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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: sono oltre 600 i ragazzi partecipanti al Concorso internazionale «Un Poster per la Pace»

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Anche quest’anno i Lions sono stati capaci di mobilitare quasi tutte le scuole medie di Rovereto e della Vallagarina, ovvero circa 600 ragazze e ragazzi, tra gli 11 e i 13 anni, che si sono cimentati con passione e con sorprendente bravura nel concorso internazionale “Un Poster per la Pace”.

E’ finita in questi giorni la prima fase, al termine della quale gli insegnanti di educazione artistica hanno selezionati i disegni ritenuti più meritevoli.

Nella fotografia ne vedete alcuni.

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Tra questi, per la prima volta, vi sono anche tre disegni selezionati tra i molti fatti dai ragazzi della scuola “Città di Rovereto” di Gatumba, in Burundi.

Un grande dono per loro e per tutti noi, grazie all’amorevole attività degli amici Lions Lisa e Dario Dossi.

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Tra qualche giorno i disegni scelti saranno posti all’esame della commissione distrettuale, la quale a sua volta selezionerà quelli che saranno premiati a livello dei tre distretti Lions del Triveneto a Treviso in primavera.

Tra questi vi saranno i poster che accederanno alla finale nazionale, che precederà quella mondiale negli Stati Uniti prevista a febbraio 2019 presso le Nazioni Unite. Si ricorda inoltre che ad aprile, come negli scorsi anni, avremo la presentazione di tutti i disegni fatti nelle nostre scuole lagarine all’Urban Center di Rovereto.

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I Lions ringraziano di cuore gli insegnanti e i dirigenti scolastici per la preziosa disponibilità. Mentre sono d’obbligo i più sinceri complimenti a tutti i giovanissimi artisti.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto capitale dei discount e supermercati. Il triste primato dell’Amministrazione Valduga

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Dopo appena 2 mesi dall’apertura in fretta e furia del discount MD, il sesto supermercato nello spazio di poco più di un chilometro, in via dell’Abetone, tra montagne di materiale da riporto (ancora oggi in bell’evidenza) sull’area “ex Marangoni Meccanica”, Rovereto si prepara ad incassare un altro duro colpo: l’apertura, questa volta a nord, sulla statale del Brennero (in località “Busa dei Cavai”), appena dopo lo stadio Quercia, di un altro discount, il secondo a marchio Aldi.

Tra pochi giorni, infatti, esattamente giovedì 30 gennaio, ecco che il colosso tedesco degli ipermercati aprirà il secondo punto vendita a Rovereto, un vero record, più che a Trento o in altri grandi città della penisola italica, dove è sbarcato appena due anni fa.

Un altro “traguardo” raggiunto dall’Amministrazione del sindaco Valduga, un’altra “medaglia” per una giunta che non intende mollare la presa, anzi, rilancia, candidandosi per un nuovo mandato alle elezioni comunali del 3 maggio prossimo con un’incredibile “faccia tosta”, a dispetto dei molti (ex) consiglieri di maggioranza che si sono stancati dei metodi da podestà del primo cittadino e di tutta una serie di provvedimenti che rischiano di dare un colpo mortale alla città della quercia.

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Nei giorni scorsi sulla stampa locale è apparso un articolo dall’emblematico titolo “Rovereto capitale del low cost”.

Questo il risultato delle lungimiranti politiche messe in campo dal sindaco Valduga e dalla sua ineffabile Giunta: da città del Mart e dell’università a capitale del low cost, da ”Atene del Trentino” a primatista di supermercati e superfici commerciali.

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Già avevamo scritto a novembre, in occasione dell’inaugurazione del discout MD sull’area ex Marangoni Meccanica, che lo scopo dei 5 anni di amministrazione del sindaco Valduga e degli assessori Tomazzoni (urbanistica) e Chiesa (commercio) era ormai stato smascherato: spostare il baricentro commerciale in periferia, concedendo tutto l’immaginabile (ed anche di più) a sedicenti “imprenditori”, cacciati da altri territori ed arrivati proprio nella seconda città del Trentino a fare le proprie speculazioni edilizie, acquistando a prezzo di saldo ad aste fallimentari terreni e comparti dismessi o abbandonati da anni, da trasformare e rivendere a lauto prezzo a primari player della Grande distribuzione organizzata.

Solo così si spiega il proliferare di superfici commerciali lungo l’asse via del Garda-via Abetone, laddove prima c’erano le grandi industrie ormai defunte, dove questa Amministrazione (con l’assessore Ivo Chiesa immancabilmente presente al taglio del nastro) può “vantarsi” di aver inaugurato l’Iper Orvea, poi il primo discount Aldi, quindi Despar (al posto del Superstore del Millennium Center) e a novembre anche MD.

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Ma non sarà finita qui perchè, dopo il secondo Aldi che aprirà i battenti il 30 gennaio in via Brennero, va ascritto a tutto “merito” (si fa per dire) dell’Amministrazione Valduga anche la futura apertura dell’ipermercato Eurospin sull’area “La Favorita”, sempre in via del Garda, grazie anche all’ormai famosa deroga urbanistica votata a maggioranza (con anche il voto favorevole di 2 consiglieri del PD, in teoria all’opposizione ma, come si è visto negli ultimi giorni, ormai prossimi a salire sul carro di Valduga) dal Consiglio comunale il 2 aprile 2019.

A quel punto il primato diverrà davvero irraggiungibile: ci saranno 7 supermercati, discount o ipermercati che dir si voglia nello spazio di poco più di un chilometro.

Con il nuovo Aldi a nord, a 300 metri dal discount Eurospar di viale Trento e con una situazione viabilistica che diventerà esplosiva perchè al “fagiolone” di S. Ilario (una rotatoria dalla forma assurda e che rallenta il traffico invece che fluidificarlo) già attualmente transitano oltre 11 mila veicoli al giorno, con lunghe code che si formano nelle ore di punta in direzione sud (che arrivano fino a Volano e spesso anche oltre).

In Comune qualcuno ha calcolato l’impatto dell’apertura di un nuovo supermercato lungo quest’arteria già oggi così congestionata?

La risposta è scontata ma la questione resta aperta perchè tutti i veicoli in uscita dal nuovo Aldi dovranno obbligatoriamente svoltare a destra e, se vogliono andare verso sud, percorrere tutto il “fagiolone” di Sant’Ilario e tornare indietro.

Scommettiamo quanti osserveranno quest’obbligo? Basta andare davanti al MD per verificare quanti oggi osservano il divieto di svolta a sinistra sia in entrata che in uscita su via Abetone. Dati certi e potenzialmente in grado di provocare incidenti anche seri.

Dal 30 gennaio un nuovo punto di attrazione commerciale contribuirà a spopolare ulteriormente il centro cittadino, dove ancor oggi combattono e si immolano oltre 400 piccoli imprenditori, che danno lavoro ad oltre 1500 addetti e alle loro famiglie, che con orgoglio e fierezza credono ancora nella possibilità di rinascita della loro città ma che, giorno dopo giorno, vedono l’Amministrazione Valduga smantellare inesorabilmente lo status quo per creare in periferia strutture di richiamo, alla faccia dei proclami sbandierati e puntualmente disattesi.

Molti cittadini ed imprenditori, però, guardano già alla prossima scadenza elettorale, il 3 maggio ormai non è lontano.

Questa sarà l’occasione per invertire la rotta e valutare con obiettività I fatti degli ultimi 5 anni e le tante promesse non mantenute.

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Rovereto e Vallagarina

Presentato ieri al Mart il video del progetto “Sulle tracce della storia”. I ciclisti di Avio sul percorso dei prigionieri trentini

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“Sulle tracce della storia” è un progetto voluto e attuato dall’Associazione Dilettantistica “S.C. Avio” nell’estate del 2019 e ieri, presso la Sala Conferenze del Mart, è stato presentato il video del percorso dalla Russia al Trentino.

Si tratta di un viaggio di tremila chilometri fatto in bicicletta lungo un significativo percorso storico; quello dei soldati trentini catturati sul fronte orientale durante la Grande Guerra e relegati nei campi di prigionia russi.

È la storia di un tragitto su due ruote emozionante, faticoso e spettacolare. «Le persone in che abbiamo conosciuto lungo il percorso, le diverse culture incontrate, le difficoltà e le gioie vissute insieme. Questo viaggio non lo dimenticheremo». Spiegano i ragazzi che da Kirsanov sono tornati pedalando fino alla tenuta di San Leonardo (Avio).

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Ma perché proprio questo itinerario? – Nei campi di prigionia russi furono rinchiusi molti soldati delle Dolomiti che furono costretti a percorrere lunghi viaggi a piedi per tornare dai propri cari. Uno di questi è lo stesso tragitto mostrato dai ciclisti aviensi. Tanti prigionieri furono aiutati dalla marchesa Gemma Guerrieri di Gonzaga, una nobildonna che ad un certo punto della sua vita decise di intraprendere una azione umanitaria degna di nota.

La donna, nonna di Carlo Guerrieri Gonzaga, attuale proprietario della tenuta di San Leonardo dove essa ha vissuto e compiuto la sua opera, fu casualmente coinvolta nella ricerca di un soldato nel 1914. Da qui ebbe il via una azione appassionata di ricerca e aiuto che continuò fino alla sua morte. Grazie a lei migliaia di soldati riuscirono a rientrare a casa, molti ricevettero le lettere dei loro cari, ma anche materiali, vestiti e molto altro.

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Presente ieri anche l’Assessore di Avio Franchini, che spiega: «sono doppiamente coinvolto in questo evento, sia per una fase strutturale ma soprattutto emotiva. Mio nonno fu uno dei soldati del percorso, ho seguito con orgoglio questo progetto portato avanti con passione».

«I ciclisti -come spiega Luisa Pachera che ieri ha presentato l’evento-, sono partiti con due furgoni. Carichi di bicilette, speranze e grandi ambizioni hanno attraversato 7 paesi».

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«Le istituzioni ci hanno aiutati molto, abbiamo ricevuto un ottimo trattamento sia dalle autorità italiane che da quelle estere» dicono i ciclisti.

La fase preparatoria è durata tre anni, spiega Antonio Benvenuti, ideatore del progetto e ciclista. I ragazzi hanno pensato alla sicurezza, all’itinerario, al cibo, agli alloggi…ma non potevano prevedere tutto.

Ecco quindi che raccontano sul palco diversi aneddoti divertenti del loro tour; dal fatto che si sono trovati a comunicare via radio, ai particolari e stravaganti hotel dove hanno dormito. Tra pit stop a base di soppressata, perché il sapore di casa non può mai mancare, e strade dissestate, i ciclisti non hanno mai mollato.

100, 150 e addirittura 180 km al giorno per tornare a casa, la fatica di certo si faceva sentire ma il calore dimostratogli dai comuni trentini che li sostenevano, dagli sponsor e dai follower che immancabilmente su Instagram commentavano e seguivano il loro percorso, ha allietavo le loro fatiche.

Quello che più gli ha soddisfatti però, spiegano, è stata l’anima di questo progetto e la storicità che hanno potuto toccare con mano. Non sono mancati infatti momenti di celebrazione e riflessione. Per esempio, quando sono arrivati in Russia con i furgoni, prima di iniziare il loro percorso di ritorno in bici, si è tenuto un momento significativo presso il camposanto.

Interviene ieri, nella sala del Mart, anche Katerina (una delle interpreti che hanno affiancato i ragazzi all’estero). «In Russia si ha profondo rispetto per queste vicende storiche. Quando si è sparsa la voce dell’arrivo dei ciclisti italiani i cittadini hanno voluto incontrarli e vivere con loro il momento commemorativo». Spiega la ragazza.

Antonio Benvenuti chiarisce anche le origini dell’idea del progetto. «Si è trattato di una scintilla scoccata proprio nella chiesa di San Leonardo. Le emozioni provate in questo percorso sono indescrivibili e la sensazione di calore ricevuta da tutti coloro che ci sono stati vicino è qualcosa di molto speciale. Ci sono stati momenti duri ma eravamo pronti a vivere questo percorso».

L’iniziativa gode del patrocinio del Coni di Trento e infatti Paola Mora, presente all’evento di ieri, non ha potuto che spendere belle parole per i ragazzi di Avio. «Grazie per aver voluto coniugare lo sport con una storia così particolare. Questo percorso si basa su un qualcosa di doloroso, si parla di generazione mancata, però l’umanità e la presa in carico delle differenze degli altri di questa famiglia trentina che si mette in gioco è qualcosa di estremamente positivo. Mai come in questa epoca storica si parla dei valori dello sport, ma lo sport non ha valori a prescindere… li ha se le persone che lo praticano li dimostrano. Penso che qui i valori dello sport siano fatti vivere con passione».

Cameraman ufficiale del percorso e ideatore del video esposto ieri è Tommaso Prugnola mentre Luisa Pachera ha avuto il ruolo di consulente storica del progetto. Presentato durante la serata anche il nuovo libro curato dalla stessa Pachera.

«Si tratta di un libro molto particolare perché si presenta come un “doppio diario” che descrive il viaggio dei ciclisti e fornisce allo stesso tempo nozioni storiche sull’epopea vissuta dai prigionieri del passato» ha concluso.

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Rovereto e Vallagarina

Teatro Rosmini Rovereto: il film su Anne Frank per la Giornata della Memoria

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Il Cinema Teatro Rosmini di Rovereto, in vista della Giornata della Memoria,  proietta #AnneFrank – Vite parallele per una rassegna speciale.

Il lungo, proiettato ieri giovedì 23 gennaio in Via Paganini 14, racconta la storia di Anna Frank attraverso le pagine del suo diario, in questo modo i ricordi paiono prendere forma grazie alle parole del Premio Oscar Hellen Miller.

Si tratta di un vero e proprio evento cinematografico del 2019 prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in partecipazione con RAI Cinema. Presente poi la collaborazione con Anne Frank Fonds di Basilea e il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa.

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Il docufilm non si presenta però come un  documentario che ripercorre gli shockanti avvenimenti di un buio periodo storico, ma come un intreccio di idee, confronto, testimonianze e ambientazioni differenti che si distendono lungo un filo rosso comune.

Una ragazzina che aveva il sogno di diventare scrittrice riempie il suo diario di intelligenti parole senza sapere che queste, a loro tempo, avrebbero iniziato un eco infinito. Nella produzione, la storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio. Si tratta di Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

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Una peculiarità consiste poi nella presenza dell’attrice Martina gatti, giovane ragazza con il ruolo di guidare gli spettatori nei luoghi di Anne e delle superstiti.

Non è la prima volta che il cinema e questo genere di testimonianze si incontrano per creare questo genere di prodotti. Tra le varie è doveroso citare l’USC Shoah Foundation, fondata da Steven Spielberg, che ha lo scopo di i raccogliere video-testimonianze di sopravvissuti e di altri testimoni della Shoah. Rappresenta oggi una delle più grandi collezioni video-digitali al mondo cvon 55.000 video-testimonianze in 43 lingue.

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Il film di Sabina Fedeli e Anna Migotto #AnneFrank – Vite parallele cerca di avvicinare i giovani ad un periodo storico a loro lontano ma che ancora oggi lascia un segno indelebile nelle anime di molti sopravvissuti e non solo.

Il lungometraggio porta inoltre a riflettere su alcuni pericolosi fenomeni attuali quali discriminazione e odio razziale. La voce coraggiosa della giovane scrittrice si anima quindi ancora una volta in un susseguirsi di momenti di riflessioni all’insegna del coraggio.

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