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Italia ed estero

Gran Giurì, giudicati non offensivi i manifesti anti-utero in affitto Pro Vita e Generazione famiglia: «Ha vinto la verità. Ora la Raggi si scusi con noi»

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«Ha vinto la verità, i nostri manifesti “Due uomini non fanno una madre #stoputeroinaffitto” non offendono nessuno; è la maternità surrogata piuttosto a essere “contraria all’ordine pubblico” come ha ben ribadito da poco il Procuratore Generale della Cassazione e a rappresentare una “violenza contro le donne” come ha stabilito il Parlamento»: è la dichiarazione soddisfatta del presidente di Pro Vita Antonio Brandi, e di quello di Generazione Famiglia Jacopo Coghe, dopo che il presidente del Gran Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha accertato che la campagna delle due associazioni – tra le promotrici del Family Day – non viola il suo codice.

«Ora Virginia Raggi ci chieda scusa e si renda conto che sono lei e le sue trascrizioni a non essere più ammissibili. I diritti civili non possono basarsi sul calpestamento dei diritti dei più deboli» hanno aggiunto i due presidenti.

«È una bella lezione alla dittatura del politicamente corretto e alla nuova “Inquisizione buonista”», hanno concluso Brandi e Coghe, «che dietro falsi slogan che inneggiano all’amore, vogliono privare un bambino della sua mamma o del suo papà. Noi continueremo a difendere il diritto dei più piccoli a non essere comprati al mercato degli uteri».

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Italia ed estero

Migranti, Frontex dà ragione a Matteo Salvini: crolla numero degli sbarchi

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Crolla il numero dei migranti arrivati in Europa

A confermarlo è l’agenzia europea Frontex che ha pubblicato i nuovi dati degli arrivi in territorio europeo.

Come affermato dall’agenzia, i numeri mostrano un netto calo degli arrivi a gennaio del 2019, dal momento che si registra una diminuzione di un terzo degli attraversamenti illegali delle frontiere sulle principali rotte migratorie europee.

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I dati rilevati da Frontex mostrano che il numero degli arrivi illegali si è fermato a quota 6.760.

L’agenzia ha poi sottolineato un altro dato estremamente importante.

E cioè che la metà dei rilevamenti è avvenuto sulla rotta del Mediterraneo occidentale.

Il che vuol dire che è la Spagna il Paese che ha subito il maggior numero di sbarchi rispetto a tutto il resto dell’Europa mediterranea.

Nel mese di gennaio, gli arrivi sono stati 3.780, nella maggior parte dei casi provenienti da Guinea e Marocco.

Anzi, come dichiarato dalla stessa Frontex, è proprio la chiusura della rotta del Mediterraneo centrale (quindi quella Libia-Italia) ad aver diminuito drasticamente gli arrivi illegali in Europa e avere di conseguenza incrementato la proporzione di chi arriva in Grecia (nel Mediterraneo orientale gli arrivi sono stati 2.540, con un calo del 44%) e in territorio iberico.

Il totale dei migranti arrivati lo scorso mese è infatti stato un quinto in meno rispetto a gennaio 2018 in tutto il Mediterraneo.

E questo è stato dovuto soprattutto al calo degli arrivi in Italia, dal momento che a gennaio sono stati individuati circa 150 migranti, con un calo del 73% rispetto a dicembre e del 96% rispetto al gennaio del 2018.

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Italia ed estero

Il caso che indigna l’Italia: spara contro il ladro d’auto e lo rende invalido: poliziotto deve pagare 60 mila euro

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Una giustizia che corre fra paradossi difficili da capire.

Così succede che un ladro deve essere risarcito e il poliziotto che lo ha arrestato costretto a pagare i danni.

E’ questa l’ennesima notizia che indigna l’Italia in queste ore.

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Era stata di nove mesi la richiesta di condanna per un poliziotto di pattuglia a Torino che nel Novembre 2013 sparò diversi colpi all’indirizzo di un ladro d’auto in corso Unione Sovietica

Megaiver Sulejmanovic, questo il nome del rom che oggi ha 26 anni, secondo quanto descritto dal quotidiano online si trovava al volante di una Fiat Uno rubata

Dopo la sparatoria è rimasto invalido al 60%: piede sinistro paralizzato, cammina con le stampelle e ha problemi alla vescica.

Per il delinquente confermata la condanna a un anno e un mese per il furto.

Il poliziotto invece è stato condannato al risarcimento di 60 mila euro che l’agente deve pagargli in solido con il ministero dell’interno.

Per questa ragione il suo avvocato ha chiesto il pignoramento di un conto corrente al Viminale.

“Nel pomeriggio di lunedì 29 gennaio 2018 – riporta TorinoToday – quando la Corte d’appello di Torino ha pronunciato la sentenza, l’agente, che prima di quell’episodio aveva una carriera senza alcuna macchia e aveva pure ricevuto un encomio, non era in aula: ironia della sorte, è rimasto ferito a una mano proprio fronteggiando un criminale durante il servizio. Anche secondo i giudici d’appello, però, i sette colpi che aveva esploso all’indirizzo dell’auto sono stati troppi rispetto a quello che era il rischio. Da qui l’accusa e la conseguente condanna al reato di lesioni colpose.”

Sotto il servizio approfondito

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Italia ed estero

Malore per Umberto Bossi, è in gravi condizioni

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Malore per il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi. 

ISenatùr  si è sentito male nella sua casa di Gemonio.

A quanto si apprende, il 77 enne esponente politico ha avuto un malore ed è caduto, battendo la testa.

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Si conoscono ancora pochi dettagli sull’accaduto. L’ex leader della Lega si trova ricoverato in ospedale a Varese e sarebbe in gravi condizioni

Umberto Bossi è stato ricoverato nell’ospedale di Circolo di Varese.

A riferirlo sono fonti del partito di via Bellerio, ma la circostanza del ricovero è confermata anche dai vertici dell’ospedale varesino.

Bossi, 77 anni, è arrivato in pronto soccorso nel pomeriggio trasportato dall’elisoccorso, poi dopo la tac e gli altri accertamenti è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

Le sue condizioni sarebbero, come detto, delicate, ma non gravi come si era temuto in un primo momento.

Alcune fonti sostengono che potrebbe aver avuto una crisi epilettica.

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