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Il futuro del Trentino passa anche attraverso la Valdastico – di Paolo Farinati

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Spett.Le Direttore,

il neo Presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, nel suo recente discorso ufficiale di investitura, ha indicato tra le opere prioritarie da realizzare il completamento verso il Trentino dell’autostrada A31, più nota col nome di Valdastico.

Non ho mai votato Lega, ma ho accolto con favore tale pronunciamento, e ancor più se l’uscita sarà in zona Rovereto sud.

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Pertanto, riscrivo convintamente che “Il futuro del Trentino passa anche attraverso la Valdastico”, aggiungendo necessariamente qualche riflessione.

Su questa infrastruttura la comunità trentina si è da sempre divisa. Chi ne è contrario pone rispettabilmente sul tavolo rischi e criticità legate al traffico, all’inquinamento, ai danni alle sorgenti idriche, alla lungaggine e all’impatto dei lavori e altro.

Il tutto, però, senza mai, o quasi mai, valutare le eventuali positività dell’opera in chiave economica, sociale e culturale.

Ho sempre affermato e spiegato la mia posizione favorevole al collegamento con il Veneto, partendo sempre col ragionare sulle criticità sopra esposte. Il progresso tecnologico oggi ha ridotto notevolmente l’inquinamento atmosferico e acustico del traffico, anche di quello più pesante.

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Non dovremo aspettare troppi anni per avere automobili e motrici dei camion ibride o totalmente elettriche ( le grandi case, specialmente quelle del centro e del nord Europa, sono pressoché pronte ). Considerati i tempi di eventuale realizzazione del tratto autostradale in questione, possiamo essere certi che allora il parco veicoli sarà nella maggioranza ecologicamente sostenibile.

Sull’impatto dei lavori non vi è dubbio che l’opera, essendo in gran parte in galleria, provocherà sicuramente dei disagi, ma al tempo stesso fornirà una enorme quantità di ottimo materiale asportato dalle montagne, che sarà riutilizzato in gran parte per altre infrastrutture ( strade, edilizia ecc. ).

Il delicato tema delle sorgenti idriche dovrà certamente essere affrontato con la massima attenzione e responsabilità. Anche qui i progressi della geologia moderna ci offrono importanti risposte e ci pongono più sereni innanzi a scelte delicate come questa.

Ora è giusto parlare dei vantaggi derivanti per il Trentino dal completamento dell’autostrada della Valdastico, quelli che almeno io vedo.

Prima, però, voglio porre in evidenza lo storico disagio della nostra comunità trentina all’apertura, al contagio con altre genti, al rapporto quotidiano con territori diversi anche se assai vicini. Non lo chiamo difetto, ma disagio, anche perché con l’andar degli anni si è un po’ mitigato grazie alle industrie, all’università, ai centri di ricerca, al turismo, ai nostri musei.

Ma tuttavia permane una certa difficoltà psicologica, che la politica, o almeno una certa politica, ha fatto propria anche per meri scopi elettorali.

Cosa c’entra il Trentino con il Veneto? Ho sentito spesso in alcuni dibattiti pubblici. Beh, basterebbe ricordare e studiare la storia per comprendere il peso economico e sociale delle genti venete sui nostri borghi. E non solo con la lontana Repubblica di Venezia, ma anche dopo e pure oggigiorno.

Desidero ricordare che nel 2017 il PIL del Veneto è stato pari a circa 157 MLD di Euro pari a 31.800 pro capite, secondo solo alla Lombardia, quello del Trentino a circa 19,5 MLD di Euro pari a 34.800 pro capite, quello dell’Alto Adige a circa 22,5 MLD di Euro pari a 42.200 pro capite.

Ciò dimostra che se i nostri vicini cugini sudtirolesi hanno saputo e sanno costruirsi il proprio benessere anche con un’economia molto competitiva, che guarda principalmente verso il mondo tedesco, il Trentino dovrà necessariamente guardare a sud e a sud-est per garantirsi anche in futuro una buona qualità di vita.

Aggiungo che nel Veneto il numero di imprese e la loro dinamicità è impressionante rispetto al quadro nazionale. Ne dobbiamo avere paura? Io dico di no! Bensì coglierne i vantaggi con il nostro paesaggio ( turismo ), la nostra università, le nostre imprese altamente tecnologiche. Avere a meno di 50 km un’area produttiva come quella dell’Alto Vicentino può darci un vantaggio competitivo non indifferente.

Anche in termini occupazionali per i nostri giovani che già ora vanno numerosi a lavorare in Alto Adige.

Dobbiamo sapere che il Veneto che ci fa tanta paura ha dato i natali ad artisti e talenti quali Tiziano, Giorgione, Tiepolo, Tintoretto, Veronese, Marco Polo, Andrea Palladio, Monteverdi, Antonio Vivaldi, Emilio Salgari, Mario Rigoni Stern, Luigi Meneghello e moltissimi altri.

Abbiamo il timore di essere contagiati da questa cultura universale? Io mi auguro di no! Le vie di comunicazione hanno sempre, e dico sempre, creato sviluppo e benessere, sia economico che culturale.

E così sarà pure con l’autostrada della Valdastico. Qui pongo tre ultimi ragionamenti, facendo mia la teoria delle “Tre T” del professor Richard Florida. Le “ Tre T” del noto studioso statunitense stanno per “Tolleranza, Tecnologia e Talento”. Sono le variabili che stanno alla base dello sviluppo e del benessere di ogni comunità, piccola o grande che sia, e ovunque essa si trovi.

Con la Tolleranza si vuole evidenziare la capacità di apertura e di accoglienza propria di una comunità. Qui anche il nostro Trentino, dopo essere stato per secoli terra di emigrazione, ha da decenni saputo offrire lavoro e serenità anche a migliaia di persone venute da lontano. Lo ha fatto con grande rispetto, con grande generosità, aprendosi anche culturalmente agli altri, sapendo che ciò è un valore aggiunto in una logica di convivenza ormai necessariamente globale.

Questo ha portato a rendere più competitive anche le nostre aziende, a renderle progressivamente più internazionali. Il potersi collegare a realtà economiche e sociali quali quelle del Nord-Est italiano, che sono da secoli capaci di confrontarsi con il mondo intero e che da decenni rappresentano un “modello” tra i più studiati in Europa e non solo, lo voglio leggere come una storica opportunità.

Il voler portare a meno di 50 chilometri autostradali, dagli attuali quasi 200 (via Vicenza e Verona), la distanza che potrebbe unire la Vallagarina all’area di Schio, Valdagno, Thiene e oltre, non può che costituire un enorme vantaggio, e non solo in termini di competitività economica. E’ anche un fatto di tolleranza ambientale, laddove il 70 % di quei meno di 50 chilometri saranno in galleria, togliendoci la visione e l’inquinamento delle migliaia di camion giornalieri in transito lungo l’asta dell’Adige, e in Vallagarina in particolare.

Con la Tecnologia è evidente che si da’ credito alla capacità dell’essere umano nel pensare e nell’inventare via via nei secoli, grazie alla sua intelligenza, alle sue passioni, al suo coraggio. La Tecnologia ci permette oggigiorno di rendere progressivamente il nostro benessere più sostenibile : accanto allo sviluppo della ricerca medica, che ha allungato significativamente la nostra speranza di vita, pensiamo a cosa abbiamo fatto e stiamo facendo nel campo delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, dei collegamenti ormai globali nelle telecomunicazioni e così via.

Le nostre aziende non possono permettersi di non innovare, per loro le nuove tecnologie sono fonte di vita e di crescita, in ogni settore merceologico ed in ogni luogo. Il Trentino, come comunità economica e, quindi, anche della conoscenza, ha saputo investire e crescere in ricerca e innovazione. Molte nostre aziende garantiscono migliaia di posti di lavoro, altamente professionalizzati, grazie a queste precise scelte.

La Tecnologia, oggi, ci permette di pensare, progettare e realizzare anche infrastrutture stradali, e non solo, in maniera ecocompatibile.

Anzi, migliorando in maniera oggettiva il nostro prezioso paesaggio trentino, per molti aspetti unico, e per questo visitato da tutto il mondo con ampie ricadute sulla nostra comunità. La Tecnologia, inoltre, può crescere ulteriormente nelle nostre aziende, se queste ultime sono poste quotidianamente in concorrenza con quelle di realtà vicine a noi.

E con la concorrenza, la storia ce lo conferma, ne beneficia la qualità dei prodotti e dei servizi offerti e, quindi,  noi cittadini – consumatori ne veniamo indiscutibilmente a beneficiare.

Il Talento, delle persone evidentemente, può nascere in Trentino, ma anche in altri territori. Dobbiamo sapercelo meritare. Dando le giuste e meritate chance ai nostri giovani, ma sapendo anche importare i talenti altrui con scelte di qualità della vita.

Lo scambio di esperienze diventa, in tal senso, una variabile determinante per garantirci tutto questo. Il Trentino può vantare molti vantaggi competitivi  negli ambiti della conoscenza e dell’applicazione di questa nei processi di ricerca e di produzione. Ma non dobbiamo fermarci, non ci è concesso di vivere di rendita. I nostri giovani avranno più opportunità se potranno spostarsi velocemente e in maniera rispettosa dell’ambiente che li circonda.

Avendo l’occasione di giocarsi la propria professionalità, stante la riconosciuta qualità delle nostre scuole, anche verso il Nord-Est, raggiungendolo in poco meno di mezz’ora, laddove vi sono molti che, anche per lavorare, devono “perdere” più ore di viaggio e, quindi, “produrre” più ore d’inquinamento.

Anche in nome della Tolleranza, della Tecnologia e del Talento, oggi l’essere contrari al completamento della Valdastico verso il Trentino, assume il significato di un infausto rifiuto di un sostenibile collegamento con altre interessanti vicine comunità italiane, ma anche con sempre più dinamiche realtà del più vicino Est europeo.

Dire no ai meno di 50 Km della parte nord dell’autostrada della Valdastico, evidenzia l’assenza di una visione ampia e moderna da proporre alla nostra comunità trentina, come pure una miopia politico-amministrativa che ricadrà in maniera esiziale soprattutto sulle nostre aziende, sui nostri figli e sui nostri nipoti.

Dire no al completamento verso nord della A31 della Valdastico, equivale a privare di una storica opportunità di sviluppo e di benessere la nostra comunità trentina. La quale, seppur lentamente, ha saputo aprirsi nel tempo con intelligenza e profitto a mondi e genti vicini e lontani.

Paolo Farinati – Rovereto 

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La Sfera e lo Spillo

Il punto sulla Premier League inglese

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Nella Premier League inglese si è giocata nel weekend la sesta giornata di campionato.

Il Liverpool di Jurgen Klopp espugna Stanford Bridge. I Reds conquistano tre punti pesanti contro il miglior Chelsea della stagione.

Alla vigilia è una sorta di rivincita per i Blues dopo la finale di Supercoppa Uefa persa ai calci di rigore a Istanbul (del 14 agosto). Gli ospiti rifilano 2 reti in 30 minuti con Alexander-Arnold e Firmino. Gli undici di Lampard accorciano le distanze con Kanté sfiorando in seguito il pareggio.

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Il Manchester United è sconfitto dal West Ham rimediando la seconda sconfitta stagionale. I Red Devils reduci dalla vittoria sul Leicester sono puniti dagli Hammers con le reti di Yarmolenko e Cresswell. La squadra di Solskjaer orfana di Pogba e Martial perde anche Marcus Rashford, costretto a uscire dal green per infortunio.

L’Arsenal ribalta l’Aston Villa; i Gunners vincono con un risultato pirotecnico (3-2). I dati statistici attribuiscono al team di Emery il meritato successo: supremazia territoriale (58%), tiri in porta (20 a 14) e calci d’angolo (9-4).

L’attacco più prolifico del torneo è di Pep Guardiola (24 reti all’attivo), mentre le difese meno perforate sono del Liverpool e Leicester (5 reti).

Nella classifica capocannoniere, Sergio Aguero comanda con 8 centri, podio d’argento per Tammy Abraham con 7 reti, piazza di bronzo per Pierre-Emerick Aubameyang e Teemu Pikki con 6 sigilli.

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IL PUNTO Trentuno sono le reti realizzate nel fine settimana di Premier League.

Cinque, sono le vittorie tra le mura amiche (Leicester, Manchester City, Burnley, West Ham e Arsenal), tre i successi esterni (Bournemouth, Sheffield e Liverpool), due i pareggi (Newcastle-Brighton e Crystal Palace-Wolverhampton).

Ecco in dettaglio i risultati:

IL TABELLINO

Southampton-Bournemouth (1-3) -giocata venerdì-

Le partite del sabato:

Leicester-Tottenham (2-1)

Manchester City-Watford (8-0)

Burnley-Norwich (2-0)

Everton-Sheffield (0-2)

Newcastle-Brighton (0-0)

Gli incontri della domenica:

Crystal Palace-Wolverhampton (1-1)

West Ham-Manchester United (2-0)

Arsenal-Aston Villa (3-2)

Chelsea-Liverpool (1-2)

Dopo 540 minuti la classifica è la seguente: Liverpool (18) -Manchester City (13) – Leicester, Arsenal, West Ham (11) – Bournemouth (10) – Tottenham, Manchester United, Burnley, Sheffield, Chelsea, Crystal Palace (8) – Southampton, Everton (7) – Brighton, Norwich (6) – Newcastle (5) – Aston Villa, Wolverhampton (4) – Watford (2).

IL POST

Prossimo turno (7° giornata): Sheffield-Liverpool, Tottenham- Southampton, Wolverhampton-Watford, Bournemouth-West Ham, Aston Villa-Bournemouth, Chelesa- Brighton, Cristal Palace- Norwich, Everton-Manchester City.

Il punto sulla Premier League inglese.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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Sport Trentino

Il Trento domina anche a Lavis. Al Mario Lona finisce 1-0 per gli ospiti

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Big match questo pomeriggio al Mario Lona. I lavisiani, arrancanti nelle parti basse della classifica, ospitano la prima forza del campionato, il Trento.

Finora la squadra di Toccoli ha sempre centrato il bersaglio e anche oggi non è stata da meno. Complice lo sgambetto del Maia Alta ai danni del San Giorgio, il Trento comanda la classifica con 12 punti.

Davanti a un foltissimo pubblico l’inizio è tutto dalla parte del Trento. La squadra ospite impone subito un ritmo altissimo costringendo il Lavis a contenere.

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Dopo soli tre minuti un calcio punizione viene sfruttato magistralmente da Baido, ma il tiro finisce di poco alto. Si continua a premere sull’acceleratore e pochi minuti più tardi  dagli sviluppi di un corner Carella di testa centra il palo esterno.

Il ritorno di capitan Cioppi  al centro della difesa si fa sentire e l’azione di contenimento diventa parecchio efficace. Il Trento non ci sta e continua a creare una manovra spiccatamente offensiva.

Al quindicesimo Pietribiasi si libera di Cioppi e dal limite dell’area scarica un violento destro che chiama Nervo al primo intervento impegnativo. L’ex Dro risponde presente.

La porta lavisiana diventa soggetto di un tiro al bersaglio e dopo Pietribiasi è la volta di Sottovia che alla mezz’ora scarica due bordate che però non vanno a buon fine. La prima, rasoterra, è preda del portiere mentre la seconda non centra la specchio.

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La pallagol più nitida per la squadra di casa arriva al 35 esimo. Dal corner di Caporali ne nasce una mischia furibonda in area e il più veloce di tutti è Pietribiasi che a pochissimi metri dalla linea colpisce il palo.

Nel primo tempo il Trento ha preso in mano le redini del gioco e a più riprese ha cercato di portarsi in vantaggio. Complice la sfortuna (due pali) e la bravura di Nervo, il risultato è inchiodato sullo zero a zero.

Il Lavis dal canto suo ha giocato una partita esclusivamente di contenimento e la tattica alla Cholo Simeone ha portato i suoi frutti. Non è stata però sfruttata adeguatamente la velocità di Loyola nell’imbastire azioni di ripartenza.

Il copione del primo tempo è soltanto un vago ricordo e nella ripresa il Lavis inizia ad attaccare con convinzione. Già dai primi minuti un scambio in velocità Loyola-Gorla manda in tilt la difesa ospite e Gorla è libero di pescare sulla parte opposta l’accorrente Amico lasciato colpevolmente solo.

Il terzino ex Sudtirol trasformato nelle ultime partite trequartista, mette a lato da due passi. Il Trento non rimane sicuramente a guardare e sul ribaltamento di fronte il terzino Badjan mette un cross dal sinistra, sul quale Nervo va a vuoto. Il pallone arriva sulla testa di Sottovia che però spreca tutto.

Il Lavis prende fiducia e con il sostegno dei tifosi inizia a mettere paura agli ospiti. Al decimo Gorla con uno spunto si libera sulla sinistra e con un delizioso pallonetto pesca Della Valle in area. Il diagonale è chirurgico e a portiere battuto la palla si stampa sul palo.

Gol sbagliato-gol subito. Quattro minuti più tardi Sottovia si prende la scena e dal limite dell’area scarica un’altra bordata che Nervo non riesce a bloccare. Sul tap-in si avventa come un rapace Pietribiasi che a porta vuota sblocca il risultato.

Nel far ripartire il gioco accade l’impensabile. Una volta posizionata la sfera a centrocampo, Loyola con la coda dell’occhio vede Cazzaro leggermente fuori dai pali e tenta il gol alla Mascara. Il tiro dai cinquanta metri sfiora la traversa.

Alla mezz’ora Giovannini, già ammonito, stende Caporali sulla fascia e viene spedito a farsi la doccia. Con la superiorità numerica, per il Trento è una passeggiata arrivare fino alla fine mantenendo il vantaggio.

Come da pronostico, grande prestazione del Trento, che a parte alcune scorribande avversarie ha sempre tenuto il pallino del gioco. La rosa ampiamente fuori categoria ha creato numerose difficoltà al Lavis, che ha cercato strenuamente di contenere. Il muro difensivo è crollato solo nel secondo tempo.

LAVIS (4-2-3-1): Nervo; Sebastiani, Gretter (32’st Canali), Coppi, Giovannini; Caldato, Raffaelli; Amico (39’st Sissoko), Loyola, Gorla (32’st Tomaselli); Dallavalle.
A disposizione: Kodra, Dsiri, Savoi, Mosca, Merlo, Donati.
Allenatore: Mauro Bandera.
TRENTO (4-3-1-2): Cazzaro; Paoli (16’st Trainotti), Marcolini (21’st Pellicanò), Carella, Badjan; Caporali, Pettarin, Santuari (16’st Battisti); Baido, Pietribiasi (46’st Celfeza); Sottovia (26’st Trevisan).
A disposizione: Conci, Panizza, Pederzolli, Comper.
Allenatore: Flavio Toccoli.
ARBITRO: Vincenzi di Bologna (El Hadi e De Carli di Rovereto).
RETE: 15’st Pietribiasi (T).

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Sport Trentino

È morto Giorgio Chistè, il fondatore della pallamano Pressano. Il cordoglio della società e della federazione

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A soli 63 anni è scomparso Giorgiò Chistè figura storica della pallamano locale e nazionale.

A rendere nota la sua morte è la Pallamano Pressano che affranta, comunica la scomparsa del proprio direttore sportivo fondatore della società nel 1976 e poi giocatore, allenatore e dirigente, da oltre 20 anni assieme al presidente Giongo formava il binomio di riferimento alla guida della società della quale ha curato la parte sportiva in tutta la scalata dalla terza categoria ai vertici nazionali in Serie A1, oltre ai 6 scudetti giovanili.

«La società e la comunità piangono un riferimento vero e proprio»

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IL COMUNICATO DI CORDOGLIO DELLA SOCIETÀ PRESSANO – Un grande lutto ha colpito nel pomeriggio di sabato tutta la comunità di Pressano. È venuto a mancare all’età di 63 anni Giorgio Chistè, figura storica della Pallamano Pressano della quale ha rappresentato fin dagli albori una figura di importanza unica. Fondatore del club nel 1976, Chistè ha fatto da colonna portante del sodalizio per tutta la propria vita: da sempre in primissima linea prima dapprima come giocatore e successivamente come allenatore, assieme al presidente Giongo ha formato infine il binomio di riferimento della dirigenza societaria, conducendo la parte sportiva del club come direttore sportivo prima e durante il lungo processo di crescita della società negli ultimi 20 anni.

Un processo che ha trovato nella mano di Chistè un impronta determinante e precisa: impegnato in molteplici ruoli nella comunità, ha sempre riposto nella pallamano il suo principale impegno e proprio sotto la sua guida di direttore sportivo la società ha conosciuto la scalata dalla Serie A2 ai vertici della Serie A1 fino alla conquista dei sei scudetti giovanili e, negli ultimi tempi, i trionfi senior in Coppa Italia e Supercoppa.

Chistè si è spento consapevole di aver contribuito pesantemente alla creazione di una macchina brillante e recentemente vincente come la Pallamano Pressano d’oggi: consapevole della sua grandezza e del rispetto riposto nella sua persona, tutta la comunità piange la perdita di un vero e proprio riferimento. Il cordoglio da parte di tutta la società è affidato alle parole dell’amico e presidente Lamberto Giongo, con cui Chistè ha formato un binomio inossidabile alla guida del club, nella lettera allegata alla notizia della scomparsa.

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“Caro Giorgio,
mai e poi mai avrei pensato di dover affrontare un così triste momento; la tua scomparsa ci lascia affranti e disorientati. La tua costante presenza ci ha abituati a non mettere mai in discussione il fatto che tu potessi essere tra di noi, assieme ai tuoi ragazzi, immerso fra piccoli e grandi atleti. Quelli che oggi piangono un esempio, un padre, un allenatore, un dirigente, un accompagnatore sempre presente, sempre pronto a dare con parsimonia ma anche con grande saggezza degli utili consigli sia per quanto riguardasse il momento sportivo ma anche e soprattutto per la vita quotidiana: ogni parola sempre volta ad una crescita fisica e morale di assoluto rilievo. Raccontare la tua vita sportiva, associativa, il tuo attaccamento alla nostra comunità richiederebbe pagine e pagine di sacrifici, di sconfitte, di vittorie, di aneddoti, di momenti”

Anche il Presidente Federale, Pasquale Loria, esprime «personale dolore e il profondo cordoglio, anche a nome del Consiglio Federale e di tutto il Movimento della Pallamano italiana, per la scomparsa, all’età di 63 anni, di Giorgio Chistè. Fondatore del Pressano, Chistè ha ricoperto gli incarichi di tecnico e soprattutto di dirigente del club trentino sin dagli albori e lungo tutto il percorso che ha condotto il sodalizio giallonero fino ai vertici nazionali, con la vittoria di una Coppa Italia, di una Supercoppa e di svariati titoli giovanili».

Il funerale si terrà domani – lunedì 23 settembre – alle ore 16.00 presso la Chiesa di Pressano.

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