Connect with us
Pubblicità

Io la penso così…

«Sommersi dalla carta e non solo…» – di Mario Cerutti

Pubblicato

-

Spett.Le Direttore,

negli ultimi due “week end” nei centri urbani più grandi del Trentino compresa la zona dell’Alto Garda, sono state copiosamente diffuse delle “brochure” pubblicitarie con una particolare caratteristica, cioè quella di essere addirittura avvolte in una pellicola di plastica trasparente ma … che sia una strenna ?

Niente affatto si tratta -probabilmente- di un “mezzo” utile a diffondere un maggior numero di volantini .

PubblicitàPubblicità

Storicamente, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, l’attività promozionale tende a crescere specialmente in termini di numero di offerte commerciali proposte; infatti le note “esigenze” consumistiche di chi vende o di chi compra, a prescindere dalla situazione e in buona pace dei principi etici, hanno la priorità e dunque vanno soddisfatte.

A tale scopo, oltre ai “media e ai social”, uno dei canali principali di diffusione è il cosiddetto “porta a porta”, cioè un sistema capillare di distribuzione di “dépliant” promozionali per tramite delle cassette postali; non a caso in questi frangenti è piuttosto facile imbattersi davanti a contenitori per la corrispondenza letteralmente traboccanti di “réclame” e … non è sempre un bel vedere.

Certamente nei volantini pubblicitari si trovano periodicamente molti consigli quanto varie occasioni di risparmio utili per gli acquisti. Essendo però stampati su carta (raramente riciclata) ne consegue innanzitutto una serie di problemi connessi con il successivo processo di smaltimento.

Inoltre, a seconda dei formati diffusi (vedi foto), il singolo cittadino, ai fini dello svolgimento della raccolta differenziata, è obbligato a compiere una serie di azioni piuttosto “articolate”. Infatti, quando vengono recapitati formati particolari il tutto si complica maledettamente e i risultati in termini di ciclo dei rifiuti, pur con tutta la buona volontà, non possono essere di certo brillanti.

Ora, essendo il Trentino un contesto ambientale molto particolare quindi da preservare, di conseguenza anche le piccole cose, per lo meno in termini di coerenza, assumono un importanza fondamentale.

All’interno di tale ragionamento, viene spontaneo chiedersi se la nostra tanto cara Autonomia non possa intervenire in materia, ad esempio disciplinando -per via legislativa- i meccanismi di diffusione, magari vietando in primo luogo i formati ingombranti oppure l’utilizzo di materiali inquinanti o che non facilitino la raccolta differenziata.

Inoltre anche il territorio dovrebbe fare la propria parte e quello dell’Alto Garda, alla luce della sua spiccata quanto importante vocazione turistico – ambientale, ha indubbiamente dei rilevanti interessi da tutelare.

Questo significa che le amministrazioni pubbliche, a partire dagli E.E.L.L., al fine di definire degli atti concreti (es. delibere, protocolli, convenzioni, ecc.) in materia, vanno coinvolte direttamente .

Ne va dell’ambiente e del futuro cordiali saluti.

Mario Cerutti

Pubblicità
Pubblicità

Io la penso così…

Il Bosco della Città di Rovereto e le sue potenzialità – di Paolo Farinati

Pubblicato

-

Spett.Le Direttore,

desidero innanzitutto esprimere un plauso alla nostra Amministrazione comunale per aver dato vita in queste ultime settimane a più incontri aventi a tema il nostro meraviglioso Bosco della Città, alla presenza di esperti e dei cittadini.

Lo scopo era e presumo sia quello di conoscere meglio questo straordinario polmone verde che sovrasta pacifico la nostra Rovereto, ricercandone un nuovo e auspicabilmente più vivo utilizzo da parte di tutti.

PubblicitàPubblicità

Non sono mancati i ricordi, le proposte e i possibili progetti.

Chi di noi in gioventù non ha passeggiato lungo quei sentieri con la propria morosa? O non ha ascoltato lì con gli amici del liceo dell’ottima musica degli anni ’60 e ’70? O non ha fatto qualche partita a calcio sull’ampia radura del Vanezom?

Da ormai vecchio atleta ricordo con piacere e nostalgia le molte ore di preparazione fisica trascorse con la squadra di pallamano lungo il percorso atletico, studiato e realizzato anche dal prof. Roberto Setti, che giustamente lo ha ricordato nell’ultimo incontro pubblico.

Un luogo, in sintesi, che ha accompagnato le vite di decine di migliaia di roveretani.

Le sue potenzialità d’uso oggi sono immutate, se non divenute ancora maggiori. E’ infatti luogo che può ospitare giovani, meno giovani e anziani data la sua ampiezza. E’ certamente facilmente raggiungibile in macchina, in autobus, in bici e a piedi, ma spesso è purtroppo vuoto, sottoutilizzato se non abbandonato.

Qualche mese fa scrissi sul nostro Bosco, invitando l’Amministrazione comunale a verificare la fattibilità di un veloce collegamento da Corso Bettini tramite una funicolare, mezzo assai diffuso in numerose città e località italiane e straniere.

Sono più che convinto che sarebbe un’ottima soluzione. Penso agli anziani, ma pure ai giovani studenti senza auto, che in pochissimi minuti potrebbero salire al fresco tra quello splendido verde.

Per non dimenticare i turisti, che dopo aver visitato la città avrebbero l’occasione di concedersi una breve confortevole pausa in collina.

Credo, in sintesi, che anziani, studenti, giovani, turisti  e cittadini in genere, farebbero tesoro di questa opportunità. L’iniziativa stimolerebbe certamente l’insediarsi sulla collina di alcuni servizi fondamentali: ricettivi, gastronomici, ricreativi, sportivi e altri ancora. Senza tuttavia alterare più di tanto il fascino e il piacere del silenzio e della frescura nel bel mezzo della natura.

Sul progetto e sui costi lascio lavorare i tecnici. Ma sono più che certo che l’investimento sarebbe sostenibile, anche perché spalmato giustamente sul lungo periodo in termini di ammortamento. Potrebbe essere anche l’occasione per coinvolgere l’imprenditoria privata.

Credo che anche la nostra Rovereto abbia bisogno ogni tanto di qualche “scossa”. Questa la vedo più che utile, purché certamente meditata, discussa, progettata e realizzata con cura, attenzione e visione del tempo a venire.

Mario Farinati

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Io la penso così…

Il risorgere dei fascismi e la violenza sulle donne – di Claudio Forti

Pubblicato

-

Spett.le Direttore,

ci sono due argomenti che sento ribaditi in modo martellante dai vari Tg, che potrei considerare come delle fastidiose e ipocrite  “prediche laiche”.

Entrambi gli argomenti  sono espressione del timore delle élite culturali e finanziarie per il presunto  risorgere dei fascismi che, come sappiamo, sono individuati nei vari populismi.

Pubblicità
Pubblicità

Insomma, coloro che ci stanno imponendo il totalitarismo del pensiero unico, che vorrebbe decostruire la società, per costruire  ancora una volta “l’uomo nuovo”, sarebbero preoccupati del risorgere dei populismi, da loro temuti come nuovi fascismi. In definitiva, come nei totalitarismi del secolo scorso, guai alle persone e ai settori di società che osano pensare con la propria testa!

Verrà il tempo, se non sapremo vigilare, in cui, come sotto il nazismo e la dittatura comunista, verranno aperti i nuovi centri di rieducazione per coloro  che osano opporsi al pensiero dominante dei “diritti” e dell’autodeterminazione, utilizzando sempre l’accusa di reazionario fascista!

Anche il tema della violenza sulle donne – pur non nascondendo il fatto che il problema esista -, sta mettendo in atto una guerra tra i sessi, in cui il maschio è sempre il cattivo e il violento, mentre la donna sarebbe sempre l’angelica vittima.

Questo non mi pare un buon servizio alla verità espressa dalla realtà, ma ancora e sempre l’espressione della cultura dominante che così vuole che sia.

Ovviamente non ci si chiede mai da dove venga la violenza o la cattiveria, che non è solo patrimonio dei maschi! Non ci  si preoccupa assolutamente e non si argina, per esempio, la produzione e consumo della pornografia, che ha deleterie conseguenze sui giovani, ma anche sugli adulti, e che introita miliardi di euro.

Non ci  si preoccupa dei contenuti violenti di tante trasmissioni, degli stessi telegiornali, della pubblicità e di tanti videogiochi. E poi ci si meraviglia del bullismo, della mancanza di  rispetto dell’altro e della violenza verbale e fisica! Siamo in una società in cui le nozioni di bene e male, giusto e ingiusto, naturale e innaturale, eccetera, sono relativi e cangianti a seconda delle mode e dei tempi, e poi ci si lamenta ipocritamente dello scatenarsi della violenza!

Ovviamente, per l’uomo nuovo, educato dalla cultura dominante, il peccato originale non esiste, e per questo si pensa di guarire la profonda malattia dell’essere umano con gli slogan, gli appelli, le sfilate, le fiaccolate, o pensando che la presentazione ossessiva della cronaca nera possa, di per sé, ottenere il bene.

Manca purtroppo, in questo momento storico tanto confuso, la voce chiara e forte della Chiesa, che da sempre ha saputo indicare all’umanità smarrita la via della salvezza. Non è la politica o una generica “cultura dei valori”, che ci salva, ma Colui che in questa domenica i cattolici adorano come Cristo Re dell’universo e della storia, il cui “trono” è una croce!

Claudio Forti – Trento

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Io la penso così…

Libia, la strada è un’altra – di Padre Alex Zanotelli

Pubblicato

-

Il governo italiano ha convocato a Palermo una Conferenza Internazionale per sbrogliare la matassa del puzzle libico (12-13 novembre).

Il Forum antirazzista di Palermo insieme ai centri sociali ha convocato in contemporanea un Contro Vertice per aiutare i cittadini a focalizzare quegli aspetti taciuti nell’incontro dei capi di Stato.

Sono stato invitato a partecipare all’ultima serata del controvertice dove ho potuto ascoltare le agghiaccianti testimonianze dei portavoce delle ONG (Sea Watch, SOS Méditerranée, Open Arms e Mare Ionio) che hanno fatto salvataggi di ‘migranti’ in mare.

PubblicitàPubblicità

Un tema ,quello dei migranti, neanche sfiorato dalla Conferenza che si è focalizzato sui temi securitari ed economici.

Quello che interessava ai potenti riuniti a Palermo era l’immensa ricchezza della Libia, non la sofferenza dei migranti o del popolo libico, frutto di quella spaventosa guerra fatta nel 2011 contro il leader libico Gheddafi.

Una guerra iniziata dalla Francia, appoggiata dall’Italia e dalla NATO per il controllo degli immensi giacimenti petroliferi.

Abbiamo scaricato sulla Libia quarantamila bombe e missili.

Eppure Gheddafi era amico di Berlusconi, legato all’Italia da un trattato di amicizia.

Quella guerra ha prodotto il caos totale in quel paese che ora si ritrova spaccato in tre parti (Tripolitania, Cirenaica e Fezzan), dove i gruppi armati si scontrano in continuità.

 A farne le spese è il popolo libico, ma ancora di più i migranti africani. Gheddafi aveva dato lavoro a due milioni di loro. Molti hanno tentato la fuga via mare , i più sono rimasti in Libia.

Per bloccare quell’esodo il governo italiano prima con Minniti e poi con Salvini ha stretto un accordo criminale pagato con migliaia e migliaia di morti per mare, con migliaia e migliaia di uomini e donne torturati e stuprati dalle milizie libiche.

Invece di rispondere a questo immenso inferno umano, la Conferenza ha fatto teatro a scena aperta, iniziando dalle sceneggiate del Generale K. Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, che non ha poi partecipato alla plenaria della Conferenza , fino alla foto finale di Haftar e El Serraj (acerrimi nemici!) che si stringono la mano sotto lo sguardo sorridente del nostro Premier Conte. Ma a Palermo nessuno ha firmato nulla, nessuno si è impegnato su nulla.

Non c’è stato un comunicato finale, né una data per le elezioni in Libia.

In prospettiva rimane solo la Conferenza Nazionale promossa dall’ONU, da tenersi in Libia per preparare la strada alle elezioni.

Una scommessa non facile, visto il caos libico. Conte ha promesso invece di riorganizzare l’esercito nazionale(nuovo mercato per le nostre armi!). E’ una vergogna che l’Italia davanti a un tale disastro umano, del quale è in gran parte responsabile, non si impegni seriamente a risolverlo.

Per fare questo l’Italia deve farsi un serio esame di coscienza, ammettendo i crimini commessi durante l’occupazione coloniale della Libia (abbiamo impiccato e fucilato centomila patrioti e libici!) con l’uccisione di Gheddafi (2011).

Con queste premesse storiche, i libici non possono fidarsi di noi! Inoltre se l’Italia è intenzionata veramente a dare una mano, non può permettere all’ENI di gestire la nostra politica verso la Libia.

Altrettanto importante è un incontro fra il nostro paese e la Francia per farla finita con i reciproci sgambetti, sempre per il petrolio.

Poi l’Italia deve coinvolgere in questo processo la UE che non ha una seria politica verso la Libia. (Basta leggere il deludente appello per la Libia lanciato su La Repubblica dall’alto rappresentante della UE, F. Mogherini!) L’Italia deve lentamente costruire una sua politica verso la Libia che metta in primo piano il rispetto dei diritti umani .

Purtroppo tutto questo non si è visto a Palermo. Infatti all’indomani della Conferenza , sono ripresi i combattimenti a Tripoli. E’ una situazione , quella libica, che potrebbe favorire l’emergere dei gruppi jihadisti, quaedisti e dell’ISIS (si parla di migliaia di combattenti!) che potrebbe portare alla creazione di un nuovo Stato Islamico.

Non possiamo continuare a giocare con il fuoco! E’ questo il grido che si alza dal controvertice di Palermo :l’Italia finisca di fare teatrino in Libia, ascolti il grido di chi continua a morire nel Mediterraneo (7-8 persone al giorno) e l’urlo di settecentomila africani prigionieri nei lager libici.Il nostro futuro è legato a nuove e rispettose relazioni di buon vicinato con la Libia, il Nordafrica e l’Africa subsahariana.

Il continente a noi prossimo è l’Africa con enormi potenzialità economiche e umane. Una nostra seria politica estera verso il continente crocifisso porterà beneficio a noi e ai popoli africani.

Padre Alex Zanotelli

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
    Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

Archivio

di tendenza

fortemalia inserto magazine

fortemalia.it