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Sfruttamento sessuale e lavorativo: lo studio UniTrento sul finanziamento e uso dei fondi

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Domani, venerdì 30 novembre, presentazione dei risultati dello studio condotto in Italia dal gruppo di ricerca eCrime dell’Università di Trento.

La conferenza si apre alle 9.15 al Palazzo di Giurisprudenza (Trento – Via Verdi, 53).

Conoscere il finanziamento e l’uso dei fondi nella tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo è importante per rafforzare il contrasto a questo mercato illegale, strutturato in attori differenti e che genera enormi profitti. A oggi però la conoscenza di questi aspetti è ancora limitata, così come l’utilizzo delle indagini di tipo finanziario, a livello sia nazionale sia europeo.

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Il progetto europeo FINOCA 2.0, coordinato dal Center for the Study of Democracy – CSD (Bulgaria), con la collaborazione del gruppo di ricerca eCrime dell’Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza (Italia), Institute for International Research on Criminal Policy, Università di Ghent (Belgio) e National Institute for Advanced Studies in Security and Justice – INHESJ (Francia) ha consentito una prima analisi e conoscenza di come gli attori di questo mercato illegale siano capaci di avviare e mantenerle nel tempo operazioni di tratta.

Quasi due anni di lavoro e 150mila euro di finanziamento della Commissione europea con il Programma Internal Security Fund – Police, per analizzare e capire il finanziamento e l’uso dei fondi nella tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo. Obiettivo, suggerire proposte e integrazioni alla normativa per incrementare la cooperazione nell’uso di indagini finanziarie a livello nazionale, europeo e internazionale.

Grazie alla preziosa collaborazione di esperti tra rappresentanti delle forze di polizia, magistratura, associazioni no-profit, ma anche vittime di tratta e giornalisti, è stato possibile approfondire vari aspetti. Innanzitutto l’organizzazione e la struttura degli attori della tratta e dei modelli di business anche con riferimento alla fase dello sfruttamento. Quindi le fonti utilizzate per finanziare le operazioni di tratta. Il terzo aspetto ha riguardato le modalità e i mezzi impiegati per pagare le operazioni di tratta, così come il costo sostenuto per avviarle. Infine si è puntata l’attenzione sui profitti e il riciclaggio dei proventi illeciti della tratta rispetto ai metodi utilizzati e agli ambiti di investimento.

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Il team di ricerca commenta: «In un mercato illegale dove gli attori si collocano all’interno di un continuum, da gruppi criminali organizzati a gruppi criminali di medie-piccole dimensioni (strutturati spesso su base familiare) e attori singoli, organizzare operazioni di tratta risulta relativamente economico a parità di altri traffici, come ad esempio quello di sostanze stupefacenti. Perché? Per l’elevata offerta». E prosegue: «Sempre più persone sono spinte da fattori quali povertà, instabilità politica, condizioni socio-economiche svantaggiate a lasciare il proprio paese. Questo facilita il lavoro dei reclutatori nei villaggi e nelle città in Africa, Cina e Europa dell’Est ovvero i paesi di maggiore provenienza delle vittime sfruttate in Italia. E per i costi molto bassi, o addirittura quasi inesistenti, per chi organizza le operazioni di tratta. Spesso sono le vittime, i familiari o i parenti ad anticipare la somma necessaria a coprire le spese di viaggio e quelle per i documenti (quando servono), magari vendendo proprietà o indebitandosi con prestiti usurai».

La conferenza

I risultati verranno presentati domani, venerdì 30 novembre, nella sala conferenze del Palazzo di Giurisprudenza (Trento – Via Verdi, 53).

Dopo il saluto iniziale del Procuratore della Repubblica, Sandro Raimondi, capo della Procura distrettuale della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Trento, a introdurre il progetto europeo FINOCA 2.0 sarà Andrea Di Nicola, coordinatore scientifico del gruppo di ricerca eCrime, illustrandone obiettivi e metodologia. I risultati del caso studio saranno presentati da Fiamma Terenghi di eCrime, che parlerà delle fonti di finanziamento e dell’uso dei fondi nella tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo in Italia. Dai risultati alle proposte per rafforzare l’attività di prevenzione e contrasto della tratta di persone a livello europeo e extra-europeo, di cui parlerà Valentina Piol di eCrime.

La mattinata proseguirà con due sezioni dedicate alle due forme di sfruttamento (quello sessuale e quello lavorativo).

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