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Politica

Protocollo fra Provincia di Trento e Serbia in tema di politiche familiari

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Sarà firmato, con tutta probabilità, nei primi mesi del 2019 un Protocollo fra la Provincia autonoma di Trento e la Repubblica di Serbia in tema di politiche familiari.

L’annuncio è stato dato oggi, nell’ambito del Festival della Famiglia, durante un incontro fra l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e la delegazione della Repubblica di Serbia guidata da Maya Đordević; assente per un infortunio il ministro serbo per le Politiche demografiche e per la famiglia Slavica Đukić Dejanović.

Presenti anche il dirigente dell’Agenzia provinciale per la Famiglia, Luciano Malfer, il dirigente del Servizio Attività internazionali, Raffaele Farella, e il direttore dell’Associazione Trentino con i Balcani, Maurizio Camin.

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In apertura il dirigente Malfer ha ricordato i numeri di quello che è stato definito il “family mainstreaming” del Trentino, che vede coinvolte circa 800 organizzazioni di cui il 70% private.

Il Protocollo – la Giunta provinciale ha già dato il via libera al documento preliminare – è in fase di perfezionamento e prevede non solo il trasferimento dell’importante know-how trentino in tema di politiche familiari, ma anche lo scambio reciproco di buone pratiche e di esperienze anche in altri ambiti; il cuore dell’accordo è rappresentato dalla creazione di una cabina di regia paritetica, che avrà il compito di definire il piano operativo di lavoro tra la Provincia autonoma e la Repubblica di Serbia.

“Da parte nostra c’è la massima apertura e volontà di collaborare insieme – sono state le parole conclusive dell’assessore Segnana – spero che ci sarà modo di conoscerci meglio e, soprattutto, di instaurare una proficua collaborazione e un percorso comune”.

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Politica

Sondaggio Mentana: Lega in testa, perdono i partiti di governo

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Secondo i sondaggi di Swg per il Tg La7 di Enrico Mentana, la Lega di Matteo Salvini è ancora il primo partito italiano con il 33.6%, in lieve flessione rispetto a lunedì scorso (-0.4%).

Cala ancora il Movimento 5 Stelle fermandosi a quota 20% (-0.5%).

Dopo la progressione post crisi governativa, ha ricominciato a scendere nei sondaggi.

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Crollo brutale del Partito Democratico che in una settimana perde ben 2.1%, anche per via della scissione che si è consumata in settimana.

Lieve calo anche per il partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia che dal 7% della scorsa settimana arriva al 6.7%.

Dato incoraggiante per il neonato partito di Matteo Renzi “Italia Viva” che registra il 5.4%. Silvio Berlusconi e Forza

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Politica

Nostalgia politica: torna di nuovo la prima repubblica

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Alla fine tutto sembra tornare da dove era partito; cioè dalla Prima Repubblica.

In Italia ci sono stati anni nei quali si riteneva che la causa di tutti i mali fosse il centro politico che una volta distrutto avrebbe dato origine a due poli, sulla falsariga di quanto accade in America. E la legge maggioritaria fu proprio espressione del grande cambiamento.

Non solo, ma ad essere considerate superate furono anche le ideologie e così si chiusero le scuole di partito che avevano il grande merito di formare dei politici di professione.

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Così se prima nelle liste elettorali c’era una quota minima di rappresentanti della società civile utile più che altro a raccattare voti; si è passati a liste unicamente composte da elementi della società civile prestati alla politica e con in politici presenti come razza in via d’estinzione.

Il cambiamento alla lunga però non ha funzionato ed allora c’è stata una corsa a testa bassa a ricostituire quel centro politico che da causa di tutti i mali, è improvvisamente diventato la soluzione di tutti i problemi.

L’ultimo in ordine di tempo è Matteo Renzi che ha lasciato il PD per spostarsi al centro anche in contrapposizione di un PD che si è gettato a sinistra come mai aveva fatto nella sua storia.

Nulla di strano se si ricordano le molteplici correnti di sinistra presenti dentro la Democrazia Cristina nei tempi d’oro.

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DC che a sua volta è stata rifondata, alla pari del PSI e dei Repubblicani che dopo essere confluiti in Forza Italia, si sono ricostituiti in gruppo autonomo.

In Forza Italia ci sono anche i liberali: si ha proprio la sensazione che tutto sia cambiato, ma con l’obiettivo di non cambiare nulla. E qui Giovanni Tomasi di Lampedusa con il suo Gattoparto insegna.

Alla politica italiana è impedito di avere fantasia – Lega docet – ed alla fine a comandare sono sempre gli stessi.

In che modo si potrebbe interpretare la puntuale indagine avviata nei confronti di Alberto Bianchi renziano doc per traffico di influenze, se non come un ammonimento nei confronti di Renzi.

Della serie ti sei voluto staccare dal PD, ma adesso allineati se no ti distruggiamo in un lampo.

Se perché la magistratura non ubbidisce certo a questi estemporanei potenti più teorici che reali, quanto piuttosto alla vecchia nomenclatura, la famosa “ premiata ditta” che non ha mai perso il controllo della situazione. “La ditta” altro non è che i vari D’Alema, Bersani, Prodi, Fassino che solo apparentemente sono caduti nell’oblio e che dopo l’addio di Renzi stanno scaldando i motori per ripartire con il loro vecchio (in tutti i sensi) partito.

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Politica

Scintille fra Paccher e Degasperi: «Sei un cuor di Leone» e tu un «Pinocchio in cerca di visibilità»

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Duro scontro fra il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher e il consigliere provinciale del movimento cinque stelle Filippo Degasperi. 

Il contendere sono i vitalizi, e nel merito la pubblicazione nella risposta di un’interrogazione al pentastellato dei nomi degli ex consiglieri regionali che dopo l’entrata in
vigore delle leggi regionali n. 4 e n. 5/2014 hanno maturato i requisiti per accedere al vitalizio e previa restituzione al Consiglio regionale dell’intero valore attuale corrisposto ai sensi della legge regionale n. 6/2012 in contanti e in quote del fondo Family hanno percepito l’assegno vitalizio nella misura mensile lorda pari a euro 4.127,27.

Nella risposta pubblica diffusa sul sito del consiglio regionale non sono pubblicati i nomi degli ex consiglieri che avrebbero maturato questo ulteriore credito perché violando la clausola di riservatezza la regione incorrerebbe in sanzioni regolate dalla legge della privacy.

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Il Fatto quotidiano, giornale notoriamente amico dei cinque stelle, aveva aperto la polemica affermando che «La Lega censura nomi e cifre sui soldi che i cittadini pagano a consiglieri ed ex»

In realtà il polverone alzato dal pentastellato sarebbe solo strumentale.

Infatti allo stesso Filippo Degasperi  – secondo il presidente del consiglio regionale – è stata inviata la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi degli ex consiglieri che hanno ricevuto il vitalizio con tanto di cifre.

La conferma che Depasperi mente sarebbe in un documento di cui siamo in possesso e che conferma le parole di Paccher smentendo il grillino.  

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Degasperi quindi è in possesso dei nomi e può pubblicarli liberamente quando vuole, ma non lo farà perché potrebbe incorrere in una querela. 

Pare anzi, che lo stesso consigliere, abbia «girato» la risposta alla sua interrogazione con nomi e cognomi ad un giornalista amico pregandolo naturalmente di omettere i nomi.

Un caso quindi che si sgonfia ancora prima di iniziare.

 “La Lega, a differenza di quanto era stato fatto nella precedente legislatura, censura informazioni ai cittadini. Mi riferisco agli ‘omissis’ con cui il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, ha risposto alla nostra interrogazione che chiedeva nomi e cifre dei soldi dei cittadini del Trentino Alto Adige pagati ai rappresentanti del popolo”. Aveva detto Filippo Degasperi 

A veloce giro di posta arriva anche la replica di Roberto Paccher: “La continua ricerca di visibilità personale a scapito della correttezza nei confronti delle Istituzioni è una abitudine che danneggia prima di tutto i cittadini. Si rimane disorientati e imbarazzati di fronte all’atteggiamento di chi si erge come paladino del popolo e poi prende posizioni sulla stampa che si scontrano con la realtà dei fatti. Nello specifico il Movimento 5 Stelle regionale ha ritirato il proprio disegno di legge sulla riforma dei vitalizi e ha votato a favore dello slittamento della mia proposta di legge di un mese, salvo poi andare sui giornali esprimendo concetti che sono l’esatto contrario del loro operato. Per quanto riguarda invece l’interrogazione con la quale il movimento 5 Stelle chiede i nomi degli ex consiglieri che beneficeranno del vitalizio, gli è stata data una risposta completa di cifre e nomi con richiamo alla legge sulla privacy. Legge da loro non rispettata visto che, nonostante le indicazioni, sono stati puntualmente riportate sui giornali. Questa continua ricerca di visibilità – che martella sempre sullo stesso tema ed evidenzia l’assenza di altri argomenti di più immediato impatto sulla vita della nostra Comunità – rischia ancora una volta di danneggiare i cittadini che si attendono – giustamente! – risposte concrete in breve tempo e non frasi propagandistiche dei 5 Stelle”. Così il Presidente del Consiglio regionale. Roberto Paccher .

Rimane lo scambio di «giudizi» fra i due che hanno alzato il tono della polemica.

Degasperi in una nota chiama il presidente del consiglio regionale  «inadeguato», «inidoneo», e «cuor di Leone», mentre Paccher definisce l’avversario politico un «pinocchio in cerca di visibilità»

 

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