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Trento

Abitudini al volante: i Trentini guidano meno, ma più veloci di tutti

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“In Trentino Alto Adige gli automobilisti trascorrono 1 ora e 18 minuti al giorno al volante (in linea con i 19 giorni del 2016), valore più basso registrato nella Penisola dopo quello della Val d’Aosta, guidando a una velocità media di 35,9 km/h (in linea con l’anno precedente), la più alta registrata in Italia, rispetto a una media nazionale di 29,5 km/h” – afferma Enrico San Pietro, Condirettore Generale Assicurativo UnipolSai – a commento dell’Osservatorio UnipolSai sulle abitudini al volante degli italiani nel 2017.

L’Osservatorio è stato realizzato in seguito all’analisi dei dati di circa 3,8 milioni di automobilisti assicurati UnipolSai che installano la scatola nera Unibox sulla propria autovettura, settore nel quale la compagnia è leader in Italia e in Europa per numero di apparecchi installati.

Secondo i dati di UnipolSai Assicurazioni – prima compagnia in Italia nel Ramo Danni, in particolare nell’R.C. Auto – nel 2017 è diminuito l’utilizzo dell’automobile da parte dei trentini.

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L’auto è stata, infatti, utilizzata, in media, 2 giorni in meno rispetto al 2016 (277 giorni all’anno rispetto ai 279 del 2016), con 100 km annui percorsi in meno, per un valore totale pari a 12.970 km annui.

Un trentino passa in media 15 giorni, considerando le intere 24 ore, in un anno in automobile rispetto a una media nazionale di 17 giorni.

In termini più generali dall’Osservatorio UnipolSai emerge che chi vive nel Nord Italia può godere di una più favorevole “esperienza di guida” rispetto a chi vive al Sud.

La Campania è infatti il fanalino di coda in questa particolare classifica: nella regione si trascorre infatti un’ora e 37 minuti al volante al giorno a una velocità media di soli 25 km/h.

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Complessivamente un campano trascorre 20 giorni (considerando le intere 24 ore) in un anno in automobile rispetto a una media nazionale di 17 giorni.

All’estremo opposto la Val d’Aosta dove si passano solamente un’ora e 18 minuti al giorno in automobile.

Così come nel resto d’Italia, è il venerdì il giorno in cui i trentini percorrono più km in auto.

I trentini, complice anche la rigidità del clima, sembrano invece non amare particolarmente l’utilizzo dell’auto nelle ore notturne.

La regione è infatti penultima, dietro solo al Friuli Venezia Giulia, per utilizzo dell’auto al calar del sole: solamente il 3,42% dei km complessivi viene percorso durante la notte contro una media nazionale del 4,47%.

Il numero di scatole nere in Italia ha raggiunto circa 7,5 milioni di unità, di cui UnipolSai detiene circa il 50%, un apprezzamento legato non solo per la possibilità di ottenere uno sconto significativo sull’RCAuto e sulla polizza Furto e Incendio per chi sceglie l’installazione di Unibox a bordo della vettura.

In caso di incidente, infatti, la scatola nera è in grado di registrare data e orario dell’evento, posizione Gps, velocità del veicolo ed essere in questo modo particolarmente utile in caso di contestazioni, sia in caso di sentenze del giudice sia in caso di multe non dovute.

In caso di incidente grave, il dispositivo può inoltre rappresentare un reale strumento “salva vita” in quanto invia automaticamente un allarme alla Centrale Assistenza grazie al Servizio di Allarme Crash e, infine, in caso di furto del veicolo, ne facilita il ritrovamento.

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Trento

“Papajob: pari opportunità per i padri al lavoro”

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È in fase conclusiva il progetto “Papajob” della Fondazione Franco Demarchi, un’iniziativa svolta in collaborazione con l’Associazione Donne in Cooperazione, grazie al contributo dell’Ufficio Pari Opportunità dell’Agenzia del Lavoro (Pat).

L’obiettivo generale del progetto punta alla diffusione di una cultura di corresponsabilità dei carichi di cura, per contribuire all’affermazione delle pari opportunità in ambito lavorativo, de-tradizionalizzando i ruoli genitoriali.

In occasione del Festival della famiglia, il 4 dicembre saranno presentati gli esiti dell’iniziativa, assieme al lancio ufficiale dello spot “Papajob”. Realizzato dalla regista trentina Katia Bernardi, questo brevissimo video sarà diffuso sul territorio provinciale, mediante una compagna sociale di sensibilizzazione.

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Secondo l’Istat in Italia nel 2015 il congedo parentale obbligatorio è stato utilizzato solo dalla metà dei padri aventi diritto (se non viene utilizzato non sono previste sanzioni), mentre nel 2016 il congedo facoltativo è stato utilizzato da meno del 20% dei neo papà beneficiari.

A livello locale un’importante rilevazione effettuata nel 2016 dall’Associazione Donne in Cooperazione, in collaborazione con il Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento, ha fatto emergere che solo il 3,5% dei padri lavoratori si sente libero di usufruire del congedo parentale: la maggior parte dei padri, infatti, alla data della rilevazione non aveva mai richiesto questa forma di conciliazione.

L’intento del progetto “Papajob” è quello di far emergere e superare degli stereotipi legati ai genitori, soprattutto padri, che si assentano dal lavoro per la cura dei propri figli, promuovendo e potenziando l’utilizzo dei congedi parentali e di forme di lavoro flessibili da parte dei papà.

La prima fase del progetto è iniziata a maggio con una ricerca finalizzata a raccogliere dati inerenti la situazione dei genitori nel mondo cooperativo, attraverso interviste e questionari rivolti a figure apicali e responsabili delle risorse umane, madri e padri con figli da 0-12 anni, lavoratori/trici in genere.

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Dalla valutazione dei risultati emersi da questa fase di ricerca successivamente è iniziato il lavoro sulla creazione del video, che punta a decostruire gli stereotipi sul rapporto tra genitorialità e lavoro, con focus particolare sulle figure dei padri.

Lo spot metterà in luce soprattutto, in modo ironico e leggero, come il congedo parentale sia un diritto che sostiene e permette la parità di genere, favorendo il rapporto tra i figli e i padri.

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Trento

Nuova rissa nella notte in centro storico

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Nuova sanguinosa rissa fra stranieri nella notte poco dopo le 1.00  in  Via San Giovanni – P.tta 2 Settembre 1943.

Numerosi residenti hanno sentito urla e schiamazzi che sono continuati per molti minuti.

Poi la zuffa e le macchie di sangue rimaste sulla pavimentazione della piazzetta, non nuova purtroppo ad episodi simili.

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Gocce di sangue che sono state notate anche in via Roma dove probabilmente la rissa è continuata.

Le testimonianze di quanto succede la notte in centro storico sono cancellate al mattino presto dagli operatori della Dolomiti che passano con i mezzi di lavaggio strade per far tornare il Centro Storico pulito e cancellare i segni del degrado e delle risse.

È una sorte di «Occhio non vede cuore non duole» oppure un modo per mettere le miserie sotto il tappeto. Ma alcuni residenti del centro storico si alzano prima dell’arrivo degli operatori ecologici, per testimoniare attraverso foto e video quello che succede tutte le notti.

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Trento

Oggi a Trento la celebrazione della «Virgo Fidelis» patrona dell’arma dei Carabinieri

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Alle ore 17.30 di oggi, 21 novembre 2019, presso la Chiesa dello “Sposalizio di Maria Vergine”, sita in via San Bernardino, si svolgerà la Santa Messa in onore della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, celebrata dall’Arcivescovo di Trento, Mons. Lauro TISI.

L’evento, al quale prenderanno parte anche le più alte cariche istituzionali della città, nonché rappresentanti dell’Arma in congedo e delle altre Associazioni combattentistiche e d’arma, viene commemorata il appunto 21 novembre, data in cui la cristianità celebra la festa liturgica della presentazione di Maria Vergine al tempio, ed al contempo anniversario della battaglia di “Culqualber”, fatto d’armi che ebbe luogo nel 1941 in Africa orientale, nel corso del quale un intero Battaglione di Carabinieri si sacrificò nella strenua difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber.

Dal 1996, con la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, si commemora anche la “Giornata dell’Orfano”, che rappresenta per i Carabinieri e per l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri un’occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei tanti Carabinieri caduti.

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La scelta della “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è ispirata alla fedeltà, propria di ogni carabiniere che serve la Patria e le comunità ove presta servizio, caratteristica peculiare dell’Arma dei Carabinieri, alla quale è stato indelebilmente associato il motto: “Nei Secoli Fedele”.

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