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UniTrento: Dante economista ante litteram, premio Demattè a un giovane filosofo

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“Forse tu non pensavi ch’io löico fossi!” dice beffardo il diavolo mentre ghermisce l’anima di Guido da Montefeltro in un passo del celebre canto dell’Inferno (il 27esimo) dedicato ai consiglieri di frode.

Dante descrive il diavolo come un logico, fine ragionatore, capace di discernere con chiarezza e di descrivere con i suoi sillogismi i rapporti di causa effetto. È solo uno dei tanti indizi che si ritrovano nelle opere di Dante e che mostrano le intuizioni del poeta nel campo del ragionamento astratto in condizioni di incertezza.

La capacità di confrontare costi e benefici delle nostre possibili azioni e di calcolare correttamente le conseguenze di scelte individuali e collettive sono anche oggi abilità cruciali. Soprattutto nelle economie di tipo finanziario, dove l’imperativo è quello di dominare l’incertezza attraverso logica e razionalità.

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Dante ha dunque qualcosa da suggerire anche su questo fronte. Un “economista ante litteram” che nelle sue opere usava logica e metodi formali di ragionamento di stampo scientifico-matematico di grande attualità.

BORSA STUDIO DEMATTE STEFANO PELIZZARI ; organizzatore UNIVERSITA’ DI TRENTO, tesi studio scientifico matematico uso della logica nel pensiero di Dante Alighieri
FOTO DI ALESSIO COSER

È la tesi sostenuta da Stefano Pelizzari, laureato in Filosofia all’Università di Trento nel progetto di ricerca che gli ha permesso di vincere il Premio Demattè 2018.

Grazie alla borsa di studio del valore di 25mila euro, Pelizzari potrà approfondire i suoi studi negli Stati Uniti al Dipartimento di Filosofia della Columbia University al fianco di Achille Varzi e Teodolinda Barolini, docenti di Filosofia e autorità indiscusse del settore.

Con l’attribuzione della borsa di studio a un filosofo – per la prima volta dopo tanti economisti e sociologi – il Premio Demattè riconosce un approccio originale, promettente non soltanto in ambito letterario e filosofico, ma anche per quanto riguarda la logica e la teoria della decisione, discipline rilevanti per la nostra economia e per le scelte di impresa all’interno del mercato.

«Il pensiero formale e la combinazione di metodi induttivi e deduttivi hanno radici profonde nella storia della nostra civiltà. Riferimenti che non si limitano solo all’ambito matematico e scientifico, ma che si estendono anche ai contributi di alcuni dei più importanti padri della nostra cultura umanistica e filosofica» spiega Pelizzari «Il mio progetto vuole essere un tributo al pensiero di Dante Alighieri, alla sua capacità di parlare ancora al nostro tempo. A partire dall’analisi testuale e linguistica di alcune sue opere – tra cui in particolare il trattato politico sulla Monarchia – cercherò di mettere in luce i nessi e le somiglianze di alcune sue intuizioni originali con alcuni sviluppi teorici contemporanei. Nella prima parte del progetto analizzerò le caratteristiche che risultano tipiche del suo stile argomentativo peculiare per mettere in evidenza gli strumenti formali di cui si serve per trattare materie che spaziano dall’ambito scientifico a quello politico e sociale. Cercherò poi di trarre spunto da alcune delle argomentazioni analizzate per riflettere in senso più ampio e attuale sul rapporto fra induzione e deduzione all’interno di contesti tematici caratterizzati da incertezza. Aspetti cruciali anche per quanto riguarda la teoria della decisione in ambito economico e finanziario».

BORSA STUDIO DEMATTE STEFANO PELIZZARI ; organizzatore UNIVERSITA’ DI TRENTO, tesi studio scientifico matematico uso della logica nel pensiero di Dante Alighieri
FOTO DI ALESSIO COSER

Il premio verrà consegnato a Stefano Pelizzari nel corso di una cerimonia che si terrà lunedì prossimo 26 novembre alle 10 nella sede di ISA (Viale Adriano Olivetti, 36). 

Durante la premiazione interverranno il presidente del premio Demattè Michele Andreaus e alcuni membri dell’Associazione Amici Dematté, tra cui Roberto Nicastro e Rudi Bogni in collegamento da Londra. Sarà presentato il bando per la prossima edizione del Premio che prevede una nuova borsa da 25mila euro destinata a laureati e laureate, dottorandi e dottorande dell’Università di Trento o trentini che abbiano conseguito un titolo in altro ateneo, per compiere all’estero un periodo di ricerca e specializzazione.

Anche in questa edizione saranno valorizzati i progetti di tutte le aree scientifiche, purché abbiano una declinazione di carattere economico, manageriale e aziendalistico, nel senso più ampio del termine. In particolare quelli che si occuperanno di imprenditorialità, imprenditorialità sociale, innovazione sociale e social care, fintech e innovazione finanziaria, coesione sociale, sostenibilità e energie rinnovabili, approccio umanistico e basi filosofiche a supporto delle decisioni economiche e manageriali, ricerca di nuovi paradigmi economici e modelli di business.

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Nuova aula didattica: così la lezione è partecipazione

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Presentata al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento la nuova aula per la didattica partecipativa

Otto tavoli da sei posti con equipaggiamento hi-tech per favorire la scrittura collaborativa di documenti, la condivisione facilitata di materiale multimediale e la realizzazione di moduli di insegnamento innovativi

La sensazione è di entrare in una sala operativa con otto squadre al lavoro che condividono con il leader, in tempo reale, istruzioni e materiale. Il clima stimola lo spirito di gruppo.

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L’obiettivo è favorire l’interazione e valorizzare il contributo di ognuno.

La sala operativa, in realtà, è la nuova aula per la didattica partecipativa, dove studenti e studentesse del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento hanno la possibilità di fare lezione in modo innovativo

L’aula è stata presentata questo pomeriggio a Palazzo Piomarta.

Sono intervenuti il rettore dell’Ateneo, Paolo Collini, e la prorettrice alla didattica, Paola Iamiceli, oltre alla direttrice del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive, Paola Venuti.

Si è detto che lo spazio è stato realizzato nel corso del 2018 con la finalità di migliorare l’interazione tra docente e classe e favorire l’attività in gruppi di lavoro.

L’aula – si è ricordato – s’inserisce in un percorso di incremento della qualità della didattica, verso il quale il Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive ha sempre dimostrato particolare attenzione. È seguita la dimostrazione della strumentazione presente in aula attraverso una demo.

L’aula per la didattica partecipativa è uno spazio orientato all’utilizzo di risorse multimediali e alla possibilità di condividere i contenuti tra docente e classe.

L’allestimento, sia tecnico sia logistico, rende agevoli attività di gruppo quali, ad esempio, la visione di filmati, la scrittura collaborativa di documenti in tempo reale o l’analisi di dati complessi, consentendo di progettare e realizzare diverse tipologie di esperienze didattiche innovative.

Con otto tavoli di sei posti ciascuno e una postazione docente, è indicata per ospitare classi di medie dimensioni. L’equipaggiamento è hi-tech: ogni tavolo è dotato di un display di grande dimensione, un minicomputer adatto per l’utilizzo di programmi complessi, un sistema di distribuzione dell’audio in cuffia (una per partecipante) ed è predisposto per la connessione dei computer portatili personali (nell’ottica del principio “BYOD – Bring Your Own Device”).

Tastiere e mouse senza fili favoriscono lo scambio del minicomputer tra partecipanti. Accensione, spegnimento, regolazione volume e altri comandi di base sono gestiti tramite un tastierino per tavolo.

Il/la docente ha a disposizione, inoltre, strumenti software per gestire l’interazione con le otto postazioni dei gruppi.

Ad esempio può condividere una presentazione (propria o di uno dei gruppi), inviare/ricevere file, mostrare una pagina web, bloccare temporaneamente l’attività dei gruppi.

In fase di realizzazione è stata posta una particolare attenzione all’efficienza dei collegamenti in rete, sia su cavo sia wireless, in modo da ottenere le migliori prestazioni possibili soprattutto per la fruizione delle risorse multimediali.

L’aula per la didattica partecipativa, a Palazzo Piomarta, è usata dagli studenti e dalle studentesse dei quattro corsi di laurea del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e sarà a disposizione, fuori orario delle lezioni, per corsi di formazione e aggiornamenti.

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Senato accademico: eletti Deflorian e Macchi, Sciortino e Pascuzzi

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È stata una competizione elettorale partecipata e combattuta quella che si è svolta oggi per il Senato accademico dell’Università di Trento, mandato 2019/2022

Per l’area delle scienze sociali, umane e giuridiche il risultato è arrivato sul filo di lana con l’elezione di Giuseppe Sciortino e, con uno scarto di soli dieci voti, di Giovanni Pascuzzi, che avendo ottenuto la parità rispetto al collega Andrea Giorgi, ha prevalso per l’anzianità nel ruolo, come previsto dal Regolamento generale di Ateneo.

Distribuzione dei voti polarizzata, invece, per l’area tecnico-scientifica, dove sono stati eletti Flavio Deflorian e Paolo Macchi<

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I quattro professori, che rappresentano la parte elettiva del Senato, saranno in carica dal primo aprile. I risultati saranno validati nei prossimi giorni dalla commissione elettorale centrale.

Per Deflorian (Dipartimento di Ingegneria industriale) è un ritorno in Senato. Secondo mandato per Macchi (Dipartimento Cibio), Pascuzzi (Facoltà di Giurisprudenza) e Sciortino (Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale). Riccardo Zandonini, al quale era stato assegnato l’incarico di prorettore vicario, lascia il Senato perché non era più rieleggibile.

La prima convocazione del Senato con la nuova composizione si terrà il 10 aprile

Senato accademico: funzioni e composizione

Il Senato accademico è l’organo di governo scientifico e didattico dell’Ateneo.

Collabora con il rettore nell’azione di indirizzo, programmazione e coordinamento delle attività didattiche e di ricerca dell’Università e, tenuto conto delle proposte delle singole strutture di Ateneo, nella definizione dei piani scientifici e didattici e nella loro attuazione, nell’allocazione delle risorse e nel reclutamento del personale docente e di ricerca

I quattro professori eletti si troveranno a operare assieme a chi siede nel Senato accademico per nomina del rettore: Giuseppina Orlandini (Dipartimento di Fisica), Paola Iamiceli (Facoltà di Giurisprudenza, che è anche prorettrice alla didattica) e Andrea Pugliese (Dipartimento di Matematica), in carica fino a marzo 2021.

Il mandato nel Senato accademico dura tre anni ed è rinnovabile una sola volta sia per la componente elettiva sia per la parte designata dal rettore.

Del Senato accademico fanno parte lo stesso rettore Paolo Collini e – nelle sedute in cui si trattano tematiche relative alla didattica, al diritto allo studio e ai servizi per gli studenti – due rappresentanti della comunità studentesca. Attualmente sono Caterina Guitti e Masseo Purgato, in carica fino a ottobre 2020.

Dettagli sulle elezioni

I quattro professori ordinari sono stati eletti dal personale docente (professori e professoresse di ruolo, ricercatori

e ricercatrici di ruolo e ricercatori e ricercatrici a tempo determinato). Ai seggi si sono presentati in 498 su 602 aventi diritto (83%).

Per l’area tecnico-scientifica i votanti sono stati 258 su 323 aventi diritto (80%): Deflorian è stato eletto con 122 voti e Macchi con 80.

Per l’area si era candidato anche Tubino che ha raccolto 50 voti. Per l’area delle scienze sociali, umane e giuridiche le persone votanti sono state 240 su 279 (86%): a Sciortino sono andati 85 voti, 75 sia a Giorgi sia a Pascuzzi. Sono stati quindi eletti Sciortino e Pascuzzi (che, nella situazione di parità con Giorgi, ha prevalso per l’anzianità nel ruolo, come previsto dal Regolamento generale di Ateneo).

I seggi sono stati aperti oggi, dalle 9 alle 17, a Trento (Facoltà di Giurisprudenza), Povo (Polo Ferrari 1) e Rovereto (Palazzo Fedrigotti).

I candidati al Senato accademico erano stati assegnati a due diverse liste in corrispondenza delle diverse aree scientifiche dell’Ateneo. 

Ogni docente poteva esprimere un solo voto per un candidato della propria area.

I sette dipartimenti afferenti all’area tecnico-scientifica sono: Fisica; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria e Scienza dell’Informazione; Ingegneria industriale; Matematica; Psicologia e Scienze cognitive; Cibio. All’area delle scienze sociali, umane e giuridiche vengono ricondotti, invece, gli altri quattro: Economia e Management; Lettere e Filosofia; Sociologia e Ricerca sociale; Giurisprudenza.

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Un Ateneo “green”: le proposte di UniTrento. Domani dalle 9.30 nell’ambito della Green Week

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In occasione della Green Week 2019 torna domani all’Università di Trento la Giornata della sostenibilità ambientale.

Ideata dall’Ateneo lo scorso anno su proposta del delegato del rettore Marco Ragazzi, la Giornata è un’occasione per condividere con la cittadinanza l’impegno della comunità universitaria nella didattica e nella ricerca sui temi del rispetto dell’ambiente, della responsabilità sociale, della valorizzazione delle energie rinnovabili e delle risorse naturali.

La Giornata prenderà il via alle 9.30 nell’aula 1 di Palazzo Prodi (via Tomaso Gar 14) con un focus sulle esperienze di ricerca e sostenibilità ambientale condotte in alcuni laboratori dell’Ateneo, dai consumi energetici degli edifici, alla meteorologia e al comfort negli ambienti indoor. Si parlerà poi della rete delle università per lo sviluppo sostenibile (di cui anche Trento fa parte), la prima esperienza di coordinamento e condivisione nata su iniziativa della Conferenza dei rettori delle università italiane per diffondere la cultura e le buone pratiche di sostenibilità.

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Formazione, applicazione e partecipazione alla sostenibilità saranno in seguito le parole chiave attorno a cui si svilupperà il confronto durante la Giornata.

Saranno illustrati i progetti formativi dell’Ateneo sul tema della sostenibilità (tirocini e tesi di laurea), le applicazioni dirette di scelte sostenibili all’interno dell’Ateneo e alcune iniziative avanzate da associazioni di studenti e studentesse di UniTrento.

In questa occasione, a partire dalle 16.30 saranno anche esposte, discusse ma anche raccolte varie proposte di sostenibilità ambientale della comunità UniTrento (in parte già arrivate all’indirizzo dedicato unitrento-sostenibile@unitn.it). Le proposte potranno entrare a fare parte integrante del nuovo Piano di sostenibilità ambientale, una volta verificata la sostenibilità.

Il programma della seconda Giornata della sostenibilità ambientale di UniTrento è disponibile online all’indirizzo: www.unitn.it/giornata-sostenibilita-ambientale-2019

Il Piano di sostenibilità ambientale – La riflessione durante la Giornata avrà come punto di riferimento il Piano di sostenibilità ambientale adottato dall’Università di Trento nel 2016. Il Piano è declinato attorno a quattro macroaree di intervento: “Emissioni, energia e risorse naturali”, “Edifici e procedure”, “Cultura e insegnamento”, “Salute e benessere” che, a loro volta, mirano al raggiungimento di 14 obiettivi specifici. Si tratta di un primo tentativo di ricondurre, in un unico documento e piano di intervento, le tante iniziative nate spontaneamente e cresciute nei primi anni di avvio del progetto.

L’obiettivo è quello di mostrare come la combinazione di ricerca, conoscenze scientifiche, buone pratiche e azioni mirate di comunicazione possa portare a ridurre sensibilmente gli sprechi, a produrre meno rifiuti, a controllare meglio l’impatto sulla salute e le emissioni di gas serra e alle attività direttamente o indirettamente connesse con quelle istituzionali. Un circolo virtuoso che l’Ateneo vuole attivare, anche grazie a un forte processo partecipativo, per generare nuove iniziative verso obiettivi di sviluppo sempre più sostenibili.

Obiettivo: un’università sostenibile – Ma cosa si intende per “Università sostenibile”? Lo si capisce leggendo la definizione data dalla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS): «È un ateneo che sceglie di investire in politiche ambientali e socio-economiche volte alla razionalizzazione dei consumi di risorse ed energia e alla minimizzazione degli sprechi, alla riduzione della produzione dei rifiuti e ad una loro corretta gestione, al miglioramento delle condizioni di salute, di benessere e di lavoro di tutti i membri della community, alla sensibilizzazione della community sull’importanza di attuare comportamenti responsabili in ambito ambientale, sociale ed economico. Non solo: un’università sostenibile ha l’ambizione di essere da esempio per altre pubbliche amministrazioni e per la società, sfruttando le competenze in tema di ricerca e trasferimento delle conoscenze acquisite».

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