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Politica

Giunta provinciale a Canal San Bovo: “Massimo impegno per contrastare lo spopolamento della montagna”

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“90 mila metri cubi di alberi abbattuti, danni alla viabilità e ad alcune case colpite dalle frane, ma la risposta è stata immediata ed efficace grazie al coraggio di chi ha operato in quei giorni e al sostegno della Provincia”.

C’è molta emozione nelle parole del sindaco di Canal San Bovo, Albert Rattin, che insieme alla sua Giunta ha accolto oggi il presidente Maurizio Fugatti e gli assessore della Provincia, saliti nella valle del Vanoi, duramente colpita dal maltempo di fine ottobre, per testimoniare la vicinanza delle istituzioni.

“Un gesto molto apprezzato – ha detto il sindaco – che fa seguito agli impegni concreti già attivati dalla Provincia”.

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“Sono rimasto molto colpito – ha evidenziato il presidente Fugatti – dall’operosità e dal senso di responsabilità della comunità di Canal San Bovo, che in quei giorni ha saputo far fronte con grande efficacia all’emergenza. Siete un esempio per tutti. Lavoreremo insieme per risolvere tutti i problemi rimasti sul tappetto. Questa Giunta – ha detto Fugatti – intende affrontare con decisione le problematiche dei territori di montagna. Attiveremo tutti gli strumenti possibili per fare in modo che i giovani possano restare a vivere o tornare qui, favorendo la natalità. Contrastare lo spopolamento delle zone di montagna è la nostra priorità”.

Parole condivise anche dagli assessori Mario Tonina e Giulia Zanotelli che hanno ribadito la massima collaborazione per affrontare le emergenze ancora aperte, come quelle delle foreste ed in generale per sostenere le attività economiche dei territori di montagna.

L’incontro fra le due Giunte, tenuto nel municipio di Canal San Bovo, si è concluso con le parole del parroco don Nicola Belli che ha evidenziato come in quei giorni difficili sia emerso il buon cuore della gente, che ha utilizzato il proprio tempo per dare un mano senza lamentarsi.

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Politica

Matteo Renzi lascia il PD in «bancarotta» con 600 mila euro di debiti

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Si chiude con 600.495 euro di passivo il bilancio del Partito democratico relativo al 2018.

Il documento è stato approvato giovedì scorso insieme alla relazione del tesoriere Luigi Zanda.

Ma i conti fatti non hanno niente a che vedere con l’attuale gestione guidata da Nicola Zingaretti, in quanto costituiscono piuttosto l’ultimo resoconto finanziario della segreteria Renzi.

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Una pesante eredità, quella lasciata da Matteo Renzi al Pd.

La notizia viene riportata oggi da giornale online Huffington Post

Cinque anni complicati, con la progressiva riduzione dei rimborsi elettorali, che ovviamente ha avuto un grande peso specifico sul bilancio.

Molto peggio di Renzi, comunque, fece Pier Luigi Bersani: lasciò le casse del Pd all’allora tesoriere Francesco Bonifazi con un passivo-monstre pari a 10,8 milioni di euro.

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Politica

Annalisa Caumo confermata presidente dell’UPT

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L’assemblea degli iscritti dell’Unione del Trentino ha approvato oggi  all’unanimità l’atto di indirizzo, documento guida per l’organizzazione della fase costituente.

Annalisa Caumo è stata confermata presidente dell’Upt. Responsabili politici dell’Unione per il Trentino sono stati eletti Alessio Rauzi e Valter Giacomazzi fino alla prossima assemblea provinciale. Eletto anche il  nuovo Parlamentino UPT

Nel documento d’indirizzo viene preso atto che «un ciclo sociale e politico si è chiuso. In Trentino – come in Italia e in Europa – si misurano cambiamenti epocali che hanno provocato una radicale mutazione della politica e delle sue categorie. La crisi del compromesso tra democrazia e mercato che aveva realizzato in Europa uno dei sistemi di redistribuzione della ricchezza più efficaci che la storia ricordi e la conseguente perdita di carisma delle istituzioni rappresentative, hanno fatto nascere una domanda politica nuova, che i partiti democratici tradizionali faticano ad intercettare e che diventa invece la base costitutiva delle proposte populiste e della destra sovranista».

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In modo particolare  – viene scritto nel documento – del fatto che anche in Trentino i comportamenti elettorali siano oggi del tutto omologati a quelli del resto del Paese, pur in presenza degli importanti risultati ottenuti dai Governi Provinciali degli ultimi decenni proprio sul piano dei diritti sociali e della difesa dei sistemi di welfare e di redistribuzione della ricchezza.

Segno evidente, questo, di una Speciale Autonomia che non ha coltivato e condiviso con la comunità in modo adeguato il senso di un progetto che non può essere confinato nelle sole, pur importanti, prestazioni di tipo amministrativo.

Attraverso una delibera l’assemblea degli aderenti all’Unione del Trentino da mandato ai nuovi organi del partito:

  • di completare entro i prossimi dodici mesi il processo costituente di una forza politica nuova, che l’UPT deve concorrere a costruire – in coerenza con i propri valori – ricercando l’apporto di persone, associazioni, esperienze civiche territoriali e formazioni politiche disponibili ad aprire una nuova stagione di presenza del popolarismo trentino di ispirazione democratica, autonomista e riformatrice.

  • di elaborare una nuova forma organizzativa capace di valorizzare l’apporto democratico delle persone e delle formazioni sociali indisponibili e non più interessate ad una militanza partitica di tipo tradizionale.
    Tale obiettivo diventa fondamentale non solo per la vita della nuova formazione politica, ma anche e soprattutto per la tenuta del sistema democratico e per la possibilità che esso sia ancora alimentato da meccanismi efficaci di rappresentanza politica.

  • di adeguare la comunicazione del nostro messaggio in modo immediato, forte e pratico tenendo nel dovuto conto la necessità di raggiungere la platea giovanile e la positività dei messaggi in contrapposizione alla comunicazione negativa tendente a sollecitare paure e falsi nemici.

  • Di stabilire un approccio alla Comunità e alle sue varie componenti che rifletta ciò he siamo: un’associazione di volontari. Politica significa fare cose per le persone e con le persone. Recuperare l’attività sul territorio, “on the road” al fianco dei lavoratori, delle imprese, del mondo del volontariato e dell’associazionismo.

L’unione del Trentino punta sulla tornata dei rinnovi amministrativi della primavera 2020 come un primo importante passaggio sulla strada sopra indicata.

«Occorre un rilancio cedibile delle Autonomie Locali in Trentino, – si legge ancora nel documento – da sempre veicolo di partecipazione e di autogoverno delle comunità ed oggi fortemente condizionate dalle incertezze derivate dalla controriforma istituzionale e dalle spinte centraliste che sembrano connotare il Governo Provinciale in carica. E occorre che – pur attraverso strumenti di presenza elettorale diversi in ragione della specificità delle situazioni – le forze politiche popolari, democratiche ed autonomiste nonché le aggregazioni civiche presenti in molte realtà locali costruiscano da subito una prospettiva di impegno comune in vista di tale scadenza».

 

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Politica

Nuova struttura organizzativa per il partito democratico Trentino

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Qualche mese è passato dall’elezione di Lucia Maestri quale nuova segretaria del Partito Democratico del Trentino.

Per il partito democratico trentino i mesi intensi di campagna elettorale e i numerosi gazebo allestiti in mezzo alla gente sono una base di partenza incoraggiante, che «ci impone di dispiegare il massimo impegno ed esercitare la massima responsabilità nei prossimi cruciali mesi, in vista della campagna elettorale per le elezioni comunali del 2020» – Spiega Maestri.

Il partito Democratico del Trentino riparte anche da una nuova struttura organizzativa.

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Nel corso dell’ultimo coordinamento provinciale, tenutosi a Nomi presso la Festa dell’Unità venerdì 7 giugno, sono stati presentati nomi delle persone che comporranno la segreteria organizzativa.

A ciascuno di loro è stata affidata una delega: Enti locali, Circoli, Comunicazione, Organizzazione, Formazione, Coordinamento commissioni di lavoro e Rapporti con il coordinamento.

La Segretaria, Lucia Maestri, ha ritenuto opportuno affidare alcune delle deleghe sopra indicate a membri del coordinamento provinciale in modo tale da garantire sempre una solida saldatura tra l’azione della segreteria, di nomina fiduciaria della Segretaria, e il coordinamento provinciale.

I due organi devono procedere e operare di pari passo in modo tale da tenere sempre aggiornato il partito e i suoi diversi rappresentanti rispetto alle decisioni assunte in segreteria e viceversa.

«Le sfide, difficili ma entusiasmanti, che ci attendono richiedono, da subito, – sottolinea Maestri –  il massimo grado di coinvolgimento e la massima collaborazione da parte di tutte/i. E’ e sarà, per altro, il coinvolgimento, già vissuto nella recente campagna elettorale, la modalità di fondo del nostro lavoro».

Di seguito i nomi delle persone indicate:

Enti locali: Vera Rossi (coordinamento provinciale)

Circoli: Sacha De Carli (coordinamento provinciale)

Organizzazione: Roberto Menegaldo, Cristina Casagrande e Davide Tabarelli

Formazione: Pasquale Mormile

Coordinamento commissioni di lavoro: Chiara Rossi

Comunicazione: Cristina Frassoni (coordinamento provinciale) e Giulio Piffer.

Rapporti con il coordinamento: Alessandro Fedrigotti.

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