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Italia ed estero

Viaggi: ecco le 5 località italiane da visitare a dicembre

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È un inverno insolito seppur inverno.

Natale, il periodo più dolce dell’anno, si avvicina e i primi addobbi si cominciano a vedere per le vie dello shopping delle grandi città.

Intanto, le iniziative non solo nella nostra regione ma anche nelle altre principali località italiane si moltiplicano e lo stivale diventa tutto luci e addobbi.

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Per chi ha voglia di avventurarsi in giro per l’Italia, abbiamo selezionato 5 località da visitare a dicembre.

Prima di elencarvele, però, abbiamo due consigli per risparmiare; per quanto riguarda il viaggio, suggeriamo di dare un’occhiata alla pagina sulle offerte treni di GoEuro, mentre per l’alloggio, date un’occhiata alla pagina offerte di hotels.com: in questo modo potrete risparmiare su viaggio e alloggio e permettervi di spendere di più, ad esempio, al ristorante che, soprattutto in periodo prenatalizio, regala prelibatezze uniche quale che sia la località scelta.

Ma veniamo alle 5 mete.

La prima meta è Milano, che il 7 dicembre si addobba a festa per il santo patrono Sant’Ambrogio.

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Oltre alla tradizionale messa celebrata dal vescovo della città la vera attrazione è la “Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!”, dal 6 al 9 dicembre, dove per tradizione si va alla ricerca di regali, oggetti natalizi e prodotti tipici. Tra le altre cose la fiera si svolge in un luogo unico, il Castello Sforzesco, unendo arte, tradizione e storia.

Spostandosi al sud Italia è possibile, invece, visitare Salerno con la sua tradizionale “Luce d’artista”. La città si veste di luci e colori lungo Corso Vittorio Emanuele, Piazza Portanova e in tutto il centro storico creando atmosfere uniche davvero imperdibili. A questo si aggiunge lo splendore della città campana, con la sua storia che risale al Medioevo e l’incantevole lungomare.

Da qui potrete facilmente spostarvi verso Matera, famosa per i sassi, abitazioni rupestri dove si viveva fino al secondo dopoguerra. La piccola cittadina della Basilicata si anima grazie al presepe vivente allestito all’interno di queste antiche abitazioni donando un tocco di magia all’intero ambiente.

Visitare Matera è anche l’occasione per scoprire la città che nel 2019 sarà Capitale europea della cultura.

E se si parla di Natale è impossibile non visitare Napoli, la città della pizza, del mare e del sole, ma anche dell’incantevole atmosfera natalizia. Partendo da via Toledo addobbata con splendide luminarie, passando per gli innumerevoli mercatini di natale, fino ad arrivare a Via San Gregorio Armeno, dove gli artigiani creano originali statuette rappresentanti tutti i personaggi famosi in Italia e nel mondo. Un tocco creativo da regalare al proprio al presepe e una tradizione unica nel suo genere che attira turisti da tutto il mondo.

Per finire, una splendida città del centro Italia come Perugia può essere un’ottima scelta. Con i suoi mercatini all’interno della Rocca Paolina, la fortezza della città e altre innumerevoli iniziative, la città del cioccolato si conferma una meta splendida da visitare. Da qui, potrete approfittare per visitare la vicina Gubbio con il suo famosissimo albero, realizzato illuminando il vicino monte Ingino con oltre 800 punti luminosi.

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Il giorno più corto quest’anno è il 22 dicembre

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In molti pensano che il giorno più corto dell’anno sia il 13 dicembre. Cioè ieri.

Ma non è del tutto vero. Il giorno superato il quale le giornate si allungheranno, più esattamente è il giorno del solstizio d’inverno.

Che quest’anno è il 22 dicembre. Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italian, si è espresso in merito: “La credenza che il 13 dicembre sia il giorno più corto dell’anno è legata al fatto che in questa data il Sole tramonta qualche minuto prima, ma per calcolare il giorno più corto bisogna tener conto dell’orario in cui sorge il Sole e così il giorno più corto risulta il solstizio invernale“. Ecco la verità.

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Un tempo, la differenza che intercorreva tra calendario civile e calendario solare era più grande e il solstizio d’inverno si verificava il 12 o il 13 dicembre. Ecco perché tendiamo a credere che il giorno di Santa Lucia sia il più corto in assoluto.

Intanto, a cavallo in questi giorni ci saranno le stelle cadenti. Più precisamente, si potrà assistere alle meteore più spettacolari di questo mese, chiamate Geminidi.

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Sardine, il politologo Tarchi ammutolisce Santori: «Fenomeno di moda senza contenuti destinato a finire subito»

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Una moda che passerà veloce da parte di chi una volta in piazza non ascolta il comizio degli organizzatori, non protesta sotto nessun simbolo, non organizza assemblee in cui parlare a turno per pianificare qualcosa, ma canta «Imagine» di Lennon e «Bella Ciao», povera canzone di battaglia, ridotta ad Hit da serie TV e gare di ballo.

E come scrive giustamente Alessio Mannino su «L’intellettuale dissidente», le Sardine odiano l’odio. E mentre odiano, negano di odiare.

Una forma patologica molto comune che fa sentire bene solo perché viene nascosta la negatività che c’è in ognuno e non può non esserci a meno di non voler negare l’evidenza.

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Parla invece di grande truffa delle sardine “apartitiche” Marco Tarchi politologo e docente di Scienze politiche all’Università di Firenze. Si tratta – spiega – di “un fenomeno di moda”, né più né meno.

E dunque destinato a sparire in fretta. “Le sardine – spiega in un’intervista al Giornale – dovrebbero avere idee, visioni del mondo e non solo slogan“.

Invece sono appunto un fenomeno “pieno di umori ma scarso nei contenuti, che si proclama apartitico ma di fatto raccoglie spezzoni delle varie sinistre radicali, le cui parole d’ordine richiamano come ha ammesso giorni fa lo stesso leader in una trasmissione radiofonica il repertorio dei centri sociali: no borders, diritti lgbt, femminismo, accoglienza indiscriminata dei migranti. Collante unico, essere contro Matteo Salvini per drenare quei voti “off” alla sinistra istituzionale e al Pd per primo. Come tutti i movimenti collettivi, però, secondo Tarchi il movimento organizzato a inizio novembre come flash mob bolognese da Mattia Santori e altri tre amici “passerà progressivamente dall’euforia e dal protagonismo alla divisione e alla marginalità”.

Che siano un rigurgito di sinistra è reso evidente da un fatto: “Siamo ancora allo stadio delle esternazioni circoscritte ad un solo bersaglio, Salvini, e nei confronti di alcuni dei pilastri dell’establishment, Pd in testa, non c’è alcuna vera ostilità” ed è questa la vera, grande differenza con il Movimento 5 Stelle delle origini.

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Resta un grandissimo limite: “La bella politica dovrebbe avere idee, progetti di società, visioni del mondo, programmi d’azione, non solo slogan – conclude Tarchi -. Può darsi che questo movimento ne produrrà, ma è sicuro che, non appena preciserà obiettivi e moventi, inizierà a sfilacciarsi. Rschia di durare, tutt’al più, il tempo di una campagna elettorale”.

L’impressione è che non cambi nulla sulla scena politica con l’avvento delle Sardine, e che i consensi e i voti siano sempre quelli, cioè quelli che circolano impazziti nei movimenti della sinistra e che si spostano un giorno da una parte e un giorno dall’altra, ma alla fine il totale non cambia.

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Battaglia per l’approvazione del Mes: Senatori cinque Stelle pronti a lasciare, direzione Lega

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164 voti a favore e 122 contrari, Passa dopo un pomeriggio di fibrillazione la fase decisiva della votazione in Senato sulla risoluzione del mes, il fondo salva Stati, concludendosi quindi con una votazione confortante per la maggioranza nonostante la minaccia di abbandono di 4 esponenti del movimento Cinque Stelle che hanno votato in dissenso.

Il voto al Senato è stata la conclusione di una giornata che è iniziata con una leggera agitazione alla Camera ma proseguita al Senato con una tensione crescente anche per la presenza del leader della Lega che, con il suo intervento a ripreso le redini dell’ormai noto scontro Conte – Salvini e fatto leva sulle mancanze dei grillini, un tempo contrari al mes.

Al Priemier che spiega:” Il mes non è stato costruito contro un Paese” accusando la Lega di voler abbandonare l’Europa, Salvini risponde “ Lo dico alla copia distratta del Presidente Monti, non abbiamo progetti per far uscire l’Italia dall’euro”.

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Al termine della giornata tra i 14 assenti e i dissenzienti del Movimento 5 Stelle al Senato, pronti ad abbandonare il Movimento per la Lega, pesano e lasciano sul campo una ferita dolorosa, aprendo un ennesimo e personalissimo elemento di scontro tra i due ex alleati: Salvini e Di Maio.

Matteo Salvini ha deciso di aprire il mercato delle vacche”, accusa gravissima Di Maio che chiede chiarimenti a Salvini. Chiaramente si rivolge anche a quei senatori che, nelle ore decisive hanno fatto sapere non solo di volersi esprimere in dissenso ma anche di voler lasciare il movimento direzione Lega. Tra i possibili dissidenti Francesco Urrano e Ugo Grassi

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