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Musica

“Requiem nei Monti” a Trento e Bolzano con 90 coristi e 45 orchestrali

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Un grande coro e un’orchestra saranno i protagonisti del “Requiem nei Monti”, opera composta dal M° parmense Giovanni Veneri tra il 2015 e il 2016 in occasione del Centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

Giovanni Veneri prosegue la sua collaborazione artistica con la coralità trentina e anche in questa occasione riesce a valorizzarne e promuovere i tratti peculiari con un’opera che pone sopra ai temi assai noti delle canzoni di montagna le parole del testo latino integrale della “Messa da Requiem”.

Un’operazione musicale straordinaria per sapienza compositiva e abilità di orchestrazione e una sfida per i cori e per l’Orchestra “i Filarmonici di Trento” che da questa “avventura” traggono importanti motivazioni artistiche.

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Sarà una prima assoluta, quindi, per quest’opera composta per Orchestra e Coro Maschile popolare a Trento, presso il Duomo sabato 24 novembre e a Bolzano domenica 25 novembre, con un organico di 135 persone: l’Orchestra de “I Filarmonici di Trento” e un grande coro maschile costituito da tre formazioni ossia Coro Coronelle di Cavalese, Coro Città di Ala e Coro Monti Pallidi di Laives.

La realizzazione del “Requiem nei Monti” è accompagnata dal fondamentale sostegno di vari Enti, sia pubblici che privati, che hanno creduto fortemente in questo evento celebrativo del Centenario.

Il Coro Coronelle di Cavalese, promotore del progetto, e tutti i protagonisti, esprimono quindi un sentito ringraziamento a Cantine Mezzacorona, Salewa World Bolzano, Cassa Rurale di Fiemme, Agenzia Allianz di Tesero, Distilleria Bertagnolli, Federazione dei Cori del Trentino, Provincia autonoma di Trento e Regione autonoma Trentino Alto Adige.

GLI APPUNTAMENTI

“Requiem nei Monti” con 90 coristi e 45 orchestrali

 

Trento – Duomo

Sabato 24 novembre 2018, ore 20,30

 

Bolzano Gries – Chiesa S. Agostino

Domenica 25 novembre 2018, ore 16,00

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Musica

«Je t’aime moi non plus»: compie 50 anni la canzone più censurata al mondo

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Nella foto Jane Birkin allora e adesso

Era il 15 agosto 1969 e dalla Francia arrivò la bomba “Je t’aime moi non plus“, una canzone che scandalizzò larga parte dei benpensanti del nostro paese, che si affrettarono a censurarla e a far sequestrare il disco.

Je t’aime… moi non plus è un singolo del musicista francese Serge Gainsbourg e dell’attrice britannica Jane Birkin, pubblicato nel 1969.

Il brano era stata originalmente registrato da Gainsbourg assieme all’attrice Brigitte Bardot nell’autunno del 1967, ma la sexy bionda francese poi ci ripensò e non volle più pubblicarlo.

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Verrà pubblicata soltanto nel 1986. Ma ormai non c’era più nulla di cui scandalizzarsi perché nel frattempo s’era visto e sentito ben altro.

Il brano ha provocato uno spropositato scandalo nell’estate del 1969, soprattutto in Italia e Regno Unito, poiché mima un rapporto sessuale in diretta.

La canzone è infatti una delle prime a trattare il tema dell’erotismo in modo così esplicito, con i suoi sospiri e le sue parole, che descrivono l’atto sessuale tra un uomo e una donna, e, con passaggi come «vado e vengo tra le tue reni» («Je vais et je viens entre tes reins» in francese), lascia poco all’immaginazione.

Nonostante l’erotismo esplicito il brano non può essere considerato pornografico: il carattere del brano è infatti malinconico e romantico, tipico esempio culturale della rivoluzione sessuale.

In seguito il brano finisce per divenire oggetto di numerose censure e sequestri, ma anche per riscuotere un grande successo discografico, cui fanno seguito un grande numero di reinterpretazioni, imitazioni e parodie.

Della canzone ne fanno addirittura una cover Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer, coppia regale del teatro e nella vita.

La riprende anche Ombretta Colli, da sola.

Ci si buttano pure all’estero: in inglese Donna Summer e Nick Cave con Anita Lane. Nel 1976 Gainsbourg dirige un film con lo stesso titolo: interpreti Jane Birkin e Joe Dallesandro.

 

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Musica

A Levico Terme i canti sacri al sorgere del sole

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Suggestivo appuntamento al sorgere del sole con i canti sacri nel parco di Levico Terme nell’ambito di “Vivere il Parco“, la rassegna musicale che anima l’estate del parco proponendo generi e stili musicali diversi pensati per portare i suoni fra gli alberi ed i fiori del parco.

Il concerto si terrà sabato 17 agosto ad ore 6.15 del mattino presso l’installazione Sequoia.

Si esibirà il Gruppo Vocale «Laurence K.J Feininger».

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Il gruppo è nato nell’anno giubilare 2000 con l’intento di valorizzare e far conoscere al pubblico l’immenso e trascurato repertorio sacro conservato nella celebre Biblioteca Musicale Laurence Feininger, presso il Castello del Buonconsiglio di Trento, una delle maggiori biblioteche di musica liturgica esistenti al mondo.

Le novità ritmiche, melodiche e interpretative del canto liturgico tardo e periferico proposte dal gruppo, dopo attento studio dei libri liturgici manoscritti e a stampa, sono assolutamente inedite nel panorama delle incisioni e dei concerti dedicati al canto gregoriano e svelano un volto sinora nascosto del tesoro musicale della tradizione cattolica.

Voci di Roberto Gianotti, Marco Gozzi e Salvatore De Salvo Fattor.

In caso di maltempo il concerto si terrà al chiuso.

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Musica

Gli ospiti della 76esima Mostra del Cinema : Roger Waters (Pink Floyd) e Mick Jagger (Rolling Stones)

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Roger Waters e Mick Jagger sono due mostri sacri della musica rock mondiale. E poterli incontrare in un festival del cinema è una grande occasione. Anche perché non essendo impegnati per un concerto, possono essere avvicinati più facilmente dai fans e questo gratifica molto.

Roger Waters, presenterà in anteprima al Festival il suo docufilm (Us + Them), distribuito successivamente nelle sale italiane dal 7 ottobre 2019. E’ la narrazione dell’ultimo tour mondiale del leader dei Phink Floyd, che ha toccato oltre 150 città in tutto il pianeta. Il tour si è concluso nel dicembre 2018, con un concerto a Monterrey in Messico.

George Roger Waters è nato a Great Bookham il 6 settembre 1943, ed è uno dei fondatori del gruppo pop Phink Floyd, nel 1965, con Syd Barrett.

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Gli altri membri sono stati David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason, Bob Klose.

L’assenza del padre, arruolatosi in guerra e morto nel 1944, resterà sempre un trauma nella vita del musicista britannico, perché lui non potè mai conoscerlo. Questo stato d’animo, si può percepire nel suo più grande successo “Another brick in the wall”, interpretato quando era parte dei Phink Floyd.

L’esperienza nel gruppo, per lui finirà nel 1984, quando deciderà di continuare la sua carriera di musicista come solista.

Tra i più grandi successi con i Phink Floyd ci sono “The dark side of the moon” del 1973, “Wish we here” del 1975, “Animals” del 1977, e l’album “The Wall”, pubblicato nel 1979, il successo più importante della Band, e uno degli album più venduti di sempre, ascoltatissimo anche oggi. Fu l’album (doppio) più venduto dell’anno in USA nel 1980. L’enorme successo segnò anche il gruppo, fino al 1983 con la pubblicazione dell’album “The Final cut”, a cui segui l’abbondono di Roger Waters.

Roger Waters torna a Venezia, dopo che i Phink Floyd (allora in causa contro di lui) tennero il mitico concerto del 1989 in Piazza San Marco davanti a 200.000 persone e fu trasmesso in mondovisione. Un evento che fu ricordato dalla canzone dei Pitura Fresca “Oi nemo a veder i Pin Floid”.

A Venezia c’erano il chitarrista David Gilmour, il tastierista Richard Wright e il batterista Nick Mason, che nel 1987 aveva inciso il disco “A momentary lapse of reason, ma non Roger Waters, che era uscito qualche anno prima dalla band.

Sir Micheal Philip Jagger, è nato a Dartford il 26 luglio 1943, ed ha fondato i Rolling Stones, una delle band più importanti della storia del rock.

Al Festival del cinema verrà per il film The Burnt Orange Heresy, diretto dal regista Giuseppe Capotondi, film di chiusura della Mostra del Cinema, realizzato in Italia sul lago di Como.

A partire dal 1962, in più di 50 anni di carriera i Rolling Stones, nati dal suo sodalizio musicale con l’amico Keith Richards, hanno realizzato tantissimi album, e hits mondiali, tra cui Satisfaction (1965), Sympatil for Devil, Paint it Black, in album famosi come Beggar’s Banquet e Let it Bleed.

E poi negli anni ’70 Angie (1973), Sugar Sugar, Smart me up e tante altre.

Mick Jagger, ha avuto una vita molto intensa, attraversando varie epoche, fin dagli anni 60, protagonista dell’atmosfera hippy london style.

La popolarità di Mick Jagger è planetaria, e come frontman dei Rolling Stones, ha condiviso con i Beatles, una stagione di rock in cui si sono divise le preferenze dei fans.

Mick Jagger vs John Lennon, era il leitmotiv di quegli anni, in cui il primo incarnava l’anima dissacrante, basti pensare al brano I cant get no satisfaction, mentre John Lennon e i Beatles, davano corpo ad un pop più melodico, comunque totalmente nuovo per quegli anni.

Ha avuto 8 figli, ed è diventato bisnonno. L’età non conta per Mick Jagger, visto che a 73 anni nel 2016 ha avuto un figlio della sua compagna ventinovenne Melanie Hamrick.

Nel 2003 è stato nominato dal principe Carlo D’Inghilterra Sir.

Ancor oggi, appena compiuti 76 anni, Mick Jagger mantiene l’entusiasmo di un tempo.

Phink Floyd e Rolling Stones sono nella classifica dei 10 musicisti e gruppi che hanno venduto più dischi nella storia.

Quest’anno al Festival del Cinema di Venezia, per gli appassionati di musica pop, l’occasione è veramente imperdibile per poter avvicinare due mostri sacri, protagonisti della scena musicale degli ultimi cinquantenni. E poter avere come ricordo, un autografo o una foto, ma anche un semplice saluto.

Nel programma di Roger Waters c’è infatti l’incontro con il pubblico, per cui non c’è possibilità di sbagliare, chi vuole conoscerlo stavolta può farlo, senza troppi filtri che ci sono ai concerti.

Per Mick Jagger, questo non è, per ora, in programma.

Di solito comunque le stars al di fuori degli impegni dei concerti, in occasioni di celebrazione come può essere il Festival del Cinema, sono propensi a concedersi ai fans e a gratificarli del loro affetto, anche per invogliare il pubblico a vedere il film che stanno presentando, lasciando un bel ricordo di sé.

Infatti un concetto molto importante, che magari sfugge, è che si diventa star, anche perché il pubblico ti sceglie, e ti ricambia con tanta affettività, spesso anche eccessiva. Molte stelle del cinema e della musica, lo hanno capito, e per loro diventa un piacere concedersi con autografi e selfie.

Quindi è probabile aspettarsi un mare di foto e autografi, per i più tenaci e fortunati.

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