnie hanno proseguito con la stipula della polizza.

Quando il gioco si è fatto troppo complicato, D.Z. ha cominciato ad essere intestatario di troppe auto e a un certo punto è stato chiamato per il rinnovo di una polizza che non aveva mai stipulato.

Da qui sono partite le indagini che hanno portato alla scoperta del giro di Domenico Russo che è stato condannato a 9 mesi e a risarcire tre compagnie assicurative con 5000 euro ciascuna.

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Rovereto e Vallagarina

Un anno e 7 mesi a Marco Osti che ubriaco travolse e uccise il manager veronese Corrado Ferraro

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Gli era stato contestato l’omicidio stradale aggravato ed era stato arrestato dopo che da ubriaco, il 30 luglio del 2018, con un tasso alcolemico di 1,46, (3 volte oltre il consentito) aveva tamponato e ucciso Corrado Ferraro, direttore marketing della Fondazione Arena. (qui l’articolo)

Un incidente avvenuto sull’A22, intorno alla mezzanotte mentre il 36enne di Ala Marco Osti viaggiava con la sua Citroen in direzione Nord, all’altezza di Ponte Crencano.

Nei pressi del casello di Verona aveva centrato lo scooter di Ferraro uccidendolo dopo una disperata corsa in ospedale.

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Marco Osti di  35 anni, originario di Rovereto, ma residente ad Ala, era stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale aggravato, e rinchiuso nel carcere veronese di Montorio.

Un incidente che ha lasciato sotto shock sia la provincia di Verona che il Trentino, con il quale Ferraro (foto) aveva un rapporto stretto.

Il dirigente era stato infatti scelto qualche tempo prima per la direzione marketing dei musei provinciali.

Incarico rifiutato, ma che lo aveva lasciato in buoni rapporti con la città del Concilio.

Nessun segno di frenata sull’asfalto: Osti ha sempre sostenuto di non avere visto lo scooter per mancanza di segnalazioni luminose.

In sintesi, secondo l’alense Ferraro viaggiava senza fari.

Osti aveva tamponato la moto di Ferraro che era rimasta incastrata sotto l’auto: i due mezzi avevano preso fuoco andando completamente distrutti.

La Citroen C4, come impazzita, aveva letteralmente travolto il due ruote, trascinandoselo al di sotto della carena e arrestando la propria corsa soltanto circa 110 metri dopo il primo impatto.

Dall’arresto in poi per Osti è scattato l’obbligo di dimora senza potersi allontanare da Ala e gli arresti domiciliari con il rischio di finire con una condanna da 5 a dieci anni.

Ma l’esito processuale, con la scelta del rito alternativo, ha riservato sorprese: appena 1 anno e 7 mesi secondo quanto suggerito e ottenuto dagli avvocati Anna Lotto di Verona e Mauro Bondi di Rovereto.

A salvare ulteriormente Osti, non sarebbe stato solo un risarcimento di 300mila euro pagato ai fratelli della vittima, ma anche un lungo periodo di volontariato unito al percorso con il gruppo degli anonimi per liberarsi dal demone dell’alcol.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: lite in fabbrica, pakistano finisce al pronto soccorso

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Alla Rivestcor Srl di Via Caproni, azienda che si occupa di trattamenti superficiali anticorrosione e lavorazioni galvaniche ieri pomeriggio si è verificato un incidente sul lavoro.

Un banale malinteso, dovuto forse alle barriere linguistiche, ha scatenato una furibonda lite terminata con un operaio pakistano 29 enne finito al pronto soccorso.

I testimoni parlano di una scazzottata in piena regola.

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A lanciare l’allarme sono stati alcuni responsabili della fabbrica che hanno chiamato il 112, che sul posto ha inviato un’ambulanza di Trentino Emergenza.

Entrambi i contendenti, stranieri, e con poca dimestichezza con la lingua italiana ,non sono riusciti a spiegare bene la dinamica che ha portato alla furiosa lite.

E’ possibile che uno dei due abbia interpretato male le parole dell’altro, o che fra i due ci fossero antiche ruggini, e da lì si sia scatenata una rissa nella quale il pakistano 29 enne ha avuto la peggio.

Sul posto è arrivata anche la polizia, che ha steso un verbale sull’accaduto, ma per il momento gli esiti  rimangono riservati.

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Rovereto e Vallagarina

Terragnolo, attentato anarchico: usate 4 bottiglie incendiarie

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Nuovo attentato rivendicato dagli anarchici Martedì sera. Ancora una volta la struttura colpita è il ripetitore delle frequenze radiotelevisive e telefoniche a Terragnolo.

È stato un uomo che verso le 22.00 stava percorrendo la strada lungo Serrada, ad accorgersi delle fiamme che avvolgevano il traliccio e ad allertare così i soccorsi.

Immediato l’arrivo dei vigili del fuoco di Terragnolo e Folgaria, che hanno dovuto attendere che venisse spenta la corrente prima di procedere allo spegnimento.

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Fortunatamente è esplosa solo una delle quattro bottiglie incendiarie.

Le altre tre, rinvenute dentro le cabine elettriche, non si sono accese probabilmente per insufficienza di ossigeno.

Il ripetitore non è andato completamente distrutto, ma sono stati molti i cavi bruciati.

Le fiamme sono state domate alle 3 del mattino.

Nella notte i tecnici hanno provveduto a rimettere in funzione gran parte dei servizi per cercare di rendere al minimo i disservizi.

Le reti digitali e televisive sono state ripristinate,  mentre è rimasto qualche disagio legato all’uso dei telefoni.

I militari dell’arma stanno indagando sull’accaduto, anche se tutti gli indizi portano agli anarchici.

“Solidali con gli anarchici in galera”. Le scritte fatte con la vernice trovate sulle cabine ai piedi del traliccio: «esprimono solidarietà verso i compagni arrestati, accusano lo Stato, le poste e la tecnologia 5G», non lasciano spazio a molte altre ipotesi.

Forse ad accendere l’ulteriore miccia potrebbe essere stata anche la conferenza organizzata dal consigliere comunale di Trento del Movimento 5 stelle Andrea Maschio assieme ad alcune associazioni sensibili all’argomento, che hanno illustrato studi sulle possibili ripercussioni sulla salute di questa tecnologia.

Terragnolo rientra tra i comuni in cui nei prossimi anni potrebbe essere sperimentata.

Ma certo, un conto è non essere d’accordo e confrontarsi democraticamente, altra cosa invece è andare in giro la notte a mettere delle bombe.

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