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Italia ed estero

Perchè l’Europa si sta disgregando?

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I nazionalismi e gli egoismi veri, quelli che la Merkel non riesce a vedere  – Angela Merkel, nei giorni scorsi, ha lanciato un monito apparentemente del tutto condivisibile, affinchè in Europa non risorgano “nazionalismi ed egoismi” che in passato hanno condotto l’Europa al suo suicidio nella I e nella II guerra mondiale. Certamente i nazionalismi sono stati la morte del Vecchio continente e nessuno si augura che risorgano.

Ma il vero problema non è questo, oggi. Il problema è capire se quanto dice la Merkel ha qualche attinenza con la realtà attuale, e se il nazionalismo che portò ai disastri che conosciamo è la medesima cosa dell’attuale sovranismo.

Sì perchè le due parole vengono fatte passare come sinonimi, ma non lo sono.

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L’Europa di oggi è immune dai nazionalismi?

Partiamo da una prima considerazione: l’Europa di oggi è immune dai nazionalismi, come Merkel vorrebbe far intendere?

Purtroppo no. La Germania fa da molti anni i suoi egoistici interessi nazionali, sebbene in modo diverso dal passato, cioè senza ricorso alle armi.

La Germania, ricordiamolo, è stata la culla del nazionalismo in Europa, prima con i vari Lutero, Fichte ed Hegel, poi con il militarismo prussiano, ed infine con il contributo essenziale dato allo scoppio della I guerra mondiale e della II.

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Il paese del Kaiser Guglielmo II e di Adolf Hitler non è dunque quello più adatto a fare lezioni sui pericoli del nazionalismo, per il suo passato, ma anche per il suo presente.

E’ evidente a tutti, infatti, che i tedeschi sono quelli che hanno tratto maggiori vantaggi dall’Unione Europea, a partire dal cambio marco-euro: solo venticinque anni fa Italia, Francia e Germania erano potenze quasi equivalenti, mentre oggi non c’è partita.

In questo periodo la Germania è cresciuta, mentre l’Italia è franata, certamente non solo, ma anche a causa della gestione non certo plurale, solidale, equilibrata, intelligente dell’Unione Europea.

L’Italia trattata come Cenerentola – E’ accaduto, per esempio, che l’Unione Europea di Merkel e Sarkozy trattasse l’Italia guidata dal premier Berlusconi con sovrano e non celato disprezzo, mancando di riguardo verso un paese fondatore, ed appoggiasse invece, in modo quasi sfrontato, manovre dannose per l’Italia stessa, come quelle di Mario Monti e di Matteo Renzi! Chi ha detto qualcosa quando Matteo Renzi, per vincere le elezioni, ha distribuito gli 80 euro, facendo lievitare il debito pubblico? L’UE, in quell’occasione, ha appoggiato il premier italiano, chiedendogli in cambio, anche qui con ben poco senso della solidarietà europea, che l’Italia gestisse in solitudine gli sbarchi nel nostro paese, cioè su suolo europeo!

E’ accaduto che Francia e Germania si alleassero in più occasioni, per perseguire il loro egoistici interessi nazionali, a danno degli altri paesi dell’Unione.

Come non ricordare, per esempio, cosa è accaduto con la guerra in Libia del 2011?

Allora la Francia di Sarkozy e l’Inghilterra di Cameron decisero di scatenare una guerra folle, che colpiva, oltre ad un paese africano, tutti gli interessi dell’Italia. Cosa ha fatto la famosa Unione Europea per frenare il bullismo francese? Qualcuno è forse intervenuto per stigmatizzare il nazionalismo bellico di Francia e Inghilterra, lanciando moniti contro il nazionalismo? No, purtroppo.

Assistiamo da troppo tempo, questa è la verità, ad un fatto, per certi aspetti fisiologico: le nazioni più forti fanno i loro interessi, a danno delle più piccole (vedi anche il caso Grecia!), salvo poi chiamare in causa, quando serve, la necessità di stare uniti! Sarebbe questa l’Europa senza egoismi e nazionalismi?

Qualche domanda da farsi – Quello che ci si dovrebbe chiedere, se si volesse affrontare il discorso con serietà e senza slogans, è se l’Unione europea non funziona a causa dei cosiddetti euroscettici o sovranisti, o se, al contrario, gli euroscettici (con i loro pregi e i loro difetti) esistono perchè l’Unione europea non funziona.

Mi sembra evidente dove stia la risposta, visto che paesi euro-entusiasti come Italia, Polonia, Ungheria ecc. sono diventati, in pochi anni, i più euroscettici! I difensori dell’Unione Europea dovrebbero evitare di lanciare anatemi e scomuniche, e provare a capire perchè l’Europa non piace più. Solo così si può davvero correre ai ripari: riformare l’Unione per impedire che muoia.

All’epoca di Luigi XVIII, ricordano gli storici, la nobiltà decise che non avrebbe collaborato al benessere dello stato, pagando le tasse come facevano i borghesi: decretò così la propria morte, perchè chi non vuole le riforme, finisce per subire le rivoluzioni.

Sovranismo e nazionalismo – Vediamo ora brevemente se è vero che il sovranismo sia sinonimo di nazionalismo.

Si è già in parte risposto, ricordando che l’Unione Europea ha un grande problema: la volontà di alcuni paesi più forti di imporre i loro interessi e la loro visione. Dunque i nazionalisti esistono, ma non coincidono necessariamente con i sovranisti, i quali non sono coloro che vogliono imporre una nazione sull’altra, come accadde all’epoca dei nazionalismi, ma quanti auspicano che i rispettivi paesi si riapproprino di parte della loro sovranità, sottratta da politiche calate dall’alto e imposte dai più forti, senza alcuna sanzione popolare.

Quale che sia il giudizio sulle singole scelte dei sovranisti, anch’essi formano una loro internazionale, segno evidente del loro non essere nazionalisti, quanto, semmai, avversi ad un potere spesso sfuggente che fa capo ai paesi più forti, alla finanza e al grande capitale, ad una tecnocrazia centralista che sfugge al controllo democratico. Così Marcello Veneziani: “La globalizzazione passa da processo tecno-finanziario a orizzonte mondiale, a cui è vietato sottrarsi. I suoi gradini sono le multinazionali, le ideologie internazionaliste, i potentati transnazionali, i loro assetti, come da noi l’unione europea. Il nemico del nazionalismo era ancora la nazione vicina o avversa, prima che l’internazionalismo; il sovranismo non è nemico dell’altrui sovranità nazionale, ma della società globale, senza frontiere però con padroni globali. Il sovranismo non può essere antieuropeo; può esprimere un’altra idea d’Europa ma non si situa fuori dalla civiltà europea, dalla sua storia e tradizione. È contro la Ue, semmai, questa Ue, ma non può essere contro l’Europa. E questo va detto non solo ai suoi detrattori ma anche ai suoi sostenitori d’oltreoceano se pensano di usare il sovranismo per sfasciare l’Europa e per garantire l’egemonia americana ”.

La differenza tra Unione Europea e Usa – L’Unione Europea sconta delle difficoltà genetiche: non ha una lingua comune, come gli Stati Uniti; non ha un presidente e un parlamento riconosciuti da tutti e con chiari poteri; non è nata con un patto di parità, come quello delle 13 colonie, le quali decisero che ogni singolo Stato americano avrebbe fornito un numero fisso di senatori, 2, al di là della sua popolosità…

L’Unione Europea è poco unione perchè composta di paesi troppo diversi, con lingue e storie differenti, con un parlamento che non ha potere legislativo, in cui i rapporti di forza numerica hanno un ruolo evidente. Inoltre i presidenti di Commissione non hanno una vera indipendenza, non solo perchè non solo eletti, ma anche perchè sono sempre così personalmente e politicamente deboli da apparire come dei veri e propri burattini, scelti appunto da qualcuno per la loro debolezza e mancanza di indipendenza. Dice qualcosa il fatto che il penultimo presidente sia stato Manuel Barroso, esponente politico di un paese, il Portogallo, che ha un peso quasi minimo nell’Unione?

E’ difficile capire che l’attuale presidente, Jean Claude Junker, cioè il leader politico di un paese, il Lussemburgo, che conta meno abitanti della meno popolosa regione italiana, non ha credibilità anche perchè appare ostaggio di chi lo ha messo lì?

E’ quantomeno bizzarro rilevare che il Lussemburgo, un paese con meno di 600.000 mila abitanti, ha espresso ben 3 presidenti di Commissione, dal 1958 ad oggi, cioè più di Italia, Germania, Francia. E’ evidente, infatti, che ciò non accade perchè anche gli stati più piccoli dell’Unione hanno un ruolo, come accade negli Usa (dove l’Alaska esprime due senatori, come il Texas, pur essendo molto meno ricca, popolata e potente), ma, al contrario, perchè i presidenti di Commissione sono espressione di poteri altri, che di democratico e trasparente hanno ben poco.

Una fede comune, ma ora? 

In conclusione andrebbe ricordato che alle origini dell’Europa – quando l’Italia di Alcide De Gasperi e la Germania di Konrad Adenauer sostenevano che gli Stati avrebbero dovuto rinunciare sì a parte della loro sovranità, ma a vantaggio di una sovranità effettiva dell’Europa (in politica estera, di difesa, di ordine pubblico, di energia, ecc.) che a tutt’oggi non si vede affatto – la Germania da poco sconfitta era favorevole a tutto ciò, per la sua intrinseca debolezza del tempo: l’Italia di allora non la lasciò sola, pur tra mille critiche interne ed esterne, ma, per amor di pace, appoggiò l’integrazione di un paese che aveva seminato morte e distruzione in tuttta Europa, e nella stessa Italia!

Questo avvenne anche perchè De Gasperi, Adenauer e il leader francese Robert Schuman, come ricorda tra gli altri lo storico Arnold J. Toynbee, “avevano dei punti in comuni nella loro religione”, cioè nella comune appartenenza alla fede cattolica, con la sua visione positiva di patria e nello stesso tempo con la sua apertura universalistica, cattolica appunto.

Di tutto ciò oggi rimane ben poco: la Germania è guidata dalla figlia di un pastore protestante, cresciuta nell’Europa comunista, e quindi figlia di una storia del tutto lontana da quella dello stesso Adenauer (i seguaci di Lutero, influenzati dai suoi scritti, hanno sempre disprezzato Roma e il Belpaese), mentre la Francia non è certo quella di Schuman, quanto piuttosto quella della laicità massonica e mondialista francese.

Anche per questo tra Roma, Berlino e Parigi le distanze sono enormemente cresciute!

Articolo uscito sul quotidiano La verità 30/11/2108

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Vipiteno, la violenza dei Krampus sulla folla – Il Video

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Non è stata propriamente una passeggiata di salute una delle tante sfilate dei Krampus che in questo periodo dell’anno si tengono in Alto Adige.

Le immagini che vediamo sono riferite a Vipiteno.

Una manifestazione tradizionale che successivamente sembra essersi trasformata però in una sorta di raid punitivo finito con il pestaggio di passanti ed extracomunitari.

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Ora si verificherà se il video è riferito proprio alla sfilata del 5 dicembre 2019, iniziata alle 18 per le vie del centro di Vipiteno.

In ogni caso la contemporaneità dell’accaduto non è ciò che interessa maggiormente. Le immagini contenute in questo video sono destinate comunque a fare discutere.

Il tutto rientra nella tradizione o si tratta di un caso in cui una certa aggressività sociale potrebbe avere preso il sopravvento? La parola resta ai più esperti di noi e voi.

Di certo se si trattasse di una manifestazione di folklore apparirebbe quanto meno piuttosto violenta. A sostegno di questa tesi ci sono anche le parole di chi riprende il video, che appare sorpreso e sgomento davanti ad una simile violenza.

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È stata registrata solo l’ultima parte del “pestaggio”, quindi non siamo in grado di dire con certezza il perché sia cominciata e se si siano verificate provocazioni e qualcos’altro nei confronti dei Krampus.

Certo è che, la reazione è molto violenta.

Secondo alcuni fonti non ufficiali e non confermate dagli interessati, pare però che gli spettatori a bordo strada abbiano provocato i Krampus tentando di togliere la maschera ad alcuni di loro.

La cosa è vietata, perché tutti i Krampus ormai da antica tradizione, non possono mostrarsi in pubblico.

I diavoli mascherati si sono avventati con un’inconsueta aggressività sulla folla, colpendo a casaccio con calci e pugni e, come si vede dal video, spesso accanendosi anche in due su un solo individuo.

 

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Svelato il mistero: dietro le Sardine ci sono De Benedetti e gli Agnelli

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Mattia Santori 31 anni, il fondatore delle sardine bolognesi che hanno lanciato il guanto di sfida a Matteo Salvini in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna, scrive per Energia, una rivista trimestrale di divulgazione scientifica curata dalla società di ricerca Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche, (RIE) fondata dall’ex ministro Alberto Clò e dall’ex premier Romano Prodi.

È sufficiente farsi un giro sul sito della rivista Energia per trovare il nome di Mattia Santori nella redazione.

Attenzione: è una rivista che ha per direttore l’ex ministro Alberto Clò, l’uomo che, nel 1978, ospitò la famigerata seduta spiritica del “piattino” per ritrovare Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse.

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Quella sera nella residenza di campagna di Clò, c’era anche Romano Prodi.

L’ex premier è cofondatore, con Clò, di cui risulta garante insieme a Sabino Cassese, ex giudice costituzionale.

Clo’ è tutt’oggi membro del CdA della GeDi, società editrice di De Benedetti e degli Agnelli.

Ricordiamo che GeDi è il maggior gruppo editoriale in Italia e controlla tra i tanti quotidiani e canali radio: Repubblica, La Stampa, SecoloXIX, Huffpost, L’espresso.

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Ecco svelato il trucco della grande risonanza mediatica. Diciamolo chiaramente: le sardine sono spinte dalle due famiglie più ricche e potenti d’Italia: De Benedetti e Agnelli.

Sul sito Rie – Ricerche industriali ed energetiche, che fa capo a una società privata operante nel settore dell’energia, di Mattia Santori si legge quanto segue: “Analista di politiche energetiche e infrastrutturali. Si occupa di osservare le evidenze economico-scientifiche in chiave di sostenibilità ambientale e sociale“.

È questo uno dei primi identikit del fondatore del movimento anti-populista delle ‘Sardine‘, che nel 2019 ha infiammato il dibattito politico a suon di manifestazioni e opposizione alla ‘retorica dell’odio’ che molti intravedono nella politica di Salvini e della Lega.

Dalla biografia di Santori emerge che è nato nel 1987 a Bologna, città dove vive e dove ha intrapreso una brillante carriera universitaria che lo ha visto laurearsi in Economia e Diritto.

Della vita privata di Mattia Santori non si hanno particolari informazioni, e i social, come il suo profilo Facebook, non aiutano a tracciare un nitido ritratto dei suoi sentimenti.

Non sappiamo se sia fidanzato oppure single, e tutto ciò che è emerso sul suo conto riguarda prevalentemente il suo impegno come ambientalista e leader delle Sardine…

Scorrendo nelle pagine di cenni biografici online, si scopre che Santori è anche un insegnante di atletica, basket e frisbee per bimbi e studenti universitari.

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Italia ed estero

Legge di bilancio: si cuce una crepa se ne apre un’altra, tensioni nella maggioranza

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Mentre le tensioni sul mes si stanno lentamente scongelando, provocando un beneficio istantaneo all’interno del Governo grazie alla notizia che è arrivata nella notte dallEurogruppo della dilazione della firma del trattato, per quanto riguarda la legge di bilancio sembrava essere tutto avviato verso una posizione comune ma un’improvvisa scossa da parte dei renziani sta facendo di nuovo barcollare la maggioranza.

Maggioranza senza tregua, dopo aver cucito la crepa della prescrizione se ne aprono altre che mettono a rischio la manovra di bilancio. Gli attacchi renziani riguardano i temi di: plstic tax, sugar tax e auto aziendali,è Italia Viva ad attaccare ed abrogare quelle tassazioni. A rincarare la dose ci pensa Renzi sui social “quelle tasse funzionano solo per i populisti ma sono un autogoal per le aziende del settore”

Il Premier Conte, reagisce e prova a minimizzare le parole di Renzi “Siamo in dirittura di arrivo, ci sono tanti emendamenti perchè ci sono tante sensibilità” e ribadisce che si impegneranno per rendere la manovra sostenibile e utile per gli italiani.

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Già nella mattinata di ieri sulla plastic tax e sulle auto aziendali si erano registrati attimi di forte tensione nella maggioranza, con Italia viva che abbandonava i lavori della commissione di bilancio al Senato con la conseguente decisione di un vertice.

Lungo vertice, concluso nella tarda serata di ieri con una maggioranza che ancora non ha trovato la quadra definitiva sulla manovra e tornerà ad incontrarsi nella giornata di oggi. Nessuna tregua nel governo e da oggi in commissione inizia la battaglia vera con il voto sugli emendamenti .

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