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Trento

Marini ripresenta il disegno di legge di iniziativa popolare per promuovere i referendum

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All’inizio della sua attività politica da consigliere provinciale, Alex Marini (5 stelle) ripropone il disegno di legge di iniziativa popolare sulla “democrazia diretta”, dedicato ai referendum, da lui lanciato diversi anni fa come semplice cittadino alla testa di un apposito comitato promotore.

L’esame del provvedimento, presentato nel 2012, in Consiglio provinciale, non è mai arrivato alla conclusione pur avendo impegnato la commissione competente nella passata legislatura.

Per ragioni politiche e nonostante il compromesso raggiunto sui contenuti dagli schieramenti avversi, l’iter del ddl si era fermato poco prima della discussione finale in aula nell’agosto 2018.

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Ora, anche in virtù dell’accordo pregresso stretto tra le forze politiche contrapposte, la novità è che a sottoscrivere il medesimo testo – che aggiornato nella sedicesima legislatura è diventato il ddl numero 2 (nella quindicesima era il numero 1), “Modificazioni della legge provinciale 5 marzo 2003, n.3 (legge sui referendum provinciali 2003)” – non è più solo, Alex Marini, che rimane primo firmatario.

A sottoscrivere la proposta ci sono altri sei consiglieri di minoranza – il collega pentastellato Degasperi, Ghezzi e Coppola di Futura, Rossi e Dallapiccola del Patt – e Walter Kaswalder del gruppo Autonomisti popolari, unico esponente della maggioranza e che aveva firmato prima della sua elezione a presidente del Consiglio provinciale.

Dal negoziato frutto della mediazione fra i gruppi politici nella precedente legislatura, era emersa una proposta che aveva ridotto l’articolato del ddl dagli originari 55 articoli a sole 7 norme.

I punti salienti della proposta sono questi: l’abbassamento del quorum di partecipazione dal 50 al 20% perché i referendum siano considerati validi; l’istituzione di una commissione permanente per la valutazione dell’ammissibilità dei quesiti referendari, nominata a inizio legislatura; l’ampliamento della finestra temporale per la celebrazione dei referendum; introduzione dell’audizione pubblica organizzata dal Consiglio provinciale affinché i promotori possano presentare i contenuti della proposta in un’audizione pubblica organizzata dal Consiglio provinciale.

Queste le norme principali del testo ridimensionato e approvato dalla Prima commissione permanente del Consiglio provinciale, ma non in aula. Ora Marini e gli altri firmatari chiedono all’assemblea legislativa di prevederne l’esame a breve. Senza dimenticare che il ddl è già passato al vaglio di una complessa istruttoria, che ha visto l’audizione di esperti anche in campo internazionale. E che è sostenuto dal parere giuridico della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa (797/2014).

la relazione introduttiva al ddl segnala che mentre l’articolo 48 dello Statuto di Autonomia prevede il referendum provinciale abrogativo, propositivo e consultivo, oggi il diritto a promuovere queste consultazioni popolari è di fatto negato da vari ostacoli di tipo procedurale.

Il maggiore dei quali è la presenza del quorum di partecipazione fissato al 50% degli aventi diritto al voto.

Quorum che il disegno di legge prevede di abbassare al 20% per favorire la più alta affluenza possibile. A giudizio della Commissione di Venezia è “consigliabile” non prevedere un quorum di affluenza o un quorum per l’approvazione, per evitare due effetti indesiderati: primo, le astensioni sono assimilabili ai non-voti; secondo, i voti espressi per una proposta che alla fine non raggiunge il quorum saranno inutili.

E gli avversari saranno tentati di incoraggiare l’astensione, che non è salutare per la democrazia.

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Trento

Si tuffa dalla Torre dell’Orso, grave un sedicenne trentino in vacanza

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Un tuffo pericoloso dal costone roccioso dell’Orsetta a Torre dell’Orso potrebbe costare carissimo a un sedicenne trentino.

Il ragazzo, che da ieri è nel Salento per le vacanze assieme ai propri famigliari, si è infatti lanciato con una capriola dalla falesia in un tratto transennato per pericolo di crollo.

Una sciocchezza che potrebbe costarli la vita.

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Dopo il lancio nel frequentato tratto della baia, i bagnanti lo hanno visto riemergere privo di coscienza e hanno dato l’allarme.

Immediati i soccorsi da parte dei bagnini dello stabilimento vicino, il “Lido l’Orsetta”, e poi dagli operatori del 118 e militari della guardia costiera dell’Ufficio marittimo di San Foca, tutti accorsi a bordo delle idromoto.

All’arrivo dei soccorritori, il ragazzino era tornato cosciente ed è stato allacciato a una barella spinale, per garantirgli l’immobilità visto il serio sospetto che nell’urto con gli scogli abbia riportato un trauma alla spina dorsale.

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Trento

Tonina: nessun ritorno alla politica delle seconde case. Sì al riuso del patrimonio edilizio esistente.

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No all’ulteriore consumo del territorio e nessun ritorno alla politica delle seconde case.

Sì alla continuità con le scelte compiute dalle Giunte nel decennio 2005-2015 attraverso le leggi provinciali che hanno frenato la proliferazione degli alloggi destinati a fini turistico-ricreativi.

Questa in sintesi la risposta dell’assessore all’urbanistica e all’ambiente Mario Tonina (nella foto) a un’interrogazione del consigliere del Pd Luca Zeni.

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Nel chiedere lumi sulla posizione dell’esecutivo, Zeni sosteneva che il “Trentino a trazione leghista apre all’edificazione delle seconde case, incentivando in tal modo un ulteriore consumo del territorio a scapito dell’economia alberghiera e della qualità ricettiva“. Così – proseguiva – si contribuisce “a scalmierare il mercato immobiliare, mantenendo alto il costo delle abitazioni per le giovani coppie”.

Con la sua risposta Tonina respinge anche l’accusa rivolta da Zeni alla Giunta di proporre un modello afflitto da “strabismo”.

Secondo il consigliere, infatti, l’esecutivo è in “palese confusione “, con un presidente “che riafferma l’ormai trito ritornello possibilista” sulla cancellazione di quel che di positivo si era pur fatto fin qui nei settori dell’edilizia e dell’urbanistica per la difesa dei nostri territori di montagna, e un “Vice Presidente che sostiene l’esatto contrario, nell’assordante silenzio dell’albergatore assessore al turismo”.

L’assessore smentisce:è noto e condiviso – scrive – che la legge provinciale 16 del 2005 ha contribuito alla tutela del territorio e del paesaggio e insieme alle esigenze abitative primarie e alla qualificazione del settore turistico”.

E per fugare ulteriormente i dubbi rassicura: “le recenti modifiche introdotte in materia urbanistica con la legge 2 del 2019 hanno confermato tale disciplina”.

Il provvedimento, precisa Tonina, si è limitato ad elencare nella legge i casi, prima demandati a regolamento, di possibile autorizzazione per l’utilizzo temporaneo di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per tempo libero e vacanze.

Quanto al futuro, conclude, “eventuali interventi normativi sulla disciplina urbanistica provinciale verranno condotti solo sulla base di un adeguato approfondimento delle dinamiche di trasformazione del patrimonio esistente e dopo aver ponderato i possibili effetti sull’assetto del territorio”.

L’obiettivo dell’amministrazione provinciale, insomma, è favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente servendosi di più strumenti, come dimostrano anche gli incentivi per il recupero dei centri storici.  

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Trento

Nella notte tenta il furto in un B&B al quartiere le Albere. Arrestato nigeriano per rapina, ricettazione e resistenza

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trento hanno arrestato in flagranza di reato il 19enne D. I., nigeriano, poiché ritenuto responsabile di rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

Nelle prime ore di oggi, lunedì 19 agosto 2019, intorno alle ore 01,50, il nigeriano si è introdotto all’interno di un “B&B” di piazza Donne Lavoratrici presso il quartiere delle Albere dove, per impossessarsi di un telefono cellulare di proprietà di un ospite, non ha esitato ad aggredire un altro cliente per garantirsi una via di fuga.

Tale condotta veniva bloccata da ulteriori ospiti presenti nel “B&B” che trattenevano l’extracomunitario fino all’arrivo de dei militari operanti, nel frattempo allertati a seguito della richiesta di intervento pervenuta sul numero unico di emergenza.

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Anche contro quest’ultimi, il fermato assumeva un atteggiamento di violenta resistenza che, comunque, non provocava nessuna conseguenza.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato trattenuto presso il Comando di via Barbacovi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il processo in direttissima.

Nella mattina di Domenica u.s. (18.08.2019), in una via del centro è stato fermato un pregiudicato già destinatario di una misura cautelare restrittiva emessa dall’A.G. trentina. S.F. minorenne tunisino, oltre ad essere stato sottoposto alla misura cautelare e conseguentemente tradotto presso il Carcere Minorile di Treviso per scontare giorni trenta di reclusione è stato segnalato per violenza e resistenza nei confronti dei militari intervenuti.

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