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Secondo «Trofeo Squali» città di Trento

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Sabato 24 novembre alle ore 15, alla piscina del Centro Sportivo Trento Nord di Gardolo, si disputerà il Trofeo Squali che quest’anno è valido come campionato regionale agonistico FISDIR di nuoto. L’accesso del pubblico alla manifestazione è gratuito.

La gara, giunta alla seconda edizione, è organizzata dall’associazione Buonconsiglio Nuoto con il patrocinio della FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici Degli Intellettivo Relazionali) di Trento e Bolzano, del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e con il contributo di Edizioni Centro Studi Erickson, dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sezione del Trentino e del Comune di Trento.

Madrina d’eccezione della manifestazione sportiva sarà la pluri-campionessa, orgoglio del Trentino, Francesca Dallapè.

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Prenderanno parte all’evento sportivo ben 103 atleti appartenenti alle 15 associazioni, cooperative e società di nuoto partecipanti. L’evento, unico nel suo genere in Trentino, si divide in due parti: una promozionale e l’altra agonistica.

(La campionessa Francesca Dallapè)

Nella parte promozionale si cimenteranno (in vasca da 25 metri) gli atleti, con disabilità intellettivo relazionali di ambo i sessi, in stile «molto libero» con l’ausilio di tavoletta o braccioli come ci racconta Alessandro Leonardi Presidente della Buonconsiglio nuoto, o in uno o più dei rimanenti stili classici di nuoto: farfalla, dorso, rana o stile libero sulla distanza dei 25 o 50 metri oppure nella staffetta 4X25 in stile libero mista (maschi/femmine).

In quella agonistica, invece, si sfideranno in tutti gli stili (su distanze di 50 e 100 metri) più una staffetta mista (maschi/femmine) a società, gli atleti FISDIR regolarmente tesserati nella stagione corrente. Tra i partecipanti alcuni fortissimi atleti della nazionale italiana, che si sono distinti agli ultimi Campionati del Mondo 2018.

La manifestazione si concluderà alle 18:30 con le premiazioni e l’assegnazione delle coppe per le squadre prime classificate.

Il “Progetto Squali” nasce nel 2017 grazie alla collaborazione tra l’associazione Buonconsiglio Nuoto e Edizioni Centro Studi Erickson per favorire il benessere psicofisico delle persone con disabilità intellettivo relazionali.

L’obiettivo del progetto “Squali” è quello di facilitare lo sviluppo di nuove competenze, in ambito fisico, psichico, sociale e soprattutto relazionale, nelle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva. Fondamentale in questo processo di crescita personale è la mediazione dei rapporti, tra il singolo ed il gruppo, fatta da personale appositamente formato (istruttori FISDIR e FINP).

Il progetto “Squali” tramite il nuoto offre l’opportunità ai ragazzi disabili di relazionarsi e socializzare, migliorare se stessi, superare i propri limiti ed acquisire fiducia nella squadra, perché lo sport è uno dei canali più importanti per favorire l’inclusione e la coesione sociale, non solo per le persone con disabilità.

A cura di Mario Amendola

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«Prima di sbocciare»: la storia di un minore in difficoltà lasciato solo da giudici e assistenti sociali

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Prima di sbocciare è la storia vera dell’infanzia difficile di Andrea Tore edita, nella sua seconda edizione del 2017, per i tipi di Bertelli editori – Trento. (altro…)

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Italia’s got talent, con i fratelli Tercon l’autismo è in semifinale

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I fratelli Tercon questa sera alle 21:15 saranno su TV8 per disputare le semifinali di Italia’s Got Talent. (altro…)

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Città a misura di tutti con la comunicazione “Aumentativa e Alternativa”

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http://colibrimagazine.it
Immagine di: http://colibrimagazine.it

Esiste in mezzo a noi un mondo a parte in cui vivono bambini affetti da problemi cognitivi e persone con bisogni comunicativi complessi, persone che faticano a interagire con la realtà come la conosciamo.

Per affrontare questo problema è stato messo a punto un sistema di comunicazione chiamato “Comunicazione Aumentativa e Alternativa” (CAA), termine utilizzato per descrivere le modalità che possono facilitare e migliorare la comunicazione delle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, soprattutto il linguaggio orale e la scrittura.

Questo linguaggio è basato su un insieme di simboli, ma non esistono soluzioni universali adatte ad ogni soggetto.

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L’obiettivo della CAA è quello di contenere e compensare la disabilità di chi presenta un grave disturbo di comunicazione sia sul versante espressivo che ricettivo.

Quello che si ottiene è un miglioramento della competenza comunicativa del bambino e di tutte le persone del suo ambiente di vita in modo da favorire la massima partecipazione sociale possibile.

Con l’obiettivo di creare sempre più ambienti accessibili ed una società capace di aprirsi a questo bisogno di comunicazione, in alcune città è nato il progetto “Città in CAA”, che vede l’istituzione di una rete di realtà commerciali “CAA friendly” che appoggiano l’utilizzo della CAA.

Gli esercenti che partecipano al progetto espongono immagini, scritte in CAA, adeguano i propri spazi, e formano il proprio personale per facilitare la comunicazione, promuovere le abilità sociali e favorire l’autonomia di persone con bisogni comunicativi complessi.

La rete di Città din CAA è nata in Emilia Romagna, grazie all’associazione Fare Leggere Tutti Faenza che lo ha ideato e applicato nei comuni di Castel Bolognese, Solarolo e Faenza coinvolgendo realtà commerciali, istituzionali, artigianali. Il progetto ha fatto il suo esordio anche in Umbria (comune di Corciano).

IN CONCRETO

In pratica ogni soggetto coinvolto nel progetto, sia esso un bar, un supermercato, una biblioteca piuttosto che un ufficio aperto al pubblico, terrà esposte al suo interno delle “tavole comunicative”, fogli a4 contenti i simboli tradotti in CAA, corrispondenti al linguaggio verbale, così che il soggetto con difficoltà, non si trovi a chiedere ma ad avere già presenti e visibili gli strumenti con i quali poter comunicare. Maggiori info sul progetto sono disponibili qui: http://www.cittaincaa.it/

 

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