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Trento

Trento, controlli sui camion: 10 mila euro di multe in 10 giorni

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Il comando della polizia locale Trento Monte Bondone lo scorso 12 novembre ha istituito il nucleo autotrasporto (N.at) attraverso il quale intende dare corso a controlli approfonditi sul trasporto di merci e persone, al fine di aumentare la sicurezza stradale e garantire la corretta concorrenza tra autotrasportatori.

Nei primi 10 giorni di attivazione sono già numerosi i controlli su strada che hanno portato all’accertamento di irregolarità più o meno gravi a carico di veicoli e conducenti sottoposti a verifica.

In particolare, sulle principali arterie stradali comprese nel territorio comunale di Trento, sono stati controllati 21 veicoli (7 italiani e 14 esteri) e notificate 31 violazioni ai conducenti e alle ditte proprietarie dei veicoli o titolari delle licenze di autotrasporto, per importi complessivi superiori a 10 mila euro.

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Tra le irregolarità rilevate emergono per particolarità e gravità le seguenti :

Il 22 novembre è stata accertata, su un trattore stradale di nazionalità bulgara, la manomissione del sistema AdBlue con alterazione della centralina di controllo delle sostanze inquinanti. AdBlue è il nome utilizzato a livello internazionale per definire un additivo sviluppato per i settori chimico e automobilistico. Si tratta di una soluzione acquosa di urea al 32,5%, di elevata purezza, utilizzata per ridurre fino al 90% le emissioni dei gas di scarico prodotti dai veicoli dotati di motore diesel. La reazione chimica che si instaura è in grado di produrre allo scarico del veicolo solamente anidride carbonica, vapore acqueo e azoto gassoso. La manomissione del sistema ha lo scopo di risparmiare sui costi, perché si evita il consumo dell’additivo, senza compromettere le prestazioni del camion, ma ovviamente scaricando in atmosfera quantitativi importanti di sostanze inquinanti. Il costo dell’AdBlue è minore di quello del gasolio, ma moltiplicato per decine di migliaia di chilometri l’anno a veicolo e per il numero di veicoli della flotta, si arriva a cifre importanti risparmiate a scapito dell’ambiente.

Per ingannare il sistema elettronico di controllo installato sui veicoli, sono stati inventati degli impianti, chiamati emulatori, con centraline parallele che sovrascrivono il sistema Adblue istantaneamente, fermando l’utilizzo del liquido AdBlue e disattivando i sensori, senza alcuna perdita di potenza del motore o avvisi sul cruscotto e nel sistema diagnostico di bordo. L’impianto è stato trovato dagli agenti all’interno del vano portafusibili occultato all’interno della matassa di fili elettrici e, come accertato presso l’officina tecnica, dove il mezzo è stato accompagnato per la verifica, risultava attivo e funzionante. L’emulatore è stato a quel punto smontato e sequestrato e al conducente sono state contestate le violazioni previste dall’articolo 71 e 78 del Codice della Strada, che sanzionano rispettivamente con euro 85 la mancanza di caratteristiche costruttive dei veicoli a motore e con euro 422 ed il ritiro della carta di circolazione il mancato aggiornamento di tale documento dopo aver apportato modifiche al veicolo.

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Sempre lo scorso 22 novembre, nell’ambito dei controlli effettuati sulla SS47 nella galleria di Martignano, è stato accertato il transito di un veicolo sloveno, che trasportava merce pericolosa, nonostante il divieto assoluto per tali mezzi di percorrere il tratto di strada in galleria. E’ stata contestata al conducente l’infrazione prevista dall’articolo 168 del codice della strada che prevede una sanzione di 168 euro per le violazioni connesse al trasporto su strada di merci pericolose.

Lo scorso 13 novembre su un veicolo italiano è stata accertata l’alterazione del cronotachigrafo mediante l’uso di calamita sul bulbo di rilevazione, al fine di modificare la registrazione dell’attività di guida. La calamita è stata sequestrata e il conducente sanzionato come previsto dall’articolo 179 del codice della strada, con il pagamento di 1.696 euro in misura ridotta, la decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione del documento di guida da 15 giorni a tre mesi.

Sempre il 13 novembre, su un veicolo italiano, è stata accertata l’assenza dei sigilli di protezione del cronotachigrafo, violazione prevista dall’articolo 179 del codice della strada che prevede la sanzione di 1.696 euro in misura ridotta e la decurtazione di 10 punti patente con sospensione del documento di guida da 15 giorni a tre mesi.

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Trento

Vetrina sfondata e bancomat distrutto. Condannati nuovamente gli anarchici trentini

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Dopo le sei condanne alla cellula anarchica trentina arrivate solo 7 giorni fa arrivano nuovi problemi per gli anarchici.

Il giudice ha infatti condannato Massimo Passamani e Andrea Parolari a 6 mesi e 20 giorni di reclusione, quest’ultimo condannato già a 2 anni e sei mesi per danneggiamenti e violazione della legge sulle armi.

Giulio Berdusco e Agnese Trentin sono stati condannati a 6 mesi, Enzo Ianes a 5 mesi e 20 giorni, Nikita MaffeiMatteo Nascimben a 4 mesi e 6 giorni.

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In seguito alla manifestazione del 9 febbraio 2018, il giorno in memoria delle vittime delle foibe, i primi sei erano accusati di aver danneggiato il negozio Funky di Nicola Paolini in via delle Orne a Trento.

Berdusco e Trentin – secondo l’accusa – avevano  sfondato la vetrina con un estintore per poi usarlo all’interno del negozio, Passamani, Ianes e Parolari li avrebbero coperti sollevando uno striscione e Maffei avrebbe acceso un fumogeno per non farli notare alla vista delle forze dell’ordine.

Durante la stessa manifestazione del 9 febbraio 2018 Nascimben ha distrutto un bancomat delle Poste Italiane e ha ricoperto la tastiera e lo schermo con della vernice spray nera.

Maffei e Nascimben sono anche accusati di porto definitivo d’arma perchè avevano con sé dei bastoni.

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Trento

Conto alla rovescia per i vaccini antinfluenzali negli ambulatori Apss

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Ultimi giorni per vaccinarsi contro l’influenza negli ambulatori dell’Apss di Cles, Pergine Valsugana, Pozza di Fassa, Riva Del Garda, Tione e Trento.

Il Dipartimento di prevenzione dell’Apss ribadisce che la vaccinazione antinfluenzale è importante, salva vite umane ed è efficace per ridurre il rischio di malattia, di ospedalizzazione e di morte per influenza e invita le persone che non si sono ancora vaccinate a recarsi negli ambulatori Apss o dal proprio medico di famiglia per effettuarla.

L’influenza è una malattia infettiva seria che, in alcune categorie di persone, può avere conseguenze gravi per la salute.

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La maggior parte di coloro che sono colpiti guarisce spontaneamente ma, in una quota significativa di casi, l’influenza si contrae in forma grave o dà complicanze che comportano il ricovero in ospedale e talvolta la morte.

I dati del Sistema di sorveglianza nazionale dell’influenza (Influnet) ci mostrano che a livello nazionale la situazione è in linea con lo scorso anno. Durante la quarantottesima settimana di quest’anno, i 791 medici sentinella del sistema si sorveglianza Influnet hanno inviato dati sulla frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti.

Il valore dell’incidenza totale è pari a 2,52 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 5,54 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 2,30 nella fascia 15-64 anni a 2,52 e tra le persone con età pari o superiore ai 65 anni è di 1,27 casi per mille assistiti.

Per quanto riguarda il Trentino nella quarantanovesima settimana è stato registrato un aumento del numero dei casi di influenza soprattutto nei bambini come conseguenza di un’intensificazione della circolazione del virus influenzale.

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Le persone che intendono vaccinarsi contro l’influenza possono rivolgersi agli ambulatori vaccinali dell’Apss nei giorni e orari indicati nella tabella allegata.

 

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Trento

Ospedale di Cavalese, prime protesi ortopediche con l’ausilio del robot

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Operati nei giorni scorsi dai professionisti dell’Unità operativa di ortopedia di Cavalese i primi pazienti con l’ausilio di un robot chirurgico.

La nuova metodica è stata utilizzata per impiantare protesi d’anca e di ginocchio con un approccio mini-invasivo che permette tempi di recupero ridotti.

I pazienti stanno bene e sono stati dimessi il terzo giorno dopo l’intervento senza dolore grazie anche al programma riabilitativo Fast-track intrapreso nel pomeriggio del giorno dell’intervento.

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Quella utilizzata a Cavalese è una tecnologia utilizzata nelle più moderne sale operatorie che consente attraverso un approccio mini-invasivo, con ridotta perdita ematica, un veloce recupero funzionale e il ritorno alle attività quotidiane dei pazienti in tempi brevi.

La nuova metodica operatoria si arricchisce non solo di strumenti di misura e pianificazione avanzati ma anche di strumenti di taglio controllati dal robot, specifici per ogni tipologia di intervento, che hanno una accuratezza migliore rispetto al passato.

In particolare il robot utilizzato all’ospedale di Cavalese permette, attraverso la creazione di modelli 3D realizzati negli Stati Uniti su immagini Tac, di creare un’immagine virtuale personalizzata della procedura chirurgica in modo da verificare gli effetti di correzioni millimetriche sui movimenti del ginocchio o dell’anca.

L’esecuzione dell’intervento viene effettuata da un braccio robotico che, lavorando su più assi motorizzati, controlla uno strumento di taglio di precisione che permette all’ortopedico di operare con tagli meno invasivi e più precisi. Inoltre il sistema permette di considerare lo spessore della cartilagine e valutare il bilanciamento dei legamenti garantendo il miglior accoppiamento della protesi e di conseguenza una sua maggiore durata e funzionalità.

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Grazie all’accuratezza del sistema robotico alcuni precedenti limiti della chirurgia protesica si sono ridimensionati, sia nelle indicazioni cliniche sia nella fascia di età a tutto vantaggio del paziente.

Da una parte si raggiunge una precisione pressoché assoluta nel posizionamento della protesi (scarto di 0.5 mm.) mentre allo stesso tempo si risparmia tessuto osseo sano e, elemento fondamentale, si rispettano i tessuti molli circostanti (capsula, legamenti, muscoli) grazie al minimo traumatismo prodotto dalla fresa di cui è dotato il braccio robotico.

La tecnologia robotica permette una personalizzazione degli impianti senza la necessità di protesi fatte su misura con evidenti benefici per i pazienti: l’assenza di strumenti di taglio riduce la dolorosità dell’intervento e il conseguente utilizzo di farmaci oltre ad annullare nella quasi totalità dei casi il ricorso a trasfusioni di sangue. Ulteriore vantaggio è la possibilità di conservare una notevole quantità di osso, aspetto chiave nel poter garantire al paziente maggiori opzioni chirurgiche nel caso in cui fosse necessario.

L’introduzione delle protesi ha rivoluzionato il campo ortopedico e ha permesso di affrontare e superare problemi clinici, prima non controllabili, a carico di articolazioni interessate da patologie degenerative, infiammatorie o negli esiti di traumi. L’affinamento della tecnologia dei materiali e il miglioramento delle tecniche chirurgiche garantisce oggi il trattamento di ogni articolazione. La chirurgia protesica ha avuto negli ultimi anni un rapido e costante aumento in tutto il mondo.

Il report (Riap – Registro italiano artroprotesi) più aggiornato per l’Italia, certifica oltre 180mila impianti all’anno con una distribuzione pari a 56,3% anca, 38,6% ginocchio, 3,9% spalla, 0,3% caviglia e 0,9% altre articolazioni.

In particolare l’anca, nell’ultimo decennio, ha visto un aumento di impianti del 141% (in questo favorita dai crescenti casi di fratture del collo del femore trattati con protesi) e il ginocchio addirittura del 226%, percentuali che, nella fascia di popolazione più giovane sono ancora più marcate.

Le ragioni di questi significativi numeri sono da individuarsi nell’invecchiamento della popolazione, nei traumi diffusi (ad esempio stradali), nella pratica di sport ad alto impatto e comunque a forte sollecitazione che richiedono una sostenuta efficienza articolare e nell’atteggiamento culturale di mantenimento di un buon stato fisico anche nelle persone non più giovani.

 

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