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Sport

Mondiale Volley, Giannelli: “Ho pianto”. Mosna: “Lube finalmente battuta”

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Giannelli con la coppa esulta accanto al presidente Mosna

Il Presidente di Trentino Volley Diego Mosna è raggiante, dopo il successo di Czestochowa

“Uno dei motivi per i quali abbiamo fortemente voluto portare la squadra a questa manifestazione – spiega – era quello di offrirle una grossa opportunità per crescere bruciando qualche tappa. Anche l’allenatore era fermamente convinto che ci avrebbe aiutato a migliorare e così è stato. Trovo poi particolarmente importante aver vinto una finale contro la Lube, perché contro di loro venivamo da una serie di sconfitte lunghissima”.

A Czestochowa si sono visti giocare ad alti livelli anche atleti che erano già presenti nella rosa dello scorso anno, ma che si erano mai espressi così. “Se è accaduto è perché tutto lo staff ha lavorato molto bene, soprattutto chi si occupa della salute dei giocatori, che gioca un ruolo sempre più importante. Ora godiamoci questa coppa, ma penso che solo fa qualche giorno, a mente serena, potremo realizzare con precisione i contorni di questo successo”.

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Le dichiarazioni raccolte al termine della Finale del Mondiale per Club 2018, giocata questa sera alla Hala Sportowa fra Cucine Lube Civitanova e Trentino Diatecx.

Simone Giannelli:“Non so cosa dire, sono un po’ frastornato, ho pianto come un bambino, perché questo titolo per noi è una liberazione. Dopo lo scudetto della stagione 2014-2015 siamo arrivati tante volte fino all’atto finale, ma poi ci è sempre mancato qualcosa per vincere. Stavolta invece siamo entrati in campo convinti di avere la possibilità di realizzare qualcosa di importante e ci abbiamo messo tutto quello che avevamo, consapevoli del fatto che per battere campioni come quelli della Lube bisogna giocare al limite”.

 

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Davide Candellaro:“Voglio fare i complimenti a tutti quanti, squadra e staff, ma anche a noi stessi per come abbiamo saputo affrontare questa manifestazione. Dietro al successo di stasera ci sono tanti anni di sacrifici di ciascuno dei giocatori, non bisogna dimenticarlo. Per quanto riguarda la mia prova, in questo tipo di match quando riesci ad entrare nel flusso nella maniera giusta, poi le cose riescono più facili, e per me oggi è stato così”.

Aaron Russell: “Non so come descrivere la grande soddisfazione che provo oggi, ho dovuto fare i conti con i problemi al ginocchio, ma i compagni mi hanno aiutato e anche grazie a loro sono riuscito a dare un buon apporto. Siamo una bella squadra, ora cerchiamo di proseguire il nostro cammino”.

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Sport Trentino

Andrea Mezzanotte: «Limitiamo gli errori e arriveremo in alto»

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L’ala bianconera e coach Nicola Brienza in conferenza stampa prima del match di domani sera alla BLM Group Arena contro l’Arka Gdynia (palla a due alle 19.30): «I polacchi non sono più una sorpresa, hanno intensità fisica e difensiva da “big”».

NICOLA BRIENZA (Allenatore DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): «Affrontiamo un’eccellente squadra che gioca una pallacanestro di grande sostanza e grande attenzione, un’avversaria ostica da battere perché fa dell’intensità fisica e difensiva la sua arma principale: in queste prime tre partite del girone è quella che forse nel gruppo D più di tutte si è dimostrata preparata e solida nella sua metà campo. Gdynia ha vinto due volte in trasferta su campi difficili da espugnare come Oldenburg e Podgorica e se l’è giocata alla pari anche con una corazzata come Malaga: dovremo essere bravi a pareggiare la loro intensità senza però adattarci al loro modo di giocare, provando ad esprimere la nostra pallacanestro e il nostro ritmo di gioco. Abbiamo grande voglia di scendere in campo e giocare una grande partita, sappiamo che questo match può contare molto anche per la classifica del gruppo D».

ANDREA MEZZANOTTE (Ala DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): «Il nostro prossimo passo in avanti deve arrivare dal limitare gli errori banali, in attacco e in difesa, che ci sono costati cari nelle ultime partite. Penso a qualche palla persa non forzata, a qualche passaggio a vuoto in difesa perché non teniamo un uno contro uno o perché rientriamo male in transizione. Se riusciamo a sistemare questi piccoli dettagli di concentrazione e attenzione credo che faremo un bello step come squadra, perché tutti nel gruppo hanno mentalità vincente, talento e voglia di portare questa squadra a fare una grande stagione. Per quanto riguarda il mio inizio di annata sono soddisfatto e anche un po’ sorpreso, perché non mi aspettavo neppure io di entrare così bene nel ritmo di gioco della squadra e nel tipo di pallacanestro di coach Brienza: so di dover lavorare ancora tanto su diversi aspetti del gioco, e lo sto facendo con ancora più entusiasmo e fiducia per guadagnare spazio e minuti in campo».

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Sport Trentino

Rugby: inizio amaro per il Trento

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Esordio con amaro in bocca per il first XV del Rugby Trento, con le nuove maglie da gioco, nel campionato nazionale di C1, a Villadose (RO).

Partita terminata per 20/19 per i padroni di casa che, facendo valere la maggiore esperienza, hanno portato a casa una partita sul finale di tempo.

Parte subito forte il Villadose con una meta al quinto minuto del primo tempo a seguito di un moul.

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Replica il Trento con una meta di Yousef Soliman a seguito di drive da touch, trasformata da Emmanuel Cantonati.

Al 13° minuto è Lorenzo Pocher a giocare veloce un calcio di punizione e fissare il punteggio sul 5/12 a favore del Trento.

Sul finire di frazione di gara una meta dei padroni di casa chiude il parziale per 10/12.

Nella ripresa è ancora il Villadose a passare in vantaggio ma risponde subito il Trento con Nicola Sboner che schiaccia in meta l’ovale. Il finale di partita vede una meta dei rodigini per fissare il punteggio sul 20/19 ed un arrembante assalto del Trento che, complice qualche ingenuità, non ha saputo sfruttare le occasioni avute nei 22 metri avversari.

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Nonostante l’amara sconfitta“, commenta coach Soldanisono davvero soddisfatto della prestazione dei miei ragazzi. Abbiamo pagato l’inesperienza nel giocare in questa categoria e non siamo riusciti a capitalizzare il gioco espresso in campo. Il Villadose ha dimostrato una maggiore fisicità, soprattutto in mischia chiusa, ma noi abbiamo sicuramente espresso un rugby divertente e veloce. Un plauso a Marco Scalet, dell’under 18, che ha esordito in C1 senza far rimpiangere alcuni giocatori più esperti assenti questa domenica ed ancora complimenti a tutti i miei ragazzi per la voglia e la concentrazione dimostrata. Bisogna continuare su questo percorso e giocare ogni partita al 100%, lavorando durante la settimana con la stessa intensità della scorsa stagione“.

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Sport Trentino

Ultima stagione per Aaron Craft: a giugno lascerà il basket per la facoltà di Medicina

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La stagione 2019/2020 sarà l’ultima per il n°4 della Dolomiti Energia Trentino.

Come riportato qualche ora fa sul Corriere della Sera, Aaron Craft ha deciso di lasciare il basket per la Medical School di Ohio State University.

28 anni, miglior difensore di Serie A 2018/2019, con un Test di Medicina superato ed il ritiro dalle scene già posticipato una volta (dopo aver firmato con Monaco lo scorso anno), Aaron Craft ha preso la sua decisione: tornerà a Ohio State University, la stessa Università che nel 2014 lo aveva visto laurearsi in scienze dell’alimentazione.

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«Sono stato felice di aver scelto Trento. Il general manager Salvatore Trainotti ha compiuto un lavoro egregio con la squadra, mi ha sempre ascoltato, ha compreso quello di cui avevamo bisogno io e la mia famiglia. Ma questo sarà il mio ultimo anno, mi sento pronto per prendere un’altra strada» ha dichiarato il giocatore bianco nero al Corriere della Sera.

Il playmaker della Dolomiti Energia Trentino non ha più dubbi: dopo aver fatto sognare tutta Trento in queste ultime stagioni, nel suo futuro vede la facciata di Ohio State University e la realizzazione del suo sogno in Medicina.

Una carriera di medico in cui già si riconosce, un obbiettivo che già aveva posticipato di qualche anno per seguire il basket e l’Eurolega: un futuro che diventa sempre più definito, che getta le proprie basi sul grande cuore del giocatore e sulla sua voglia di lasciare il segno in una società dove trovare qualcuno che voglia davvero mettersi in gioco per essere d’aiuto alla comunità diventa sempre più difficile.

 

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