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Ambiente Abitare

Tunnel del Brennero: l’abbattimento del diaframma del portale sud. Il video commovente

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“Il tunnel di base del Brennero rappresenta il più importante progetto di mobilità nella storia dell’Alto Adige, un progetto per migliorare l’ambiente, la qualità di vita degli abitanti e per sgravare le infrastrutture stradali esistenti. Oggi è stato fatto un passo in avanti verso il raggiungimento di questi obiettivi”.

Lo sottolinea il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, in occasione dell’abbattimento del diaframma del portale sud del tunnel di base del Brennero.

“Attualmente ben due terzi del trasporto merci, pari a circa 40 milioni di tonnellate, attraversa il Brennero viaggiando su gomma, mentre solo un terzo utilizza il treno“, spiega Kompatscher, il quale aggiunge che “una volta completato il tunnel, questo rapporto sarà ribaltato. Anche i treni passeggeri potranno utilizzare il BBT, e ciò trasfomerà questo progetto in un elemento in grado di unire paesi diversi all’interno dell’Unione Europea”.

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Dei 230 km. previsti per il tunnel di base del Brennero, ne sono attualmente stati scavati 93, e in occasione di Santa Barbara, patrona dei minatori, il presidente Kompatscher ha ringraziato anche i tanti lavoratori che si stanno impegnando a fondo per la realizzazione di quest’opera.

Il BBT rappresenta il “cuore” del corridoio TEN scandinavo-mediterraneo che va da Helsinki, in Finlandia, a La Valletta (Malta). La progettazione del tunnel è sostenuta al 50% dall’Unione Euoropea, che co-finanzia anche il 40% dei costi di costruzione e realizzazione.

La restante parte è a carico di Italia e Austria. Ai seguenti link la possibilità di scaricare video e interviste in alta risoluzione.

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Ambiente Abitare

Assemblea dei delegati SAT: un successo per la prima edizione

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Assemblea dei delegati SAT: corposa e impegnativa per i numerosi argomenti in votazione, ma il corpo sociale si dimostra ancora una volta coeso, partecipe e consapevole di un intenso lavoro innovativo in corso.

Decisamente partecipata la prima Assemblea dei delegati SAT della presidenza Facchini, erano infatti presenti 213 persone stamane al teatro Rosmini di Rovereto, con in mano 72 deleghe per un totale di 285 votanti (il totale dei delegati aventi diritto al voto è di 349), in corrispondenza di 74 sezioni (il numero complessivo delle sezioni è pari a 87).

Dopo l’Assemblea straordinaria che ha messo in votazione le modifiche statutarie richieste dalla riforma del terzo settore, peraltro approvate quasi tutte all’unanimità, prima di passare allo svolgimento dell’Assemblea Ordinaria, si vota sull’articolo 32 dello Statuto dove viene chiesto di tenere congressi almeno con cadenza biennale (che sta a significare non oltre il biennio) ed anche in questo caso l’assemblea si esprime favorevolmente a larghissima maggioranza.

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A seguire la fase assembleare di carattere ordinario che prevedeva ben 12 punti all’ordine del giorno. Applaudite e votate all’unanimità, sia la relazione morale della presidente Anna Facchini che il bilancio, per quanto concerne il conto economico e la previsione finanziaria per il 2019. Facchini ha ricordato che all’indomani della data del suo insediamento è iniziata una impegnativa fase di ascolto, dell’organico della SAT, delle Commissioni e delle sezioni, con numerosi incontri a porte aperte su temi rilevanti quali la TransLagorai ed il progetto del rifugio Tonini.

Per la prima volta nella storia del sodalizio – ricorda la presidente –viene redatto e approvato dal Consiglio centrale un Documento Programmatico che contiene alcuni obbiettivi strategici pluriennali, all’interno dei quali si colloca anche il nuovo progetto interdisciplinare che ha come tema “la frequentazione della montagna” e che rappresenterà il tema di fondo del Congresso 2019.”.

Approvato all’unanimità anche il bilancio 2018 che si attesta sui 2 milioni di euro con un patrimonio di circa 8 milioni di euro e una perdita d’esercizio di 95 mila euro, imputabile in via prevalente alla rettifica nell’attivo patrimoniale di un credito inesigibile pari a 75.000 euro verso il CAI che aveva revocato un contributo straordinario.

La vicepresidente Elena Guella curatrice del percorso di partecipazione sul tema della “frequentazione della montagna” spiega le modalità con le quali viene attuato questo percorso attraverso incontri in varie sedi territoriali che raggruppano un certo numero di sezioni, le quali si confrontano su tre macro temi: valori, infrastrutture e frequentatori.

Dopo la votazione su alcune modifiche molto tecniche del regolamento interno, illustrate da Carlo Ancona (approvate all’unanimità) l’Assemblea deve votare sull’aumento di posti a sedere nel nuovo rifugio Tonini(da 40 a 62 mentre rimangono invariati i 24 posti letto) illustrato dal vicepresidente Roberto Bertoldi. “Una mozione votata nel 2000 infatti – spiegava Bertoldi – impegnava la SAT a non aumentare posti nei rifugi, pertanto è stato necessario derogare rispetto a quella decisione”. Dopo un breve dibattito sul progetto del rifugio, frutto di un percorso molto partecipato da parte di enti e associazioni, ma che, come è noto, non a tutti è piaciuto, si vota. Sono 263 i voti favorevoli su 285 e quindi approvazione a larghissima maggioranza.

A seguire l’Assemblea delega il Consiglio a nominare i rappresentanti SAT in seno al CAI che saranno il giudice Carlo Ancona per il Trentino e Alberto Ghedina per il CAI Alto Adige. I ringraziamenti dell’Assemblea al consigliere Riccardo Giuliani per 6 anni rappresentante SAT in seno al CAI.

La votazione più dibattuta è stata la mozione in 5 punti sulla TransLagorai proposta dalle sezioni di Civezzano, Sopramonte e Caré Alto, mozione che peraltro non è stata subito compresa dai delegati. In particolare era controverso il punto 4 della mozione che chiedeva  al Consiglio della SAT di “non sostenere più il progetto nel caso non si riuscisse a mantenere la destinazione d’uso di Malga Lagorai, prevedendo un bivacco gestito come proposto da SAT.

Sostanzialmente la mozione chiedeva di abbandonare i due tavoli provinciali aperti sul progetto se la Provincia e i proprietari della malga non volessero recepire le proposte di SAT.

La presidente ed alcuni interventi dei delegati, hanno spiegato  a tal proposito che all’interno del progetto non c’è solo la questione Malga Lagorai, ma ci sono anche  i sentieri ed altre realizzazioni delle quali è opportuno che SAT si occupi e che altrimenti verrebbero lasciati a totale discrezione degli altri soggetti partecipanti ai  tavoli decisionali.

Dopo gli interventi di favorevoli e contrari si passa alla votazione: la mozione viene rigettata con 225 voti contrari, 39 favorevoli e 21 astenuti. Un attestato di fiducia nei confronti della Giunta e del Consiglio centrale.

A seguire altre due informative sui temi che prossimamente andranno alla trattazione del Consiglio, ossia la possibile offerta di acquisto del rifugio Ciampedié ormai vetusto e difficile da gestire, le informazioni sul tema delle assicurazioni, sempre molto sentito per le sezioni che organizzano gite e iniziative varie e da ultimo gli aggiornamenti sui rapporti con il CAI, oggetto di una prossima assemblea dei delegati (54 quelli SAT) in programma a Milano del 25-26 maggio.

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Ambiente Abitare

Messner contro Jovanotti, interviene la federazione pro natura: «Parchi naturali o Luna Park?»

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Dopo l’invito polemico di Messner  mandato a Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, a rinunciare al concerto in programma a Plan de Corones il prossimo 24 agosto per rispettare il silenzio della montagna, interviene anche la federazione pro natura per voce del prof. Gianni Marucelli.

Jovanotti per nulla intimorito aveva subito replicato a Messner dal suo profilo social spiegando chiaramente i motivi per cui non rinuncerà al concerto

LA LETTERA DELLA FEDERAZIONE NAZIONALE PRO NATURA –  Ci risiamo: questa volta si tratta di un concerto di Jovanotti, che dovrebbe tenersi a Plan de Corones, nelle immediate vicinanze del Parco naturale Fanes, Senes e Braies. Ieri era la tappa del giro ciclistico d’Italia, che dovrebbe terminare al lago del Serrù, in pieno territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso. Domani sarà una manifestazione podistica, che forse raggiungerà il cuore di qualche altra area protetta di inestimabile valore…

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Le aree naturalistiche sembrano ormai diventate semplice location per l’organizzazione delle più disparate manifestazioni, non importa se del tutto slegate o addirittura in contrasto con le
prioritarie esigenze di tutela dell’ambiente.

L’importante è il business: attirare gente, dare risonanza mediatica all’evento … in parole povere creare le condizioni per guadagnare.

E poco importa se a rimetterci è l’ambiente naturale.

Qualcuno ha calcolato le emissioni di CO 2 che saranno causate dall’evento? Decine di migliaia di persone che dovranno spostarsi, per la maggior parte su mezzi inquinanti, semplicemente per raggiungere una località di alta quota ed ascoltare un concerto di musica!

Gli eventi che creano enormi spostamenti di persone devono essere organizzati solo laddove già esistono le strutture apposite e agevoli possibilità di utilizzare trasporti pubblici, facendo così in modo di minimizzare gli impatti legati allo spostamento di migliaia di persone.

La Federazione nazionale Pro Natura chiede quindi che il previsto concerto di Jovanotti a Plan de Corones venga annullato e trasferito in una località più idonea.

Pazienza se il contesto ambientale sarà meno pregiato: vorrà dire che coloro che intendono visitare le aree naturali della zona lo faranno in altri momenti, con più calma, tranquillità e silenzio.

In tal modo potranno certamente apprezzare meglio le bellezze naturali e rendersi conto di come la tutela dell’ambiente vada oltre la semplice esigenza di conservare risorse indispensabili per la sopravvivenza dell’uomo.

La Federazione nazionale Pro Natura invita quindi Jovanotti, che in passato ha manifestato una sensibilità nei confronti delle problematiche ambientali e, più in generale sociali, di cancellare l’evento a favore di iniziative meno impattanti sull’ambiente.

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Ambiente Abitare

Stasera luci spente per un’ora anche in Trentino con l’«Ora della Terra»

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Questa sera dalle 20,30 alle 21,30 sarà “L’Ora della Terra” in contemporanea mondiale con le luci dei monumenti più importanti del mondo che si spegneranno simbolicamente per richiamare l’attenzione di cittadini, istituzioni e privati sul tema dei cambiamenti climatici in atto sul pianeta.

Il WWF del Trentino Alto Adige chiede di interrompere l’illuminazione durante la serata, ma soprattutto invita a riflettere su quanto ormai l’impatto umano sull’ambiente sia preoccupante.

Per il WWF la scienza non è mai stata così chiara, la consapevolezza non è mai stata più grande ed è venuto il momento di agire in maniera incisiva.

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E’ necessaria una decisa inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la nostra vita.

La politica e l’economia non realizzano ancora questo valore immenso e il capitale naturale non viene nemmeno preso in considerazione come base indispensabile per ogni sviluppo umano.

Tutto questo deve cambiare.

Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che le abbiamo provocato.

Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend. Dopo potrebbe essere troppo tardi.

L’obiettivo è ottenere un impegno concreto e tangibile: la curva di perdita della biodiversità nel mondo deve essere significativamente invertita entro il 2030.

Per ulteriori informazioni si può scrivere a trentino@wwf.it

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