Connect with us
Pubblicità

Spettacolo

“Palcoscenico Trentino”, sabato la rassegna teatrale provinciale

Pubblicato

-

La ventiduesima edizione di «PALCOSCENICO TRENTINO», rassegna a carattere provinciale organizzata dalla Co.F.As. e ospitata al Teatro “S. Marco” in via S. Bernardino a Trento, proseguirà sabato 24 novembre con il quinto e ultimo spettacolo in concorso per l’aggiudicazione del “Premio Mario Roat”.

Sarà in scena la “Filobastìa” di Preore con «ANIMA TRENTINA – cercasi trentino s’cèt», un nuovo copione dialettale di Antonia Dalpiaz allestito dalla compagnia giudicariese per la regia di Jacopo Roccabruna.

E’ in corso un casting per la ricerca degli interpreti di un docu-film sulla regione Trentino – Alto Adige e sono più d’uno gli aspiranti ad interpretare il personaggio del “trentino D.O.C.”; per dirla in buon dialetto, del “trentin s’cèt”. Eccoli dunque pronti a mettersi in gioco e ad affrontare il giudizio del regista, ciascuno con la speranza di essere scelto e il con suo modo di essere “trentino”: Silvano (Gioachino Castellani) è un esperto di cinema; Irene (Claudia Martinello) una ragazza timida e – per dirla alla trentina – un tantino embranada; Sonia (Deborah Bertolini) è la classica furesta che se la tira e Paolo (Paolo Viviani) un giovane montanaro che lavora in malga. Partecipano al casting anche Nicola, che abita in città (Stefano Giacomini); la procace Sandra (Veronica Fedrizzi) e Claudio (Piero Armani) che prova a mettersi in gioco come ballerino. Saranno in scena anche Arianna Battocchi (Laura), Aurora Giovanella (Michela), Alessia Simoni (Lucia), Silvia Allieri (Viola) ed Erika Battocchi (Renata).

Pubblicità
Pubblicità

In un carosello di battute, battibecchi e interrogativi, cercando il “tentino s’cèt”, ognuno dei partecipanti al casting finirà per perdere le proprie sicurezze, ma avrà la possibilità di trovare se stesso.

Sabato 24 novembre il sipario del Teatro S. Marco di Trento si alzerà su «ANIMA TRENTINA – cercasi trentino s’cèt», quinto e ultimo spettacolo a concorso dell’edizione 2018 della rassegna “Palcoscenico Trentino”, alle 20.45.

Pubblicità
Pubblicità

Spettacolo

È morto Mario Marenco, aveva 85 anni

Pubblicato

-

Marenco è morto oggi, domenica 17 marzo, a 85 anni, presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma dove era ricoverato.

Nato a Foggia nel 1933, viveva nella Capitale.

Celebri le sue interpretazioni come attore e umorista che hanno segnato tappe importanti nella storia della televisione italiana, quasi sempre al fianco di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni.

Pubblicità
Pubblicità

Tra tutte, la più celebre resta “Riccardino” durante lo show televisivo “Indietro tutta”.

Dopo la laurea in architettura nel 1957, a Napoli, nel 1960 aprì il proprio atelier di architettura e design: lo Studio DEGW a Roma.

Il suo debutto televisivo risale agli inizi del 1970 quando con Cochi e Renato nel programma “Il buono e il cattivo” ma qualche anno prima aveva già dato prova del suo talento in un programma radiofonico “Alto gradimento” condotto da Arbore e Boncompagni.

Fu Mr Ramengo ne “L’altra domenica”, strampalato inviato che dopo ogni reportage urlava “Carmine!” e protagonista dei programmi Odeon e L’uovo e il cubo.

Negli anni ottanta partecipò a diverse trasmissioni televisive, tra cui Sotto le stelle dove si produsse nel Prof. Aristogitone e in diversi altri sketch, e Indietro tutta! dove interpretò il personaggio del bambino Riccardino.

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Spettacolo

Chi ha messo incinta Maria? «Uno di voi», venerdi 15 al Teatro di Meano

Pubblicato

-

“ Uno di voi” è la commedia brillante che andrà in scena venerdì prossimo al Teatro di Meano e che si ispira ad un fatto realmente accaduto.

Il contesto è quello dei giorni nostri caratterizzati da un sempre più basso tasso di natalità, testosterone in caduta libera, ma anche la fertilità maschile sembra essere in calo.

Maria insegnante di filosofia dai tempi dell’università ha tre amici: Luca, Gianni e Jacopo.

PubblicitàPubblicità

La sua vita sentimentale è caratterizzata più da incontri sfortunati che da belle storie sentimentali.

Succede che un giorno si ritrova ad aver fatto l’amore con i tre suoi migliori amici, ma con un incidente di percorso: resta incinta.

Va bene, ma di chi dei tre? Maria riesce a convincere i suoi amici a sottoporsi al test del DNA e tutti insieme si ritrovano nella sala d’attesa del laboratorio.

Il referto darà quella risposta che i protagonisti verrebbero che arrivasse?

Questa è la base per un succedersi di una serie di eventi comici che non potranno che divertire.

Uno di Voi” è prodotto da TeatroE, di Roberto Marafante per la regia di Roberto Marafante con Mirko Corradini, Andrea Deanesi, Giuliano Comin e Maria Giulia Scarcella.

La commedia andrà in scena venerdi 15 marzo 2019 a partire dalle 20,45 al Teatro di Meano, ma è già aperta la prevendita:

si può scrivere a info@teatrodimeano.it oppure telefonare allo 0461 511332 (martedi e venerdì dalle 17 alle 20 o sabato dalle 10 alle 13.)

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Spettacolo

“La Gioia” di Pippo Delbono, il grido della vita contro la morte

Pubblicato

-

Martedì 12 marzo al teatro Sociale di Trento arriva per un’unica data La gioia di Pippo Delbono, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Nelle parole di Delbono, “Ho scelto di intitolare il mio nuovo spettacolo La Gioia, una parola che mi fa paura, che mi evoca immagini di famiglie felici, di bambini felici, di paesaggi felici. Tutto morto, tutto falso.

Mi ha colpito La morte di Ivan Il’ic di Tolstoj, in cui il protagonista, nei suoi ultimi giorni di vita, si riconcilia con tutta la sua esistenza, anche con i momenti più tristi e grigi.

PubblicitàPubblicità

E da qui mi era venuto in mente come possibile titolo La morte gioiosa.

Ma poi un amico mi ha detto: “Ma chi viene a teatro a vedere uno spettacolo in cui c’è la parola morte? In questi tempi dove la gente va a teatro per rilassarsi anche con opere impegnate culturalmente, ma che li riconcilia.”

Tema, la morte, tristemente personale in questi giorni per la Compagnia Pippo Delbono: il primo di febbraio si è infatti spento l’attore Bobò (Vincenzo Cannavacciuolo), con Delbono dal 1995 quando questi l’aveva incontrato, microcefalo e sordomuto, al manicomio di Aversa.

Potete vederlo nel trailer dello spettacolo, a 0:30 e 0:50.

Ogni spettacolo può essere un viaggio, un attraversamento di situazioni, stati d’animo, intuizioni diverse, che ti colgono di sorpresa. La recita di ogni sera non è più recita, ma è un rito, è un apparire e un gesto unico che lega chi agisce a chi guarda, in un comune respiro.

Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia.

Invece di fissarsi in delle immagini, dei suoni, dei movimenti sul palcoscenico, Pippo Delbono e gli attori della sua compagnia cercano di compiere ogni giorno un passo in più verso questa esaltazione assoluta, questa bruciante intuizione.

Ecco allora il circo, coi suoi clown e i suoi balli. Ecco pure il ricordo di uno sciamano che con la follia libera le anime. Ecco quindi malinconie di tango e grida soffocate in mezzo al pubblico.

Ecco una pienezza di visioni, che si susseguono, si formano, si confondono e si perdono una via l’altra, centinaia di barchette di carta, sacchi di panni colorati a comporre, sembra, quel «mare nostro che non sei nel cielo» della laica preghiera di Erri De Luca, fino all’esplosione floreale, creata da Pippo assieme a Thierry Boutemy, il fleuriste normanno di stanza a Bruxelles e abituato a lavorare in lungo e in largo per il mondo.

Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Storie personali, maschere, danze, clownerie, memorie sono tutte sfuggenti immagini di persone alla ricerca della gioia.

Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia.

Delbono: “Penso a questo spettacolo La Gioia come ad un racconto semplice, essenziale.

Penso alla gioia come a qualcosa che c’entra con l’uscita dalla lotta, dal dolore, dal nero, dal buio.

Penso ai deserti, penso alle prigioni, penso alle persone che scappano da quelle prigioni, penso ai fiori”.

La gioia

Uno spettacolo di Pippo Delbono

Con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella

Composizione floreale Thierry Boutemy

Musiche di Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari

Luci Orlando Bolognesi

Elettricista Orlando Bolognesi/Alejandro Zamora

Suono Pietro Tirella/Giulio Antognini

Costumi Elena Giampaoli

Capo macchinista e attrezzeria Gianluca Bolla/Enrico Zucchelli

Responsabile di produzione Alessandra Vinanti

Organizzazione Silvia Cassanelli

Direttore tecnico Fabio Sajiz

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza